194: la legge sull'aborto fa ancora discutere
In alcuni ambienti politici e religiosi c'è chi chiede una revisione della legge che disciplina l'aborto.Ma le donne si mobilitano in difesa della laicità dello Stato e della libera scelta
Era
dal 1978 che non tornavano in piazza donne di
diversa estrazione sociale, culturale e di età tanto
diverse, tutte per
un solo motivo: una
convinta e pacifica difesa della legge 194,
quella che disciplina l’interruzione di gravidanza.
Era trent’anni fa, e si trattava allora appunto di legiferare
in merito al fenomeno diffuso, crescente e pericoloso degli
aborti clandestini dei cosiddetti
“cucchiai
d’oro” e delle “mammane”,
quegli aborti che avvenivano nel chiuso di una stanza in condizioni
igienico - sanitarie terribili, e che spesso oltre alla vita del feto
si portavano via anche quella della madre.
Ma il problema
dell’interruzione di gravidanza è molto delicato
anche oggi, perché se è
vero che con l’applicazione della legge 194 queste sono
diminuite in maniera sensibile, e che il tasso di mortalità
delle madri è crollato o quasi nullo, non possiamo ignorare il fatto che
si presentino alcune questioni etiche non così sentite in
passato.
Il dibattito è molto acceso e sono in contrapposizione due principali ordini di pensiero.
Da un lato si pone chi ritiene che la legge 194 sia sufficiente e che
contenga in sé anche una risposta a questi problemi etici,
mentre dall’altro si alza la voce di alcuni intellettuali e
giornalisti tra i quali ricordiamo Giuliano
Ferrara e la sua lista “ProLife, aborto? No, grazie!”.
Ad
avvelenare il clima sono intervenuti diversi fatti. In primo luogo la
proposta di Ferrara di una moratoria
da presentare in sede Onu, allo scopo di
condannare l’interruzione di gravidanza quale metodo di
controllo delle nascite e di “selezione” dei feti
da far nascere.
Detto in parole semplici, chi ha assunto questa posizione contrasta ad
esempio il cosiddetto “aborto
terapeutico”, quello che la madre e il
padre congiuntamente (o anche la sola madre, in casi estremi)
possono decidere oltre la ventunesima settimana di gravidanza, se gli
esami danno un’alta percentuale di
probabilità che il feto presenti delle malformazioni
invalidanti o letali una volta nato o anche nel
proseguimento della gravidanza.
Senza considerare anche quei casi in cui il portare avanti la
gravidanza presenti dei seri rischi per la vita della madre stessa.
A queste obiezioni la legge
effettivamente in parte risponde già,
quando afferma che “l'interruzione volontaria della
gravidanza[…], non è mezzo per il controllo delle
nascite” e che “l’'interruzione
volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni,
può essere praticata quando la gravidanza o il parto
comportino un grave pericolo per la vita della donna; quando
siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a
rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un
grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.”
Rimane in sospeso il
dramma di quei feti espulsi con aborto terapeutico,
risultati agli esami post-mortem perfettamente sani. Per quei feti
estremamente prematuri che invece nascono vivi, la legge dice
testualmente “Quando sussiste la
possibilità di vita autonoma […] il medico che
esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la
vita del feto.”
Si
tratta di qualcosa di
estremamente difficile da esaminare, se si vuol
restare in un ambito, come quello dello stato
italiano, laico
e non confessionale. Con questa precisazione si
vuole individuare una
radicale differenza tra ciò che la religione considera
giusto oppure no, e
ciò che invece la società riconosce come
moralmente accettabile, eticamente
condivisibile.
Questa dicotomia è imprescindibile e lascia spazio alla
libertà di scelta (in nome della quale attraverso
un referendum è stata affermata la volontà di non
abrogare la legge 194, con numeri importanti) e sgombra in
parte il campo da tante facili accuse di presunto egoismo o
crudeltà di donne che abortirebbero per salvare se stesse
dalla povertà o da una vita senza possibilità di
carriera o successo.
Un cattolico credente e la stessa Chiesa non potranno mai affermare che
l’aborto sia giusto, né di
condividerlo, perché secondo i principi morali e gli
insegnamenti del cattolicesimo non è contemplata solo la
difesa della vita della madre, ma anche quella del feto, essere umano
fin dal concepimento.
Ed è per questo che non considera a maggior ragione
moralmente accettabile l’aborto terapeutico.
Ma
attenzione, perché se questa posizione legittima e
rispettabile della Chiesa e di tutti coloro che la condividono rimane
comunque minoritaria, pensare
ad una moratoria da portare all’Onu,
montare un caso politico,
rischia di creare un clima di vera e propria caccia alle streghe.
Ed ecco che viene naturale il riferimento ad un altro episodio
drammatico di questi giorni, con l’irruzione in un ospedale
su segnalazione anonima di forze dell’ordine che hanno
sottoposto ad un serrato interrogatorio una donna che aveva appena
subito un intervento per aborto terapeutico, affrontando un momento
difficilissimo e un trauma indelebile, peraltro secondo i termini di
legge.
Ecco allora che se
è vero che l’aborto non può essere la
soluzione ad una condotta sessuale irresponsabile
(i metodi contraccettivi esistono e sono sicuri), rimane comunque una
possibilità che le donne hanno conquistato di affermare una
libertà di decidere di se stesse.
Senza tralasciare il fatto che la
stessa 194 ha istituito i consultori familiari,
da qualcuno visti come “abortifici”,
da altri invece difesi in quanto strumenti importanti per i giovani che
sanno di potersi rivolgere a medici ed esperti, e di trovare un aiuto e
magari anche una mano se decidono di tenere il loro bambino.
Perché l’interruzione di gravidanza non
è una cosa semplice, né da decidere,
né da affrontare, né da portare con sé
per il resto della vita. E chi gioca
sull’ambiguità, chi
sta cercando di imporre il suo personale punto di vista dovrebbe fare
attenzione a non suscitare una reazione di rimbalzo
dell’orgoglio femminile (e
perché no, anche di molti uomini) che sente di
non voler rinunciare a questa importante legge, per non rinfocolare
certe pratiche clandestine pericolosissime per la società e
le singole persone.






staimo attenti
La legge 194 è stata un conquista, perchè preserva la salute di molte donne durante una scelta difficile e lotta contro la illegalità.
Si è arrivati a un punto nel quale vengono a confronto la giustizia e i diritti umani contro una molto velata e subdola volontà di mistificare "la libertà di scegliere sul mio corpo" con la volontà di selezionare la razza...stiamo attenti, nessuno accetta più la sofferenza, ci vogliono tutti belli senza problemi, non vogliono più malattie e infermità...non è che ci stiamo avvicinando a una nuova selezione artificiale umana?? io ho paura.
Re: staimo attenti
non tutti i metodi concezionali funzionano al 100% e diciamoci la verità, gli incidenti capitano. Una donna ha il DIRITTO di scegliere cosa fare della propria vita! Luttazzi disse che se fosse l'uomo a rimanere incinta allora si abortirebbe anche dal barbiere, non è forse la verità? Viviamo in una società maschilista dove ognuno, soprattutto i maschietti, si fa i propri porci comodi. Chi lo dice che una donna deve essere per forza madre? Qui non si tratta di selezione di razza, si tratta di scelte personali, perchè una donna ama sempre il figlio che porta in grembo, che sia sano o no, ma perchè fare una vita di stenti o piena di sofferenza per un errore o un incidente? L'aborto è una cosa orribile e lo dico io che l'ho fatto, ma va salvaguardato perchè è un'alternativa importante (se verrà abrogata la legge torneranno ad esserci aborti clandestini ovviamente, non sarebbe peggio allora?)
