La nuova influenza "suina"
Nuova influenza, vecchie paure: sarà una pandemia realmente così letale? Il rischio è alto o il tanto parlare di questa influenza è solo un’esagerazione mediatica? In poche parole, dobbiamo preoccuparci?
A cura di Massimo Raciti
E’ balzata ai clamori della cronaca la scorsa primavera - inizialmente definita come “influenza suina” - provocando non poche incomprensioni, poiché la nuova influenza ben poco ha a che fare con la carne di maiale. E’ vero che la ribattezzata A/H1N1 è nata come patologia respiratoria dei maiali ed è caratterizzata dalla trasmissione endemica dell’Orthomyxovirus; tuttavia, mangiare carne suina cotta non comporta alcun rischio.
Al contrario, il virus in questione è mutato diventando facilmente trasmissibile da essere umano a essere umano. Da aprile 2009, dopo la comparsa di piccoli focolai localizzati in Messico, il virus ha quindi iniziato a espandersi geograficamente fino a diventare un problema di portata mondiale. Gregory Hamsl, portavoce dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha fatto chiarezza sul significato della parola “pandemia”, spesso utilizzata per parlare della diffusione della nuova influenza, affermando che il termine si riferisce all’eccezionale diffusione della malattia e non alla sua gravità. Etimologicamente, pandemia deriva dalle parole greche pan (tutto) e démos (popolo): individua una distribuzione della malattia su scala mondiale. Si consideri che in ogni secolo, mediamente si hanno tre pandemie; nel Novecento, le tre grandi pandemie furono la Spagnola del 1918, l’Asiatica del 1957 e l’influenza di Hong Kong del 1968.
Ad ogni modo, proprio perché si tratta di un problema che interessa davvero tutti (nei prossimi due anni si stimano circa 2 miliardi di contagi: un terzo della popolazione planetaria), è meglio capire bene che cosa ci aspetta nei prossimi mesi, quali misure di sicurezza sia meglio adottare e qual è il rischio effettivo di contrarre il virus. A differenza della comune influenza stagionale, l’influenza A si sviluppa non solo nella cavità nasale ma tende a interessare il tratto respiratorio profondo, fino a coinvolgere i polmoni. Tuttavia, la malattia non è letale in sé per sé; lo può però diventare nel caso in cui si presentino complicazioni, spesso create da patologie già accusate dal paziente precedentemente alla contrazione del virus, soprattutto se queste sono croniche.


Un altro fattore che potrebbe rendere più pericolosa l’influenza A è la sua probabilità di mutare durante la diffusione. In questo caso, sia il vaccino che i rimedi medici per curarla dovranno essere adattati alle nuove caratteristiche assunte dal virus. Ad oggi, la mortalità è comunque piuttosto limitata se si considera che in Europa, su più di 17000 casi, si sono verificate circa 30 morti, mentre negli USA (il paese più colpito), su circa un milione di ammalati, le persone uccise dal virus sono al momento circa 300. Come afferma il commissario europeo alla Salute Andorula Vassiliou, è altrettanto vero però che la mortalità tenderà ad aumentare in autunno, quando il virus dell’influenza A incontrerà quello della normale influenza stagionale.


C’è anche da considerare il fatto che, normalmente, le pandemie si sviluppano in 2-3 ondate, delle quali le ultime sono più aggressive delle prime. Al momento le nostre armi di difesa sono due: la prevenzione e il vaccino. Quest’ultimo dovrebbe essere pronto per il prossimo ottobre. Si presume una vaccinazione che coinvolgerà l’intera popolazione, partendo dalle donne in stato interessante, dal personale medico e dagli individui potenzialmente più a rischio. Nel frattempo, le comuni norme di prevenzione possono essere già una soluzione provvisoria molto efficace. Lavarsi frequentemente le mani, evitare luoghi affollati ed eventualmente l’uso di una mascherina davanti a naso e bocca può evitare l’ingresso del virus nel nostro corpo.
