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I temporary shop

Arrivano dalla Gran Bretagna e non sono altro che punti vendita ad "apertura limitata". Si tratta in realtà di una strategia di marketing molto particolare: vediamo di cosa si tratta

di Anastasia Meloni 3 aprile 2009

A cura di Anastasia Meloni    


temporary_shop_1Arriva un nuovo trend nell'ambito del marketing: il temporary shop, vale a dire il punto vendita temporaneo. In realtà l'idea non è proprio recentissima: i primi temporary shops sono comparsi in Gran Bretagna nel 2003, hanno quindi oltrepassato l'oceano per affermarsi nella Grande Mela, per arrivare infine in Italia già nel 2007.

Ma di cosa si tratta veramente? I temporary shop sono di per sè dei veri e proprio negozi, ma si distinguono per il fatto che vengono aperti all'improvviso e altrettanto repentinamente vengono chiusi. Il tempo di apertura può variare da un minimo di alcuni giorni a un massimo di un mese circa. Il concept si fonda proprio su quest'idea di "apertura limitata", tanto che molti di questi punti vendita sono dotati all'entrata di una sorta di cronometro che fa il conto alla rovescia e indica precisamente quanto manca alla chiusura.

I temporary shop vengono posizionati strategicamente in zone centrali e caratteristiche della città, in location molto particolari, che saltino all'occhio. In questo potremmo dire che il temporary shop è un ibrido tra un punto vendita tradizionale e uno showroom, che uno spazio espositivo che serve generalmente a promuovere e far conoscere creazioni di vario genere. Appunto come gli showroom, i temporary shop hanno il compito di promuovere un marchio o un prodotto in particolare e di farlo conoscere, specie se è stato introdotto da poco sul mercato.

temporary_shop_2

Il punto di forza del temporary shop è proprio la sua temporaneità che, unita alla location caratteristica e scelta in maniera accurata, contribuisce a fare di una banale vendita temporanea un vero e proprio evento. E' come se lo spazio scelto fosse una confezione studiata ad arte per rivestire un prodotto, che in questo caso è il marchio venduto nel temporary shop. Lo spazio della vendita e il suo essere limitata, dando un'impressione di esclusività, creano un meccanismo di interesse e di curiosità negli avventori, che si sentono così fortemente motivati a visitare questi punti vendita, proprio per il fatto che non potranno farlo per sempre, come accade per i negozi tradizionali.

Ai temporary shop si sono poi affiancati i pop-up shop, che sono praticamente la medesima cosa, ma con la particolarità di essere aperti all'improvviso, quasi senza preavviso. L'effetto di sorpresa e curiosità è così amplificato, per non parlare poi del meccanismo di passa-parola che viene innescato ad arte.

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In conclusione il temporary shop svolge la funzione di una vera e propria campagna pubblicitaria, ma che viene condotta a livello locale e soprattutto con un impatto più ravvicinato e "concreto" sul pubblico. 
E voi siete mai entrate in un temporary shop? Quali sono le vostre impressioni?


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