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Leila musulmana sexy (e non è la sola)

a cura di Martina Ciullo

28 marzo 2006

Leila Vs Burqa: qual e' la vera situazione delle donne in Oriente?


Wafah Dofour, nipote di Osama Bin Laden e Afef Jnifen. Sotto Leila Ben Khalifa

Diciamocelo: Leila non e' certo il prototipo di donna orientale che noi tutti immaginiamo. Una ragazza estremamente bella, che indossa vestiti scollati, all'occorrenza mangia carne di maiale, non dice le cinque preghiere giornaliere rivolta verso La Mecca e va a fare un reality non e' davvero l'idea di donna musulmana che ci e' stata inculcata in mente da libri, telegiornali e film.
Leila e' venuta in Italia per studiare pittura, dice, eppure e' approdata al Grande Fratello. Poi, a Buona Domenica, ha dichiarato di aver deciso di andare a fare un reality perche' "e' una scorciatoia per arrivare al mondo dello spettacolo e consente di arrivare alla televisione senza scendere a compromessi". (Ultima notizia: anche la che la nipote di Bin Laden vuole fare televisione e sfondare nel mondo discografico come cantante: per ora ha gia' debuttato con un calendario in cui e' piuttosto svestita.)

Sono molte le giovani donne musulmane che emigrano in paesi come l'Italia, la Germania, la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti, a volte in cerca del successo mediatico, più spesso solo per avere la possibilita' di studiare, di fare un lavoro come il medico, la giornalista o la modella, e di poter vivere senza paura e senza veli. Nei loro paesi questa possibilita' non c'e' per tutte le ragazze: solo alcune possono farlo, ringraziando i genitori, che, invece di programmare per loro un matrimonio di convenienza, decidono di offrire alle figlie tutte le opportunità per realizzarsi nella vita futura.

Purtroppo, per una di queste ragazze dai lineamenti esotici che arriva al successo, per una Leila che arriva al Grande Fratello, ce ne sono solo poche centinaia che possono andare a studiare all'estero, sposare l'uomo che desiderano, anche se straniero, e vivere dove vogliono. Ce ne sono invece altre migliaia che non arrivano nemmeno a fare gli studi superiori: a molte addirittura viene solo insegnato il Corano a memoria, perche' non serve che una donna studi. E poi la procedura e' quella classica: un matrimonio combinato, molti figli, e una vita uguale a quella della propria madre, e della propria nonna, senza opportunita'. Vedendo Leila, cosi' disinvolta e "normale", non sembra possibile che venga da un paese dove esistono situazioni che oltrepassano il limite della civilta': si corre il rischio di dimenticare che lo Yemen, l'Arabia Saudita, l'Afghanistan, la Tunisia, non sono solo gli splendidi paesaggi da cartolina che ci vengono proposti dai tour operator, e nemmeno sono solo i villaggi turistici in riva al mare.



Questi paesi sono anche luoghi desolati e distanti centinaia di chilometri dalle grandi citta', aree desertificate, villaggi senza acqua o corrente elettrica, strade straripanti di donne velate che rischiano di farsi investire dalle auto poiche' non vedono quasi nulla attraverso il burqa.
Devono venire in mente a tutti le torture che queste donne sono costrette a subire, come l'infibulazione, che purtroppo in paesi come l'Arabia, la Somalia e altre regioni africane, viene ancora praticata a moltissime bambine, non appena queste raggiungono la puberta'. Non bisogna nemmeno dimenticare che, anche se siamo nel 2006, le donne che commettono adulterio vengono lapidate in piazza. Lo stupro di bambine e' all'ordine del giorno, poichè un uomo puo' decidere di comprare una bambina di sette anni per farne la sua sposa. Non e' raro che ragazze di 15, 16 anni, che qui sono poco piu' che ragazzine, nei paesi arabi abbiano gia' messo al mondo tre o quattro figli. E' tragica la storia raccontata nel libro-confessione "Non sottomessa", che racconta della donna musulmana condannata a morte per aver scritto la sceneggiatura del film di Theo Van Gogh, ritenuto blasfemo dai fondamentalisti islamici.

Non esiste la libertà di stampa per le donne, e nemmeno di pensiero. Alla luce di ciò, diventano ancora più preziose quelle testimonianze che ci sono giunte attraverso libri come "Schiave", "Mai senza mia
figlia", Bruciata viva", "Vendute".
Sono storie dure, crude, autentiche dalla prima all'ultima riga, che raccontano di come alcune donne sono riuscite a riconquistare la propria vita, ma a caro prezzo.
Ci sono madri e figlie costrette a vivere sotto falso nome, da qualche parte, per evitare di essere ritrovate e uccise. Alcune sono state sfigurate e mutilate, altre murate vive. Per altre persiste la condizione di schiavitù, e forse non finirà mai.
Hanno un valore immenso questi racconti, se pensiamo che ci sono donne che per vedere pubblicato il loro libro hanno rischiato e continuano a rischiare la vita ogni giorno. Da queste testimonianze traspare la forza di sopravvivere una vita che non e' la vita che conosciamo noi. Una vita in cui non ci sono diritti, ma solo obblighi. E' positivo che sentendo parlare di donne arabe ci vengano in mente anche quegli esempi di ragazze che, come Leila, emancipandosi e andandosene dal loro paese, sono venute qui in cerca di fortuna, e l'hanno trovata.
Significa che le cose stanno iniziando a cambiare.
Ma non vanno dimenticate le donne che tutti i giorni compiono lavori faticosi come portare l'acqua dal pozzo alla cisterna di una casa. Donne che sono ancora trattate come schiave, che sono vendute fin da bambine per soddisfare i capricci di uomini ricchi che possono ripudiarle per una ragione qualsiasi e distruggere loro la vita, poiche' una donna ripudiata non trovera' più nessuno disposto a sposarla, e la sua famiglia d'origine non la riaccoglierà più. Vanno ricordate queste donne che si sentono in dovere di partorire figli maschi, perche' nei paesi musulmani è il maschio colui che viene considerato come un Dio in terra, e la donna non vale niente.
Leila e' stata un esempio positivo, uno dei tanti passi avanti, mirati a far capire a tutti che tenere queste donne in uno stato di perenne schiavitu' e' ingiusto, oltre che inutile. Leila ha saputo dimostrare che e' sbagliato limitarsi a dire che i paesi arabi sono culturalmente arretrati o fermi al medio evo, e che quindi l'attuale condizione delle donne non può essere modificata, se non dal passare del tempo.