Giu le mani dalla 194
Ma non ci sono argomenti più importanti per entrare in politica? Caro GIULIANO FERRARA
GIU LE MANI DALLA LEGGE "194" GIU LE MANI DALLE DONNE NON NE POSSIAMO PIU' W LA DONNA W LE LESBICHE W LA FEMMINILITA' W LA LEGGE 194
FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE E NON DISTRUGGETE CIO' CHE VALE E CHE FUNZIONA
MA CHE BRUTTO VIAIO CHE AVETE TUTTI VOI POLITICI
Re: Giu le mani dalla 194
gentilissima Jenny,
nonostante la tua idea possa essere condivisa da una vasta schiera di adolescenti, femministe, lesbiche, ecc (categorie le cui "esponenti" non mi sembra abbiano un gran numero di figli), penso che le donne non debbano poter scegliere di uccidere il loro,( anzi PARZIALMENTE loro visto che i figli si fanno in due) bimbo solo perchè hanno deciso così, magari perchè non hanno una relazione stabile, e che debbano essere aiutate a risolvere i problemi dai quali dipende la loro scelta...non incentivate ad abortire!
voglio infine ricordare una cosa...
il diretto interessato è colui che viene ammazzato, non la donna.
Re: Giu le mani dalla 194
> Ma non ci sono argomenti più importanti per entrare
> in politica? Caro GIULIANO FERRARA
> GIU LE MANI DALLA LEGGE "194" GIU LE MANI DALLE
> DONNE NON NE POSSIAMO PIU' W LA DONNA W LE LESBICHE
> W LA FEMMINILITA' W LA LEGGE 194
>
> FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE E NON
> DISTRUGGETE CIO' CHE VALE E CHE FUNZIONA
>
> MA CHE BRUTTO VIAIO CHE AVETE TUTTI VOI POLITICI
"FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE.." come insegnare l'Italiano e a parlare con cognizione di causa.
Si risolverebbero un sacco di problemi, lo ammetto.
W LE DONNE, LE LESBICHE, GLI ERMAFRODITI, I KOALA E LE SORPRESE DEGLI OVETTI KINDER.
quando il ragionamento fila...
La storia dei problemi di coscienza con cui le nostre donne affrontano l'aborto è una fandonia. Qualsiasi medico può confermarvi che il 90% degli aborti è praticato da ragazzine che l'hanno combinata grossa e da donne che non se la sentono di perdere i vantaggi del non essere madre.
La cosa preoccupante è che si sta facendo di tutto per minimizzare e sdrammatizzare questa pratica, ricorrendo a metodi sempre meno invasivi e inculcando alle nostre ragazze che non c'è nulla di male nel grattare via minuscolo ammasso di cellula dal proprio utero. Quando poi si accenna alla coscienza dell'individuo, ecco che vengono fuori le accuse di bigottismo e di integralismo religioso.
Se questo articolo avesse avuto un minimo di imparzialità e di rigore giornalistico avrebbe precisato che i sostenitori della moratoria contro l'aborto non chiedono, in fondo, altro che l'applicazione dell'intero testo della 194, soprattutto della parte che impone ai medici e agli assistenti sociali di fare il possibile per dissuadere la donna dall'abortire, offrendo soluzioni adeguate a fare fronte a situazioni critiche. Oggi la 194 viene quotidianamente violata dal personale medico ma, non essendoci sanzioni a riguardo, è diventata ormai una consuetudine.
Consiglio inoltre alle tanto orgogliose abortiste di farsi un giro su Abort74.com, per vedere cosa finisce nel bidone dell'immondizia, ogni giorno, in migliaia di ospedali, grazie al loro sacrosanto diritto all'autodeterminazione.
La legalizzazione dell'aborto era necessaria per evitare che tale pratica fosse eseguita clandestinamente? Bene, allora istituiamo anche noi la stanza del buco per quei poveri drogati che rischiano ogni giorno di prendersi qualche infezione, creiamo una terza corsia per gli ubriachi. E poi chi ha stabilito che la vita di una donna che decide di uccidere il proprio figlio abbia più valore di quella del malcapitato innocente?
Re: quando il ragionamento fila...
Il sito così come lo citi risulta inesistente. Puoi essere più preciso per favore?
Re: quando il ragionamento fila...
> Il sito così come lo citi risulta inesistente. Puoi
> essere più preciso per favore?
>
>
>
http://www.abort73.com/HTML/I-A-4-photos.html
Il sito comunque è www.abort73.com.
Ovviamente è contro l'aborto, ma le immagini riportate valgono molto più di mille appelli sul valore della vita.
R: Re: quando il ragionamento fila...
Abusi
Salve, vi prego di leggere fino in fondo, per cortesia.
Voglio comunicare questo messaggio a tutti i moderatori che stamattina sono stati coinvolti nella questione "aZZimo" e voglio parlare "civilmente" (come ha detto uno di voi) in modo che questo messaggio non possa essere considerato "vandalismo" ma rimanere per sempre come una cicatrice a monito sia per voi che per altri utenti che si ritrovertanno nella mia situazione.
Adunque: ieri un amministratore ha spostato la pagina "Pane azimo" a "Pane azzimo" perché, come avevo invano tentato di far notare, è quest'ultima il termine italiano più corretto e comune. A quel punto, ho cambiato sia le parole che i "wikilink" in alcune pagine dove veniva nominato il pane "aZimo", come farebbe un qualunque utente benintenzionato per migliorare Wikipedia. Risultato? Le mie modifiche, corrette, sono state sistematicamente cancellate ogni volta che venivano fatte a distanza di un minuto. Perché? Perché io sono io, evidentemente. Perché me la sono presa con quei moderatori che sostenevano che avessi torto quando invece avevo ragione, ma non posso farci niente io: se la verità è così e voi invece dite cosà, anche contro il parere di vostri colleghi, che stimo decisamente più di voi, quali Salkaner e Number55, non è il potere che potete esercitare nei miei confronti a rendere vero quel che dite voi e falso quel che è vero. Viene da chiedersi chi è che sta effettivamente facendo "edit-war"... Inoltre, lo stesso errore è stato fatto per "caffè": sono convinto che nessuno di voi lo pronunci "caffé" come in francese e sono altrettanto convinto che nessuno di voi si sarebbe mai sognato di annullare le modifiche che avevo fatto a riguardo se non fossi stato io a farle. Quel che ne ho dedotto è che chi ne ha il potere preferisce di solito rispondere con la forza alla verità. Certo, è verissimo che mi sono comportato male prima con alcuni di voi, e spero di non essere più tentato, o spinto come in un caso, a raccogliere provocazioni, ma quando il torto di una persona è evidente e dimostrato anche dalle pagine di Wikipedia e da altri amministratori io non dico: "Va bene, hai ragione tu." solo perché colui a cui mi rivolgo sta più in alto di me. Io non faccio queste cose, anzi, è scandaloso, a mio parere, che chi dovrebbe aiutare Wikipedia a migliorare invece mette al primo posto il proprio orgoglio, le proprie "questioni personali" dimenticando il suo ruolo. Questo ce lo si aspetta da normali utenti, vandali magari, ma non certo da chi dovrebbe invece impedire combattere questo genere di cose. Anch'io ho sbagliato, lo ripeto, ma io non devo rendere conto a nessuno: voi, invece, dovreste evitare del tutto queste cose, non dovreste abbassarvi al livello di chi punite, altrimenti perché sareste migliori di lui? Perché avete un nome admin, una password e sufficiente potere da rischiare di abusarne? Vi prego di riflettere su questo. Non mi aspetto le vostre scuse, ho imparato a conoscerne un paio di voi (uno in particolare) e non sono così stupido da aspettarmi l'impossibile, gradirei solo che ora mi lasciaste apportare le modifiche, che non farò subito adesso, corrette senza ricadere di nuovo nell'errore che avete continuato a commettere per tutta la mattina.