Si è parlato addirittura di posticipare l’apertura delle scuole, per limitare l’espandersi della pandemia ma sembra che non ci sia ancora la gravità per farlo.


Non per voler sminuire con superficialità il problema ma, se torniamo con la memoria a qualche anno fa, possiamo ricordarci bene degli scenari apocalittici previsti da qualcuno, alla comparsa della cosiddetta “mucca pazza” o dell’aviaria, poi ridimensionati in una bolla di sapone. Prudenti si quindi, ma senza cadere in ansie ossessive. Razionalità, buon senso ed equilibrio, anche in questo caso, devono avere la meglio su qualsiasi forma di catastrofismo.






che teatrino...
I BUGIARDI seriali della SANITà MONDIALE
Quando il bugiardo e l'ipocrita seriale si accorgono di averle sparate troppo grosse, non esitano a coprire le loro trovate e le loro invenzioni con altre bugie ancora più assurde e paradossali.Lo fanno soprattutto quando si sentono miracolati e protetti dalla temporanea provvidenza divina, come succede di norma nel campo della virologia, dove per provvidenza sovranaturale si intendono le leggi sanitarie, il CDC (Central Disease Control), la FDA, la WHO e tutta la chiesa medico-farmaceutica mondiale, i governi e i ministeri di tutti i vari stati ipnotizzati e colonizzati, i loro servizi segreti.
Che l'intera questione della pandemia suina o aviaria si poggi su un'enorme menzogna, e che non esista al mondo ed in natura un singolo virus che rappresenti una minaccia per la popolazione, lo dovrebbero sapere ormai anche i sassi.
Ma CHI GESTICE il BUSINESS ha capito che il vero VIRUS è di tipo PSCOLOGICO, e si chiama paura, e ne stanno facendo uso in modo martellante, sistematico, osceno.
L'organizzazione opera ormai a memoria, con personaggi, strutture e bollettini pre-esistenti e ben sperimentati
Crisi o non crisi, i soldi per mascherine, termometri elettronici e vaccini, si trovano sempre
La segretaria, ovvero il ministro statunitense della salute Kathleen Sebelius, ha dichiarato che il governo federale offrirà o stanzierà 260 milioni di US$ in concessioni garantite a stati e grosse città per il programma vaccinatorio delineato.Come dire che la crisi economica può essere grave finché si vuole, ma i soldi per mascherine e vaccini si trovano sempre, traendoli dalle tasche dei cittadini, ignare vittime della burla. Non scordiamo, ha concluso la Sebelius, che gli Usa hanno la quota più alta di vittime del virus A(H1N1), con 170 morti e 34000 casi confermati. Sembra esserle sfuggito un dettaglio di non poco conto, e cioè che ogni anno nel suo paese muoiono 50000 persone a CAUSA della NORMALE INFLUENZA stagionale (in Italia se ne vanno 8000 per lo stesso motivo).
Il concetto della trasmissbilità VIA ARIA E NON VIA CICCIA
Erano partiti, quelli di Atlanta, con l'idea della peste suina, senza prevedere che questo metteva in crisi l'intero ordine mondiale basato ormai sulla porco-economia e sulla bovino-economia, e molto meno sulla pollo-economia.
In ogni caso, per tacitare pure i mugugni della potentissima KFC (Kentucky Fried Chicken), una seconda correzione è stata fatta in linea generale, inventando il concetto della non-trasmissibilità-via-carne ma via-aria, altra perla incredibile dell'intellighenzia monatta.
Il maiale che infetta l'uomo o l'uomo che infetta il maiale?
Tornando alla peste suina, i virologi erano partiti con la lancia in resta contro il povero maiale, facendo pure un favore ideologico a Bin Laden ed ai musulmani, i quali condannano la porco-economia non certo per amore verso il porcellino, come sarebbe giusto fare, ma perché da essi considerato a torto animale sporco e lurido, troppo portato in particolare verso le orge sessuali.
