Moda e scandali: una "lolita" nuda in copertina
Il supplemento del NY Times dedicato alla moda ha pubblicato un servizio fotografico in cui una modella diciassettenne si mostra a col seno scoperto. E le polemiche infiammano gli Stati Uniti, anche dalle colonne del tabloid rivale, il NY Post
Una
violenta
polemica ha occupato nelle ultime settimane le pagine di due giornali
americani, da tempo rivali, il "New
York Times" e
il "New
York Post".
Tutto è
iniziato per una foto pubblicata sulla
copertina di "T",
un
supplemento dedicato al mondo della moda e ai suoi dispendiosi
prodotti, edito 15 volte all'anno dal "New York Times Magazine". Il 2
Dicembre scorso, davanti agli occhi increduli di
milioni di abbonati
e acquirenti, si
è mostrata in tutta la sua perturbante
bellezza adolescenziale la modella diciassettenne Ali Michael,
con un
seno scoperto.
Un paio di
settimane dopo l'uscita del numero di "T
Magazine" incriminato,
esattamente il 16 Dicembre,
sollecitato da un numero elevatissimo di
proteste, il "garante dei
lettori" ha condannato
pubblicamente la copertina, che i più
bacchettoni hanno
addirittura etichettato come pornografia infantile.
La
pubblicazione dell'immagine di una
modella poco più che
ragazzina, in pose ammiccanti, agghindata come
una "femme fatal",
con
il seno scoperto, come prevedibile, ha
fatto gridare allo scandalo
i soliti benpensanti.
La foto non ha,
però, lasciato
indifferenti nemmeno i lettori più liberali e
aperti nei
confronti delle consuete provocazioni del mondo della Moda.
La pioggia
di critiche e di commenti tutt'altro che favorevoli ha presto
inondato la redazione.
Molti
lettori hanno scritto al "public
editor" (figura professionale di
recente creazione, nata in
seguito ad uno scandalo del 2003, quando una notizia falsa e in parte
copiata era passata indenne attraverso le maglie di correttori,
revisori e direttore, ed era stata pubblicata sul 'New York Times').
Clark Hoyt,
premio Pulitzer, ammirato da tutti per la sua onestà
e per il suo rigore morale, ha risposto alle domande dei lettori
infuriati dalle pagine della sua rubrica.
"Nella
foto la diciassettenne Ali Michael, che sembra ancora più
giovane, posa seminuda. Indossa un cappotto di taffettà da
3.890 dollari di John Galliano. Dico 'indossa' perché il
cappotto è arrotolato attorno alla vita e non si capisce di
che cosa si tratta. Ali è nuda e dà le spalle
all'obiettivo. In una delle due foto si gira mostrando il profilo del
seno. Molti lettori hanno protestato, due di loro hanno definito le
foto pornografia infantile" ha commentato Hoyt, dando in
parte
ragione ai critici della controversa copertina.
Hoyt ha
poi
aggiunto: "Nel già depresso
mondo dei giornali "T"
rappresenta un successo spettacolare. Ma anche una brillante idea che
produce milioni di dollari per finanziare l'ambizioso giornalismo del
"New York
Times"
può avere complicate
conseguenze: "T" ha standard diversi dal
resto del "NY Times"; spesso confonde il confine tra articoli e
pubblicità in un modo che non è quello del
giornale".
A
gettare benzina
sul fuoco ha contribuito un articolo apparso sul "New York
Post" in
seguito alle polemiche sulla Lolita ritratta da
"T" (il
fotografo è Paolo Roversi, italiano trapiantato a Parigi).
La
testata, che fa parte dell'impero di Murdoch, versione "povera" del
blasonato New York Times, ha pubblicato
un memo confidenziale
inviato dal direttore del New York Times Magazine
ai suoi
collaboratori.
Gerald
Marzorati, direttore del quotidiano, commenta
così la pubblica
condanna del garante: "I difensori della moralità
sono
gli stessi che cento anni fa avrebbero avuto un colpo apoplettico
davanti a un nudo di Renoir. Il garante critica un prodotto che
unisce bellezza, sensualità, lusso e, Dio ci perdoni, anche
profitti ma che ai suoi occhi offende un codice di giornalismo caro
al "New York Times". Questo modo di pensare mi farebbe ridere se non
fosse triste, e aggiungerei, dannoso".
I
responsabili della testata sembrerebbero, almeno
a sentire queste
parole, sicuri della loro
scelta. Eppure la querelle non
si placa.
Anche il vicedirettore per l'etica, Craig
Whitney, ha voluto dire la
sua, dichiarando che, se avesse visto prima la foto, avrebbe chiesto
al direttore di non pubblicarla.






esagerati..
quanto sono esagerati.. in quanto minorenne, ogni scatto deve essere autorizzato dai genitori e per di più non mi sembra neppure una foto così da svergognata.. non si vede proprio nulla, su! io anzi la trovo molto sofisticata.
trovo imbarazzante solo quanto è magra la ragazzina, ma quello ormai è risaputo e non scandalizza più nessuno
Re: esagerati..
Tu trovi imbarazzante vedere quanto sia magra questa ragazzina..
ma molte volte le modelle sono magre perche´ abusano della cocaina, che e´ una droga che fa dimagrire perche´ non fa sentire i sintomi della fame..
Vorrei sperare che non sia questo il caso di questa modella minorenne...!!!
Mah
Sì, e poi quelli che fanno tante storie per quese foto sono quelli che visitano i siti di pornografia infantile.
Io non ci vedo niente di scandaloso.
Oltre al fatto che è effettivamente una bella foto artistica, quella ragazza, anche se giovane, è una modella, e fa semplicemente il suo lavoro. Oltretutto, se non danneggia lei (e non lo fa, altrimenti la foto non sarebbe neppure stata scattata), non ha senso che scandalizzi mezzo mondo.
Su, insomma, basta con i moralismi inutili.
Re: Mah
pienamente d'accordo!!
santo cielo si vede solo la schiena di quella ragazza! e nei siti internet si trova di tutto e di più...
secondo me è stato esagerata questa reazione! non è mica totalmente nuda in posizioni pornografiche! anzi, la foto è molto carina!
e poi se la devono prendere coi genitori, che hanno firmato la liberatoria! dubito che la ragazza abbia fatto di nascosto, è contro la legge...
Re: Mah
> pienamente d'accordo!!
> santo cielo si vede solo la schiena di quella
> ragazza! e nei siti internet si trova di tutto e di
> più...
> secondo me è stato esagerata questa reazione! non è
> mica totalmente nuda in posizioni pornografiche!
> anzi, la foto è molto carina!
> e poi se la devono prendere coi genitori, che hanno
> firmato la liberatoria! dubito che la ragazza abbia
> fatto di nascosto, è contro la legge...
>
> Senz'altro la reazione è stata eccessiva, ma il problema è quello che va oltre la foto in sè. La questione, che si evince molto bene dall'articolo, è fino a che punto il corpo può essere oggetto di consumismo. E ciò che più ha scandalizzato, secondo me, è stato il fatto che ormai anche il corpo di una ragazza minorenne sia diventato strumento per vendere su di una testata legata ad un nome tanto prestigioso quanto conservatore. La pornografia infantile è cosa diversa ed è criminale, non una cosa diffusa legalmente previa liberatoria... Intendiamoci, non ha ragione chi si scaglia contro una foto in sè più che innocente, ma è bene chiedersi fino a che limite il corpo possa essere mercificato. Ciao!