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La quattordicenne che ha sfidato i Talebani

Vittima di un attentato perchè col suo diario online diffondeva idee anti talebani e difendeva il suo diritto allo studio: la storia della quattordicenne pakistana Malala

Fatti di cronaca

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    Malala
    Anastasia Meloni 10 ottobre 2012
    Malala Yousafzai è una ragazzina di soli 14 anni, e vive in Pakistan, in una regione al confine con l'Afghanistan. Malala ha osato sfidare i talebani, e per questo le hanno sparato.

    Ma andiamo con ordine: per capire bene questa storia bisogna inquadrare bene il contesto. La regione al confine con l'Afghanistan in cui vive Malala ha avuto una storia particolare, perchè dal 2003 al 2009 è stata controllata dai talebani, che hanno completamente impedito la vita pubblica delle donne, addirittura impedendo l'istruzione femminile. Nel 2009 il predominio dei talebani è stato bloccato, ma la situazione non è ancora tornata alla normalità.


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    Ma qual era la colpa di Malala? Semplicemente essere profondamente convinta che l'istruzione fosse un suo diritto. Malala era diventata famosa già dal 2009 grazie al suo diario, che veniva pubblicato dalla Bbc, ovviamente usando uno pseudonimo per proteggerla. Un diario che esprimeva tutta la sua voglia di vivere liberamente, di studiare e realizzarsi, nonostante tutto questo si scontrasse quotidianamente con l'odio dei talebani. Insomma, Malala è diventata in poco tempo una sorta di simbolo delle giovani generazioni che si oppongono alla follia talebana. Famose anche le sue proteste in tv all'epoca della sconfitta dei talebani al grido di "Dateci delle penne, oppure i terroristi metteranno in mano alla mia generazione delle armi".


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    Ma il grido di libertà di Malala non poteva passare "impunito" agli occhi folli dei talebani. E così Malala è rimasta vittima di un vero e proprio attentato: un uomo barbuto le ha sparato all'uscita da scuola, ferendola al collo e al capo. Subito dopo è arrivata la rivendicazione dei talebani, che hanno dichiarato di averle sparato perchè diffondeva idee laiche e faceva propaganda contro di loro.

    MIracolosamente Malala non è morta, ma si trova comunque in gravissime condizioni di salute. Non possiamo incrociare le dita per lei e guardare al suo coraggio come un grosso esempio.