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194: la legge sull'aborto fa ancora discutere

In alcuni ambienti politici e religiosi c'è chi chiede una revisione della legge che disciplina l'aborto.Ma le donne si mobilitano in difesa della laicità dello Stato e della libera scelta

di Sara Menegatti 22 febbraio 2008

Era dal 1978 che non tornavano in piazza donne di diversa estrazione sociale, culturale e di età tanto diverse, tutte per un solo motivo: una convinta e pacifica difesa della legge 194, quella che disciplina l’interruzione di gravidanza.
Era trent’anni fa, e si trattava allora appunto di legiferare in merito al fenomeno diffuso, crescente e pericoloso degli aborti clandestini dei cosiddetti cucchiai d’oro” e delle “mammane”, quegli aborti che avvenivano nel chiuso di una stanza in condizioni igienico - sanitarie terribili, e che spesso oltre alla vita del feto si portavano via anche quella della madre.

Ma il problema dell’interruzione di gravidanza è molto delicato anche oggi, perché se è vero che con l’applicazione della legge 194 queste sono diminuite in maniera sensibile, e che il tasso di mortalità delle madri è crollato o quasi nullo, non possiamo ignorare il fatto che si presentino alcune questioni etiche non così sentite in passato.
Il dibattito è molto acceso e sono in contrapposizione due principali ordini di pensiero. Da un lato si pone chi ritiene che la legge 194 sia sufficiente e che contenga in sé anche una risposta a questi problemi etici, mentre dall’altro si alza la voce di alcuni intellettuali e giornalisti tra i quali ricordiamo Giuliano Ferrara e la sua lista “ProLife, aborto? No, grazie!”.

Ad avvelenare il clima sono intervenuti diversi fatti. In primo luogo la proposta di Ferrara di una moratoria da presentare in sede Onu, allo scopo di condannare l’interruzione di gravidanza quale metodo di controllo delle nascite e di “selezione” dei feti da far nascere.
Detto in parole semplici, chi ha assunto questa posizione contrasta ad esempio il cosiddetto “aborto terapeutico”, quello che la madre e il padre congiuntamente (o anche la sola madre, in casi estremi) possono decidere oltre la ventunesima settimana di gravidanza, se gli esami danno un’alta percentuale di probabilità che il feto presenti delle malformazioni invalidanti o letali una volta nato o anche nel proseguimento della gravidanza.
Senza considerare anche quei casi in cui il portare avanti la gravidanza presenti dei seri rischi per la vita della madre stessa.

A queste obiezioni la legge effettivamente in parte risponde già, quando afferma che “l'interruzione volontaria della gravidanza[…], non è mezzo per il controllo delle nascite” e che “l’'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna;  quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.”
Rimane in sospeso il dramma di quei feti espulsi con aborto terapeutico, risultati agli esami post-mortem perfettamente sani. Per quei feti estremamente prematuri che invece nascono vivi, la legge dice testualmente “Quando sussiste la possibilità di vita autonoma […] il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.”

Si tratta di qualcosa di estremamente difficile da esaminare, se si vuol restare in un ambito, come quello dello stato italiano, laico e non confessionale. Con questa precisazione si vuole individuare una radicale differenza tra ciò che la religione considera giusto oppure no, e ciò che invece la società riconosce come moralmente accettabile, eticamente condivisibile.
Questa dicotomia è imprescindibile e lascia spazio alla libertà di scelta (in nome della quale attraverso un referendum è stata affermata la volontà di non abrogare la legge 194, con numeri importanti) e sgombra in parte il campo da tante facili accuse di presunto egoismo o crudeltà di donne che abortirebbero per salvare se stesse dalla povertà o da una vita senza possibilità di carriera o successo.

Un cattolico credente e la stessa Chiesa non potranno mai affermare che l’aborto sia giusto
, né di condividerlo, perché secondo i principi morali e gli insegnamenti del cattolicesimo non è contemplata solo la difesa della vita della madre, ma anche quella del feto, essere umano fin dal concepimento.
Ed è per questo che non considera a maggior ragione moralmente accettabile l’aborto terapeutico.

Ma attenzione, perché se questa posizione legittima e rispettabile della Chiesa e di tutti coloro che la condividono rimane comunque minoritaria, pensare ad una moratoria da portare all’Onu, montare un caso politico, rischia di creare un clima di vera e propria caccia alle streghe.
Ed ecco che viene naturale il riferimento ad un altro episodio drammatico di questi giorni, con l’irruzione in un ospedale su segnalazione anonima di forze dell’ordine che hanno sottoposto ad un serrato interrogatorio una donna che aveva appena subito un intervento per aborto terapeutico, affrontando un momento difficilissimo e un trauma indelebile, peraltro secondo i termini di legge.