E questi paesi non hanno nemmeno solo bisogno che gli venga insegnata la democrazia attraverso la guerra, come gli americani sostenevano. Ciò di cui realmente hanno bisogno, è riuscire a dare piu' fiducia alle donne, e considerarle finalmente esseri umani, esattamente come lo sono gli uomini. Il giorno in cui smetteranno di farsi scudo del Corano per proclamare guerre, maltrattare le mogli e sottomettere le figlie, quel giorno potremo davvero dire che è arrivata anche da loro la democrazia. E' proprio per questo che la partecipazione di una ragazza tunisina e di fede musulmana a un reality frivolo come il Grande Fratello, anche se è solo un piccolissimo passo, ci ha rallegrati piu' che se il concorrente fosse stato dell'ennesimo modello, o velina, o fidanzata del calciatore di turno

Libri da leggere:
Mai senza mia figlia, di Betty Mahomoody
Schiave, di Jean P. Sasson
Vendute, di Zana Muhsen

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Commenti dal 12 al 16
(16)

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DFFD venerdì, 23 luglio 2010

Un Bel V:F:C A Tutti Quanti Voi Infami

Sei Un Branco Di PPNR Sempre A Mettere Il Becco . Perche Non Ve Ne Andate A FCL Ptn Di Merda.

n° 16
mohamed sabato, 28 novembre 2009

leila

leila e una diavola del linferno

n° 15
Noor sabato, 8 settembre 2007

Alcune riflessioni...

Credo che la questione della condizione della donna nell'Islam o almeno una tale focalizzazione su di essa sia frutto di un'esagerazione mediatica perchè sono molto d'accordo con samyr sul fatto che noi donne musulmane siamo molto più libere delle cristiane e puoi fidarti se te lo dice una convertita che quindi ha partecipato di entrambe le realtà...libertà non vuol dir solo essere libere di vestirsi come s desidera ma esserlo dentro : prima pure io ero schiava del trucco ad esempio ma ora ne faccio volentieri a meno benchè il trucco leggero non sia vietato perchè so che i nostri uomini ci apprezzano soprattutto per altre cose ed anzi un'ostentazione eccessiva li disturberebbe, e comunque mi sento a mio agio perchè ho scoperto che quelle cose non ci rendono migliori.

Per quando riguarda Leyla posso solo dire che è il prodotto perfetto di una colonizzazione che ha violentato la loro cultura purtroppo irrimediabilmente e forse neppure lei se ne rende conto ma non me la sento di esprimere giudizi su di lei perchè Dio ne sa di più, posso solo dire che io non mi comporterei cosi e molte sorelle sono d'accordo con me come hai avuto modo di leggere.Nascere musulmani non vuol dire esserlo e a nessuno di noi farebbe piacere sentire che Leyla è il nostro emblema perchè ci sono molti modi di far valere i propri diritti oltre a spogliarsi omologandosi ad un modello estraneo a noi.

Nell'articolo parlavi dello Yemen... beh io ci ho vissuto per studio e t posso assicurare che le donne pur essendo coperte godono di indennità e d un rispetto che qui non ho mai neppure immaginato, lavorano e guidano l'auto, e t consiglio di fare altre letture rispetto a quelle che segnali perchè mi pare che non ti manchino le capacità di giudizio.

n° 14
crystal venerdì, 24 agosto 2007

x samir e co

invito ki parla male degli italiani e in particolare delle italiane a ritornare nel loro paese...se nn vi andiamo bene tornate al vostro paese...ke cosa siete venuti a fare in italia??! se invece volete restare:adattatevi!!!!! xkè l italia è cosi e nessuno la cambia e soprattutto nn voi...anke xkè se noi veniamo nei vostri paesi c adattiamo e vi rispettiamo e anzi se bisogna x nn offendervi ci copriamo anke il capo quindi........aprite un pò la vostra mente!!!!!!!!!

n° 13
crystal venerdì, 24 agosto 2007

vergognati dadosh

ke cavolo vuol dire le donne musulmane hanno la loro dignità ??! xkè quelle italiane no??!
cosa vuoi saperne tu??!nn giudicare ki nn conosci...
e se sei qui solo x quello..sei tu quello senza morale,senza valori,xkè noi qui li abbiamo,anke se mettiamo la minigonna o c trucchiamo...e ritorna pure al tuo paese xkè le italiane preferiscono gli italiani!!!

n° 12
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