E spero che la mia vicenda sia d'esempio per il futuro.
Ciao.
Scrive l'autrice per Spartan 911
Perdona la franchezza, ma temo che tu come del resto io abbiamo ecceduto nel nostro zelo di assumere il nostro come un punto di vista assoluto. Io non difendo la 194 con l'intento di dichiararmi fiera della pratica dell'aborto, ci mancherebbe. Ma quello che nemmeno tu ammetti è il fatto che molte donne e anche quelle ragazzine che "l'hanno combinata grossa" non rinunceranno comunque ad abortire, quale che ne sia il motivo, dalla minaccia di perdere il posto di lavoro (non dimenticare il dramma degli aborti di donne che avevano firmato "in bianco" le dimissioni in caso di maternità), alla inadeguatezza dovuta alla assoluta immaturità, alla violenza. Io non interrompererei mai una gravidanza, e non ho fatto analisi di nessun tipo per vedere eventuali problemi, perchè avrei accettato i miei figli comunque, anche a costo di un grande dolore.(come avrai capito sono madre, e non di un figlio solamente) Ma come dico anche nel mio pezzo, una scelta del genere la si fa in coscienza. E se è vero che sarebbe molto più positivo partorire comunque, in una struttura sanitaria, e poi dare il bambino in adozione, è anche vero che non sempre è l'irresponsabilità a causare una gravidanza indesiderata. Poi io sostengo che i figli siano un dono, ma non concepisco che per mera opportunità politica si speculi su di un tema eticamente sensibile, lo dico sinceramente. E la moratoria è questo. Non l'applicazione completa della 194, Ferrara stesso ha dichiarato che vuole rivederla, modificarla. Inoltre, e poi chiudo il mio intervento, nei consultori sono presenti anche tra i medici (non parliamo dei "finti obiettori" che sono gli stessi che fanno la morale e poi operano nelle cliniche a costi assurdi)persone pronte ad aiutare e sostenere chi decide di non abortire, e potrei citarti tanti esempi, a partire dai volontari del Centro di Aiuto alla Vita, che forse già conosci. Non so se mi sono spiegata, ma vorrei solo farti capire che sono molto meno abortista di quello che credi, e che forse appare dall'articolo.
Un saluto e grazie, anche se vorrai continuare a parlarne nei giusti toni, come ora. Sara
Scrive Spartan 911 per l'autrice
> Perdona la franchezza, ma temo che tu come del
> resto io abbiamo ecceduto nel nostro zelo di
> assumere il nostro come un punto di vista assoluto.
> Io non difendo la 194 con l'intento di dichiararmi
> fiera della pratica dell'aborto, ci mancherebbe. Ma
> quello che nemmeno tu ammetti è il fatto che molte
> donne e anche quelle ragazzine che "l'hanno
> combinata grossa" non rinunceranno comunque ad
> abortire, quale che ne sia il motivo, dalla
> minaccia di perdere il posto di lavoro (non
> dimenticare il dramma degli aborti di donne che
> avevano firmato "in bianco" le dimissioni in caso
> di maternità), alla inadeguatezza dovuta alla
> assoluta immaturità, alla violenza. Io non
> interrompererei mai una gravidanza, e non ho fatto
> analisi di nessun tipo per vedere eventuali
> problemi, perchè avrei accettato i miei figli
> comunque, anche a costo di un grande dolore.(come
> avrai capito sono madre, e non di un figlio
> solamente) Ma come dico anche nel mio pezzo, una
> scelta del genere la si fa in coscienza. E se è
> vero che sarebbe molto più positivo partorire
> comunque, in una struttura sanitaria, e poi dare il
> bambino in adozione, è anche vero che non sempre è
> l'irresponsabilità a causare una gravidanza
> indesiderata. Poi io sostengo che i figli siano un
> dono, ma non concepisco che per mera opportunità
> politica si speculi su di un tema eticamente
> sensibile, lo dico sinceramente. E la moratoria è
> questo. Non l'applicazione completa della 194,
> Ferrara stesso ha dichiarato che vuole rivederla,
> modificarla. Inoltre, e poi chiudo il mio
> intervento, nei consultori sono presenti anche tra
> i medici (non parliamo dei "finti obiettori" che
> sono gli stessi che fanno la morale e poi operano
> nelle cliniche a costi assurdi)persone pronte ad
> aiutare e sostenere chi decide di non abortire, e
> potrei citarti tanti esempi, a partire dai
> volontari del Centro di Aiuto alla Vita, che forse
> già conosci. Non so se mi sono spiegata, ma vorrei
> solo farti capire che sono molto meno abortista di
> quello che credi, e che forse appare dall'articolo.
> Un saluto e grazie, anche se vorrai continuare a
> parlarne nei giusti toni, come ora. Sara
Certamente manifesto il mio punto di vista in modo chiaro e deciso, ma non faccio il giornalista di professione e non sono tenuto ad alcun codice deontologico. Cerco comunque di non omettere da quello che scrivo argomentazioni opposte alle mie. Un conto è sostenere una tesi contro un'altra, altra cosa è sostenerla senza considerare adeguatamente le ragioni della parte avversa.
Riguardo a quello che dici, dovresti sapere che qualsiasi contratto (regolare o in nero) non tollera l'apposizione di condizione risolutiva in caso di maternità. Anche se un contratto prevedesse il licenziamento (o anche solo la mancata corresponsione dello stipendio durante la gravidanza), tale condizione verrebbe automaticamente annullata "ex lege". Cerchiamo quindi di essere chiari su questo genere di cose, perché la mancanza di informazioni corrette, specie su questo argomento, può portare spesso a tragici epiloghi.
Riguardo al resto delle tue affermazioni, seppur non a mente serena, posso condividere l'aborto in caso di stupro, gravi malformazioni del feto o gravidanze a rischio. Ma dato che questi casi costituiscono un esigua parte degli aborti che ogni anno si eseguono nel nostro paese, non riesco a capire per quale ragione ci si debba opporre a una correzione della 194, in modo da vietare l'aborto diventi un modo squallido per liberarsi di un fardello.
Basterebbe tipizzare i casi in cui l'aborto è consentito, o perlomeno sottoporlo all'autorizzazione di un tribunale, per prevenire le migliaia di uccisioni che ogni anno avvengono per FUTILI MOTIVI.
Non stiamo discutendo del nostro colore preferito o del nostro partner ideale, ma della vita di esseri umani.
E' assai semplice condizionare la mente di un adolescente. Per questo motivo occorrerebbe offrire una panoramica più ampia e seria dell'argomento, e non le solite velate accuse di bigottismo e proibizionismo.
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
Tu scrivi: "Riguardo a quello che dici, dovresti sapere che qualsiasi contratto (regolare o in nero) non tollera l'apposizione di condizione risolutiva in caso di maternità. Anche se un contratto prevedesse il licenziamento (o anche solo la mancata corresponsione dello stipendio durante la gravidanza), tale condizione verrebbe automaticamente annullata "ex lege". Cerchiamo quindi di essere chiari su questo genere di cose, perché la mancanza di informazioni corrette, specie su questo argomento, può portare spesso a tragici epiloghi."