 Ecco allora che se è vero che l’aborto non può essere la soluzione ad una condotta sessuale irresponsabile (i metodi contraccettivi esistono e sono sicuri), rimane comunque una possibilità che le donne hanno conquistato di affermare una libertà di decidere di se stesse.
Senza tralasciare il fatto che la stessa 194 ha istituito i consultori familiari, da qualcuno visti come “abortifici”, da altri invece difesi in quanto strumenti importanti per i giovani che sanno di potersi rivolgere a medici ed esperti, e di trovare un aiuto e magari anche una mano se decidono di tenere il loro bambino.

Perché l’interruzione di gravidanza non è una cosa semplice, né da decidere, né da affrontare, né da portare con sé per il resto della vita. E chi gioca sull’ambiguità, chi sta cercando di imporre il suo personale punto di vista dovrebbe fare attenzione a non suscitare una reazione di rimbalzo dell’orgoglio femminile (e perché no, anche di molti uomini) che sente di non voler rinunciare a questa importante legge, per non rinfocolare certe pratiche clandestine pericolosissime per la società e le singole persone.

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32
Commenti

.maria. mercoledì, 27 febbraio 2008

staimo attenti

La legge 194 è stata un conquista, perchè preserva la salute di molte donne durante una scelta difficile e lotta contro la illegalità.
Si è arrivati a un punto nel quale vengono a confronto la giustizia e i diritti umani contro una molto velata e subdola volontà di mistificare "la libertà di scegliere sul mio corpo" con la volontà di selezionare la razza...stiamo attenti, nessuno accetta più la sofferenza, ci vogliono tutti belli senza problemi, non vogliono più malattie e infermità...non è che ci stiamo avvicinando a una nuova selezione artificiale umana?? io ho paura.

n° 3
Io giovedì, 28 febbraio 2008

Re: staimo attenti

non tutti i metodi concezionali funzionano al 100% e diciamoci la verità, gli incidenti capitano. Una donna ha il DIRITTO di scegliere cosa fare della propria vita! Luttazzi disse che se fosse l'uomo a rimanere incinta allora si abortirebbe anche dal barbiere, non è forse la verità? Viviamo in una società maschilista dove ognuno, soprattutto i maschietti, si fa i propri porci comodi. Chi lo dice che una donna deve essere per forza madre? Qui non si tratta di selezione di razza, si tratta di scelte personali, perchè una donna ama sempre il figlio che porta in grembo, che sia sano o no, ma perchè fare una vita di stenti o piena di sofferenza per un errore o un incidente? L'aborto è una cosa orribile e lo dico io che l'ho fatto, ma va salvaguardato perchè è un'alternativa importante (se verrà abrogata la legge torneranno ad esserci aborti clandestini ovviamente, non sarebbe peggio allora?)

JENNY mercoledì, 27 febbraio 2008

Giu le mani dalla 194

Ma non ci sono argomenti più importanti per entrare in politica? Caro GIULIANO FERRARA
GIU LE MANI DALLA LEGGE "194" GIU LE MANI DALLE DONNE NON NE POSSIAMO PIU' W LA DONNA W LE LESBICHE W LA FEMMINILITA' W LA LEGGE 194

FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE E NON DISTRUGGETE CIO' CHE VALE E CHE FUNZIONA

MA CHE BRUTTO VIAIO CHE AVETE TUTTI VOI POLITICI

n° 2
violetta mercoledì, 27 febbraio 2008

Re: Giu le mani dalla 194

gentilissima Jenny,
nonostante la tua idea possa essere condivisa da una vasta schiera di adolescenti, femministe, lesbiche, ecc (categorie le cui "esponenti" non mi sembra abbiano un gran numero di figli), penso che le donne non debbano poter scegliere di uccidere il loro,( anzi PARZIALMENTE loro visto che i figli si fanno in due) bimbo solo perchè hanno deciso così, magari perchè non hanno una relazione stabile, e che debbano essere aiutate a risolvere i problemi dai quali dipende la loro scelta...non incentivate ad abortire!
voglio infine ricordare una cosa...
il diretto interessato è colui che viene ammazzato, non la donna.

