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Fashion bloggers: Jake in progress

Oggi intervistiamo un fashion blogger uomo. Giacomo Berardi lavora nel mondo della moda come PR, ma scrive anche un interessantissimo blog: Jakeinprogress.style.it

di Redazione GirlPower 4 agosto 2010

A cura di Chiara Dal Ben

Giacomo Berardi è l'autore del blog jakeinprogress.style.it


Un lavoro nella moda come PR, una passione per la fotografia. Due facce della stessa medaglia che diventano il passatempo perfetto. In giro per la città con una Reflex in mano catturando dettagli di stile sopratutto maschile partendo dalla strada, dove le tendenze nascono e si evolvono. Per una visione di moda possibile e democratica.

Giacomo Berardi è pugliese ma da anni vive a Milano, dove si è laureato in Relazioni Pubbliche allo IULM con una tesi in Storia del Costume e della Moda su Maison Martin Margiela. Dopo la stage da Dsquared, ha lavorato due anni da Fornarina per poi approdare all'ufficio stampa di Peuterey dove lavora attualmente. A maggio 2007 nasce il suo blog, Jakeinprogress, ospitato dalla piattaforma Style.it “Non avevo ancora idea di cosa fare, sapevo solo che sarebbe stato un esperimento in progress. A questo ho aggiunto Jake, il nome con cui mi chiamano gli amici, ed è nato il mio blog."

giacomo-berardi-1Dopo aver conosciuto Giacomo di persona durante il Fashion Camp, tenutosi a Milano il 12 e 13 giugno scorso, ho deciso di fargli qualche domanda

Giacomo, com'è nata la tua passione per la moda e quali sono stati gli steps che hanno trasformato la tua passione nel tuo lavoro?
 
In realtà credo sia una passione innata. Ho provato più volte a chiedermelo ma non sono mai riuscito a risalire ad un episodio in particolare. Ho soltanto cercato di alimentarla con lo studio. Mi sono iscritto al corso di laurea in Relazioni Pubbliche alla IULM di Milano seguendo tutti i corsi legati a questo campo. Ho realizzato la mia tesi in Storia del Costume della Moda sulla Maison Martin Margiela a cui ha fatto seguito uno stage da Staff International, azienda che produce e distribuisce questo brand nel mondo. Da quel momento ho capito che il mio futuro sarebbe stato legato alla moda interessandomi in particolar modo dell'ambito Relazioni Pubbliche e Ufficio Stampa.

Nel tuo blog non ci sono solo foto di outfit ma un occhio critico verso il mondo della moda. Qual'è l'intento di base e come si è evoluto "jakeinprogress" dalla nascita ad oggi?
Nel 2007 appena finito l’università tra un CV e un colloquio, ho deciso di aprire un finestra sul web. Non avevo ancora idea di cosa fare, sapevo solo che sarebbe stato un esperimento “in progress”. A questo ho aggiunto Jake, il nick name con cui mi chiamano gli amici, ed è nato Jakeinprogress ( http://jakeinprogress.style.it). Col tempo si è evoluto insieme a me. Adoro fotografare la gente che mi ruota intorno e catturarne i dettagli. Ognuno a suo modo è di grande ispirazione. Fotografare mi aiuta a capire meglio il mondo; in un certo senso è come indossare degli occhiali 3D: incrementano la vista oltre il normale. Recentemente ho provato a creare foto di outfit personali racchiusi in storie che prendono ispirazione da film, libri e opere artistiche coinvolgendo giovani fotografi emergenti. Un modo inedito per parlare di moda con una marcia in più, creando strane commistioni tra mondi parelleli.

