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Fashion in Film Festival: tra moda e cinema

Si inaugura questa settimana con una festa molto speciale l'appuntamento biennale londinese che esplora le connessioni tra il mondo del cinema e la moda. L'edizione di quest'anno si ispira al legame tra cinema, moda e criminalità.

di Anna Battista 12 maggio 2008

fashion_film_festivalIl look perfetto può non solo colpire, ma anche uccidere. È stata questa l'ispirazione degli organizzatori del secondo Fashion in Film Festival (www.fashioninfilmfestival.com) che si inaugura a Londra questa settimana con una serata esclusiva presso l'House of St Barnabas con ospiti d'eccezione tra i quali lo stilista britannico Giles Deacon nelle inusuali vesti di DJ, l'artista londinese Matthew Stone e gruppi musicali come Little Boots, Filthy Dukes e The Popettes

Lanciato inizialmente nel 2005 come un progetto del prestigioso Central Saint Martins College of Art and Design, l'evento si è trasformato in un vero e proprio festival nel corso degli anni grazie al lavoro dei curatori Marketa Uhlirova e Christel Tsilibaris e del costumista e stilista Roger K. Burton.

L'evento - finanziato da importanti istituzioni internazionali come la University of the Arts di Londra e il Museum of the Moving Images di New York - è ora considerato a livello internazionale come una sorta di forum per l'approfondimento del ruolo fondamentale che ha avuto il cinema nella divulgazione della moda e come un'opportunità per riscoprire classici internazionali nei quali la moda, gli abiti o i costumi giocano un ruolo importante. 

Il titolo dell'edizione 2008 di questo festival a scadenza biennale che si terrà dal 10 al 31 maggio, è "If Looks Could Kill". L'evento si propone infatti di esplorare il legame tra cinema, moda, criminalità e violenza attraverso una serie di film gialli, noir e horror dai primi del '900 fino al 2005, video e installazioni di giovani artisti, incontri e conferenze con nomi celebri come la stilista Bella Freud, il direttore dell'edizione britannica del mensile GQ Dylan Jones, la critica del Sotheby's Institute of Arts Gilda Williams e la giornalista dell'International Herald Tribune Alice Rawsthorn

faschio_film_festival

Gli appuntamenti in programma coinvolgeranno ben cinque strutture londinesi, compresa la galleria d'arte Tate Modern e l'Institute for Contemporary Arts (ICA). Il nutrito programma - curato da un ampio gruppo di esperti di cinema internazionale - prevede film provenienti da dieci diverse nazioni. L'Italia verrà rappresentata dal classico del genere horror "Sei donne per l'assassino" (1963) del maestro Mario Bava, dal primo film di Dario Argento, "L'uccello dalle piume di cristallo" (1970), e dal thriller futuristico "La decima vittima" (1965) di Elio Petri. Proprio al film di Elio Petri e ai costumi disegnati per Ursula Andress da Giulio Coltellacci e realizzati dalle Sorelle Fontana, verrà dedicato ampio spazio durante una giornata di studi intitolata "Taking Stock: Cinema's Reservoir of Criminal Looks and Gestures" che si terrà il 15 maggio presso l'Institute for Contemporary Arts. 

la_decima_vittimaLa Fondazione Micol Fontana di Roma, ha inoltre contribuito alla ricerca di immagini sul film di Petri, fornendo ai curatori del Festival materiali fotografici inediti. Basato su un racconto di Robert Sheckley, "La decima vittima" si svolge in un futuro distopico nel quale la sete di violenza del genere umano è stata trasformata in una sorta di gioco chiamato "La Grande Caccia". Cacciatori e vittime competono l'uno contro l'altro per denaro, ma è solo la decima vittima che permette al cacciatore di vincere un favoloso premio in denaro ed ottenere fama internazionale. Alla cacciatrice americana Caroline Meredith (Ursula Andress) viene assegnata una decima vittima molto speciale, l'italiano Marcello Poletti (Marcello Mastroianni). Uccidere è facile per la bella e intrepida cacciatrice, ma Caroline non ha fatto i conti con la possibilità di innamorarsi della sua vittima. 

I costumi del film di Petri sono in parte ispirati alle creazioni "spaziali" realizzate nel 1964 e nel 1965 dallo stilista André Courrèges, caratterizzate dai colori bianco e nero e da una minimalista purezza di forme. La brillantezza visiva del film di Petri ha ispirato nel corso degli anni vari costumisti e stilisti, persino l'ex Direttore Creativo della Casa Gucci Tom Ford. Gli appassionati di cinema e moda affascinati da storie di modelle uccise in circostanze misteriose, guanti lasciati sulla scena del crimine, gocce di sangue che macchiano preziosi abiti haute couture o dal nuovo look postmoderno dei gangster de "I Soprano", faranno meglio a non perdere questo originale festival.

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