Non parlo senza dubbio di contratti validi dal punto di vista giuridico, stipulati da due contraenti, ma di dichiarazioni "spontanee", diciamo così, fatte firmare in bianco, manca solo la data, nelle quali si manifesta la propria "volontà" di dimettersi dal posto di lavoro. E la giusta causa non è certo la maternità. Inattaccabile giuridicamente e fino a qualche tempo fa passivamente accettata dalla nostra legislazione. Se avessi un po' di tempo potresti vedere la condanna della commissione europea delle pari opportunità in questo senso, e la legge approvata in Parlamento che condanna e finalmente smaschera queste pratiche. Denunciandole fuori legge, così come era stato per il reintegro obbligatorio del posto di lavoro, purtroppo aggirato in mille modi e attaccandosi a storture procedurali. A parte questo, i punti di vista sono tutti legittimi, se adeguatamente motivati, come il tuo che rispetto e che in parte condivido.Abortire non è come bere un bicchier d'acqua, e non coinvolge una sola persona. Solo, penso si dovrebbe dar modo alla scienza di determinare quel sottile confine che il comitato di bioetica sta cercando di definire. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi della legge 40, quella sulla fecondazione assistita. Da quello che ho capito sei un uomo, e in questo caso ribadisco la mia convinzione che non sia giusto definirti "non attendibile" perchè "incapace di capire fino in fondo la questione", come molte volte ho sentito e letto. Anche un uomo deve pronunciarsi su queste questioni, e con la stessa autorevolezza e il rispetto che si porta all'opinione di una donna. Sulla non equidistanza... nemmeno io ho il tesserino dell'Ordine, e penso di poter scrivere da opinionista. Anche se tu ritieni inadatto il contesto, definendo il target di lettrici e lettori facilmente influenzabile. Nulla vieta al giornale di pubblicare anche un pezzo dalla linea diversa. Il pluralismo è questo. Di nuovo grazie, fa piacere ascoltare le opinioni di tutti e il mio primo scopo è quello di suscitare dibattito e perchè no, gettare sul piatto una aperta provocazione. Alla prossima! Sara
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
> Tu scrivi: "Riguardo a quello che dici, dovresti
> sapere che qualsiasi contratto (regolare o in nero)
> non tollera l'apposizione di condizione risolutiva
> in caso di maternità. Anche se un contratto
> prevedesse il licenziamento (o anche solo la
> mancata corresponsione dello stipendio durante la
> gravidanza), tale condizione verrebbe
> automaticamente annullata "ex lege". Cerchiamo
> quindi di essere chiari su questo genere di cose,
> perché la mancanza di informazioni corrette, specie
> su questo argomento, può portare spesso a tragici
> epiloghi."
> Non parlo senza dubbio di contratti validi dal
> punto di vista giuridico, stipulati da due
> contraenti, ma di dichiarazioni "spontanee",
> diciamo così, fatte firmare in bianco, manca solo
> la data, nelle quali si manifesta la propria
> "volontà" di dimettersi dal posto di lavoro. E la
> giusta causa non è certo la maternità.
> Inattaccabile giuridicamente e fino a qualche tempo
> fa passivamente accettata dalla nostra
> legislazione. Se avessi un po' di tempo potresti
> vedere la condanna della commissione europea delle
> pari opportunità in questo senso, e la legge
> approvata in Parlamento che condanna e finalmente
> smaschera queste pratiche. Denunciandole fuori
> legge, così come era stato per il reintegro
> obbligatorio del posto di lavoro, purtroppo
> aggirato in mille modi e attaccandosi a storture
> procedurali. A parte questo, i punti di vista sono
> tutti legittimi, se adeguatamente motivati, come il
> tuo che rispetto e che in parte condivido.Abortire
> non è come bere un bicchier d'acqua, e non
> coinvolge una sola persona. Solo, penso si
> dovrebbe dar modo alla scienza di determinare quel
> sottile confine che il comitato di bioetica sta
> cercando di definire. Mi piacerebbe sapere cosa ne
> pensi della legge 40, quella sulla fecondazione
> assistita. Da quello che ho capito sei un uomo, e
> in questo caso ribadisco la mia convinzione che non
> sia giusto definirti "non attendibile" perchè
> "incapace di capire fino in fondo la questione",
> come molte volte ho sentito e letto. Anche un uomo
> deve pronunciarsi su queste questioni, e con la
> stessa autorevolezza e il rispetto che si porta
> all'opinione di una donna. Sulla non
> equidistanza... nemmeno io ho il tesserino
> dell'Ordine, e penso di poter scrivere da
> opinionista. Anche se tu ritieni inadatto il
> contesto, definendo il target di lettrici e lettori
> facilmente influenzabile. Nulla vieta al giornale
> di pubblicare anche un pezzo dalla linea diversa.
> Il pluralismo è questo. Di nuovo grazie, fa piacere
> ascoltare le opinioni di tutti e il mio primo scopo
> è quello di suscitare dibattito e perchè no,
> gettare sul piatto una aperta provocazione. Alla
> prossima! Sara
Al pari dei patti successori o matrimoniali, anche dichiarazioni spontanee di questo tipo sono considerate nulle e, in caso di adempimento spontaneo da parte del dichiarante (in questo caso, dimissioni), non penso neanche possa essere fatta valere come adempimento di obbligazione morale. Che poi una donna, per ignoranza delle norme, possa eseguire tale obbligazione, questo è un altro discorso.
Riguardo alla legge 40, passata al vaglio del referendum abrogativo, penso sia stato un ottimo rimedio al vuoto legislativo che incombeva sulla materia della procreazione assistita. Ha vietato la fecondazione eterologa (rifacendosi al modello costituzionale di famiglia naturale); ha permesso la fecondazione artificiale solo in caso di appurata incapacità di procreare della coppia; ha posto un limite al numero massimo di embrioni utilizzabili per impianto (un tempo illimitato); ha posto un espresso divieto alla clonazione umana e alla sperimentazioni sugli embrioni umani.
Riguardo a quest'ultimo punto, anticipando sicure critiche, vorrei ricordare che le ricerche su embrioni umani hanno dato esiti del tutto
inconsistenti, e che gli stessi obbiettivi sembrano essere stati raggiunti dalla ricerca su altri tipi di cellule. Sono dell'opinione che la ricerca scientifica debba attenersi a delle rigide regole morali, e non possa operare in piena licenziosità, con il rischio di ricadere negli orrori visti nel secolo scorso, grazie ai quali, tuttavia, la scienza medica ha effettuato enormi passi in avanti.
Riguardo al discorso dell'essere un uomo, non vedo come la cosa possa centrare con la mia capacità di giudizio. La giustizia non è qualcosa di soggettivo. Non si giustifica un trapiantato se è ricorso al mercato clandestino degli organi, solo perché non si può capire cosa stesse provando. Un gesto è giusto o sbagliato oggettivamente, specialmente quando si tratta della vita di altri soggetti. Così, a meno di non ricorrere al facile espediente che tutto quello che non parla o cammina autonomamente non è da considerarsi umano, anche l'aborto e la ricerca sulle cellule embrionali dovrebbero essere di per sé condannate.
Ti rinnovo inoltre la domanda: per quale motivo osteggiare un irrigidimento della normativa sull'aborto, nei casi in cui esso è dettato da motivazioni che nulla hanno a che vedere con la salute della madre, con le condizioni critiche del concepito, o con gravidanze frutto di violenza? Non sarebbe francamente più digeribile una legge che escludesse l'aborto per gli "Oddio mia madre mi scopre!", "Non ho nessuna intenzione di rinunciare alla discoteca!" o "Come faccio per la prova costume?"? Parliamo di libertà di autodeterminazione della donna, ma dimentichiamo che il soggetto che porta in grembo è un individuo a sé stante, il quale, pur dipendendo fino al termine della gravidanza dal corpo della madre, possiede fin dal principio un codice genetico autonomo, e merita, in ragione di questo, la stessa tutela di un individuo in grado di sopravvivere autonomamente.