Tu che lavori per un'azienda di moda, come vedi il "fenomeno fashion blogger" e quali credi possano essere i suoi sviluppi?
I fashion blogger sono a tutti gli effetti i nuovi opinion leader, con un ruolo attivo e dinamico nel fashion system. Con un linguaggio semplice, veloce e totalmente democratico sono riusciti a crescere e guadagnarsi la fiducia e la stima prima degli internauti, i veri consumatori e dopo delle aziende di moda che ne hanno carpito da subito le potenzialità. Ci tengo a precisare che i fashion blogger non sostituiranno mai la carta stampata ma l'andranno pian piano ad affiancare. Credo che lo styling e i contenuti dei magazine non possano essere contaminati da quello che si vede sui vari blog. Parliamo sempre di creatività ma utilizzando strumenti e linguaggi diversi. Se piace e vende e crea consenso, è solo lo strumento usato a fare la differenza. In Italia purtroppo c'è la strana convinzione che aprire un fashion blog sia il primo passo verso la celebrità. Un concetto errato e mal interpretato. Un' azienda di moda dovrebbe avvicinarsi soltanto ai blogger in linea con il proprio prodotto, con una forte personalità e con qualcosa di nuovo da dire provando a coinvolgerli nelle proprie attività. Il futuro sarà offrire ai fashion blogger più meritevoli e talentuosi gli stessi strumenti che oggi ha la stampa come anteprime di collezioni, capi da indossare e fotografare, per permettere alla moda di viaggiare anche su web.
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Quali sono secondo te i pro e i contro di mettersi in gioco attraverso un blog?
Considero il blog esclusivamente un passatempo e credo che come tale vada considerato. Un modo nuovo per alimentare la curiosità sulla moda e un' opportunità per conoscere gente nuova. Il blog è pura estensione del sè, non una sostituzione. Per questo bisogna essere veri e i messaggi nei vari post non devono essere mai contraddittori nè scontrarsi con le azioni reali. Non bisogna correre il rischio di superare la realtà e farsi intrappolare dal personaggio o dal mondo virtuale. La vita vera è fuori dal web, non dobbiamo dimenticarlo.

Parliamo di te: quali sono i tuoi must-have di questa estate 2010 e quali saranno quelli per il prossimo inverno?
Per l'estate ho scelto un look preppy style fatto di colori neutri e pastello e su giacche e camicie dalle fantasie tapestry. Ai piedi comode espadrillas. Per l'inverno punterò sul cappotto dai toni cammello, simbolo della nuova eleganza educata e sul knitwear over size visto in passerella da D&G.

Come costruisci i tuoi outfit?
In maniera del tutto casuale. Di solito non seguo regole modaiole ma preferisco farmi orientare dagli stati d'animo.

Come definisci il tuo stile? Da dove prendi ispirazione?

Non voglio usare etichette perchè lo stile deve essere sempre in evoluzione. Mi piace leggere, testare, sperimentare ma credo che l'autenticità, l'originalità e l'essere se stessi paghi sempre.

Wishlist: qual'è l'acquisto in cima?
Un tricot lavorato a mano color citrus di Jil Sander by Raf Simons

Quali sono i siti e blog (fashion blog e non) che consulti?
Bè sono un'infinità. Sul menswear d'obbligo Selectism.com, Inventorymagazine.com/updates, The Fashionisto.com e YvyMag.com e Nob. Sull'italia invece Frizzifrizzi.it per il sostegno ai brand emergenti, Flamboyantmagazine.net per l'irriverenza. Il mio preferito però rimane Katelovesme.net, il blog dello spagnolo Pelayo Diaz, un mix tra new trends e reality blog.

Designer Emergenti: chi ci consigli?
Umit Benan http://www.umitbenan.com/
AitorThroup http://www.aitorthroup.com/
J.W. Anderson http://www.j-w-anderson.com/
Coresinalabedoli http://www.corsinelabedoli.com/

Ami il mondo dei fashion blogger? Segui il nuovo blog di Gp: http://www.girlpower.it/network/fashion-blogger/

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3
Commenti

Elettra giovedì, 5 agosto 2010

The best!

E' sicuremente uno dei migliori e soprattutto uno dei primi blogger in Italia!! Bravo Jake!!

n° 3
Terry giovedì, 5 agosto 2010

best bloggger

Decisamente tra i migliori blog in Italia...per i contenuti, le immagini e la personalità!
Un bellissimo esempio di persona che vive la moda con passione..

n° 2
Marco mercoledì, 4 agosto 2010

Stupendo Jakeinprogress

Stupendo....finalmente un'intervista a qualcuno che ha davvero qualcosa da dire...

n° 1
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