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Tattoo e adolescenti

Che cosa rappresenta il tatuaggio per gli adolescenti di oggi? Un minorenne può sottoporsi a una seduta tatuatoria? Abbiamo posto queste ed altre domande a tre esperti dell'argomento

di Redazione GirlPower 10 marzo 2010

A cura di Antonella Marchisella

 

tattoo_adolescenti_1Il tatuaggio è un'espressione artistica della nostra interiorità: associamo il dolore provocato dagli aghi sulla nostra pelle alle sensazioni scaturite da un qualche avvenimento che in certa misura ha segnato la nostra esistenza. Ma che cosa rappresenta il tatuaggio per le adolescenti di oggi

Noi di Girlpower abbiamo raccolto le domande di alcune lettrici che ci hanno contattato, e le abbiamo girate al famosissimo make-up artist Tony Belfatto, in arte Tony Tattoo. Ma c'è di più: abbiamo intervistato sull'argomento uno psicologo che conosciamo ormai bene per i suoi interessanti interventi su Girlpower, il Dottor Alessio Testani,con alle spalle un Master di secondo livello in Migrazione, Cultura e Psicopatologia presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che questa volta ci racconterà qualcosa di personale descrivendoci i suoi tattoo. Infine avremo l'intervento tecnico di Ennio Orsini, make-up artist, tatuatore e dermopigmentista specialistico di fama mondiale grazie ai brevetti da lui ideati sulla tricopigmentazione. 

Ecco alcune testimonianze dai nostri lettori

Vanessa 17 anni, Milano:
"Per me il tatuaggio è un modo per sentirmi più bella e poi nel mio gruppo di amici sono tutti tatuati tranne io, e questo non dico che mi faccia sentire fuori dal mondo ma sicuramente mi fa sentire la meno indipendente. Aspetto di essere maggiorenne per farmi tatuare, perchè i miei non accettano che io lo faccia ora" . 

Carla 15 anni, Roma:
"A me piacerebbe tanto poter fare un tattoo, anche molto piccolo,soprattutto perchè piace ai ragazzi e si abborda di più, ma mia madre ha giurato di cacciarmi di casa!"

Elisa 20 anni, Parma: 
"Mia madre ha 2 tattoo sulle caviglie e mi ha sempre lasciata libera di scegliere in bene e in male. Per me un tatuaggio è un segno che può contribuire ad accrescere la sensualità di un uomo e di una donna, ed io ho fatto il primo a 14 anni con il consenso dei miei, e non mi sono mai pentita" 

Miriam 15 anni, Verona: 
"Io non ne ho ancora uno e sono indecisa se farlo, perchè ho paura che una cosa che ha un significato per me oggi, può non averlo domani"

E ora, la parola a Tony Belfatto.
Tony, Lei è noto in Italia e all'estero per la Sua attività di tatuatore, che svolge brillantemente. Che cosa rappresenta il tatuaggio per Lei? E qual è il Suo sogno nel cassetto, se ne ha ancora uno? 
E' il modo più immediato ed indiscusso di trasmettere, svelare e comunicare qualcosa di se stessi, che profondamente ci appartiene ma che volentieri condividiamo con chi ci osserva . Che sia grande, piccolo, colorato o in bianco e nero non importa: non ci sono limiti nella scelta di un tatuaggio per decorare il proprio corpo. L'importante è avvicinarsi a questo mondo con la consapevolezza di un segno che rimarrà sulla pelle per tutta la vita e con tutto il rispetto artistico, tecnico ed igienico-sanitario che questa bellissima disciplina comporta. A volte per gioco, altre per senso estremo dell'arte, per moda, per culto, per passione, per vanità. Tutto trova una giustificazione nel farsi imprimere un momento, un ricordo, un'emozione. Tutto questo per me è il tatuaggio: una passione, un sogno diventato professione. 
" I sogni non stanno nei cassetti perchè ci stanno stretti e rimangono a metà ed hanno paura del buio...."

