Perde il figlio in ospedale
Al "Fatebenefratelli" di Napoli una donna ha perso il figlio in ospedale. Venticinque i medici indagati per l'accaduto. L'autopsia chiarirà le cause del decesso del bambino, nato nel bagno dell'ospedale alla 28esima settimana
Venticinque medici
dell'ospedale 'Fatebenefratelli' di Napoli sono
indagati con
la grave accusa di omicidio
colposo per il decesso di un neonato
prematuro all'interno della struttura. La denuncia dei genitori segnala
un fatale ritardo nei
soccorsi alla donna partoriente che, la notte
tra
l'11 ed il 12 maggio, ha perso il suo bambino a causa di una sofferenza
fetale.
"Mi hanno lasciata sola. Mi hanno detto che avevo solo un mal di pancia e invece il mio bambino è nato nel bagno di un ospedale" queste le parole disperate della donna, 35 anni, che con il compagno aspettava questa gravidanza da 2 anni. Angela, nome di fantasia, desiderava da tempo dare alla luce un bambino e dopo due anni di tentativi lei e il marito erano finalmente riusciti a realizzare il sogno di diventare genitori. La gravidanza si era però sin da subito mostrata complicata. La donna era stata già costretta a ricoverarsi ben 4 volte . L'ultimo ricovero risale al 7 maggio. Durata 4 giorni, durante i quali le è stata fatta solo un'ecografia, la degenza si é conclusa con la tragica perdita del bambino.
La Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta in seguito alla denuncia della coppia, assistita dall'Avvocato Gianpiero Pirolo. Ad oggi ben venticinque medici risultano indagati. "Sono indagati tutti i medici che erano in servizio dal giorno del ricovero della donna al giorno del decesso del bambino" fa sapere la Direzione Sanitaria dell'ospedale partenopeo.
La notte tra l'11 e il 12 maggio, dopo aver riscontrato perdite e dolori, Angela chiede spiegazioni ai medici senza ottenere risposte esaurienti. Le rispondono che è tutto normale. I dolori però diventano sempre più forti e lei chiede di fare un cesareo. La risposta é che bisogna aspettare la mattina successiva. "Una dottoressa mi ha anche ripreso, dicendo che avevo un semplice mal di pancia. All'una di notte ho cominciato a gridare per i dolori ed è arrivato il medico di turno. Gli ho chiesto di farmi un cesareo, perché sentivo che stava succedendo qualcosa. Ma lui mi ha ribadito che dovevo aspettare la mattina dopo. Io non so se non ha voluto assumersi la responsabilità di un cesareo, so solo che alle tre di notte sono finita in sala operatoria".

Purtroppo il bambino, nato alla 28esima settimana, non é sopravvissuto alla nottata a causa di complicazioni e di una sofferenza fetale. "Il nostro medico curante è anche un medico del 'Fatebenefratelli' - spiega il marito della donna - e da mercoledì a domenica, nonostante fosse in ospedale, non é mai venuto a visitare mia moglie. È questo che ci fa rabbia. Perché durante una gravidanza difficile può succedere tutto, anche che il piccolo muoia, però ci siamo sentiti abbandonati, trascurati, mia moglie ha iniziato a partorire da sola e poi quattro persone le sono salite sulla pancia, come si vedeva nei film di cinquant'anni fa e non come un essere umano dovrebbe partorire in un ospedale in una città civile, nel 2008".

Adesso saranno le indagini a cercare di scoprire se il piccolo poteva essere salvato o se si é trattato di una tragica fatalità. Intanto i genitori non si danno pace. Il padre conserva sul cellulare le foto scattate al loro bambino in rianimazione: "lo abbiamo aspettato per due anni. Io l'ho visto era perfetto, bellissimo. Non mi tornano molte cose: gli orari, i tempi e anche il piccolo portato nell'incubatrice, ma aiutato a respirare solo con un tubicino. Vogliamo la verità!"
Adesso si attende l'esito dell'autopsia sul
corpicino del neonato per
stabilire le cause della
morte. I risultati saranno pronti tra 30
giorni circa.
"Io non otterrò niente da un processo se non nuova
sofferenza - si
rammarica Angela - ma voglio capire se mio figlio poteva essere
salvato. Voglio che nessuna
donna in un ospedale di Napoli partorisca
nelle condizioni in cui ho partorito io!"