spartan911 mercoledì, 27 febbraio 2008

Re: Giu le mani dalla 194

> Ma non ci sono argomenti più importanti per entrare
> in politica? Caro GIULIANO FERRARA
> GIU LE MANI DALLA LEGGE "194" GIU LE MANI DALLE
> DONNE NON NE POSSIAMO PIU' W LA DONNA W LE LESBICHE
> W LA FEMMINILITA' W LA LEGGE 194
>
> FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE E NON
> DISTRUGGETE CIO' CHE VALE E CHE FUNZIONA
>
> MA CHE BRUTTO VIAIO CHE AVETE TUTTI VOI POLITICI

"FATE PER FAVORE COSE PIU' SERIE PER IL PAESE.." come insegnare l'Italiano e a parlare con cognizione di causa.
Si risolverebbero un sacco di problemi, lo ammetto.

W LE DONNE, LE LESBICHE, GLI ERMAFRODITI, I KOALA E LE SORPRESE DEGLI OVETTI KINDER.

spartan911 venerdì, 22 febbraio 2008

quando il ragionamento fila...

La storia dei problemi di coscienza con cui le nostre donne affrontano l'aborto è una fandonia. Qualsiasi medico può confermarvi che il 90% degli aborti è praticato da ragazzine che l'hanno combinata grossa e da donne che non se la sentono di perdere i vantaggi del non essere madre.
La cosa preoccupante è che si sta facendo di tutto per minimizzare e sdrammatizzare questa pratica, ricorrendo a metodi sempre meno invasivi e inculcando alle nostre ragazze che non c'è nulla di male nel grattare via minuscolo ammasso di cellula dal proprio utero. Quando poi si accenna alla coscienza dell'individuo, ecco che vengono fuori le accuse di bigottismo e di integralismo religioso.
Se questo articolo avesse avuto un minimo di imparzialità e di rigore giornalistico avrebbe precisato che i sostenitori della moratoria contro l'aborto non chiedono, in fondo, altro che l'applicazione dell'intero testo della 194, soprattutto della parte che impone ai medici e agli assistenti sociali di fare il possibile per dissuadere la donna dall'abortire, offrendo soluzioni adeguate a fare fronte a situazioni critiche. Oggi la 194 viene quotidianamente violata dal personale medico ma, non essendoci sanzioni a riguardo, è diventata ormai una consuetudine.
Consiglio inoltre alle tanto orgogliose abortiste di farsi un giro su Abort74.com, per vedere cosa finisce nel bidone dell'immondizia, ogni giorno, in migliaia di ospedali, grazie al loro sacrosanto diritto all'autodeterminazione.

La legalizzazione dell'aborto era necessaria per evitare che tale pratica fosse eseguita clandestinamente? Bene, allora istituiamo anche noi la stanza del buco per quei poveri drogati che rischiano ogni giorno di prendersi qualche infezione, creiamo una terza corsia per gli ubriachi. E poi chi ha stabilito che la vita di una donna che decide di uccidere il proprio figlio abbia più valore di quella del malcapitato innocente?

n° 1
jenny lunedì, 25 febbraio 2008

Re: quando il ragionamento fila...

Il sito così come lo citi risulta inesistente. Puoi essere più preciso per favore?

spartan911 lunedì, 25 febbraio 2008

Re: quando il ragionamento fila...

> Il sito così come lo citi risulta inesistente. Puoi
> essere più preciso per favore?
>
>
>

http://www.abort73.com/HTML/I-A-4-photos.html
Il sito comunque è www.abort73.com.
Ovviamente è contro l'aborto, ma le immagini riportate valgono molto più di mille appelli sul valore della vita.

I martedì, 28 settembre 2010

R: Re: quando il ragionamento fila...

