Fashion in Film Festival: tra moda e cinema
Si inaugura questa settimana con una festa molto speciale l'appuntamento biennale londinese che esplora le connessioni tra il mondo del cinema e la moda. L'edizione di quest'anno si ispira al legame tra cinema, moda e criminalità.
Il look
perfetto può non solo colpire, ma anche uccidere. È
stata
questa l'ispirazione degli organizzatori del secondo Fashion in Film
Festival (www.fashioninfilmfestival.com) che si
inaugura a
Londra
questa settimana con una serata esclusiva presso l'House of St Barnabas
con ospiti d'eccezione tra i quali lo stilista britannico Giles Deacon
nelle inusuali vesti di DJ, l'artista londinese Matthew Stone
e gruppi
musicali come Little
Boots, Filthy Dukes e The Popettes.
Lanciato inizialmente nel 2005 come un progetto del prestigioso Central Saint Martins College of Art and Design, l'evento si è trasformato in un vero e proprio festival nel corso degli anni grazie al lavoro dei curatori Marketa Uhlirova e Christel Tsilibaris e del costumista e stilista Roger K. Burton.
L'evento - finanziato da importanti istituzioni internazionali come la University of the Arts di Londra e il Museum of the Moving Images di New York - è ora considerato a livello internazionale come una sorta di forum per l'approfondimento del ruolo fondamentale che ha avuto il cinema nella divulgazione della moda e come un'opportunità per riscoprire classici internazionali nei quali la moda, gli abiti o i costumi giocano un ruolo importante.
Il titolo dell'edizione 2008 di questo festival a scadenza biennale che si terrà dal 10 al 31 maggio, è "If Looks Could Kill". L'evento si propone infatti di esplorare il legame tra cinema, moda, criminalità e violenza attraverso una serie di film gialli, noir e horror dai primi del '900 fino al 2005, video e installazioni di giovani artisti, incontri e conferenze con nomi celebri come la stilista Bella Freud, il direttore dell'edizione britannica del mensile GQ Dylan Jones, la critica del Sotheby's Institute of Arts Gilda Williams e la giornalista dell'International Herald Tribune Alice Rawsthorn.

Gli appuntamenti in programma coinvolgeranno ben cinque strutture londinesi, compresa la galleria d'arte Tate Modern e l'Institute for Contemporary Arts (ICA). Il nutrito programma - curato da un ampio gruppo di esperti di cinema internazionale - prevede film provenienti da dieci diverse nazioni. L'Italia verrà rappresentata dal classico del genere horror "Sei donne per l'assassino" (1963) del maestro Mario Bava, dal primo film di Dario Argento, "L'uccello dalle piume di cristallo" (1970), e dal thriller futuristico "La decima vittima" (1965) di Elio Petri. Proprio al film di Elio Petri e ai costumi disegnati per Ursula Andress da Giulio Coltellacci e realizzati dalle Sorelle Fontana, verrà dedicato ampio spazio durante una giornata di studi intitolata "Taking Stock: Cinema's Reservoir of Criminal Looks and Gestures" che si terrà il 15 maggio presso l'Institute for Contemporary Arts.
La Fondazione Micol Fontana
di Roma, ha inoltre contribuito alla ricerca di immagini sul film di
Petri, fornendo ai curatori del Festival materiali fotografici inediti.
Basato su un racconto di
Robert Sheckley, "La decima vittima" si svolge
in un futuro distopico
nel quale la sete di violenza del genere umano è
stata trasformata in una sorta di gioco chiamato "La Grande Caccia".
Cacciatori e vittime competono l'uno contro l'altro per denaro, ma è
solo la decima vittima che permette al cacciatore di vincere un
favoloso premio in denaro ed ottenere fama internazionale. Alla
cacciatrice americana Caroline
Meredith (Ursula Andress) viene
assegnata una decima vittima molto speciale, l'italiano Marcello
Poletti (Marcello
Mastroianni). Uccidere è facile per la bella e
intrepida cacciatrice, ma Caroline non ha fatto i conti con la
possibilità di innamorarsi della sua vittima.
I costumi
del film di
Petri sono in parte ispirati alle creazioni
"spaziali" realizzate nel
1964 e nel 1965 dallo stilista André
Courrèges, caratterizzate dai
colori bianco e nero
e da una minimalista purezza
di forme. La
brillantezza visiva del film di Petri ha ispirato nel corso degli anni
vari costumisti e stilisti, persino l'ex Direttore Creativo della Casa
Gucci Tom Ford.
Gli appassionati di cinema e moda affascinati da storie
di modelle uccise in circostanze misteriose,
guanti lasciati sulla
scena del crimine, gocce di sangue che macchiano preziosi abiti haute
couture o dal nuovo look postmoderno dei gangster de "I Soprano",
faranno meglio a non perdere questo originale festival.




