Impariamo a dire no
Va bene l'amicizia, la disponibilità e la generosità, ma qualche volta è necessario dire di no a chi chiede il nostro aiuto. Perchè non è obbligatorio acocntentare sempre tutti: impariamo a dire no, e impariamo a farlo nel modo giusto
A cura di Laura Losito
Abbiamo incontrato per caso il ragazzo per cui abbiamo una cotta, ma questo attesissimo approccio è stroncato sul nascere da un'amica bisognosa che ci contatta sul cellulare; oppure abbiamo dovuto passare la notte sui libri dopo che abbiamo accettato di aiutare la coinquilina nel trasloco per tutto il pomeriggio, il giorno prima dell'esame.
A volte è difficile dire di no: ma ne siamo proprio sicuri o piuttosto, nel nostro caso, non riusciamo mai a rifiutarci di assecondare i desideri altrui? Molte persone sono disposte a sobbarcarsi enormi sacrifici pur di non scontentare nessuno. Le scuse si trovano sempre; sul lavoro mai deludere il capo, i clienti, i fornitori; l'amicizia, poi, è sacra, quindi mai risparmiarsi quando si tratta anche solo di semplici conoscenti; e i parenti, beh, quelli bisogna sempre tenerli buoni poiché la famiglia viene prima di tutto!
Questa nostra "generosità" non sarà piuttosto frutto delle nostre insicurezze, dal desiderio incontrollabile di essere inattaccabili e di voler piacere a tutti? Il primo passo per imparare a dire no è proprio questo: riconoscere per quale motivo ci comportiamo in modo così remissivo. Forse si tratta di una sincera volontà di aiutare gli altri anche a discapito di noi stessi; altre volte la paura di essere considerati maleducati e scortesi, o ancora quella di essere esclusi dal gruppo perché non si è d'accordo con determinati comportamenti o iniziative.
Molto spesso l'incapacità di dire no è poi frutto della paura del conflitto: semplicemente, abbiamo paura che il nostro rifiuto porti ad un'arrabbiatura dell'altro, ad un litigio che abbiamo il terrore di affrontare; o che addirittura conduca con una rottura del rapporto con l'altra persone. Quando il "no" riguarda l'ambito professionale, poi, si ha paura di perdere delle occasioni e/o del denaro. Tutte queste motivazioni sono spesso solo false credenze che esistono solo nella nostra testa.
Ognuno di noi ha le proprie priorità, le proprie esigenze, e dire no non è nient'altro che rispettare e valorizzare noi stessi e le nostre istanze. Dunque, piuttosto che evitare del tutto di dire no, è bene imparare a dirlo nel modo giusto. Dopo che si inizia, ci si accorge sempre che non è così terribile come avremmo pensato. E intanto la qualità della nostra vita migliora sensibilmente.
"Non posso farlo perché al momento ho altre priorità."
Ora siamo impegnati in qualcos'altro, qualcosa di importante, quindi non abbiamo tempo di aiutare la vicina a scaricare la spesa. Diciamoglielo chiaramente: non è che non ci importa di lei, ma in questo momento non possiamo. Se è necessario possiamo anche spiegare cosa ci sta tenendo occupati in questo momento; ma non sentiamoci in dovere di "giustificarci" ad ogni costo.
"Non è un buon momento."
Spesso non saper dire di no ha come conseguenza passare noi stessi per maleducati; ad esempio, se siamo fuori con un'amica e trascorriamo mezz'ora al telefono con qualcun altro. Impariamo a dire "Non è un buon momento. Posso richiamarti tra 2 ore?"; e poi manteniamo sempre la promessa.
"Mi farebbe piacere, ma…"
Ci piace l'idea di uscire la tal sera, ma nel locale che ci propongono c'è la concreta speranza di incontrare il nostro ex. Spieghiamo chiaramente il nostro disagio; gli amici sono tali se sono capaci di venirci incontro. Se ci viene proposto qualcosa che ci aggrada, ma siamo impossibilitati per vari motivi, spieghiamo chiaramente il nostro problema in modo da trovare, eventualmente, un compromesso.
"Ci devo pensare su."
Non è un reato chiedere un po' di tempo per pensare. Magari stanno per subentrare delle variabili che potrebbero cambiare la nostra opinione, oppure in questo momento siamo in uno stato d'animo che non ci permette di ragionare lucidamente. Specifichiamo quanto tempo ci serve per riflettere e manteniamo sempre quanto pattuito.
"Questo non risponde alle mie esigenze"
Magari la proposta può essere interessante per qualcun altro, ma non per voi. Non c'è niente di male a specificarlo.
"Non sono la persona migliore per aiutarti."
Magari non abbiamo le competenze o le possibilità di aiutare la persona che ce lo chiede. Quindi, invece di arrabattarci con risultati comunque scadenti, perché non suggeriamo il nome di una persona più indicata per svolgere quel determinato compito? Un contatto alternativo è già di per se' un aiuto.
"Non posso."
L'alternativa è "non voglio"; le persone che tengono veramente a noi ci apprezzeranno anche se non ci trasformiamo in zerbini ogni volta che schioccano le dita. Di solito la reazione non è grave nemmeno la metà di quello che avremmo immaginato.