Abusi

Salve, vi prego di leggere fino in fondo, per cortesia.
Voglio comunicare questo messaggio a tutti i moderatori che stamattina sono stati coinvolti nella questione "aZZimo" e voglio parlare "civilmente" (come ha detto uno di voi) in modo che questo messaggio non possa essere considerato "vandalismo" ma rimanere per sempre come una cicatrice a monito sia per voi che per altri utenti che si ritrovertanno nella mia situazione.
Adunque: ieri un amministratore ha spostato la pagina "Pane azimo" a "Pane azzimo" perché, come avevo invano tentato di far notare, è quest'ultima il termine italiano più corretto e comune. A quel punto, ho cambiato sia le parole che i "wikilink" in alcune pagine dove veniva nominato il pane "aZimo", come farebbe un qualunque utente benintenzionato per migliorare Wikipedia. Risultato? Le mie modifiche, corrette, sono state sistematicamente cancellate ogni volta che venivano fatte a distanza di un minuto. Perché? Perché io sono io, evidentemente. Perché me la sono presa con quei moderatori che sostenevano che avessi torto quando invece avevo ragione, ma non posso farci niente io: se la verità è così e voi invece dite cosà, anche contro il parere di vostri colleghi, che stimo decisamente più di voi, quali Salkaner e Number55, non è il potere che potete esercitare nei miei confronti a rendere vero quel che dite voi e falso quel che è vero. Viene da chiedersi chi è che sta effettivamente facendo "edit-war"... Inoltre, lo stesso errore è stato fatto per "caffè": sono convinto che nessuno di voi lo pronunci "caffé" come in francese e sono altrettanto convinto che nessuno di voi si sarebbe mai sognato di annullare le modifiche che avevo fatto a riguardo se non fossi stato io a farle. Quel che ne ho dedotto è che chi ne ha il potere preferisce di solito rispondere con la forza alla verità. Certo, è verissimo che mi sono comportato male prima con alcuni di voi, e spero di non essere più tentato, o spinto come in un caso, a raccogliere provocazioni, ma quando il torto di una persona è evidente e dimostrato anche dalle pagine di Wikipedia e da altri amministratori io non dico: "Va bene, hai ragione tu." solo perché colui a cui mi rivolgo sta più in alto di me. Io non faccio queste cose, anzi, è scandaloso, a mio parere, che chi dovrebbe aiutare Wikipedia a migliorare invece mette al primo posto il proprio orgoglio, le proprie "questioni personali" dimenticando il suo ruolo. Questo ce lo si aspetta da normali utenti, vandali magari, ma non certo da chi dovrebbe invece impedire combattere questo genere di cose. Anch'io ho sbagliato, lo ripeto, ma io non devo rendere conto a nessuno: voi, invece, dovreste evitare del tutto queste cose, non dovreste abbassarvi al livello di chi punite, altrimenti perché sareste migliori di lui? Perché avete un nome admin, una password e sufficiente potere da rischiare di abusarne? Vi prego di riflettere su questo. Non mi aspetto le vostre scuse, ho imparato a conoscerne un paio di voi (uno in particolare) e non sono così stupido da aspettarmi l'impossibile, gradirei solo che ora mi lasciaste apportare le modifiche, che non farò subito adesso, corrette senza ricadere di nuovo nell'errore che avete continuato a commettere per tutta la mattina.
E spero che la mia vicenda sia d'esempio per il futuro.
Ciao.

Sara M.C. sabato, 23 febbraio 2008

Scrive l'autrice per Spartan 911

Perdona la franchezza, ma temo che tu come del resto io abbiamo ecceduto nel nostro zelo di assumere il nostro come un punto di vista assoluto. Io non difendo la 194 con l'intento di dichiararmi fiera della pratica dell'aborto, ci mancherebbe. Ma quello che nemmeno tu ammetti è il fatto che molte donne e anche quelle ragazzine che "l'hanno combinata grossa" non rinunceranno comunque ad abortire, quale che ne sia il motivo, dalla minaccia di perdere il posto di lavoro (non dimenticare il dramma degli aborti di donne che avevano firmato "in bianco" le dimissioni in caso di maternità), alla inadeguatezza dovuta alla assoluta immaturità, alla violenza. Io non interrompererei mai una gravidanza, e non ho fatto analisi di nessun tipo per vedere eventuali problemi, perchè avrei accettato i miei figli comunque, anche a costo di un grande dolore.(come avrai capito sono madre, e non di un figlio solamente) Ma come dico anche nel mio pezzo, una scelta del genere la si fa in coscienza. E se è vero che sarebbe molto più positivo partorire comunque, in una struttura sanitaria, e poi dare il bambino in adozione, è anche vero che non sempre è l'irresponsabilità a causare una gravidanza indesiderata. Poi io sostengo che i figli siano un dono, ma non concepisco che per mera opportunità politica si speculi su di un tema eticamente sensibile, lo dico sinceramente. E la moratoria è questo. Non l'applicazione completa della 194, Ferrara stesso ha dichiarato che vuole rivederla, modificarla. Inoltre, e poi chiudo il mio intervento, nei consultori sono presenti anche tra i medici (non parliamo dei "finti obiettori" che sono gli stessi che fanno la morale e poi operano nelle cliniche a costi assurdi)persone pronte ad aiutare e sostenere chi decide di non abortire, e potrei citarti tanti esempi, a partire dai volontari del Centro di Aiuto alla Vita, che forse già conosci. Non so se mi sono spiegata, ma vorrei solo farti capire che sono molto meno abortista di quello che credi, e che forse appare dall'articolo.
Un saluto e grazie, anche se vorrai continuare a parlarne nei giusti toni, come ora. Sara

