The messenger
Da fine giugno, in tutte le librerie, l'ultimo thriller di Daniel Silva. Un altro episodio della serie di Gabriel Allon, carismatica spia del Mossad, raffinato restauratore, artista dai penetranti occhi verdi e killer implacabile
Daniel Silva
era già un autore affermato quando, nel 2000, creò il
personaggio di Gabriel
Allon. L'idea gli venne
mentre leggeva la cronaca internazionale su una rivista. Stanco delle
spie della CIA, Silva immaginò un
agente israeliano che lottava per
proteggere il proprio paese dovendo anche difendersi dall'incompetenza
e dalla corruzione
dei colleghi.
All'epoca l'autore non credeva che quello sarebbe stato il primo romanzo di una lunga serie, perché pensava che "il mondo non fosse pronto per un supereroe ebreo" ma, dopo 6 bestseller in 7 anni, ha dovuto ricredersi. Senza sensazionalismi eccessivi, Silva ci propone un tipo di spia del tutto diverso da quello a cui siamo abituati. Gabriel Allon, nipote di un pittore espressionista tedesco vittima della Shoah, restauratore e artista a sua volta, è un uomo dotato di grazia oltre che di freddezza, un killer capace di uccidere con la stessa facilità con cui restaura un quadro di Van Gogh. Eppure Gabriel non è un uomo senza coscienza, ma un combattente inseguito dai propri demoni: la perdita del figlio e della moglie (devastata dall'attentato che ha ucciso il bambino), l'antisemitismo e la rabbia dei suoi nemici lo perseguitano ovunque vada.
E così il protagonista, originale reincarnazione dell'ebreo errante, non può che ripetersi di non avere altra scelta. In The Messenger Gabriel, anche noto come "l'angelo della morte", inizia le operazioni da Roma, per sventare un attentato al Vaticano. Dopo aver salvato la vita al Papa prosegue per Venezia, dove ritrova Chiara, la splendida spia italiana di cui è innamorato, poi raggiunge Londra e infine Parigi, sulle tracce di un Van Gogh perduto che lo mette in contatto con un ricchissimo saudita. Il viaggio di Gabriel e dei suoi compagni li porta ai quattro angoli del globo, dalle Bahamas alla Svizzera, mentre dipanano lentamente l'oscura trama di contatti tra l'establishment e il terrorismo internazionale. The Messenger è un romanzo dal ritmo serrato e dalle atmosfere sofisticate, che non manca di far riflettere con la sua puntuale analisi politica, sostenuta dal lungo lavoro di documentazione condotto da Silva.

L'autore si è avvalso ancora una volta della consulenza di David Bull, noto restauratore d'arte, oltre che dell'aiuto di critici come Derek Fell (in merito alla biografia di Van Gogh), ma soprattutto dei consigli di ufficiali dell'intelligence israelita e americana. Silva non risparmia i propri connazionali e i colpevoli rapporti di connivenza tra i potenti americani e i principi sauditi che finanziano il terrorismo, tuttavia non si tira indietro di fronte a una presa di posizione netta, affermando la necessità di combattere i fondamentalisti con ogni mezzo. Nessuno è del tutto innocente, e soprattutto nessuno ha altra scelta che continuare a lottare per ciò che ritiene giusto, anche se comporta macchiarsi le mani di sangue.
Questo vale anche per il nuovo personaggio
introdotto da The Messenger:
Sarah Bancroft,
affascinante gallerista americana che viene coinvolta
in questa pericolosa caccia all'uomo perché ha perso il proprio
fidanzato nella tragedia dell'11 settembre. In questo mondo cruento e
senza pietà, tuttavia, c'è spazio anche per momenti di calore umano,
e
persino di piacere estetico.
Il ritrovamento di un quadro perduto di
Van Gogh si accompagna al toccante resoconto degli ultimi giorni del
grande pittore e delle circostanze misteriose della sua morte. Il
quadro, frutto della fantasia di Silva, è tuttavia il prodotto di
un'ipotesi credibile,
che vede un Vincent innamorato della figlia del
dottor Gachet. La tela che la ritraeva, Marguerite
Gachet at her
dressing table, sarebbe stata all'origine di una
litigata che fu fatale
al pittore.
Insomma, un romanzo perfetto per le vostre giornate sotto l'ombrellone,
che riuscirà a tenervi col fiato sospeso e a divertirvi, ma che è anche
abbastanza originale
da attrarre i lettori che non frequentano
abitualmente questo genere letterario.






wow
Non vedo l'ora di leggerlo!
Silva
Ho già avuto modo di leggere i lavori di Silva e li ho sempre trovati molto più appassionanti e intelligenti di tanti thriller globetrotter che vanno per la maggiore.
Non vedo l'ora di leggere anche questo...
Re: Silva
> Ho già avuto modo di leggere i lavori di Silva e
> li ho sempre trovati molto più appassionanti e
> intelligenti di tanti thriller globetrotter che
> vanno per la maggiore.
Non vedo l'ora di leggere
> anche questo...
Qualcuno sa dirmi se i precedenti libri di silva non tradotti, saranno pubblicati a breve?