Milòn Mèla: impariamo antiche discipline indiane
Arrivano dall'India e si fanno chiamare Milòn Mèla: ogni estate arrivano in Europa per diffondere e insegnare le più antiche e suggestive discipline del loro paese, dalla danza la canto
A cura di Silvia Casini
Sono sinuosi, si muovono con grazia, in silenzio, hanno la luce negli occhi e raccontano ognuno una storia diversa. Si chiamano Abani, Joy, Anil, Adhar, Nepal, Visnu, Paremeswhar, Gauripoda, Susanta, Prosun, Tinkori, Baren. Sono i Milòn Mèla, vengono dall’India e ogni estate arrivano in Europa per regalare un piccolo, ma intenso assaggio delle arti tradizionali del loro Paese. La ricerca delle sorgenti Baul, Gotipua, Chau, Kalaripayattu sono solo alcune delle antiche discipline che vengono presentate al pubblico, assieme a workshop, seminari e incontri, per spiegare meglio il folklore, il colore, il rito, l’espressione dell’anima di una tradizione millenaria che rischia di perdersi e che il progetto “La ricerca delle sorgenti” sta preservando.
I Milòn Mèla saranno a Monteleone Sabino, fino ai primi di settembre. Il laboratorio che propongono è incentrato sul lavoro con il corpo e con la voce, sull’attenzione, sulla concentrazione e sulla pratica delle diverse discipline tradizionali, a stretto contatto con la natura ed in totale silenzio. Mantenere il silenzio rappresenta una dieta per la mente, un digiuno verbale che purifica e disintossica dall’eccesso d’informazione e dagli automatismi. Il laboratorio è guidato da Abani Biswas. Il metodo d’insegnamento e di ricerca proviene dall’esperienza di lavoro del "Teatro delle Sorgenti" diretto da Jerzy Grotowski.
I partecipanti lavoreranno con i 19 artisti di Milòn Mèla: Danzatori Chhau (Purulia) Musicisti Baul (West Bengal) Maestri dell’arte marziale Kalaripayattu (Kerala) Danzatori Gotipua (Orissa) Attori (Calcutta)
Durante il laboratorio si praticano le forme di base delle arti Kalaripayattu, Chhau e Gotipua, le antiche preghiere (mantra) e i canti tradizionali. Si pratica un'immersione nell’interpretazione viva dei poemi epici sacri. I danzatori Chhau presentano le coreografie dal Purana e del Mahabharata e i danzatori Gotipua presentano il Ramayana e il Krishna-Lila. I musicisti Baul cantano i poemi dei poeti mistici medievali, i maestri Kalaripayttu si esibiscono in combattimenti con i bastoni e nella danza del fuoco.
Il ritmo di lavoro giornaliero è molto intenso con un’attività quotidiana di oltre sette ore, dove si usa il corpo, la respirazione, l’attenzione e l’osservazione. Il laboratorio intende avviare in ogni individuo un processo creativo. L’obiettivo è di elaborare delle tecniche, che al di là delle differenze culturali, siano in grado di decondizionarci dal contesto attuale in cui viviamo. Il lavoro si svolge sia all’interno, che all’aria aperta, a pieno contatto con la natura. Il laboratorio permette di entrare in un processo che coinvolge l’essere umano nella sua totalità (corpo, emozioni, mente) ponendolo dinanzi al mondo e quindi al problema dell’agire e dell’essere attivo nella propria vita personale. Il laboratorio è un momento di confronto, di sfida, vuole dare una spinta creativa e positiva verso il miglioramento. I partecipanti, acquisendo le competenze tecniche proposte dal laboratorio, apprendono strumenti per migliorare la qualità della voce, i movimenti, la prontezza, ecc.
Queste sono le attività proposte:
I canti dell’alba con i musicisti Baul
Un lavoro sull’ascolto, sulla voce e sull’effetto delle vibrazioni sonore prodotte da antichi canti sul nostro corpo, la nostra mente e le nostre emozioni.
I movimenti
Una serie di posizioni-stiramento della spina dorsale in direzione dei quattro punti cardinali, dello Zenit e del Nadir.
Parlare con il corpo
L’indicazione è cercare un proprio movimento, facendo attenzione allo spazio degli altri e seguendo il ritmo e le immagini interne ed esterne.
Il Kalaripayattu
Con due maestri di questa arte marziale, si lavora sulle “Forme di Saluto”. L’intento è di sviluppare la capacità del nostro processo di apprendimento e di risvegliare la “memoria del corpo".
La respirazione
Questa tecnica è incentrata sull'osservazione del respiro.
La Danza Chhau
Con due maestri di Chhau, si lavora sulle posizioni, sui passi, sulle coreografie guidati dal ritmo di un tamburo.
La Camminata
E’ una azione all’aperto in fila indiana: l’attenzione è centrata sul ritmo dei passi e canalizza la naturale fluidità del movimento nella direzione di marcia.
Il Marma
Si lavora con la voce e con dei movimenti che si indirizzano ad alcuni “centri vitali” del nostro corpo.
Il Turning
Si fa durante il passaggio dal giorno alla notte con tecniche di movimento molto semplici per un lavoro sullo spazio e sul tempo, sulla percezione e sull’osservazione.
La lingua Madre
Parte del laboratorio è dedicata alla preparazione e alla presentazione di una piccola “pièce” teatrale “La Lingua Madre” con gli artisti tradizionali ed i partecipanti. Si tratta di un monologo, un canto nella propria lingua. E’ la proposta di presentare se stessi.
Per ulteriori informazioni:
Eleonora Caturegli Abani Biswas
milonmela@sify.com





