Il parto come un reality show
Il termine reality ha poco a che vedere con lo show, eppure sembra essere un'accoppiata vincente della nostra epoca

Qualcuno sta per partorire? Prego, lo spettacolo ha inizio, prendete
posto.
In America è sempre più frequente la richiesta da parte delle future mamme di
ospitare parenti amici e conoscenti in sala parto: ospedali attrezzati per questa
apertura al pubblico. Invitare un gruppo di amici e parenti in sala parto,
a volte accompagnati da un fotografo professionista, è diventato normale in molti
ospedali. Lo scrive il quotidiano New York Times. Questa lultima moda negli
States. Parenti e amici invitati dunque al grande evento, chi con telecamera al
seguito e chi con veri e propri fotografi professionisti per immortalare il momento
e fermare il ricordo di quegli attimi dolorosi e meravigliosi.
Parto trasformato in show, in reality show, con tanto di lista di invitati e posti
a sedere. I partecipanti si posizionano accanto alla partoriente e seguono su
uno schermo tutte le fasi del delicato evento: la posizione del bambino, i battiti
del cuore, il grafico delle contrazioni. Lemozione raggiunge infine lapice quando
appare la testa del piccolo e quando il medico taglia il cordone ombelicale. Gli
ospedali hanno reagito bene al fenomeno ormai diventato comunissimo. Nessuno si
è scandalizzato, né opposto. Anzi, se fino a qualche tempo fa il personale delle
strutture sanitarie americane era poco favorevole ad aprire le porte della sala
parto persino al marito della futura mamma, ora tutti assecondano il nuovo trend.
Come per esempio il Prentice Womens Hospital di Chicago
(attualmente in fase di realizzazione), che, una volta conclusi i lavori nel 2007,
metterà a disposizione delle pazienti sale parto dotate di vere e proprie zone
famiglie nelle quali potranno entrare fino a quattro persone, con tanto di frigobar
per fare uno spuntino in caso il travaglio fosse più lungo del previsto. E così
anche una delle cose più intime del mondo, partorire il proprio figlio, potrà
essere alla portata di tutti: un cordone ombelicale che è già oggetto
di commenti prima ancora di nascere.
Prima ancora di poter dire la sua.
Come si può sbandierare la nudità del proprio corpo in questo modo, in un atto
così puro così fragile così unico?
E vero che non cè niente per cui gridare allo scandalo in un parto, ma resta
il fatto che tutti gli invitati saranno a contatto con
le tue parti più segrete, più tue. E poi che cè di così eccitante
nellosservare contrazioni, dilatazioni, spinte per finire con un misto di sangue
e placenta? Non sarebbe meglio aspettare la nascita nella sala dattesa, in trepidazione
per la futura vita che sta per nascere e dargli il benvenuto a cose fatte?
Ormai le parole sui reality show si sprecano e si consumano a iosa: chi fa la
fame su unisola, chi mangia termiti e occhi bolliti, chi resta chiuso in casa
con degli sconosciuti, chi trasforma la propria relazione in una soap opera e
chi dà unanima alla vetrina del proprio negozio con manichini umani. Un
Truman Show senza misteri, anzi voluto e cercato.
Ma attenzione perché ora esiste un reality anche per
i gorilla, nello zoo di Praga dove saranno ripresi e osservati 24 ore
su 24 da 16 telecamere: un maschio, due femmine e un gorilla giovane saranno le
uniche star del programma. In diretta sul sito internet di una radio pubblica,
andrà anche in onda sulle frequenze della televisione pubblica Ct1 e sulla nuova
rete pubblica 'all news' Ct24. I telespettatori potranno votare tramite sms (non
poteva certo mancare il televoto!) per eleggere la scimmia più simpatica.
Possibile che cè così tanto bisogno di mettere tutto in piazza, di rendersi ridicoli
pur di apparire, di vivere realtà modificate e inventate pur di evadere dalla
propria? Ma non ci hanno insegnato che la felicità è altro? Vivere in un mondo
concreto, fatto di gioie e dolori quotidiani vissuti sulla propria pelle e condivisi
con persone vere, quelle che ci stanno accanto. Non quelle dellAuditel.





