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Designer emergenti: Adriana Santanocito

Adriana Santanocita ha iniziato a creare capi da vera autodidatta: oggi produce un'intera linea di abiti ispirati ai principi dell'ecosostenibilità. L'intervista di Chiara Dal Ben

di Redazione GirlPower 24 dicembre 2010

A cura di Chiara Dal Ben



Adriana Santanocito nasce a Catania ma si rende conto che la realtà catanese non offre opportunità a chi come lei vuole studiare moda e sente che la sua realizzazione personale sta proprio nel coltivare la propria passione. Si trasferisce nella città italiana della moda, Milano, tre anni fa e inizia un percorso che la rende felice e le dà la possibilità ogni giorno di svegliarsi ed essere soddisfatta di quello che fa (un po' il sogno di tutti noi!) e di affrontare tutte le difficoltà con una forza enorme: la forza di una passione.

Un diploma di fashion designer, l’AFOL moda di Milano, e la specializzazione in “progettista di collezioni moda” e ancora gli studi di modisteria, moulage (la tecnica di modellismo utilizzata nell’alta moda francese) e merceologia. A ottobre 2010 inizia a fequentare il Master in e-fashion product manager, grazie alla vincita della borsa di studio Lombardia eccellenze. Le creazioni di Adriana hanno come leit motiv la sostenibilità ambientale e la sperimentazione nei tessuti. Infatti utilizza tessuti provenienti da scarti di produzione, recupera abiti in disuso o usa solo tessuti naturali....ecco perchè ama definire la sua moda “etica”.

adriana-santanocito-art"Moda Etica per me significa ridare il vero valore alle cose, significa usare la moda non solo per apparire, ma per essere realmente se stessi. Per questo mi rivolgo ad una donna sensibile alle tematiche ambientali, al di là delle convenzioni, una donna reale piena di impegni, che si deve adattare a varie occasioni nella stessa giornata. I suoi abiti hanno linee volutamente essenziali, pulite e femminili, risultano essere allegri ed ironici grazie anche ad un cagnolino stilizzato che spesso viene ripetuto, simbolo della linea."

Sei partita da Catania e ti sei trasferita a Milano per coltivare la tua passione per la moda. Ma come nasce questa passione e quando hai capito che sarebbe stato il tuo lavoro? Nasce con me, ho sempre avuto una vena artistica e una grande manualità, evidente sia dai giochi che preferivo sia dai miei diari che ancora oggi conservo gelosamente, pieni di disegni, scritte, ritagli di giornale, appunti e commenti, dei piccoli e acerbi “moodboard” di una bimba che sognava e viveva in un mondo parallelo fatto della sua fantasia. Ma allora non mi rendevo conto, crescendo questa manualità si manifesta nel personalizzare il mio abbigliamento, smontavo e cucivo gli abiti modificandoli il tutto a mano, poi la prima macchina da cucire che mi apre un mondo. Inizio a cercare tessuti, creare abiti sperimentando e “sbattendo la testa” sulle difficoltà che incontravo, dato che non avevo mai fatto un corso di sartoria, da qui l’attrazione per le sfilate la passione per il disegno ed il sogno che rappresentava la moda ha fatto il resto, tutto è stato un processo naturale come una cosa già scritta.

Di tutte le esperienze che hai maturato, quali sono stati i momenti più importanti per la tua professione?

Sicuramente Il mio percorso formativo che è stato quello di conseguire il titolo di Fashion Designer, presso l’Afol moda di Milano e conseguire in seguito la specializzazione in “Progettista di collezioni moda”. Ho studiato Modisteria e realizzato un cappello con l’insegnante e hats designer Laura Marelli di Gallia & Peter. Ho studiato Moulage, la tecnica di modellismo tridimensionale utilizzata nell’alta moda francese. Ho studiato Merceologia, composizione dei tessuti e tecnologie tessili, grazie anche ad uno stage effettuato presso “La Prealpina Tessuti” di milano. E attualmente frequento il Master in E-Fashion product manager. Esperienza importantissima è stata anche il concorso Fashion paper, in cui ho vinto la borsa di studio del progetto Lombardia eccellenze, e sono stata premiata dagli assessori della moda ed expo di Milano alla Bocconi. Momenti importanti sono stati gli Stage, oltre a quello citato sopra ne ho svolto uno nell’ufficio stile Grattarola consulenza gruppo Max Mara, in cui disegnavo ed uno sempre in ufficio stile dal docente e stilista specializzato in maglieria G.Cavagna, ho imparato tantissimo, reputo importantissimi gli stage aziendali, soprattutto per chi come me studia moda, ti formano il carattere e ti immergono nel mondo del lavoro vero.
Ogni “futuro aspirante stilista” deve avere l’umiltà di fare la “gavetta” esattamente come si faceva un tempo, certo qui si può aprire una polemica in merito perché molti soprattutto i grandi marchi sfruttano i giovani approfittando della possibilità di avere “fresca” creatività gratis, e perché il sistema non riesce a concedere spazio a nuove entrate, in modo che giovani creativi possono prendere il posto di personaggi che hanno fatto il loro tempo, forse c’è un problema che sta alla base del sistema italiano? Un circolo chiuso e vizioso?

