Il design made in Italy di Phidelio
Phidelio è un marchio che produce accessori di design artigianali e di qualità: intervistiamo la mente di questo progetto, la designer Cristina Cher, ideatrice del brand
A cura di Marianna Amidei
Phidelio è un concept brand che propone abbigliamento ed accessori prodotti artigianalmente in edizione limitata. L’abbigliamento, e oggi ancor di più la sua personalizzazione, permette di soddisfare la necessità di dar forma al proprio pensiero, unico come ciascuno di noi: per questo Phidelio si rivolge a chi “compone” il proprio stile per definire e parlare della propria identità. Lo scopo di Phidelio è fare in modo che si instauri un rapporto di identificazione e affettività tra l’utente e il prodotto: l’oggetto si arricchisce di contenuti e da sterile status symbol si riconosce con chi lo indossa fino a divenire esperienza originale.

Il prodotto Phidelio unisce in se aspetti che appartengono da sempre alla tradizione Italiana. Phidelio riscopre l’aspetto artigianale della produzione e con essa l’attenzione al dettaglio. Phidelio non dimentica la ricerca applicata ai materiali di qualità e al design delle forme; inoltre la numerazione di ogni singolo capo trasmette i requisiti propri del capo Vintage, che non è più solo qualcosa di antico, ma un protagonista capace di trasmettere sull’attualità le caratteristiche che lo rendono così prezioso.
Phidelio offre il nuovo prodotto di lusso dove l’unione di artigianalità, qualità dei materiali e di design fanno si che l’oggetto non sia più atteggiamento di ostentazione ma di personale meditazione. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Cristina Cher, ideatrice del brand.
Buongiorno Cristina, quando, perché e come nasce il marchio Phidelio?
Il progetto è nato quando, terminati gli studi, mi sono confrontata col mondo del lavoro e mi sono resa conto di quanto fosse difficile per un giovane designer avere la possibilità di farsi conoscere. Era anche il momento in cui stavano iniziando a cambiare le regole del mercato, e sentivo la necessità di difendere quelle che oggi amiamo chiamare “eccellenze” del made in Italy e che a mio parere si possono riassumere in un unico aggettivo: qualità. L'idea e rimasta nel cassetto per qualche anno, periodo in cui ho maturato diverse esperienze in Studi di design e comunicazione.
Nel 2006 ho deciso di sviluppare l'idea e di concretizzarla in un' attività imprenditoriale.

Quali fantasiosi designer si celano dietro al tuo brand?
Supervisiono personalmente ogni fase del progetto. All'occasione mi rimetto a figure professionali esterne: è avvenuto ad esempio con Grazia Zilli, giovane modellista con la quale spero di lavorare ancora in futuro. Per la produzione invece mi affido all'esperienza di artigiani locali.
Quali sono le tue principali fonti di ispirazione?
Gli studi di Industrial design fanno si che il prodotto finale che vado a progettare non sia solo piacevole dal punto di vista estetico, ma abbia in se anche particolari caratteristiche funzionali: lavoro sull' aspetto ergonomico dell'oggetto senza dimenticare lo scopo primario a cui è destinato, nel caso specifico, parlando delle borse , di contenere. La mia attenzione è andata al modo di indossare l'accessorio , ho cercato di rendere più agevole l'uso della borsa in particolari situazioni ad esempio andando in bicicletta , o nel caso del modello da polso, consentire di avere le mani libere.
Come definiresti in tre aggettivi lo stile delle tue collezioni?
Funzionali, femminili...bastano due?!
Ci racconti la tua giornata lavorativa-tipo?
Ogni giornata è diversa. Quello che le accomuna è che le cose da fare sono sempre tantissime! Solitamente ho dei progetti fissati a lungo termine (si può trattare della preparazione di nuovo materiale per un ordine oppure organizzarsi per partecipare ad un' esposizione ) a questi si sommano incombenze non previste. Un esempio? la tua intervista...magari fossero sempre così piacevoli!

Quale sarebbe la testimonial ideale del tuo brand?
Il testimonial ideale di Phidelio è ogni singola persona poiché il mio scopo è quello di colpire la sensibilità dell' individuo. Mi piace pensare che si instauri davvero un rapporto sintonico. Se devo invece dire il nome di un “personaggio famoso” penso sicuramente a Lucilla Agosti (attuale conduttrice di Accademy). La contattai qualche tempo fa e fui davvero felice nel constatare che la professionalità e la serietà che traspariva dal video fosse reale. Ritengo sia una persona disponibile e “alla mano”. Il fatto che abbia aprezzato Phidelio (il modello da polso in particolare) mi ha reso felice anche perchè è una persona molto attenta alla moda, come dimostra il suo stile personale e ricercato.
Qual è la linea che hai creato che riscuote maggior successo?
Ora come ora il modello da spalla è quello che vendo di più, penso perchè è pratico, ma anche molto femminile. Il fatto poi che indossato sembri un capo d'abbigliamento incuriosisce molto l'acquirente.
Ci sono degli stilisti che ammiri e con i quali vorresti collaborare?
Il duo Aquilano-Rimondi si distingue sicuramente per la sapienza sartoriale che sa applicare alle collezioni. I due stilisti possiedono un background pratico, lo sanno applicare con freschezza ai loro abiti che manifestano inevitabilmente la ricchezza da cui nascono.
Quali sono i lati positivi e quelli negativi del tuo lavoro?
I lati negativi ci sono non lo nascondo: se parliamo del mestiere di designer la cosa più difficile è riuscire a farsi ascoltare dalle aziende ed avere l' opportunità di presentare i propri lavori. Se invece parliamo del sistema “moda” o più in generale di un'attività imprenditoriale ci dobbiamo confrontare con dei meccanismi molto complessi che richiedono degli investimenti importanti. Chi come me può fare affidamento solo sulle proprie risorse si espone ad un grosso rischio poiché i riscontri si hanno su tempi molto lunghi. I lati positivi non mancano: personalmente ogni progetto rappresenta una novità e una sfida, un momento importante in cui mettere a frutto le esperienze fatte e l'occasione per acquisire nuove competenze. E' un mestiere in divenire. Poi quando sento sinceri commenti di apprezzamento, beh, non lo nascondo, mi emoziono davvero perchè vuol dire che ho fatto bene il mio lavoro!
Se non fossi riuscita a diventare designer famosa che mestiere avresti fatto?
Ti ringrazio per l'aggettivo “famosa” ma non mi ritengo tale, come ho appena detto cerco solo di fare bene il mio lavoro. In realtà fin da piccola ho sempre avuto una grande propensione per le attività creative...penso che non avrei potuto fare altro con la stessa passione.
Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Parallelamente a Phidelio sto collaborando con un'azienda locale alla progettazione di un prodotto industriale. Purtroppo non posso dire molto in quanto siamo in fase di progettazione (e anche un po' per scaramanzia) . Oltre a ciò sto lavorando insieme a dei colleghi/amici designer ad una mostra mercato che si svolgerà a fine estate. Anche in questo caso stiamo ancora definendo i dettagli, ma ti terrò sicuramente aggiornata.
Per Info: www.phidelio.it




