Corrida, né arte né cultura
Tradizione assurda e crudele, è incoraggiata dalle autorità perché considerata di interesse turistico. Le richieste di abolizione aumentano: tauromachia in crisi?
"Romero continuò. Fu come una lezione di tauromachia. Tutti i passaggi erano collegati, tutti portati a compimento, tutti lenti, sobri, armoniosi. Niente trucchi e niente mistificazioni. E neanche gesti bruschi. Ogni passaggio, quando arrivava al culmine, ti dava una fitta improvvisa. La folla avrebbe voluto
che non terminasse mai.(…) Si mise di profilo esattamente di fronte al toro(…)Il toro caricò e Romero attese la carica (…) Poi, senza avanzare di un passo, divenne una cosa sola col toro e la spada era in alto tra le spalle, il toro aveva seguito la flanella svolazzante, che sparì quando Romero saltò d’un balzo a sinistra; e fu la fine.(…)Il toro giaceva nero e pesante sulla sabbia, con la lingua di fuori. "
È così che Ernest Hemingway descrive il momento culmine di una corrida.
Un turbine di emozioni scatenate dal fascino emanato dalle abilità del torero (Romero), l’eleganza dei suoi gesti e la prontezza dei riflessi.
Nonostante il compiacimento da Plaza de Toros che caratterizza la descrizione nel romanzo"Fiesta", non si può fare a meno di soffermarsi sulla crudeltà della morte del toro.
È questo il fascino ambiguo della corrida: una tradizione popolare che colpisce per la sua crudeltà verso gli animali (non solo tori ma anche manzi o cavalli, a seconda del tipo di corrida) ma che continua ad attirare spettatori sia nelle arene che alla televisione.
Ma è proprio dalla televisione che arriva la prima stoccata a quello che dagli estimatori è considerato uno sport.
La televisione spagnola ha infatti smesso di trasmettere le corride che caratterizzano il periodo estivo nonostante i buoni indici di ascolto che ha sempre raccolto.
Le regole variano a seconda del tipo di corrida ma in genere ci sono tre toreri che si alternano e sei tori.
All’inizio tutte le persone coinvolte sfilano nell’arena. Ogni toreada è, appunto, divisa in tre atti: nel primo il torero e la sua cuadrillas (squadra) studiano il toro e iniziano a stancarlo con la cappa.
In questa fase entrano i picadores a cavallo: il toro attacca il cavallo bardato tentando di rovesciarlo – una scena molto scioccante - mentre il picadores tenta di sfiancarlo con la lancia.
I banderilleros infilzano le banderillas sulla schiena dell’animale e, successivamente, il torero da solo stanca il toro con la muleta (una cappa più leggera di quella usata all’inizio) prima di trafiggerlo con la spada.
Una volta morto, il corpo del toro viene legato a tre cavalli e gli incaricati lo trascinano fuori dall’arena.
Spesso accade che venga trascinato fuori agonizzante ma ancora cosciente.
Anche i cavalli sono vittime della corrida: a volte sventrati dalle corna del toro vengono ricuciti alla meglio e riportati nell’arena.
In occasione di una delle ultime corride all’Arena de Toros di Madrid si è verificata una grande protesta di animalisti e di chi la considera un’indecente spettacolo di violenza.
In Spagna da tempo si discute se sia il caso di porre fine alla tradizione o quantomeno di vietare l’uccisione del toro.
Anche nelle regioni del sud della Francia viene praticata e anche qui non tutti la considerano un’arte.
Una recente raccolta di firme proposta dalle associazioni ambientaliste e sostenuta da politici e celebrità – come Brigitte Bardot e il cantante Renaud – ha come scopo l’abolizione delle corride nel sud ovest della Francia.
In Portogallo l’uccisione del toro è illegale e un famoso torero, Pedrito de Portugal, è stato multato di 100 mila euro per aver infranto la legge.
In Spagna, invece, il torero viene multato se non riesce a concludere il terzo atto in meno otto minuti.
Anche se in Portogallo il toro non viene ucciso nell’arena muore comunque qualche ora più tardi.
Secondo le regole spagnole, a seguito di una prova eccezionale da parte del toro, il torero può chiedere la grazia per l’animale al presidente della piazza anche se il pubblico non è d’accordo.
Come è intuibile i tori che la ottengono sono molto rari.
Per questo Fernando Sanchez Drago, un importante critico di corride, afferma che “Una corrida senza la morte finale del toro non è una corrida” per questo motivo “nessun toro combatterà mai due volte”.






non è una cultura!
Salve,
La corrida è una cosa assurda,che senso ha uccidere degli animali innocenti? è una cosa molto grave ed ingiusta!!! se lo facessero a loro??
Gli animali non sono oggetti ma sono come noi ESSERI VIVENTI!!
Le persone che vanno a vedere la corrida dovrebbero domandarsi perchè vengo qui? è giusto ammazzare e torturare degli animali innocenti per il divertimento del pubblico?
Sarò sempre contro lo sfruttamento e l'uccisione di animali.
un saluto
ale
poveri tori...
cultura? arte? e questa pratica sarebbe un'arte???
poveri tori costretti a soffrire dall'inizio alla fine: prima della celebrazione gli mettono degli spry sugli occhi x nn farlo vedere e gli danno delle robe x fargli cedere le zampe....poui durante "la corrida" lo infilzano molte volte cn le banderillas e infine gli si da un colpo di spada sulla schiena...e il toro ankora nn è morto è agonizzANTE A TERRA in attesa di essere portato al macello....
LA CORRIDA FA SKIFO SKIFO SKIFO...E FANNO SKIFO ANKE COLORO KE ASSISTONO E KE APPLAUDONO ALLA VISTA DELLA MORTE DEL TORO....
E POI NOI SAREMMO CIVILI, PERSONE NORMAILI...NOI SIAMO ANIMALI ANZI GLI ANIMALI STESSI SN MOLTO MEGLIO DI NOI....BASTA CORRIDA BASTA.
deve finire
Ricordate i gladiatori? Lì morire erano addirittura uomini. E per il puro compiacimento della folla osannante, prostrata dinnanzi alla potenza dell'imperatore... Ora si tratterebbe di omicidio, e non sarebbe tollerabile. Ma se a morire sono animali non in grado di esprimere il loro dolore e la loro sofferenza, in nome della tradizione va tutto bene... avanti così... Che tristezza! Capisco che gli spagnoli fatichino a privarsi di una delle maggiori attrazioni turistiche "ludiche" (ma che fatica definirla tale), ma dovrebbero impedire il perpetuarsi di questa autentica crudeltà. Lo sapete che in Italia esiste una normativa che tutela il benessere animale, molto severa con chi contravviene al suo contenuto? Riflettano i nostri parlamentari all'Unione Europea, e diano principi da rispettare in tutti i paesi!
...
ho visto una corrida una volta, al liceo il mio prof di spagnolo ce la fece vedere. mostruosa è dire poco. e gli spagnoli la dipingono come una parte immancabile della loro cultura. x quanto sia così, io mi chiedo...che gusto c'è a vedere uccidere un toro? credo sia diseducativo per i bambini...è forse corretto torturare un animale?(di tortura si tratta!e pure autorizzata!) non lo è affatto e andrebbe abolita. andassero a vedersi una partita di calcio invece di guardare la corrida!
Cultura???
Come può definirsi cultura,o addirittura arte???La cultura e l'arte sono espressione di civiltà e parlando di corrida civiltà ce ne poca...io adoro la Spagna,ma la corrida non gliela perdono!!!!