A cura di Benedetta Scansani
L’ultima tendenza per chi ha un lavoro indipendente? Il coworking, ovvero la possibilità di lavorare insieme ad altri professionisti in uno spazio condiviso. Un luogo dove freelancer e giovani creativi possono affittare una scrivania per brevi periodi, utilizzare gli strumenti per la produttività come connessione Internet, telefono e fax, scambiare quattro chiacchiere e magari, chissà, sviluppare insieme nuovi progetti.
Storia
Il primo spazio di coworking fu creato nel 2005 nella Bay Area californiana dal programmatore informatico Brad Neuberg. Neuberg, a un certo punto della sua vita professionale, si era trovato di fronte a una dilemma: scegliere un lavoro fisso in una struttura aziendale o dedicarsi in modo indipendente alla propria professione come freelance? Davanti a questa domanda scelse una terza soluzione che contemplasse gli aspetti positivi di entrambe: affittò alcune stanze in una ex fabbrica di cappelli e condivise questo spazio di lavoro, la “Hat Factory”, con altri professionisti “nomadi”.
Il coworking si è poi diffuso in tutto il mondo ed esiste persino un CoWorking Institute, fondato da Bernie Dekoven per promuovere la collaborazione tra menti creative. Il fenomeno sta facendo capolino anche in Italia dove sono nati spazi per il coworking a Milano, Roma e Bologna.
Come funziona
Il coworking è pensato principalmente per tutti i liberi professionisti che vogliono lavorare in comunità. C’è chi viaggia spesso per lavoro e ha bisogno di uno spazio solo per un breve periodo, c’è chi non ha la possibilità di lavorare in casa e non ce la farebbe a sostenere da solo le spese di un ufficio, c’è la start-up che preferisce limitare i costi e i rischi, e c’è chi semplicemente non ama l’isolamento del telelavoro e preferisce lo stimolo del contatto con altri professionisti.

Gli spazi di coworking sono popolati da freelance, consulenti, programmatori informatici, imprenditori, giornalisti, architetti, designer, scrittori che pagano una quota di affitto per la postazione personale e la condivisine degli spazi e dei servizi comuni. I servizi offerti in genere comprendono la disponibilità di cassetti o scaffali di armadi, luce, gas, collegamento a Internet, computer, stampanti, scanner e fotocopiatrici, cucinotto e spazi aperti con divani. Ma il vero valore aggiunto sono sono l’atmosfera creativa e lo scambio di idee, perché il coworking rappresenta un’occasione di collaborazione, incontro, nascita di nuovi progetti. Ci sono infatti anche coworking a tema, dove viene stimolato il confronto tra professioni che si occupano di argomenti simili, per aumentare le possibilità di collaborazione.
I costi variano a seconda delle città, del periodo di permanenza e dei servizi, ma in genere si spendono 200/250 euro al mese. Chiaramente è fondamentale che chi voglia partecipare al coworking riconosca di essere parte di un gruppo, e quindi si comporti in modo collaborativo e rispettoso, senza disturbare il lavoro degli altri e mantenendo in ordine gli spazi.

Dove co-lavorare in Italia
A Milano l’agenzia di comunicazione e pubblicità Monkey Business ha avviato il progetto Cowo in due sedi. In via Ventura 3 è possibile dividere con le tre persone dell’agenzia un’open space di 140 mq. In via Amadeo 57, presso lo studio associato +A sono invece disponibili tre postazioni in un ufficio su due livelli. Per informazioni, contattare Massimo Carraro al numero 02.2151581. Cowo ha anche un suo gruppo su Linkedin e uno su Facebook.
A Roma c’è invece la possibilità di prendere in affitto una scrivania negli uffici della redazione della rivista 7th Floor, in via Lima 20, nel quartiere Parioli. Il numero di telefono per informazioni è 06.85356443.
A Bologna l’organizzazione culturale La Pillola mette a disposizione un open space di 400 mq con 25 postazioni e una riunioni e la possibilità di utilizzare la sua galleria per eventi ed esposizioni. L’indirizzo è via Algardi 3/a, tel. e fax 051.4222127.
Link
Mappa di google delle postazioni di coworking nel mondo.
La lista dei cowork e i consigli per organizzarne uno
Sito web dell’organizzazione culturale La Pillola
Sito web di 7th Floor
Sito web del coworking milanese di Monkey Business
Sito web del CoWorking Institute
Associazioni, cooperative, fondazioni, imprese commerciali. Chiunque abbia lo spazio fisico e mentale per accogliere nuove conoscenze e ami la libertà di espressione.
Non c’è nulla da inventare.
Il copia e incolla non funziona.
E’ un modo di essere.
Sono questi gli interpreti e i promotori del coworking.
Vorrei segnalare altri due siti italiani di approfondimento sul coworing
www.metacoworking.wordpress.com
www.wiowio.wordpress.com
Ciao, volevo segnalarvi questo articolo, tratta il servizio coworking a Prato!
Giulia Migliavada