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
Bene, sulla legge 40, e qui forse ti stupirai, sono totalmente d'accordo con te. Giusti sono i limiti da porre alla ricerca, giusto il non permettere che si sfoci nell'eugenetica, giusto che gli embrioni non vengano trattati come un numero sul quale giocare senza etica e senza nessun rispetto. Giusto riempire un pericoloso vuoto legislativo che ha permesso a gente come Antinori di fare quello che voleva pur di andare sui media e far parlare di sè, raggranellando finanziamenti per progetti di ricerca spaventosi.Ti dico anche che in merito alla tua precisazione sulle pratiche dei datori di lavoro, dovresti realmente considerare il problema come effettivo, i casi non mancano. Fosse anche solo per ignoranza, sarebbe importante fare informazione in questo senso, sensibilizzare. Continuo a sottolineare l'importanza della denuncia della commissione pari opportunità e della legge approvata dal Parlamento italiano che finalmente le dichiara fuori legge. Non sarebbe stato necessario legiferare su di una pratica ininfluente. Così credo. Così come applicare la legge 194 per intero, e nella quale comunque l'aborto viene considerato come l'ultima estrema ratio, penso basterebbe ad evitare che l'interruzione di gravidanza, così come l'uso della RU, vengano assunte dalle ragazzine come una soluzione qualsiasi ad uno "sgradevole incidente". Piuttosto andrebbe applicata correttamente dai medici, che sono intervenuti con eccessiva leggerezza. Quello che continuo a sostenere, e rispondo alla tua domanda, è il fatto che nei casi diciamo di "gravidanza casuale", ci si trovi costrette a correre da mammane, macellai e si rischi di far morire sia la madre che il feto che si cerca di salvare. Come ti ho detto, la tua appartenenza di genere ha eguale diritto e autorevolezza per esprimersi su questo tema. E qui sono in netto contrasto con le femministe tout-court. Il dibattito è interessante, gli argomenti non mancano ogni giorno, ad aggiungersi sono anche le dichiarazioni di oggi di Papa Benedetto XVI. La cosa importante è che se ne continui a parlare.
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
> Bene, sulla legge 40, e qui forse ti stupirai, sono
> totalmente d'accordo con te. Giusti sono i limiti
> da porre alla ricerca, giusto il non permettere che
> si sfoci nell'eugenetica, giusto che gli embrioni
> non vengano trattati come un numero sul quale
> giocare senza etica e senza nessun rispetto. Giusto
> riempire un pericoloso vuoto legislativo che ha
> permesso a gente come Antinori di fare quello che
> voleva pur di andare sui media e far parlare di sè,
> raggranellando finanziamenti per progetti di
> ricerca spaventosi.Ti dico anche che in merito alla
> tua precisazione sulle pratiche dei datori di
> lavoro, dovresti realmente considerare il problema
> come effettivo, i casi non mancano. Fosse anche
> solo per ignoranza, sarebbe importante fare
> informazione in questo senso, sensibilizzare.
> Continuo a sottolineare l'importanza della denuncia
> della commissione pari opportunità e della legge
> approvata dal Parlamento italiano che finalmente le
> dichiara fuori legge. Non sarebbe stato necessario
> legiferare su di una pratica ininfluente. Così
> credo. Così come applicare la legge 194 per intero,
> e nella quale comunque l'aborto viene considerato
> come l'ultima estrema ratio, penso basterebbe ad
> evitare che l'interruzione di gravidanza, così come
> l'uso della RU, vengano assunte dalle ragazzine
> come una soluzione qualsiasi ad uno "sgradevole
> incidente". Piuttosto andrebbe applicata
> correttamente dai medici, che sono intervenuti con
> eccessiva leggerezza. Quello che continuo a
> sostenere, e rispondo alla tua domanda, è il fatto
> che nei casi diciamo di "gravidanza casuale", ci si
> trovi costrette a correre da mammane, macellai e si
> rischi di far morire sia la madre che il feto che
> si cerca di salvare. Come ti ho detto, la tua
> appartenenza di genere ha eguale diritto e
> autorevolezza per esprimersi su questo tema. E qui
> sono in netto contrasto con le femministe
> tout-court. Il dibattito è interessante, gli
> argomenti non mancano ogni giorno, ad aggiungersi
> sono anche le dichiarazioni di oggi di Papa
> Benedetto XVI. La cosa importante è che se ne
> continui a parlare.
>
Odio essere cavilloso, ma sul piano giuridico, l'approvazione della legge 40 sulla tutela dell'embrione ha creato un contrasto normativo con la 194 non indifferente. Appare quasi che gli embrioni vengano tutelati fino all'inizio della gravidanza, e che, con l'inizio della gravidanza, la loro sorte venga lasciata all'arbitrio della madre.
Non so in quale senso, ma certamente a questo contrasto prima o poi si dovrà porre rimedio.
Capisco il tuo interesse ad evitare che delle ragazzine finiscano sotto le grinfie di medici improvvisati, ma con che criterio giudichi la loro salute più importante di quella del bambino che portano in grembo e di cui, senza un valido motivo, intendono disfarsi? Personalmente ho sempre ritenuto che, nello scegliere tra due mali, sia preferibile tutelare la vittima al carnefice, anche se ha 12 anni e non ha ancora capito granché della vita.
E il fatto che in Italia sia possibile non riconoscere il proprio figlio alla nascita, rende l'aborto una pratica ancora più odiosa e criminosa. Perché non veniamoci a raccontare che una ragazzina, già pienamente svezzata in materia sessuale, non possa rinunciare a 8-9 mesi della propria vita, e non possa sostenere la responsabilità di una gravidanza, preferendo a questo l'uccisione di un essere umano, pertanto proprio figlio. Io non tiro in ballo Gesù Cristo, il Vangelo e la Madonna, in quanto, seppur credente, giudico questa una battaglia di buonsenso, laica, e universalmente condivisibile.
In quanto al parlarne, d'accordissimo, ma ad esso ho sempre preferito la politica dell'agire. Purtroppo non siamo di fronte a un dibattito della rubrica "costumi e società", dove è bello confrontarsi anche solo per il piacere di ascoltare altre opinioni. Qui si parla di migliaia di vite che ogni giorno finiscono in un bidone della spazzatura, tra la noncuranza e il disinteresse generale, con il beneplacito della stessa legge.
Peccato che in Italia le questioni morali non siano mai interessate molto né ai politici, né tanto meno agli elettori.
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
Okay, mi verrebbe da dire che se tutti fossero ragionevoli come te ed informati correttamente sull'argomento, ci si potrebbe realmente mettere intorno ad un tavolo e discutere concretamente di limiti da porre all'uso indiscriminato dell'interruzione di gravidanza. Se considerassimo pene detentive o pecuniarie per i medici che praticano l'aborto con leggerezza, allora si porrebbe però un altro interrogativo: le possibili madri, sarebbero da annoverare tra i criminali? Sarebbero assassine a tutti gli effetti? Sono parole forti, ma è di questo che si dovrebbe trattare nella stesura di una legge di revisione. Fino a dove ci si dovrebbe spingere, per non cadere nell'estremo opposto? E la diagnosi pre-natale, sarebbe anch'essa fuori legge, perchè contiene una percentuale di errore e sono diversi i casi in cui un feto nato da aborto terapeutico è stato giudicato perfettamente sano all'analisi post-mortem? C'è molta ignoranza sul tema, ci sono pareri discordanti, ma che in democrazia vanno rispettati, ci sono scienza e fede a confronto (non per forza contrapposte, anzi), ci sono refusi culturali e zone d'ombra. Capisco che sia difficile pensare di parlare di un argomento tanto delicato, non lo si fa per il piacere di discutere. Ma per fornire il maggior numero di informazioni possibili a chi non ha le nostre conoscenze, e vorrebbe farsi un'opinione, magari per non trovarsi un giorno a fare scelte di vita così difficili. Quindi, i tuoi interventi non hanno il solo valore della sterile discussione tra me e te, ma servono tanto quanto i miei a dare una plurale visione di questo tema. Sul fatto che politica ed elettorato non si preoccupino nè si interroghino su questi temi, ti posso dire che c'è anche chi del problema si interessa, ma non fa notizia. Senza contare tutto l'associazionismo, di diverso orientamento, il volontariato, ma credo che tu questo già lo sappia. Ti ringrazio per il tempo che hai voluto dedicare all'argomento, e per la serietà su cui abbiamo ragionato fin qui. Ciò che non condivido, è un'operazione come quella di Ferrara portata avanti essenzialmente per mercificare qualcosa che non si può brandire come arma per guadagnare voti. Forse su questo dissentirai, ma è così che la penso. Che sia davvero un'operazione sbagliata. Ciao e a presto.
Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice
> Okay, mi verrebbe da dire che se tutti fossero
> ragionevoli come te ed informati correttamente
> sull'argomento, ci si potrebbe realmente mettere
> intorno ad un tavolo e discutere concretamente di
> limiti da porre all'uso indiscriminato
> dell'interruzione di gravidanza. Se considerassimo
> pene detentive o pecuniarie per i medici che
> praticano l'aborto con leggerezza, allora si
> porrebbe però un altro interrogativo: le possibili
> madri, sarebbero da annoverare tra i criminali?
> Sarebbero assassine a tutti gli effetti? Sono
> parole forti, ma è di questo che si dovrebbe
> trattare nella stesura di una legge di revisione.
> Fino a dove ci si dovrebbe spingere, per non cadere
> nell'estremo opposto? E la diagnosi pre-natale,
> sarebbe anch'essa fuori legge, perchè contiene una
> percentuale di errore e sono diversi i casi in cui
> un feto nato da aborto terapeutico è stato
> giudicato perfettamente sano all'analisi
> post-mortem? C'è molta ignoranza sul tema, ci sono
> pareri discordanti, ma che in democrazia vanno
> rispettati, ci sono scienza e fede a confronto (non
> per forza contrapposte, anzi), ci sono refusi
> culturali e zone d'ombra. Capisco che sia difficile
> pensare di parlare di un argomento tanto delicato,
> non lo si fa per il piacere di discutere. Ma per
> fornire il maggior numero di informazioni possibili
> a chi non ha le nostre conoscenze, e vorrebbe farsi
> un'opinione, magari per non trovarsi un giorno a
> fare scelte di vita così difficili. Quindi, i tuoi
> interventi non hanno il solo valore della sterile
> discussione tra me e te, ma servono tanto quanto i
> miei a dare una plurale visione di questo tema. Sul
> fatto che politica ed elettorato non si preoccupino
> nè si interroghino su questi temi, ti posso dire
> che c'è anche chi del problema si interessa, ma non
> fa notizia. Senza contare tutto l'associazionismo,
> di diverso orientamento, il volontariato, ma credo
> che tu questo già lo sappia. Ti ringrazio per il
> tempo che hai voluto dedicare all'argomento, e per
> la serietà su cui abbiamo ragionato fin qui. Ciò
> che non condivido, è un'operazione come quella di
> Ferrara portata avanti essenzialmente per
> mercificare qualcosa che non si può brandire come
> arma per guadagnare voti. Forse su questo
> dissentirai, ma è così che la penso. Che sia
> davvero un'operazione sbagliata. Ciao e a presto.
Concludo qui il mio discorso, dato che l'articolo è già passato nel dimenticatio e non sono amante di lunghe conversazioni fini a se stesse.
L'idea di incarcerare le donne che praticano l'aborto, oltre che spinosa, è completamente utopica, in quanto, a causa della vastità del problema, si dovrebbero costruire nuovi carceri soltanto per ospitare le novelle assassine. Così come il paradosso della sostanziale impunità dei consumatori di droga, anche questo è destinato a non essere mai risolto dalla nostra legge.
Una soluzione deve comunque essere trovata, perché tu stessa hai ammesso la necessità di un giro di vite contro gli aborti futili, che nulla hanno a che vedere con la salute della donna e del concepito.
Giuliano Ferrara ha deciso di combattere una battaglia persa, nel modo sbagliato e senza alcun acume politico. Perché parlare della malvagità dell'aborto facendo ricorso alla filosofia, alla metafisica e alla storia non è nient'altro che un suicidio. Basterebbe mostrare alle donne che cos'è in realtà un aborto, nella sua cruda semplicità, per convincerne migliaia (se non milioni) a riconsiderare la questione sotto un altro punto di vista. Basterebbe raccontare degli estremi e inutili atti di autodifesa posti in essere da questi minuscoli individui contro i ferri del chirurgo, scene che hanno sorpreso la comunità scientifica (che ancora credeva all'inanimità dell'embrione e del feto) e costretto sempre più medici abortisti a dichiararsi obiettori, e talvolta ad abbandonare la professione. E' assai più utile una pellicola come "JUNO", in uscita la prossima settimana nelle sale italiane, ad accendere un dibattito politico e a risvegliare qualche coscienza.
Perché non si tratta di una materia eticamente complessa e controversa, come può esserlo l'eugenetica o l'eutanasia, bensì di una semplice questione circa il valore che riponiamo nella vita dei nostri figli.
L'unico consiglio che posso darti, se mi permetti, è di cercare di non vedere la questione come una contrapposizione tra il fronte abortista e anti-abortista, perché ogni ragazza che riuscirari a far pensare, con le tue parole e i tuoi articoli, all'opportunità e alla giustizia del compiere un gesto tanto tragico ed estremo, sarà sempre una tua vittoria.
Ferrara ha detto una cosa importantissima: l'aborto è diventato un valore per la nostra cultura. Questo fa rabbrividire a dovrebbe dare a pensare.
Non pretendo di condizionare la linea editoriale di questo sito (che non conosco e ho visitato per caso), ma auspicherei una maggior responsabilità e obiettività, su temi che ruotano attorno al diritto alla vita o alla morte di nostri stessi simili, specie quando non sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico.
Buon lavoro e grazie per la cortese attenzione.
Re: quando il ragionamento fila...
scusa, ma non ho capito tanto di cosa hai scritto... una domandina sull'ultima parte: stai paragonando la donna che abortisce e l'eroinomane? sul serio, voglio capire...
Re: quando il ragionamento fila...
> scusa, ma non ho capito tanto di cosa hai
> scritto... una domandina sull'ultima parte: stai
> paragonando la donna che abortisce e l'eroinomane?
> sul serio, voglio capire...
>
>
Mi dispiace ma ho dimenticato di allegare un commento al testo.
Il concetto, seppur tanto astruso, era il seguente: in molti, pur ammettendo che l'aborto è un male sociale, ritengono che, a tutela della salute della donna, sia stato meglio legalizzarlo e praticarlo addirittura negli ospedali; di questo passo, dico io, per tutelare la salute dei tossici, creeremo (come già accade in altri paesi) delle stanze dove potersi bucare in sicurezza, con aghi sterili e personale pronto a rianimarti in caso di overdose. Forse la mia mente non è illuminata, ma mi è stato insegnato che i problemi si risolvono combattendoli, e non certo cambiando loro nome.
Re: quando il ragionamento fila...
io sono favorevole all'aborto e anche alle stanze del buco.
lo sai che la dipendenza da eroina è diminuita dell'80% nei paesi in cui sono state provate?
