Condannata a 16 anni la Franzoni
Si chiude quantomeno formalmente, con la condanna dell'imputata, il caso di Cogne. Traduzione in carcere ad effetto immediato per Annamaria Franzoni, reclusa ora in cella d'isolamento alla Dozza di Bologna. Ma il caso Cogne agita ancora l'opinione pubblica
La mattina del 30
gennaio 2002, all'incirca verso le 8, gli
operatori
del 118 ricevono la telefonata disperata di una concitatissima
Annamaria Franzoni,
cittadina di Cogne
nella Valle d'Aosta, che
sostiene di aver appena trovato uno dei suoi due bambini, Samuele di 3
anni, nel proprio lettino senza più conoscenza ed in preda ad una
grave, inarrestabile emorragia.
Il pediatra di famiglia, allertato immediatamente ed arrivato per primo sul luogo di quello che sarà poi scoperto essere non un malore bensì un efferato delitto, spiegherà la causa del decesso del bimbo, trovato in fin di vita e già in coma celebrale, ipotizzando cause naturali e riconducendo l'improvvisa perdita di sangue di Samuele ad un fantomatico aneurisma celebrale, ricostruzione del tutto confutata dalla polizia scientifica che arriverà invece, nell'arco di pochissime ore successive, a dichiarare il bambino come ucciso da colpi alla testa inferti con un non meglio precisato corpo contundente.
Per il piccolo Samuele non ci sarà purtroppo nulla da fare e, mentre la notizia si sparge rapida a macchia d'olio in ogni dove, il Paese mormora e l'opinione pubblica si spacca in due: è stata la madre ad ucciderlo, o siamo davanti ad una donna ferita nel modo più crudele possibile e - come se non bastasse – perseguitata e additata ingiustamente come mostro?
Tutto, praticamente fin dall'inizio delle indagini, cade a suo sfavore: i tempi del delitto, il fatto di vivere in una villetta piuttosto isolata ed essersi in teoria allontanata solo il tempo di accompagnare l'altro figlio alla fermata dello scuolabus, le ciabatte che non si trovano, la direzione delle gocce di sangue sul pigiama, alcune indizi che in casa avrebbero dovuto esserci ma che, stranamente, non sarebbero risultati dai rilevamenti alimentando così i sospetti su questa donna che, a quanto pare, prima dell'arrivo degli inquirenti si era messa evidentemente a pulire tracce compromettenti invece di gettarsi a rianimare il figlio fino all'ultimo come sarebbe stato naturale in una situazione come quella.


Troppi gli indizi a suo carico, inconsistenti le accuse mosse contro fantomatici nemici di famiglia che avrebbero potuto ordire l'assassinio per vendetta, gelosia o rappresaglia: Annamaria continuerà per anni a proclamarsi innocente ma nonostante l'arma del delitto di fatto non sia stata mai più ritrovata, nella serata del 21 maggio la Cassazione entra in camera di consiglio e dopo 3 ore di consultazioni emette il verdetto finale sulla vicenda: l'imputata è giudicata colpevole e chiamata a scontare una pena di 16 anni di reclusione.
Si chiude così il sipario, quantomeno da un punto di vista giudiziario, su una vicenda travagliata e per certi versi ancora non del tutto chiarita: alle 23.15 dunque, a brevissima distanza di tempo dal proclama della sentenza definitiva, le gazzelle dei carabinieri si dirigono verso la casa di Elisabetta Armenti, abitazione attigua a quella dell'imputata nonchè luogo scelto per trascorrere le ultimissime ore in attesa della sentenza: al momento dell'arresto la donna è riuscita solo a farfugliare "Che fate? E i miei bambini adesso?".
Alle 2.40 quindi, come risulta dai verbali, la Franzoni ha fatto il suo ingresso nel carcere bolognese della Dozza e trascorso la sua prima notte da reclusa guardata a vista da 2 guardie della divisione penitenziaria femminile, misura cautelare aggiuntiva disposta dai giudici a effetto immediato allo scopo di evitare eventuali gesti estremi.



