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Mutilazioni genitali: il dramma continua

La terribile pratica delle mutilazioni genitali è diffusa soprattutto in Africa ma viene praticata anche da noi. Allo studio una risoluzione dell’Onu ma bisogna accelerare i tempi per far sì che questa orribile pratica venga abolita al più presto

di Redazione GirlPower 6 ottobre 2009

A cura di Martina Braganti

 

infibulazione_1_1Se pensate che l’orribile pratica delle mutilazioni genitali a cui sono sottoposte le bambine africane non riguardi anche il nostro paese, vi state sbagliando. I dati contenuti in una ricerca dello scorso mese di luglio commissionata dal ministero per le Pari Opportunità e presentata a una tavola rotonda dell'Associazione radicale "Non c'é pace senza giustizia", coordinata da Emma Bonino sono a dir poco inquietanti e preoccupanti. 

Sono infatti più di 1000 le bambine e le adolescenti immigrate da Paesi africani che hanno già subito, o potrebbero subire nel nostro Paese mutilazioni genitali. E non è di certo finita qui. Infatti sono circa 35 mila le donne immigrate già vittime di questa pratica o prima di venire qui o appena arrivate. 

Purtroppo quella delle mutilazioni genitali è una pratica estremamente diffusa e se consideriamo che nel nostro paese sono ben 110mila le donne provenienti dai paesi in cui appunto questa pratica viene ritenuta come un qualcosa di culturale sarebbe arrivato il momento di fare qualcosa di concreto affinché queste donne non portino per tutta la vita le conseguenze fisiche e psicologiche che una mutilazione del genere può avere. 

Secondo Aldo Morone, il direttore dell'Istituto nazionale Migrazione e povertà "E' una contraddizione cercare di lottare contro le mutilazioni e rendere difficoltoso, per gli immigrati non in regola, l'accesso al servizio sanitario nazionale". 

E’ l’Africa a detenere l’infelice primato di mutilazioni genitali dove sono ben 91,5 milioni le donne vittime di questa assurda pratica. L’obiettivo indicato da Emma Bonino è una risoluzione entro l’anno dell'Assemblea generale dell'Onu sulla messa al bando delle mutilazioni genitali femminili. In Italia, la maggiore concentrazione di chi ha subito queste pratiche si trova in Lombardia,Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Lo studio ha stimato che entro il 2050 saranno 30-40 mila le under 17 mutilate sessualmente. A quella data, si ipotizza che nel nostro paese la pratica sarà estinta. 

Elisabetta Belloni, direttrice dell'Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri dice: "C'é un problema sanitario immediato ma anche le conseguenze sono drammatiche. E' un dovere morale far sì che quelle donne che hanno subito le violazioni possano riconquistare uno standard di vita più accettabile". Giustissimo: un aiuto, un sostegno psicologico è già un bel passo in avanti. Ma forse dovremmo fare contemporaneamente anche uno indietro. Non si discute sul fatto che debba essere rispettata la libertà altrui ma forse sarebbe il caso di vietare immediatamente questa pratica intanto nel nostro paese sperando poi che anche gli altri aprano gli occhi di fronte a delle vere e proprie tragedie umane. 

Fonte: http://donna.tiscali.it/


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Commenti

Danilo lunedì, 22 febbraio 2010

Sostituiamo femminile con bambini

È molto strano che non si parli mai di mutilazioni genitali sui bambini ma solo di mutilazioni genitali femminili. Perché questa disparità di trattamento? I bambini perché maschietti devono sopportare questa mutilazione? La pratica della circoncisione oltre ad essere una mutilazione al pari di quella femminile, il risultato è rendere insensibile una parte del corpo attraverso una esportazione chirurgica, crea dolore e fastidio per un periodo piuttosto lungo, lo strofinamento di quella parte genitale sugli indumenti è doloroso finché la parte stessa non si desensibilizza. Allora per favore facciamo una campagna senza esclusioni e discriminazioni, le mutilazioni sui bambini sono una cosa barbara punto. Togliamo la parola "femminile" e sostituiamola con "sui bambini".

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