Dalla fase numero uno dove si parlava di peste suina, si è così passati alla fase 2, dove l'H1N1 viene preceduto da una A che sta per aviaria.
Ma, a quel punto subentrava la necessità di spiegare la modalità del contagio.
Non basta dire contagio. Serve pure raccontare come esso avviene.
Dal maiale alla gallina e poi all'uomo? O invece dal maiale all'uomo e poi alla gallina, con un addebito degli interessi?
Qui i cosiddetti scienziati del panico ne hanno dette di tutti i colori.
L'ultima è arrivata dai virologi del Friedrich Loeffer Institute, i quali danno addirittura la colpa all'uomo di infettare il maiale e non viceversa, anche perché è tutto da dimostrare che l'uomo sia meno sporco del maiale, e su questo non hanno davvero tutti i torti.
Un'altra scoperta interessante, un'altra ammissione dei giorni scorsi, è quella relativa al fatto accertato che la stragrande maggioranza dei morti, ed anche dei soggetti più severamente colpiti da influenza, corrisponde a persone obese e diabetiche, cariche di gravi problemi fisici, e dunque afflitte da un sistema immunitario indebolito, stressato ed inefficiente.
Ma quella strada, che sarebbe poi l'unica giusta che porta a dire fuoco-fuoco, che porta a trovare certi autori del misfatto, che sono come al solito i comportamenti balordi prolungati, le indigestioni, le cattive digestioni, i cibi animali andati in putrefazione nel proprio corpo, l'immobilità, gli sprechi di energie, i caffè e le cole, i the e l'alcool, gli integratori e i dolcificanti, non viene affatto esperita, non viene nemmeno presa in considerazione.
Cucire la bocca
Anche lì è arrivato immancabile l'ordine perentorio da Atlanta.
Siete forse tutti impazziti? Chi è mai quello stronzo che manda in giro certe notizie? Nessuno si permetta di associare l'influenza virale all'obesità e ad altri stati patologici degli appestati.
Nessun cane al mondo è disposto a mollare il suo prezioso osso senza ringhiare, soprattutto quando la fame comincia a farsi sentire.
Il punto centrale dell'intera questione è dunque quello economico.
L'eminente virologo tedesco Stefan Lanka, il più esperto tra quelli che spendono la vita in laboratorio a identificare ed isolare dei nuovi virus, sembra avere le idee leggermente più chiare degli altri.
Sa che nessun virus al mondo può essere trasformato in killer, e quindi dà una prima grossa bastonata ai colleghi infettivologi, seguendo le orme del grande Peter Duesberg.
E aggiunge, dettaglio importantissimo, che nessuna influenza virale si trasmette con la flugge, ovvero per via aerea, dato che i virus si concentrano eventualmente non nell'aria, ma piuttosto nella materia vivente, o al limite in quella ex-vivente, come ad esempio in tutte le carni.
Al massimo, una forte concentrazione virale si potrà riscontrare nell'aria viziata degli ambienti pubblici chiusi e non sufficientemente aerati, si chiamino essi aule scolastiche, discoteche, ospedali.
Se dovessimo credere a Lanka, la presa in giro dei monatti della A(H1N1) risulta essere ancora più colossale, avendo essi ipotizzato l'esatto contrario, dando la stura alla ossessiva ed ansiogena produzione di miliardi di mascherine.
Non potendo essi accusare il sangue e la carne di maiale, o la bistecca di manzo, o al limite quella delle povere e sbrindellate galline, in nome dell'intoccabile carnivorismo mondiale e delle mitiche Kraft Food, Philip Morris, Unilever, Danone e Nestlé, MacDonalds e Burger King, Wendy e KFC, non hanno avuto altra scelta che quella di accusare l'innocentissima aria, messa a furor di popolo sul banco degli imputati come veicolo della mortale infezione.(...)
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