L'accoglienza delle altre detenute, comunque, non è stata purtroppo delle migliori: le hanno gridato"assassina", "vergogna" e "vattene" sbattendo stoviglie sulle sbarre per alcune decine di minuti, scena che si è ripetuta puntualmente la mattina seguente al passaggio della Franzoni che si stava recando in infermeria per le visite di routine, scortata dagli agenti penitenziari. ''Con umana pieta', ma con giuridica certezza'' il Pg ha chiesto inoltre al collegio presieduto da Severo Chieffi di respingere il ricorso immediatamente presentato dai legali di Annamaria, gli avvocati Paolo Chicco e Carlo Federico Grosso: in queste stesse ore sono comunque al vaglio la possibilità di disporre per Annamaria 6 colloqui mensili con i figli – ricordiamo che dopo la morte di Samuele la Franzoni ha avuto un terzo bambino – e concedere un indulto che porterebbe alla scarcerazione anticipata di 3 anni rispetto ai tempi di detenzione stabilita.
Questa mattina, inoltre, anche quelli
di
"Liberazione"
hanno pensato bene di metterci del loro e gettare benzina
sul fuoco chiedendo per la mamma di Cogne, nero su bianco dalle pagine
del quotidiano, la grazia.
Immediate le reazioni di
giuristi, politici
e cittadini, in un vespaio crescente che si sta
dibattendo a furor di
popolo sui giornali, nelle piazze e nei bar.
Il processo chiuso formalmente in aula venerdì 21 maggio quindi, è
proprio il caso di dirlo, continua più che mai ad infiammare l'Italia,
nessuno escluso, anche fuori dalle aule di tribunale. L'udienza è tolta
e la domanda resta: colpevole
o innocente?






nn bisogna sputare sentenza
ma cm si fa a sputare sentenza in qst maniera??
Non ci sono mai state prove certe e nn ci sono tuttora ma vi rendete conto ke se e' innocente ha la vita rovinata??
Sinceramente io penso k sia innocente nn puo' ritenersi ancra innocente dopo essere trascorsi 5 anni...neanke i killer + esperti e + crudeli sn riusciti a resistere kosi' tanto..dopo un po' confessano tutti...nn penso proprio ke sia colpevole..nn c sono prove a sua colpa abbastanza convincenti e solide per incolparla..mi dispiace ma nn e' giusto..
Re: nn bisogna sputare sentenza
non ci sono prove????????
si effettivamente ogni assassino prima di uccidere un bambino
si infila il pigiama della madre,poi lo toglie e nasconde l'arma!
Capisci che non c'è il tempo materiale???
E nessuno avrebbe avuto il tempo di farlo
se non chi indossa quel pigiaama di regola!
Eddai basta difenderla è un assassina,e 16 anni nemmeno glieli daranno mai tutti..che schifo..
come è possibile??
come si fa a darle solo 16 anni????e probabilmente tra soli 5 è fuori..x due attenuanti..l'indulto e il fatto che ha 2 figli..è assurdo..se questa puttana esce di galera il nostro sistema giudiziario è davvero una barzelletta!
ha ucciso il figlio con 25 colpi alla testa e dopo pochi mesi si è fatta mettere incinta..poveri bambini ad avere una madre così..mi fanno una pena assurda..x non parlare del padre che l'ha sempre difesa..
bah
il mio è solo il parere di una persona che guarda i tg, non sono né un avvocato, né un magistrato...è vero tutto è contro di lei e io la credo colpevole al 100%..certo è che se non fosse stata lei questa povera donna si è guadagnata il paradiso...ma come si fa a dare 16 anni per un omicidio (che diventeranno 12, poi 10, poi 8...), è assurdo...un pensiero anche a quei poveri bambini in che brutta situazione sono...
dai ma 16 anni sn troppo pochi!
uccide un bambino innocente e la pena le viene anche dimezzata?? ma per favore.. altro che giustizia, nell'arco di pochi anni saràdi nuovo fuori.. un altro assassino che non paga la sua pena!! vergogna!!
16 anni????
16 anni?????
16 anni per aver ucciso il figlio???
ma è stata anche troppo tempo libera!!!
ma che cazzo di giustizia c'è!!!
ergastolo..come minimo ergastolo...
mi fa solo schifo..