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Tendenze: questa pazza, pazza Tokyo...

Andiamo a conoscere meglio questo stile e le sue protagoniste, in modo attento e distaccato

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Nei fine settimana, a poca distanza dal santuario shintoista Meiji-Jingu, il più bello di Tokyo, se non di tutto il Giappone, presso il Jingu-bashi ad Harajuku, talune allineate altre sedute in atteggiamento fiero e malizioso e in abbigliamento audacemente provocatorio e kitsh, posano orgogliose per fotografi professionisti o insieme ai turisti mossi da curiosità e voyeurismo, in pose tutt'altro che "naturali" (che hanno molto a che fare con quelle dei cartoni animati tipo Sailor moon...) , quelle che sono oggi identificate col termine: Gothic lolita, in giapponese Goshikku Roriita. L'origine di questo nome, che nulla ha a che vedere con la precoce e maliziosa sensualità della protagonista del romanzo di Nabokov: Lolita, appunto, pone le sue radici nel modo di abbigliarsi infantile proprio delle vecchie bambole di porcellana in stile vittoriano, ricco di merletti, balze, e cuffiette.
Cosa spinga queste giovani (e meno giovani) a recarsi in questo luogo armate di trolley colmo di trucchi e abiti accessoriati per essere protagoniste assolute per un giorno di chi si reca ESCLUSIVAMENTE per vedere questa allegra parata e conservarne il ricordo documentato con tanto di foto insieme al "fenomeno" nipponico resta tutt'ora un mistero, soprattutto se si pensa che a fine serata le ragazzine tornano nelle loro case spoglie di queste maschere pronte per una nuova settimana da "ragazza comune", qualcuno dice "anonima".
Ma non ci lasciamo sedurre dalla bellezza del giudizio e della critica sterile.
Andiamo a conoscere meglio questo stile e le sue protagoniste, in modo attento e distaccato.

GOTHIC LOLITA BIBLE: rivista cult delle gothic-lolita, in essa, come potete vedere, consigli sul trucco, l'acconciatura, gli accessori, l'abbigliamento e quant'altro per essere una perfetta lolita gotica!



Le icone del Gothic Lolita style:
MANA

Icona del gothic style e fonte d'ispirazione per i giovani giapponesi l'artista Mana, musicista, modella, stilista, apre nel 1999 un negozio: "Moi- mème- moitiè" che vende prodotti del gothic lolita style.(vedi: http://moi.kuss-mich.org/ in inglese e http://www.rakuten.co.jp/moi-meme-moitie/ in giapponese.) Ma chi è Mana veramente? Mana nato ad Hiroshima (non ho sbagliato a digitare, trattasi di un uomo) fin da bambino si distingueva per il suo atteggiamento anticonformista personalizzando il cappotto dell'uniforme scolastica con pezzi di stoffa e covando il desiderio fortissimo di fondare una boy band per la grande passione nutrita per la musica.
Terminate le superiori, dunque, si trasferì ad Osaka per suonare in una band punk, che abbandonò quando si rese conto che il punk non era il suo genere e allora formò una band che suonava il tipo di musica simile a quella che si ascolta nei film horror.
Il suo cibo preferito è il curry, il suo colore preferito è il blu (colore questo molto usato per truccarsi e per tingersi i capelli), adora i film horror italiani (sopratutto i film di Dario Argento), i videogiochi e cucinare. L'incontro con Közi ad un lavoro part-time, fu determinante per entrambi, dal loro comune desiderio di creare una band particolare e trasgressiva nacquero i Malice Mizer, nei quali Mana oltre a suonare la chitarra e comporre i testi si occupava anche di studiare le coreografie dei loro live. I Malice Mizer hanno un sound che è una miscellanea tra la musica gotica e classica, dove il suono di pianoforti e violini si sposa in modo avvincente a suoni elettronici.Il 2001 vede i due artisti separarsi, intanto Mana oltre a produrre vestiti per la sua marca è diventata il leader dei "Moi dix Moins". Dai tempi della punk band Mana suole truccarsi (pare ci impieghi due ore) e indossare abiti femminili, sostenendo che quelli maschili siano noiosi e troppo semplici.
Direttamente dal negozio di Mana a Tokyo (tutti questi articoli si trovano nel sito e sono acquistabili online...):



KANA Nata a Tokyo il 26 Gennaio dell'82, ha iniziato la sua carriera di cantante a sedici anni, e nel 2000 ha pubblicato il suo primo singolo "Hebi Ichigo". La sua voce è molto particolare, si direbbe quasi stridula. A questo album sono seguiti altri 2 e 5 singoli, tutti accompagnati da grafica originale e molto ben curata. Ad ogni nuovo singolo o album Kana sfoggia un nuovo e insolito colore di capelli (o di parrucche). Tra le sue passioni il cucito ha il primato, al punto che sul suo sito ufficiale è presente una sezione in cui vende propri lavori fatti a mano. Ama il rosso, il verde ed il bianco e il suo animale preferito è il Panda, con l'immagine del quale possiede molte fotografie.Ama inoltre acconciarsi i capelli come piccole orecchie da gattina e le sue piccole dimensioni contribuiscono a renderla simile a questo delizioso animale, è alta infatti un metro e cinquantasei.


Oltre a questi modelli "viventi", a contribuire all'estendersi di questa moda è l'autrice di manga Yazawa Ai dalle sue protagoniste infatti le gothic lolita prendono spunto. Inoltre il gruppo delle Clamp, autrici di fumetti per ragazze, ha fornito anch'esso ottimi spunti (foto a lato).

