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Riam Dean: discriminata per una protesi

Un grave fatto di cronaca dalla Gran Bretagna: Riam Dean, assunta come commessa da Abercrombie & Fitch viene retrocessa a magazziniera per colpa di una protesi al braccio. Quanto contano i canoni estetici sul lavoro?

di Redazione GirlPower 25 giugno 2009

A cura di Martina Braganti

 

riam_dean_1La storia che vi stiamo per raccontare è assurda e sebbene sia successa in Gran Bretagna probabilmente casi simili sono accaduti anche da noi. Molti adulti pensano che siano i giovani a non volere lavorare ma quando, come nel caso della giovane Riam Dean, si viene discriminati per una protesi al braccio l’unica cosa che ci viene da pensare è che sia la società orientata solo ed esclusivamente all’estetica a volere chiudere gli occhi. 

La ventiduenne, ora laureata in legge, ha fatto causa alla Abercrombie & Fitch. L’azienda stando alle accuse della ragazza l’avrebbe fatta prima lavorare come commessa per poi retrocederla a magazziniera per via della sua protesi al braccio. Protesi che la ragazza porta sin da quando era bambina e a cui al momento del colloquio di lavoro non aveva fatto riferimento. Pensate che dopo aver firmato il contratto ha ricevuto anche una sorta di manuale su come portare i capelli e anche sulla giusta lunghezza delle unghie. A quanto pare, vista la protesi, le era stato permesso di indossare anche nei mesi estivi un cardigan per coprire l’avambraccio. Tuttavia i manager le avrebbero poi detto che stava violando le regole sull’abbigliamento e che fino a quando non sarebbero arrivate le uniformi invernali avrebbe dovuto lavorare in magazzino. 

Questo marchio sembra essere famoso perché nei vari negozi i clienti vengono accolti da modelli e modelle vestiti in abiti succinti. Una portavoce dell’azienda americana ha detto: “Non possiamo discutere i dettagli di una questione non risolta, ma possiamo affermare che la descrizione che la signorina Dean ha fatto di quanto accaduto durante il suo periodo di lavoro presso la Abercrombie & Fitch è inesatto. Ci rammarichiamo che la Dean abbia ritenuto necessario rivolgersi ad un tribunale del lavoro. La Abercrombie & Fitch ha delle regole molto severe contro la discriminazione e contro gli abusi e si impegna a creare per i suoi impiegati un ambiente dignitoso in cui si sentano appoggiati” Non ci resta che aspettare e vedere cosa il tribunale deciderà. 

Cosa sarebbe successo se la signorina Dean durante il colloquio avesse detto della sua protesi? Se l’azienda è seria così come questa portavoce afferma sarebbe comunque stata assunta. Se invece bada solo all’estetica questa storia non ci sarebbe neanche stata. Non possiamo sapere dove stia la verità. E’indubbio comunque sia che nel mondo del lavoro ci siano delle forti e pesanti discriminazioni. In tutti gli annunci di lavoro viene richiesta esperienza ma anche e sempre una bella presenza. A questi punto ci piacerebbe scoprire cosa le aziende intendono con bella presenza. Misure da modella? Fisico perfetto senza alcuna imperfezione? Dovrebbero cambiare diversi parametri a partire dalla televisione. Ma la vita reale non è quella che vediamo sullo schermo. Non è quella fatta di paillettes e finti sorrisini (questi ultimi forse sì ci sono anche nella vita di tutti i giorni) e seno al vento. La vita quotidiana è fatta di persone, donne normali che vorrebbero lavorare .. ma che per qualche centimetro di altezza in meno o per una taglia in più si vedono soffiare il posto da qualcun’ altra. 

Foto e fonte: http://www.leggo.it/home_page.php?sez=HOME


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4
Commenti

cojon giovedì, 25 giugno 2009

Che vergogna!! :-(

Mi spiace tanto per Riam!!

n° 4
Arianna giovedì, 25 giugno 2009

Aggiungo

Dimenticavo..l'unica "fortuna" e lo metto tra virgolette, della ragazza è che può far causa.
Auguriamole in bocca al lupo.
Io personalmente non posso far causa a nessuno...purtroppo
E se ne avessi l'opportunità non potrei comunque farlo...perchè non lavorerei più

n° 3
Arianna giovedì, 25 giugno 2009

Vogliamo parlare dell'Italia?

In Italia non hai bisogno di avere una protesi per subire discriminazione o mobbing.
Prima di tutto in Italia se nasci impiegata muori impiegata, non c'è possibilità di cambiare settore tanto più se hai più di 30 anni.30 sei vecchio...
Più discriminati di così?

n° 2
Ale giovedì, 25 giugno 2009

assurdo!

è una cosa ingiusta, ogni persona ha il diritto d lavorare, è assurda una cosa del genere, poi si sentono molte signore che dicono che i giovani non vogliono lavorare.....

n° 1
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