Alcune domande al dottor Alessio Testani
Dottor Testani, Lei è noto al pubblico per il Suo talento professionale, ma anche per il Suo aspetto fisico, che cura molto ed esibisce ancor di più con ben 6 tatuaggi. Ci descriva questi tattoo, la loro storia, il significato che hanno per Lei.
Il mio primissimo tatuaggio è un grosso tribale sul braccio destro,con in mezzo un'iscrizione giapponese che rappresenta la parola "uomo forte". E' un tatuaggio a cui sono molto affezionato sia perchè è il primo, sia perchè ho sempre amato i tribali. Li vidi per la prima volta in un film dal titolo "Dal tramonto all'alba" con Quentin Tarantino e George Clooney. E proprio quest'ultimo ne aveva uno bellissimo che arrivava fino al collo. Ho scelto la parola "uomo forte" in giapponese sia perchè l'Oriente è una terra che mi affascina da sempre sia perchè mi ritengo una persona di estrema sensibilità ma anche dal carattere deciso e forte. Il secondo l'ho fatto sul braccio sinistro ed è la mia data di nascita in caratteri romani. I caratteri romani rappresentano un omaggio alla mia città Roma e alla cultura classica da cui provengo. Il terzo, quarto e quinto sono legati, perchè sono due stelle perfettamente simmetriche che ho sul petto,tra le scapole e le clavicole. E nella stella dalla parte del cuore c'è incastonata l'iniziale A,che ha un doppio significato per me: rappresenta sia la A di Anna, mia madre, una persona fondamentale nella mia vita, sia l'iniziale del mio nome, di cui sono stato sempre orgoglioso e mi è sempre piaciuto. Ho scelto le stelle perchè sono una mia grande passione, che coltivo da profano e non certo da studioso. Pensate che da piccolo volevo fare l'astronomo, ma crescendo ho capito che dovevo studiare troppa matematica, quindi per la mia indole umanista non sarebbe stato il massimo...L'ultimo tatuaggio è forse per me il più rappresentativo e quello con più implicazioni affettive. E' una scritta che ho sotto il costato destro: Paris, con una piccola tour eiffel stilizzata ed una stella sfumata vicino la P. Parigi rappresenta la mia città ideale, l'amore, l'arte, Modigliani, i miei turbamenti davanti la Venere di Milo al Louvre, Jim Morrison, i vini rossi, i cafè.. Parigi è insomma la mia città del cuore e il mio sogno.

Dottor Testani, quali sono i processi psichici che portano una persona a segnare indelebilmente il proprio corpo con un tattoo?
I processi psichici che portano una persona a tatuarsi possono essere molteplici. C'è chi lo fa per imitare i propri idoli o calciatori super tatuati che si vedono in tv o nelle riviste patinate. C'è chi lo fa per moda e quindi per "essere figo" ed accettato socialmente. In molti gruppi giovanili sembra quasi che se non hai un tattoo sei una sorta di "sfigato". Per molti adolescenti il tattoo rappresenta una rottura ed una sfida al mondo adulto. Mentre per gli adulti il tatuaggio può rappresentare una specie di regressione ad una fase in cui la trasgressione era ancora accettata. Questo in linea di massima, ma il discorso potrebbe essere molto complesso e pieno di sfaccettature. Io per esempio amo i tatuaggi perchè per me rappresentano una forma d'arte ed un modo di comunicare e rendersi unici.

Dottor Testani, non crede che il make-up, il tattoo, la decorazione corporea in genere, possano diventare una maschera audace quanto pericolosa? Mi spiego meglio: oggi non siamo in grado di riconoscere una tredicenne da una trentenne!
Il make-up e i tattoo sono una maschera audace, ma non mi sentirei di parlare di pericolosità. Credo che anche quello sia un modo di segnalare il passaggio ad un'altra fase della vita. Alcune tredicenni che sembrano truccate come donne trentenni forse ci stanno solo comunicando la loro voglia e fretta di crescere. E quale miglior veicolo di comunicazione se non il corpo? E' un pò come giocare ad essere grandi. Purtroppo è la società attuale che è così e ci spinge sempre più avanti, ci mette fretta ed ansia. Non sembra più quasi esserci il tempo per riflettere e fermarsi. Al semaforo se si ritarda un secondo in più la partenza,c'è sempre qualcuno pronto a suonare il clacson; se oggi compriamo l'ultimo modello di tv,computer o telefonino, abbiamo la certezza che tra un anno saranno non dico obsoleti ma poco ci manca e quindi non saremo "al passo coi tempi".

