pianetadonna.it

Prigioniera per 18 anni

Quasi un tuffo nel medioevo: rimasta incinta poco meno di 20 anni fa, Maria Monaco, una donna di Santa Maria Vetere, in provincia di Caserta, era stata da allora messa sotto chiave dalla famiglia per punizione

di Manuela Bianchi 16 giugno 2008

maria_monacoUna telefonata anonima e l'irruzione della polizia: è finita così all'improvviso, nella tarda mattinata di sabato 14 giugno, la lunga ed allucinante prigionia di Maria Monaco, 47 anni, rinchiusa a forza dal lontano 1990 in un locale fatiscente attiguo all'appartamento dei familiari, residenti in una casa colonica come tante dei dintorni di Caserta.

La donna, "colpevole" di essere rimasta in stato interessante durante la relazione avuta con un uomo all'identità del quale si sta cercando di risalire proprio in queste ore, aveva partorito un bambino nel dicembre di 18 anni fa e già a partire dai mesi della gravidanza, cosa che è venuta a galla solo ora, le era stato impedito a forza di avere qualsiasi contatto con il mondo esterno.

Carcerieri nonché mandanti di questa discutibile "punizione" i componenti della cerchia familiare stretta della vittima: la madre Anna Rosa Golino, vedova di 80 anni, il fratello quarantaquattrenne Prisco Monaco, agricoltore, e la sorella Michelina Monaco, 54 anni, di professione insegnante di scuola materna.

Quando gli agenti si sono presentati alla porta di casa per verificare la fondatezza della segnalazione i 3 indagati, che al momento dell'arrivo delle forze dell'ordine si trovavano tutti riuniti nella cucina dell'appartamento, sono rimasti a detta degli inquirenti piuttosto tranquilli, serenamente convinti peraltro di essere addirittura nel giusto: soltanto più tardi, quando cioè sono scattate le manette ed entrambi i fratelli sono stati messi in stato d'arresto e tradotti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, hanno iniziato a rendersi conto della gravità delle accuse e di quanto si sia fatta pesantemente compromessa loro situazione.

maria_moanco

Tutti saranno adesso chiamati a rispondere di maltrattamenti e sequestro di persona con tanto di aggravante del vincolo familiare. Per Anna Rosa Golino tuttavia, tenuto conto dell'età avanzata, il pm Antonio Ricci che si occupa dell'inchiesta ha disposto gli arresti domiciliari.

Per niente buone, a quanto si è appreso in un primo tempo ma soprattutto a guardare gli scatti diffusi dai media al momento dell'uscita della notizia, le condizioni igieniche in cui Maria Monaco era costretta a vegetare in quella che per tutti questi anni è stata né più né meno la sua prigione: escrementi a terra, nessuna traccia di segni di pulizia recente, il lavandino a mo'd'improvvisato cassonetto della spazzatura, niente mobili a parte un comodino, un letto e appena un paio di sedie dove potersi sdraiare, sedere, appoggiare il piatto per mangiare. Gli agenti presenti al momento della liberazione, per inciso, hanno definito "indescrivibile" il degrado della scena che si sono loro malgrado ritrovati davanti.

maria_moanco

maria_monaco

Quando i poliziotti hanno individuato il cancello interno oltre al quale poteva trovarsi il passaggio per arrivare all'area dello stabile dove era rinchiusa Maria e hanno fatto irruzione nella stanza, la vittima è apparsa in evidente stato confusionale e il medico legale intervenuto sul posto ha riscontrato in lei problemi psichici inequivocabili: presa in custodia e ricoverata al reparto di psichiatria del Policlinico di Napoli, la donna si trova ora debitamente lontana dalla sua famiglia, che è stata chiaramente sollevata da ogni diritto di patria potestà, e affidata alle cure dei medici.

Adesso soltanto 2 restano i punti ancora da chiarire: l'identità dell'uomo da cui Maria ha avuto suo figlio e la posizione di quest'ultimo, che oggi è un adolescente iscritto regolarmente alla scuola superiore e che abitando con la nonna e gli zii non poteva non sapere della prigionia coatta a cui era costretta la madre. Individuare il padre del ragazzo sarà fondamentale per stabilire se lo stato di alterazione mentale della donna risalga a prima o sia invece dovuta ai suoi 18 anni di isolamento. Dunque all'indomani di questa liberazione è finalmente arrivato – meglio tardi che mai – il tempo della resa dei conti e anche degli auguri: a Maria per una buona vita nonostante tutto e soprattutto alla giustizia, perché si renda degna di tanto nome.

Hai trovato interessante questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

2
Commenti

butq martedì, 17 giugno 2008

atroce

che famiglia di bestie

n° 1
stella martedì, 17 giugno 2008

Re: atroce

> che famiglia di bestie
peggio di un fil horror

Chiudi
Aggiungi un commento a Prigioniera per 18 anni...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
  • Pubblica su Facebook:
* campi obbligatori

pianetadonna

I forum di Pianetadonna