spartan911 sabato, 23 febbraio 2008

Scrive Spartan 911 per l'autrice

> Perdona la franchezza, ma temo che tu come del
> resto io abbiamo ecceduto nel nostro zelo di
> assumere il nostro come un punto di vista assoluto.
> Io non difendo la 194 con l'intento di dichiararmi
> fiera della pratica dell'aborto, ci mancherebbe. Ma
> quello che nemmeno tu ammetti è il fatto che molte
> donne e anche quelle ragazzine che "l'hanno
> combinata grossa" non rinunceranno comunque ad
> abortire, quale che ne sia il motivo, dalla
> minaccia di perdere il posto di lavoro (non
> dimenticare il dramma degli aborti di donne che
> avevano firmato "in bianco" le dimissioni in caso
> di maternità), alla inadeguatezza dovuta alla
> assoluta immaturità, alla violenza. Io non
> interrompererei mai una gravidanza, e non ho fatto
> analisi di nessun tipo per vedere eventuali
> problemi, perchè avrei accettato i miei figli
> comunque, anche a costo di un grande dolore.(come
> avrai capito sono madre, e non di un figlio
> solamente) Ma come dico anche nel mio pezzo, una
> scelta del genere la si fa in coscienza. E se è
> vero che sarebbe molto più positivo partorire
> comunque, in una struttura sanitaria, e poi dare il
> bambino in adozione, è anche vero che non sempre è
> l'irresponsabilità a causare una gravidanza
> indesiderata. Poi io sostengo che i figli siano un
> dono, ma non concepisco che per mera opportunità
> politica si speculi su di un tema eticamente
> sensibile, lo dico sinceramente. E la moratoria è
> questo. Non l'applicazione completa della 194,
> Ferrara stesso ha dichiarato che vuole rivederla,
> modificarla. Inoltre, e poi chiudo il mio
> intervento, nei consultori sono presenti anche tra
> i medici (non parliamo dei "finti obiettori" che
> sono gli stessi che fanno la morale e poi operano
> nelle cliniche a costi assurdi)persone pronte ad
> aiutare e sostenere chi decide di non abortire, e
> potrei citarti tanti esempi, a partire dai
> volontari del Centro di Aiuto alla Vita, che forse
> già conosci. Non so se mi sono spiegata, ma vorrei
> solo farti capire che sono molto meno abortista di
> quello che credi, e che forse appare dall'articolo.
> Un saluto e grazie, anche se vorrai continuare a
> parlarne nei giusti toni, come ora. Sara

Certamente manifesto il mio punto di vista in modo chiaro e deciso, ma non faccio il giornalista di professione e non sono tenuto ad alcun codice deontologico. Cerco comunque di non omettere da quello che scrivo argomentazioni opposte alle mie. Un conto è sostenere una tesi contro un'altra, altra cosa è sostenerla senza considerare adeguatamente le ragioni della parte avversa.
Riguardo a quello che dici, dovresti sapere che qualsiasi contratto (regolare o in nero) non tollera l'apposizione di condizione risolutiva in caso di maternità. Anche se un contratto prevedesse il licenziamento (o anche solo la mancata corresponsione dello stipendio durante la gravidanza), tale condizione verrebbe automaticamente annullata "ex lege". Cerchiamo quindi di essere chiari su questo genere di cose, perché la mancanza di informazioni corrette, specie su questo argomento, può portare spesso a tragici epiloghi.
Riguardo al resto delle tue affermazioni, seppur non a mente serena, posso condividere l'aborto in caso di stupro, gravi malformazioni del feto o gravidanze a rischio. Ma dato che questi casi costituiscono un esigua parte degli aborti che ogni anno si eseguono nel nostro paese, non riesco a capire per quale ragione ci si debba opporre a una correzione della 194, in modo da vietare l'aborto diventi un modo squallido per liberarsi di un fardello.
Basterebbe tipizzare i casi in cui l'aborto è consentito, o perlomeno sottoporlo all'autorizzazione di un tribunale, per prevenire le migliaia di uccisioni che ogni anno avvengono per FUTILI MOTIVI.
Non stiamo discutendo del nostro colore preferito o del nostro partner ideale, ma della vita di esseri umani.
E' assai semplice condizionare la mente di un adolescente. Per questo motivo occorrerebbe offrire una panoramica più ampia e seria dell'argomento, e non le solite velate accuse di bigottismo e proibizionismo.

