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Una lupa per mamma

A maggio uscirà nelle sale il film "Sopravvivere con i lupi", tratto dal romanzo di Mischa Defonseca. E' la storia di una bambina che sopravvive in un branco di lupi negli anni della guerra: autobiografia o fantasia?

di Redazione GirlPower 27 marzo 2008

A cura di Irene Chimera


sopravvivere_con_lupi Sta per uscire nelle sale cinematografiche il film francese "Sopravvivere con i lupi". E' la storia di una bambina ebrea, Misha, che per sfuggire ai nazisti, si rifugiò nella foresta e fece amicizia con una lupa bianca, Moira. Nel film, però, Misha chiamerà la lupa "Mamma Rita".

Il film è tratto dal romanzo autobiografico di Misha Defonseca, una scrittrice belga di 73 anni, che oggi vive negli Stati Uniti. Il libro, pubblicato nel 1998, è stato tradotto in 18 lingue; racconta la straordinaria avventura che Misha ha vissuto quando aveva solo 6 anni. 

Nel 1940, nel mese di maggio, il Belgio fu invaso dai tedeschi ed ebbero inizio le deportazioni degli ebrei. L'anno successivo, i genitori di Misha, prima di essere catturati dai nazisti, riuscirono a nascondere la figlioletta presso una famiglia di conoscenti, che però non trattarono la bambina nel migliore dei modi. Misha veniva umiliata di continuo e trovava conforto solo quando andava in visita dal nonno della famiglia affidataria. 

I nazisti, però, iniziarono ad assediare le campagne e, certa che la famiglia con cui stava l'avrebbe consegnata ai tedeschi, Misha decise di scappare dalla casa in cui era considerata un'ospite poco gradita per cercare i suoi genitori. Portò con sé solo gli abiti pesanti che indossava, uno zaino, un coltello ed una bussola. Sapeva di non poter correre rischi, quindi, per non farsi vedere da nessuno, invece di camminare per la strada, la bambina si addentrò nel bosco

misha_defonsecaCominciò per lei una nuova e avventurosa vita: si nutriva di ciò che trovava e dormiva nelle grotte, rannicchiata tra le foglie o tra i cespugli. Ben presto si accorse di non essere sola: una coppia di lupi seguiva ogni suo piccolo spostamento, si comportavano come due fedeli guardiani. Misha, invece di averne paura, fece amicizia con i lupi, in particolare con la femmina e fu introdotta nel branco. Scoprì che i lupi non erano così crudeli come credeva: le procuravano il cibo e la facevano dormire nei loro rifugi, ma soprattutto, la proteggevano. Misha raccontò la sua vita con i lupi, la loro lealtà e le capacità organizzative del branco. Riuscì a trovare nei lupi tutto l'affetto e la protezione che le erano stati negati dalla società da cui era fuggita

Insieme al branco, Misha attraversò le foreste della Germania, della Polonia e dell'Ucraina; uccise un uomo che tentò di violentarla e dall'alto di una collina vide l'esecuzione di un gruppo di bambini ebrei da parte dei nazisti. Rimase con i lupi fino a che la guerra terminò

L'attrice che interpreta Misha si chiama Mathilde Goffart, e ha 9 anni; la regia è di Vera Belmont che ha diretto solo due film prima di questo: "Milena" nel 1991 e "Marquise" nel 1997. Nel mese di febbraio l'autrice del romanzo ha però dichiarato che il suo libro non è un'autobiografia e che in realtà lei non è ebrea, bensì cattolica. I suoi genitori furono deportati in un campo di concentramento ed uccisi, poiché facevano parte della resistenza. Ha detto di aver raccontato la sua realtà, volendo rimarcare che, secondo lei, un branco di lupi era sicuramente più umano di chi, con la crudeltà, le aveva ucciso i genitori

lupi

Ha descritto quella che secondo lei sarebbe stata la sua vita ideale durante gli anni della guerra. Sembra che sia falso anche il suo nome: in realtà si chiamerebbe Monique. Il padre fu fucilato nel 1944 e la madre morì nel 1945 per cause sconosciute. La bambina fu affidata ad uno zio con cui visse fino alla maggiore età. Si sposò e con il marito emigrò negli Stati Uniti, dove vive ancora oggi. Verso la metà degli anni 90' scrisse questa sorta di "autobiografia" che però si è rivelata falsa, proprio due mesi prima dell'uscita del film. La Defonseca ha dichiarato che per lei quella descritta è la realtà che ha vissuto da bambina e ancora oggi, pur essendo anziana, trova difficile scindere la realtà dalla fantasia. Forse i traumi subiti in seguito alla separazione dai genitori e alla loro morte, hanno portato la mente di Misha (o Monique?) a crearsi un mondo fantastico in cui potersi rifugiare. In questo mondo la foresta e gli animali sono i suoi unici amici, i soli che le offrono protezione contro l'orrore del mondo.

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