Re: quando il ragionamento fila...
Stanze del buco eh? no, su questo no per niente... perchè comunque i drogati fanno male solo a se stessi e alla loro salute... in più l'eroina, cocaina etc. sono sostanze altamente pericolose e creano dipendenza... l'aborto è una cosa diversa... e cmq volevo fare un' annotazione: la donna può decidere di non abortire anke nel caso in cui l'aborto fosse legale, mentre, se invece non lo fosse, non potrebbe che tenerlo; in conclusione l'aborto se è legale si può decidere liberamente di praticarlo o no, mentre se non lo fosse la donna non avrebbe possibilità di scegliere... non so se mi sono spiegata, spero di aver espresso bene in concetto...
Re: quando il ragionamento fila...
> Stanze del buco eh? no, su questo no per niente...
> perchè comunque i drogati fanno male solo a se
> stessi e alla loro salute... in più l'eroina,
> cocaina etc. sono sostanze altamente pericolose e
> creano dipendenza... l'aborto è una cosa diversa...
> e cmq volevo fare un' annotazione: la donna può
> decidere di non abortire anke nel caso in cui
> l'aborto fosse legale, mentre, se invece non lo
> fosse, non potrebbe che tenerlo; in conclusione
> l'aborto se è legale si può decidere liberamente di
> praticarlo o no, mentre se non lo fosse la donna
> non avrebbe possibilità di scegliere... non so se
> mi sono spiegata, spero di aver espresso bene in
> concetto...
Uno stato civile non dovrebbe macchiarsi, in ogni caso, dell'uccisione di un proprio potenziale cittadino, peraltro privo di qualsiasi imputazione giudiziaria. E tanto meno dovrebbe farlo una madre, andando contro ad ogni istinto umano o principio naturale. Chi decide di agire in questo modo dovrebbe farlo a proprio rischio e pericolo. Ma la cosa più fastidiosa è che si tende a propagandare la favoletta che, in fondo, l'aborto non è nulla di che, che non ci si deve preoccupare delle conseguenze di un atto del genere, perché in fondo, giuridicamente, non si tratta di togliere la vita a una persona, bensì di una semplice operazione di routine.
E seguendo il tuo ragionamento, preferisco mille volte un eroinomane che autodistrugga il proprio corpo, rispetto a una madre che decida egoisticamente di strappare il proprio figlio alla vita, senza nemmeno concedergli l'opportunità di venire al mondo.
Re: quando il ragionamento fila...
>> Stanze del buco eh? no, su questo no per niente...
>> perchè comunque i drogati fanno male solo a se
>> stessi e alla loro salute... in più l'eroina,
>> cocaina etc. sono sostanze altamente pericolose e
>> creano dipendenza... l'aborto è una cosa
>diversa...
>> e cmq volevo fare un' annotazione: la donna può
>> decidere di non abortire anke nel caso in cui
>> l'aborto fosse legale, mentre, se invece non lo
>> fosse, non potrebbe che tenerlo; in conclusione
>> l'aborto se è legale si può decidere liberamente
>di
>> praticarlo o no, mentre se non lo fosse la donna
>> non avrebbe possibilità di scegliere... non so se
>> mi sono spiegata, spero di aver espresso bene in
>> concetto...
>
>Uno stato civile non dovrebbe macchiarsi, in ogni
>caso, dell'uccisione di un proprio potenziale
>cittadino, peraltro privo di qualsiasi imputazione
>giudiziaria. E tanto meno dovrebbe farlo una madre,
>andando contro ad ogni istinto umano o principio
>naturale. Chi decide di agire in questo modo
>dovrebbe farlo a proprio rischio e pericolo. Ma la
>cosa più fastidiosa è che si tende a propagandare
>la favoletta che, in fondo, l'aborto non è nulla di
>che, che non ci si deve preoccupare delle
>conseguenze di un atto del genere, perché in fondo,
>giuridicamente, non si tratta di togliere la vita a
>una persona, bensì di una semplice operazione di
>routine.
>E seguendo il tuo ragionamento, preferisco mille
>volte un eroinomane che autodistrugga il proprio
>corpo, rispetto a una madre che decida
>egoisticamente di strappare il proprio figlio alla
>vita, senza nemmeno concedergli l'opportunità di
>venire al mondo.
>
vorrei capire cosa si uccide visto che, come anche tu hai detto si tratta di vita POTENZIALE.
secondo il tuo ragionamento andrebbe vietata anche la pillola del giorno dopo, perchè, se presa oltre le 12-24 ore dal rapporto,non impedisce la fecondazione, ma blocca a futura gravidanza.
Re: quando il ragionamento fila...
>>> Stanze del buco eh? no, su questo no per
>niente...
>>> perchè comunque i drogati fanno male solo a se
>>> stessi e alla loro salute... in più l'eroina,
>>> cocaina etc. sono sostanze altamente pericolose e
>>> creano dipendenza... l'aborto è una cosa
>>diversa...
>>> e cmq volevo fare un' annotazione: la donna può
>>> decidere di non abortire anke nel caso in cui
>>> l'aborto fosse legale, mentre, se invece non lo
>>> fosse, non potrebbe che tenerlo; in conclusione
>>> l'aborto se è legale si può decidere liberamente
>>di
>>> praticarlo o no, mentre se non lo fosse la donna
>>> non avrebbe possibilità di scegliere... non so se
>>> mi sono spiegata, spero di aver espresso bene in
>>> concetto...
>>
>>Uno stato civile non dovrebbe macchiarsi, in ogni
>>caso, dell'uccisione di un proprio potenziale
>>cittadino, peraltro privo di qualsiasi imputazione
>>giudiziaria. E tanto meno dovrebbe farlo una madre,
>>andando contro ad ogni istinto umano o principio
>>naturale. Chi decide di agire in questo modo
>>dovrebbe farlo a proprio rischio e pericolo. Ma la
>>cosa più fastidiosa è che si tende a propagandare
>>la favoletta che, in fondo, l'aborto non è nulla di
>>che, che non ci si deve preoccupare delle
>>conseguenze di un atto del genere, perché in fondo,
>>giuridicamente, non si tratta di togliere la vita a
>>una persona, bensì di una semplice operazione di
>>routine.
>>E seguendo il tuo ragionamento, preferisco mille
>>volte un eroinomane che autodistrugga il proprio
>>corpo, rispetto a una madre che decida
>>egoisticamente di strappare il proprio figlio alla
>>vita, senza nemmeno concedergli l'opportunità di
>>venire al mondo.
>>
>
>
>vorrei capire cosa si uccide visto che, come anche
>tu hai detto si tratta di vita POTENZIALE.
>secondo il tuo ragionamento andrebbe vietata anche
>la pillola del giorno dopo, perchè, se presa oltre
>le 12-24 ore dal rapporto,non impedisce la
>fecondazione, ma blocca a futura gravidanza.
>
>
9 casi su 10 la gravidanza và a buon fine. E se leggi attentamente, ho parlato di potenziale "cittadino" (dato che la legge lo riconosce come tale solo al momento della nascita) e non di potenziale essere umano, quale esso è, ancora prima di uscire dall'utero materno.
Io ti consiglio di guardare una delle tante foto circolanti su internet sui "residui" di un aborto, anche di quelli di poche settimane, e poi venirmi a dire che non si tratta di un tuo simile (su abort73.com ne trovi parecchie). Non facciamoci sorgere neppure il dubbio, per carità!
Re: quando il ragionamento fila...
e io ti consiglio di andarti a vedere le foto degli EMBRIONI,
parlate sempre di bambini e di feti, voi antiabortisti, quando l'aborto si esegue su embrioni! usiamo le parole giuste: embrione!
e vai anche a vederti le foto di bambini malformati, già che ci sei...