Sara M.C. domenica, 24 febbraio 2008

Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice

Tu scrivi: "Riguardo a quello che dici, dovresti sapere che qualsiasi contratto (regolare o in nero) non tollera l'apposizione di condizione risolutiva in caso di maternità. Anche se un contratto prevedesse il licenziamento (o anche solo la mancata corresponsione dello stipendio durante la gravidanza), tale condizione verrebbe automaticamente annullata "ex lege". Cerchiamo quindi di essere chiari su questo genere di cose, perché la mancanza di informazioni corrette, specie su questo argomento, può portare spesso a tragici epiloghi."
Non parlo senza dubbio di contratti validi dal punto di vista giuridico, stipulati da due contraenti, ma di dichiarazioni "spontanee", diciamo così, fatte firmare in bianco, manca solo la data, nelle quali si manifesta la propria "volontà" di dimettersi dal posto di lavoro. E la giusta causa non è certo la maternità. Inattaccabile giuridicamente e fino a qualche tempo fa passivamente accettata dalla nostra legislazione. Se avessi un po' di tempo potresti vedere la condanna della commissione europea delle pari opportunità in questo senso, e la legge approvata in Parlamento che condanna e finalmente smaschera queste pratiche. Denunciandole fuori legge, così come era stato per il reintegro obbligatorio del posto di lavoro, purtroppo aggirato in mille modi e attaccandosi a storture procedurali. A parte questo, i punti di vista sono tutti legittimi, se adeguatamente motivati, come il tuo che rispetto e che in parte condivido.Abortire non è come bere un bicchier d'acqua, e non coinvolge una sola persona. Solo, penso si dovrebbe dar modo alla scienza di determinare quel sottile confine che il comitato di bioetica sta cercando di definire. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi della legge 40, quella sulla fecondazione assistita. Da quello che ho capito sei un uomo, e in questo caso ribadisco la mia convinzione che non sia giusto definirti "non attendibile" perchè "incapace di capire fino in fondo la questione", come molte volte ho sentito e letto. Anche un uomo deve pronunciarsi su queste questioni, e con la stessa autorevolezza e il rispetto che si porta all'opinione di una donna. Sulla non equidistanza... nemmeno io ho il tesserino dell'Ordine, e penso di poter scrivere da opinionista. Anche se tu ritieni inadatto il contesto, definendo il target di lettrici e lettori facilmente influenzabile. Nulla vieta al giornale di pubblicare anche un pezzo dalla linea diversa. Il pluralismo è questo. Di nuovo grazie, fa piacere ascoltare le opinioni di tutti e il mio primo scopo è quello di suscitare dibattito e perchè no, gettare sul piatto una aperta provocazione. Alla prossima! Sara

x spartan venerdì, 22 febbraio 2008

Re: quando il ragionamento fila...

scusa, ma non ho capito tanto di cosa hai scritto... una domandina sull'ultima parte: stai paragonando la donna che abortisce e l'eroinomane? sul serio, voglio capire...

spartan911 venerdì, 22 febbraio 2008

Re: quando il ragionamento fila...

> scusa, ma non ho capito tanto di cosa hai
> scritto... una domandina sull'ultima parte: stai
> paragonando la donna che abortisce e l'eroinomane?
> sul serio, voglio capire...
>
>

Mi dispiace ma ho dimenticato di allegare un commento al testo.
Il concetto, seppur tanto astruso, era il seguente: in molti, pur ammettendo che l'aborto è un male sociale, ritengono che, a tutela della salute della donna, sia stato meglio legalizzarlo e praticarlo addirittura negli ospedali; di questo passo, dico io, per tutelare la salute dei tossici, creeremo (come già accade in altri paesi) delle stanze dove potersi bucare in sicurezza, con aghi sterili e personale pronto a rianimarti in caso di overdose. Forse la mia mente non è illuminata, ma mi è stato insegnato che i problemi si risolvono combattendoli, e non certo cambiando loro nome.

manu venerdì, 22 febbraio 2008

Re: quando il ragionamento fila...

io sono favorevole all'aborto e anche alle stanze del buco.
lo sai che la dipendenza da eroina è diminuita dell'80% nei paesi in cui sono state provate?

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