Da: Zenhabits
Abbiamo incontrato per caso il ragazzo per cui abbiamo una cotta, ma questo attesissimo approccio è stroncato sul nascere da un'amica bisognosa che ci contatta sul cellulare; oppure abbiamo dovuto passare la notte sui libri dopo che abbiamo accettato di aiutare la coinquilina nel trasloco per tutto il pomeriggio, il giorno prima dell'esame.
A volte è difficile dire di no: ma ne siamo proprio sicuri o piuttosto, nel nostro caso, non riusciamo mai a rifiutarci di assecondare i desideri altrui? Molte persone sono disposte a sobbarcarsi enormi sacrifici pur di non scontentare nessuno. Le scuse si trovano sempre; sul lavoro mai deludere il capo, i clienti, i fornitori; l'amicizia, poi, è sacra, quindi mai risparmiarsi quando si tratta anche solo di semplici conoscenti; e i parenti, beh, quelli bisogna sempre tenerli buoni poiché la famiglia viene prima di tutto!
Questa nostra "generosità" non sarà piuttosto frutto delle nostre insicurezze, dal desiderio incontrollabile di essere inattaccabili e di voler piacere a tutti? Il primo passo per imparare a dire no è proprio questo: riconoscere per quale motivo ci comportiamo in modo così remissivo. Forse si tratta di una sincera volontà di aiutare gli altri anche a discapito di noi stessi; altre volte la paura di essere considerati maleducati e scortesi, o ancora quella di essere esclusi dal gruppo perché non si è d'accordo con determinati comportamenti o iniziative. Molto spesso l'incapacità di dire no è poi frutto della paura del conflitto: semplicemente, abbiamo paura che il nostro rifiuto porti ad un'arrabbiatura dell'altro, ad un litigio che abbiamo il terrore di affrontare; o che addirittura conduca con una rottura del rapporto con l'altra persone. Quando il "no" riguarda l'ambito professionale, poi, si ha paura di perdere delle occasioni e/o del denaro. Tutte queste motivazioni sono spesso solo false credenze che esistono solo nella nostra testa.
Ognuno di noi ha le proprie priorità, le proprie esigenze, e dire no non è nient'altro che rispettare e valorizzare noi stessi e le nostre istanze. Dunque, piuttosto che evitare del tutto di dire no, è bene imparare a dirlo nel modo giusto. Dopo che si inizia, ci si accorge sempre che non è così terribile come avremmo pensato. E intanto la qualità della nostra vita migliora sensibilmente.
"Non posso farlo perché al momento ho altre priorità."
Ora siamo impegnati in qualcos'altro, qualcosa di importante, quindi non abbiamo tempo di aiutare la vicina a scaricare la spesa. Diciamoglielo chiaramente: non è che non ci importa di lei, ma in questo momento non possiamo. Se è necessario possiamo anche spiegare cosa ci sta tenendo occupati in questo momento; ma non sentiamoci in dovere di "giustificarci" ad ogni costo.
"Non è un buon momento."
Spesso non saper dire di no ha come conseguenza passare noi stessi per maleducati; ad esempio, se siamo fuori con un'amica e trascorriamo mezz'ora al telefono con qualcun altro. Impariamo a dire "Non è un buon momento. Posso richiamarti tra 2 ore?"; e poi manteniamo sempre la promessa.
"Mi farebbe piacere, ma…"
Ci piace l'idea di uscire la tal sera, ma nel locale che ci propongono c'è la concreta speranza di incontrare il nostro ex. Spieghiamo chiaramente il nostro disagio; gli amici sono tali se sono capaci di venirci incontro. Se ci viene proposto qualcosa che ci aggrada, ma siamo impossibilitati per vari motivi, spieghiamo chiaramente il nostro problema in modo da trovare, eventualmente, un compromesso.
"Ci devo pensare su."
Non è un reato chiedere un po' di tempo per pensare. Magari stanno per subentrare delle variabili che potrebbero cambiare la nostra opinione, oppure in questo momento siamo in uno stato d'animo che non ci permette di ragionare lucidamente. Specifichiamo quanto tempo ci serve per riflettere e manteniamo sempre quanto pattuito.
"Questo non risponde alle mie esigenze"
Magari la proposta può essere interessante per qualcun altro, ma non per voi. Non c'è niente di male a specificarlo.
"Non sono la persona migliore per aiutarti."
Magari non abbiamo le competenze o le possibilità di aiutare la persona che ce lo chiede. Quindi, invece di arrabattarci con risultati comunque scadenti, perché non suggeriamo il nome di una persona più indicata per svolgere quel determinato compito? Un contatto alternativo è già di per se' un aiuto.
"Non posso."
L'alternativa è "non voglio"; le persone che tengono veramente a noi ci apprezzeranno anche se non ci trasformiamo in zerbini ogni volta che schioccano le dita. Di solito la reazione non è grave nemmeno la metà di quello che avremmo immaginato.
Da: Zenhabits






magari
Io per esempio sono una di quelle che non riesce mai a dire di no.....