Re: quando il ragionamento fila...
> e io ti consiglio di andarti a vedere le foto degli
> EMBRIONI,
> parlate sempre di bambini e di feti, voi
> antiabortisti, quando l'aborto si esegue su
> embrioni! usiamo le parole giuste: embrione!
> e vai anche a vederti le foto di bambini
> malformati, già che ci sei...
A parte darmi dell'antiabortista (come se si trattasse di una cosa vergognosa!), riesci a leggere ciò che scrivo?
Concediamo l'aborto per i bambini malformati (stando attenti a non scadere nella selezione della razza), per i bambini frutto di una violenza. E cosa ne facciamo dell'altro 90% degli aborti praticati negli ospedali?
Io ti consiglio di dare un occhiata a un embrione di 7 settimane (http://www.abort73.com/HTML/I-A-4-photos.html) e dirmi se assomiglia più a un ammasso di cellule o a un uomo. Gambe, braccia, testa, perfino le dita cominciano a intravedersi. Cosa sarebbe questo? Una nuova specie animale? Una creatura venuta dallo spazio? Una chimera? Chiamalo come ti pare, ma quello sarà sempre e comunque la forma che la tua persona aveva fino a qualche anno fa, ciò che non dovresti dimenticare di essere stata.
Perchè, a differenza di una farfalla, non ci trasformiamo da un essere a un altro, non ci lasciamo indietro gli scarti di una vita precedente. Noi siamo sempre quegli embrioni, quei feti, anche se delle dimensioni di una monetina. La vita dentro a un essere umano appena concepito è la stessa che porterà dentro di sé fino al giorno della sua morte.
Re: quando il ragionamento fila...
Ammetto che anche io ero in dubbio su questo tema, ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai pienamente convinta.
L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza scrupoli che speculano su delle ragazzine disperate, che temono di essere giudicate per il fatto di partorire prima del matrimonio. Come si può risolvere questo?
Re: quando il ragionamento fila...
> Ammetto che anche io ero in dubbio su questo tema,
> ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai
> pienamente convinta.
> L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale
> l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza
> scrupoli che speculano su delle ragazzine
> disperate, che temono di essere giudicate per il
> fatto di partorire prima del matrimonio. Come si
> può risolvere questo?
Il problema si risolve prevedendo la galera, sanzioni pecuniarie e l'esclusione dall'Ordine per tutti i medici che continuano a praticarlo (così come la legge 40 ha stabilito per i commercianti di embrioni umani).
Inoltre lo si risolve insegnando nelle famiglie e nelle scuole, prima di Dante e di Darwin, il valore della vita e della morte, la differenza tra il bene e il male, tra l'agire secondo coscienza e l'agire per opportunità.
Il problema non si risolverà del tutto, ma perlomeno non lo si ignorerà come si stata facendo ora, con una politica del "laissez faire".
Inoltre si tratterebbe di lezioni utili alla vita di ogni individuo, non soltanto per quella delle ragazzine incinte; lezioni che dovrebbero essere anteriori a qualsiasi altro insegnamento.
Re: quando il ragionamento fila...
> Ammetto che anche io ero in dubbio su questo tema,
> ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai
> pienamente convinta.
> L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale
> l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza
> scrupoli che speculano su delle ragazzine
> disperate, che temono di essere giudicate per il
> fatto di partorire prima del matrimonio. Come si
> può risolvere questo?
Il problema si risolve prevedendo la galera, sanzioni pecuniarie e l'esclusione dall'Ordine per tutti i medici che continuano a praticarlo (così come la legge 40 ha stabilito per i commercianti di embrioni umani).
Inoltre lo si risolve insegnando nelle famiglie e nelle scuole, prima di Dante e di Darwin, il valore della vita e della morte, la differenza tra il bene e il male, tra l'agire secondo coscienza e l'agire per opportunità.
Il problema non si risolverà del tutto, ma perlomeno non lo si ignorerà come si stata facendo ora, con una politica del "laissez faire".
Inoltre si tratterebbe di lezioni utili alla vita di ogni individuo, non soltanto per quella delle ragazzine incinte; lezioni che dovrebbero essere anteriori a qualsiasi altro insegnamento.
Re: quando il ragionamento fila...
> Ammetto che anche io ero in dubbio su questo tema,
> ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai
> pienamente convinta.
> L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale
> l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza
> scrupoli che speculano su delle ragazzine
> disperate, che temono di essere giudicate per il
> fatto di partorire prima del matrimonio. Come si
> può risolvere questo?
lasciando così com' è la 194.
se si vuole abortire si va in Francia, o in Svizzera,tanto per citare 2 esempi. non cambierebbe nulla modificare la legge, se non prosciugare le tasche di chi ha la necessità di abortire.
Re: quando il ragionamento fila...
>> Ammetto che anche io ero in dubbio su questo tema,
>> ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai
>> pienamente convinta.
>> L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale
>> l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza
>> scrupoli che speculano su delle ragazzine
>> disperate, che temono di essere giudicate per il
>> fatto di partorire prima del matrimonio. Come si
>> può risolvere questo?
>
>lasciando così com' è la 194.
>se si vuole abortire si va in Francia, o in
>Svizzera,tanto per citare 2 esempi. non cambierebbe
>nulla modificare la legge, se non prosciugare le
>tasche di chi ha la necessità di abortire.
>
>
Lasciali andare in Francia o in Svizzera ad abortire. In questo modo, anche grazie agli alti costi, si dissuade qualche idiota dal buttare nella spazzatura il proprio figlio (perché, fatta eccezione per i gravi casi sopracitati, si tratta solamente di idioti); il nostro ordinamento mantiene un fondamento di moralità, essenziale al rispetto di qualsiasi legge; si risolve un'ingiustizia, non a livello mondiale, ma perlomeno nel nostro piccolo.
Re: quando il ragionamento fila...
>>> Ammetto che anche io ero in dubbio su questo
>tema,
>>> ma dopo aver letto e visto ciò che dicevi, mi hai
>>> pienamente convinta.
>>> L'unica cosa che mi fa paura nel rendere illegale
>>> l'aborto è il fenomeno di quei dottori senza
>>> scrupoli che speculano su delle ragazzine
>>> disperate, che temono di essere giudicate per il
>>> fatto di partorire prima del matrimonio. Come si
>>> può risolvere questo?
>>
>>lasciando così com' è la 194.
>>se si vuole abortire si va in Francia, o in
>>Svizzera,tanto per citare 2 esempi. non cambierebbe
>>nulla modificare la legge, se non prosciugare le
>>tasche di chi ha la necessità di abortire.
>>
>>
>
>Lasciali andare in Francia o in Svizzera ad
>abortire. In questo modo, anche grazie agli alti
>costi, si dissuade qualche idiota dal buttare nella
>spazzatura il proprio figlio (perché, fatta
>eccezione per i gravi casi sopracitati, si tratta
>solamente di idioti); il nostro ordinamento
>mantiene un fondamento di moralità, essenziale al
>rispetto di qualsiasi legge; si risolve
>un'ingiustizia, non a livello mondiale, ma
>perlomeno nel nostro piccolo.
>
infatti se io avessi la necessità di abortire, se non potessi farlo in Italia andrei in Francia.se una donna vuole abortire ha il diritto di poterlo fare, nel suo paese.
togliere l aborto in italia servirebbe solo a far abortire in modo illegale, perchè se una donna non ha disponibilità economiche, le costa comunque meno abortire che mantenere un figlio.
ma purtroppo qui in Italia al posto di promuovere l uso dei contracettivi, si condanna in modo del tutto sterile l aborto.