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Abbiamo bisogno delle cheerleader?

Nelle scuole di Bologna arriva il corso per diventare cheerleader, una figura che siamo abituati a vedere solo nei telefilm americani. Ma si tratta di una figura positiva? Qualche riflessione

di Redazione GirlPower 11 ottobre 2010

Un corso scolastico per fare la cheerleader. Non siamo in un telefilm ambientato in un liceo americano. Ma nell'italianissima Bologna.

Il corso da cheerleader infatti è la novità nel pacchetto di attività formative proposte agli istituti bolognesi quest'anno. Un pacchetto inaspettatamente ricco, che l'amministrazione comunale è riuscita a salvare dai tagli imposti dalla crisi. Insomma, nel complesso una buona notizia, che va decisamente controcorrente rispetto alle sempre più estese gamme di servizi "tagliati" per mancanza di fondi a cui siamo tanto abituati.

Sembra che la gestione sia stata tanto efficiente da rendere l'offerta di attività sportive per le scuole bolognesi praticamente a costo zero. E così gli studenti della città potranno avere accesso a una serie di entusiasmanti attività, di cui molte dal profumo anglosassone,  come corsi di skateboard, roller, frisbee e free style. A cui si affianca il famigerato corso da cheerleader.

cheerleader-1Ora, un corso da cheerleader non è esattamente un corso di danza moderna, di hip hop, o di aerobica. Sicuramente comprende un esercizio fisico paragonabile a queste discipline (e a molte altre), ma comprende allo stesso modo anche altre connotazioni ben radicate nell'immaginario grazie alla fiction Usa.

A onor del vero noi italiani non possiamo dire molto a proposito della figura della cheerleader, e per due motivi.

Il primo è che si tratta di una figura praticamente inesistente qui da noi, almeno non nel modo in cui è concepita negli Usa.
Nelle scuole italiane lo sport gode di alterne fortune. E non tutti frequentano istituti che comprendano un'offerta di attività sportive consistente. Non tutte le scuole hanno squadre scolastiche (di qualsiasi disciplina si tratti), pochissimi istituti partecipano a tornei interscolastici o manifestazioni simili. (E le cheerleader presuppongono una squadra per cui tifare).

Il secondo motivo per cui non possiamo sapere molto sulle cheerleadear (e su cosa realmente sono) è che tutto quel che sappiamo su queste figure ci arriva unicamente da film e telefilm. Insomma, l'unico modo per sapere chi sono le cheerleader per l'italiano medio è attingere alla fiction. E ne abbiamo ampissime possibilità visto che il personaggio della cheerleader liceale è abusatissimo e incredibilmente ricorrente in decine di film e serie tv. Sembra che ogni scuola americana abbia un team di cheerleader, e le loro caratteristiche sono sempre le stesse (il che ci fa sospettare che si tratti di caratterizzazioni attendibili).

Per in quadrare la cheerleader dobbiamo quindi basarci sulla realtà filtrata dalla fiction. E su quella ci baseremo per fare alcune considerazioni.

E ora veniamo al punto. Non sempre il ritratto dato nei telefilm è così lusinghiero. Anzi, viene descritta una realtà a tratti inquietante. Secondo la quale i licei americani sarebbero una sorta di giungla divisa tra sfigati (altresì detti perdenti, o emarginati) e persone "popolari". I ragazzi e le ragazze più popolari sono in genere (ci riferiamo sempre a ciò che vediamo nei telefilm) coloro che possono vantare un bell'aspetto, bei vestiti, tanti amici, e la militanza nella squadra di football (per i ragazzi) e tra le cheerleader (per le ragazze).

Insomma, se l'atmosfera dei licei dipinta in decine di telefilm corrisponde alla realtà, potremmo ben dire che i licei americani sono qualcosa di molto simile a un incubo. Dove se non si riesce a entrare in un gruppo ristretto ed elitario non si è nessuno. Dove i ragazzi per imporsi possono ricorrere al machismo (appunto eccellendo nello sport, e apparendo più "maschi" degli altri), mentre le ragazze dovrebbero aspirare unicamente ad essere "carine", popolari, e a sculettare facendo il tifo per i coetanei maschi a bordocampo. Insomma, un insieme di stereotipi pericolosamente sessisti e che promuovono un approccio alla vita scolastica (e di relazione) ispirato alla superficialità e all'apparenza.