Ma cosa spinge davvero queste fanciulle ad indossare questa maschera kitch? Ribellione a un sistema precostituito? Desiderio di distruzione di un precedente modello per la creazione di uno nuovo e variopinto?
Niente di tutto questo. Dietro a queste maschere irriverenti e mostruose, infatti, non sono covate ideologie o intenzioni di alcun genere che non siano legate alla moda e all'apparire. Le Gothic Lolita infatti non anelano alla rivoluzione, come negli anni settanta l'abbigliamento punk mirava al rovesciamento della società e dei dogmi da essa imposta. Qui è diverso, non necessariamente un look trasgressivo significa tout cour il soverchiamente del sistema, infatti. Le Gothic Lolita desiderano divertirsi più di ogni altra cosa, la politica, la rivoluzione, sono concetti che non rientrano nei loro pensieri.

E forse è stato proprio il divertimento la molla che ha spinto la cantante Gwen Stefani a volere al suo fianco ragazze giapponesi provenienti da questo bizzarro mondo. Si è avvalsa infatti della collaborazione coreografica di Gothic Lolita in Rich Girl, e ha pagato le quattro "Harajuku girls" per seguirla nella sua tour in tutto il mondo, quali "accessori" muti per le sue esibizioni... Mai nessuno osò tanto ("Mi procurerei quattro ragazze Harajuku/ Mi inspirerebbero e verrebbero a salvarmi/ Le vestirei maliziosamente, darei loro dei nomi/ Love, Angel, Music, Baby/ Muoviti e vieni a salvarmi", dalla canzone; "Ragazza ricca").
(foto dal sito: http://www.flickr.com/)

Così come nel video "What you waiting for" l'abbigliarsi come Alice è un chiaro riferimento alla moda delle gothic lolita.



 

Country or Sweet Lolita Vere e proprie bamboline in versione umana, vogliono trasmettere innocenza e tenerezza.
Amano i colori tenui come il rosa e il bianco, e prediligono il trucco molto leggero senza rinunciare però mai al gloss per le labbra. Indossano per lo + abitini al ginocchio e babydoll, anche questi in toni chiari o pastello, oppure in fantasia floreale, soprattutto le country lolita.Amano girare con cuffiette e stringono spesso a sé orsacchiotti di peluche.







Elegant gothic lolita (EGL) e Aristocrat gothic lolita

In esse il nero è il colore dominante, sia negli abiti che nel make-up, ad eccezione del rossetto che può variare dal nero al rosso fuoco. I capelli nella maggior parte dei casi neri, possono avere delle varianti, ma sono sempre colori forti e molto accesi.Le ragazze che seguono questo stile adorano indossare lunghi vestiti vittoriani, che ricordano molto lo stile dark, e le borse lugubri anch'esse a volte hanno forme strane: pipistrello o bara

Foto: http://www.iespana.es/barax2

Gothic lolita (o neo lolita)

Abbigliamento meno pretensuoso delle Elegant lolita, prediligono abitini al ginocchio e il binomio bianco/nero. Ciò non toglie che si possano scegliere anche altri colori, come il rosso, soprattutto se molto acceso. Non esiste un vero e proprio canone, ognuna di esse ama personalizzare il proprio stile, ma mai senza cuffietta!



Kogal, Ganguro Yamanba
Il termine "ko-gal" significa letteralmente "piccola ragazza", dove "gal" è la storpiatura del termine inglese "girl" e "ko" piccola. Apparsa in Giappone alla fine degli anni 90 questa moda è andata pian piano crescendo, dando vita a diversi e più estremi sottogruppi, che fecero del grado di "abbronzatura" e dello spessore del make-up un elemento di distinzione.Tuttavia, caratteristica comunea tutte è il desiderio di emulazione del modello femminile occidentale.
Per raggiungere tal fine o quantomeno avvicinarsi vengono usati a volontà fondotinta scuri e scelti colori come il biondo o il rosso per i capelli.
Per truccare gli occhi invece eccedono decisamente con l'ombretto, che è sempre molto chiaro ed è espanso abbondantemente, anche il rossetto è sempre chiarissimo, non inusuale l'uso del bianco. Adorano fare shopping e tra le marche preferite senz'altro "Albarosa" è la più amata. Possono vedersi anche in uniforme scolastica, personalizzata con appariscenti cinture, braccialetti, mollettine. Tra i loro passatempi preferiti, le esibizioni davanti alle vetrine e nei luoghi di ritrovo del loro ballo preferito: il Para-para, una sequenza dance di gesti, braccia e mani che può essere avvicinata alla nostra makarena o aserejè. Molto più che un semplice balletto, è per loro un vero e proprio segno di appartenenza. Il loro moto? Eh sì, è proprio lui... "Girl Power"

Yamanba
Sono le più estreme tra le Kogals, "Yamanba" infatti indica la strega della montagna, e ad essere onesti queste ragazze somigliano davvero a delle streghe folli. Hanno la pelle molto molto scura (ottenuta da fondotinta o ore di lampade), il modello a cui si ispirano è quello Afro-Americano. Il make-up, di contro, è sempre più chiaro, e i capelli sempre più biondi. Amano i colori sgargianti e i vestiti super-ridotti.


Link:
www.trashqueen.it/gothiclolita/
http://www.morbidoutlook.com/
http://www.blue-period.fsnet.co.uk/egl.html
http://gl.kuss-mich.org/
http://www.japanforever.net/jf/jrock1.php

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