Concludiamo con alcune domande tecniche ad Ennio Orsini
Ennio, esiste una normativa che impone un limite d'età per effettuare un tatuaggio? Un minorenne può sottoporsi ad una seduta tatuatoria? 
La normativa esiste, anche se non è proprio una normativa. Parlo delle storiche linee guida ministeriali del 98. Questi documenti ci dicono che per limitare le procedure di tatuaggio su minorenni bisognerà ricorrere a provvedimenti regionali. Di conseguenza, ahimè, questi limiti possono cambiare da regione a regione. Il consiglio è quindi quello di procurarsi il decreto o la legge regionale di vostro interesse. Purtroppo non ancora tutte le regioni hanno una legge che disciplini questo campo, provocando gravissimi scompensi e spesso danni alla salute dei cittadini. L’Abruzzo per esempio (la mia regione), ad oggi è ancora inadempiente in questo senso nonostante da svariati anni il sottoscritto si stia sbattendo negli uffici di Pescara, riuscendo solo a raccogliere tante, troppe giustificazioni evasive. Di solito, comunque, il minorenne può sottoporsi ad un tatuaggio previo consenso da parte di chi esercita la sua patria podestà. Quanto detto non è frutto della mia fantasia ma viene chiaramente descritto nelle LINEE-GUIDA PER L'ESECUZIONE DI PROCEDURE DI TATUAGGIO E PIERCING IN CONDIZIONI DI SICUREZZA, Del 20/02/1998.Tale versione si differenzia (ed annulla) la precedente del 05/02/1998.Quest’ultima, molto più restrittiva, effettivamente vietava l’esecuzione di tatuaggi su minori di 18 anni, limitazione annullata però, dalla seconda versione succitata. Il problema della limitazione in funzione dell’età del soggetto fu lasciato ad altre istituzioni, ovvero le regioni. Per quanto detto molti operatori non aggiornati, potrebbero ancora pensare che oggi le pratiche tatuatorie, o anche il piercing alla lingua, sono vietate (a prescindere) ai minori di 18 anni. Concezione quantomeno imprecisa se approssimativa.

Ennio, quali sono le ultime novità nel mondo dei tattoo? Ha importanti date da segnalarci? 
Invece di indicare ciò che sta facendo o farà tendenza in questo mondo, scelgo di portare alla luce una novità meno trendy ma più tecnica ed a mio giudizio molto più importante. Ultimamente il mondo del tatuaggio è investito da pesanti cambiamenti. Questi ultimi sono probabilmente stati innescati dai recenti accadimenti, mi riferisco alla vicenda dell’alto livello di ammine aromatiche riscontrate nei colori da tatuaggio utilizzati da alcuni operatori. Da tutto ciò sono scattati vari controlli da parte dei NAS, verso studi da tatuaggio, che hanno portato ad una vera e propria rivoluzione tecnica sul modo di operare del tatuatore italiano. Sto parlando del ritiro dal mercato di svariati prodotti e soprattutto di note marche di colori da tatuaggio. Tale merce ha rappresentato per anni un punto di riferimento di svariati tatuatori, che si sono visti dall’oggi al domani, negarsi la fornitura di tali supporti. Per fare qualche esempio: Il Dettol, famoso antisettico usato da un’infinità di operatori per il trasferimento dello stancil, pare che non sia più utilizzabile in Italia. E così, vari neri da linea e da sfumatura, sono stati ritirati dal mercato perché privi delle certificazioni necessarie. Stessa fine per varie marche di colori da tatuaggio divenute nel tempo istituzionali, prodotti mai più utilizzabili e quindi vendibili. Questa novità è, a mio parere, un chiaro segno di progresso in questo settore. Ritengo infatti che questo cambiamento, porterà ad un aumento qualitativo dello standard merceologico ed ovviamente una maggiore sicurezza per l’utente finale, il tatuato.

Infine qualche appuntamento con il mondo dei tattoo: nei giorni 18/19/20 giugno a Evian in Francia avrà luogo la quarta edizione de Evian tattoo show, mentre nei giorni 4 e 5 Settembre 2010 si terrà ad Assen la 5th Assen tattoo convention. 

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2
Commenti

si bello domenica, 21 marzo 2010

si bello

Vero! Bell'articolo

n° 2
barbara martedì, 16 marzo 2010

ciao

bellissimo articolo..

n° 1
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