Se quello che vediamo nei telefilm americani è vero, possiamo ben dire che la vita nelle scuole italiane è un po' più rilassata. Certo, in tutti gli istituti c'è il "figo della scuola" (spesso più di uno) e il suo corrispettivo femminile. Il discorso "popolarità" esiste comunque, ma forse non ha tutto quel peso. Per il semplice fatto che nelle scuole italiane non ci sono istituzioni che legittimano in alcun modo il "figo della scuola"! Non c'è alcuna squadra di football in cui dimostrare di avere più muscoli, e nessuna squadra di cheerleader cui accedere dopo faticose prove.

Che bisogno abbiamo delle cheerleader?

Senza nulla togliere alle lodevoli iniziative del comune di Bologna, senz'altro un'isola felice di fronte alla desolazione in cui naviga la scuola pubblica italiana, perchè proprio le cheerleader, che ci sembrano un simbolo tutt'altro che positivo? Coviamo la speranza che un corso del genere venga preso alla leggera, e che venga interpretato come poco più che un corso di danza, più che una specie di club basato sulla presunta superiorità.


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7
Commenti

Francesca Sanzo - DonnePensanti martedì, 12 ottobre 2010

Venite a sottoscrivere la lettera al Comune

Noi di donne pensanti è qualche giorno che ci stiamo muovendo proprio partendo da questa domanda che riprendi sul sito "Ne avevamo davvero bisogno?". Abbiamo scritto una lettera al comune che potete sottoscrivere qui: http://www.donnepensanti.net/2010/10/il-corso-da-cheer-leader-ecco-cosa-man cava-alla-scuola-italiana/ e che sta facendo il giro della Rete. Siamo in attesa di risposta dal comune

n° 3
redazione martedì, 12 ottobre 2010

R: Venite a sottoscrivere la lettera al Comune

Noi di Gp appoggiamo assolutamente la vostra lettera!

Elsa lunedì, 11 ottobre 2010

Errata corrige

"grotteschi"

n° 2
Elsa lunedì, 11 ottobre 2010

allora rifacciamoci ai modelli italiani che sono meglio!

Magari i modelli americani non si avvicinano molto alla nostra cultura, dopotutto le cheerleader, a parte come ce le presentano i telefilm, sono delle atlete! Ma se questo non ci sta bene allora rifacciamoci ai modelli italiani ormai radicati nella nostra tradizione: veline, troniste, mezze scosciate del gf, ecc.

Complimenti per questo articolo! Focalizza sull'importanza delle imbecillità che sentiamo in televisione dando spazio ancora di più a sgrotteschi stereotipi italiani!

n° 1
Redazione martedì, 12 ottobre 2010

R: allora rifacciamoci ai modelli italiani che sono meglio!

L'intento dell'articolo era proprio focalizzare (e far riflettere) su un modello potenzialmente votato all'apparenza e all'esteriorità. Il parallelismo tra cheerleader e velina è abbastanza lampante.
Peccato non sia stato capito

Elsa martedì, 12 ottobre 2010

R: R: allora rifacciamoci ai modelli italiani che sono meglio!

Peccato che questo parallelismo non si intende neanche vagamente, traspare invece una grande ipocrisia. Scrivetele per bene le cose se volete che i lettori non vadano ad interpretazione, o peggio ad immaginazione, visto che i nostri alti modelli italiani non vengono nell'articolo né paragonati ai modelli americani né citati.

Inoltre mi stupisce trovare in una community del genere, che presenta rubriche che hanno ben pochi moralismi, un articolo scritto in stile così "perbenista".

claumoon martedì, 12 ottobre 2010

R: R: allora rifacciamoci ai modelli italiani che sono meglio!

bhe lo stereotipo è uguale a quello che dipinge italiani come mafiosi o maccaronari..
io le cheerleader le ho viste dal vero quando ero in america e frequentavo la scuola le ho viste esibirsi e allenarsi e sono tutt'altro che delle ninfette.Sono delle atlete a tutti gli effetti che non si fanno troppe remore a esibirsi a dicembre in mezzo a un campo pieno di zolle di terra.. e hanno poco a che vedere con lo stereotipo alla American Beauty..se non fosse che a parte questo uno degli sport più praticati tra le ragazze è il calcio!questo articolo è l'ennesima constatazione di come gli stereotipi che a noi ci fanno tanto incazzare si riflettano anche nel nostro modo di pensare..tutto mondo è paese..

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