Alcuni dei capi creati da Adriana


Quali sono i capi che crei?

Da qualche anno creo collezioni di moda utilizzando tessuti provenienti da scarti di produzione, recuperando abiti in disuso, o utilizzando solo tessuti naturali, i miei abiti spesso sono pezzi unici, con linee volutamente essenziali, pulite e femminili, che risultano essere allegri ed ironici grazie anche ad un cagnolino stilizzato che spesso viene ripetuto, simbolo della mia linea che si può trovare in vendita presso l’Atelier del riciclo, via Casale 3\ a, porta Genova, Milano.

A che donna ti rivolgi?
Mi rivolgo ad una donna sensibile alle tematiche ambientali, al di là delle convenzioni, una “donna reale” piena di impegni, che si deve adattare a varie occasioni nella stessa giornata, come spesso capita ad ognuna di noi.

Grande passione per i tessuti, ci racconti come nasce e come li scegli?
La sostenibilità ambientale e la sperimentazione nei tessuti sono da sempre al centro delle mie creazioni. Mi piace toccare il tessuto chiudere gli occhi e pensare alle sensazioni che mi trasmette, mi affascina il pensiero di quanto lavoro e quante persone stanno dietro un tessuto, al suo intreccio, trama e ordito, alla continua ricerca del nuovo. Spesso mi capita di guardare un pezzo di stoffa e come se stessi sognando ad occhi aperti prende forma, per le mie collezioni inizio sempre scegliendo prima il tessuto che deve avere esso stesso una storia, parlando di recupero lo privo dell’idea primordiale a cui era stato destinato e lo adatto allo spirito della mia collezione.

Se dovessi definire lo stile “Adriana Santanocito”?

Posso definire la mia una moda Etica. Moda Etica per me significa ridare il vero valore alle cose, significa usare la moda non solo per apparire, ma per essere realmente se stessi, la libertà di esprimere un pensiero positivo.

Come vedi l'evoluzione della moda? Secondo te, nel 2010 cosa cerca una donna dall'abbigliamento?
Come vedo l’evoluzione della moda? Un tema molto difficile da affrontare, siamo invasi dal pronto moda, la gente aspetta i saldi per acquistare nei negozi, tutto questo è dovuto alla “crisi” o dipende dal fatto che oggi la moda vende fumo e il fumo e diventato più importante della sostanza? Credo che oggi una donna non sia più una fashion victim, non voglia più strapagare ciò che non ha uno stravalore, ma sia alla ricerca del bello nel giusto di una spesa più “sostenibile”, da non sottovalutare inoltre come la moda e internet stiano andando in unica direzione basta pensare a quanto si è sviluppato lo shopping on-line, l’E-fashion, solo negli ultimi sei mesi.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?
Ho tantissimi progetti futuri, continuo a pensare anche mentre dormo, c’è il desiderio di migliorarmi con la giusta formazione e il grande sogno di trasformare una passione in un’opportunità professionale.

Fenomeno fashion bloggers; lo segui? Hai mai pensato di far indossare le tue creazioni a un blogger?
Penso che internet sia uno strumento potentissimo, e il fenomeno delle fashion blogger che fino ad ora è stato sottovalutato in italia, forse inizia a fare paura alla moda stampata inserita in un circolo chiuso, così persone che possiedono conoscenze, gusto e stile giustissimi per questo settore si fanno strada sul web, diventando famosissime e seguitissime, come Chiara Ferragni ad esempio, e approdano sulla strada, si accostano alla gente reale e alla vita vera, per questo mi farebbe piacere far indossare le mie creazioni ad una blogger. Si, mi piacciono e le seguo.

Un designer emergente che ci consigli?
Tutti!

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