Lo street style di Glamourama
Abbiamo fatto una lunga intervista a Riccardo Libertino e Andrea Usuelli, i due giovanissimi stilisti e imprenditori che hanno fondato il marchio di treet fashion Glamourama
A cura di Marianna Amidei
Glamourama, nuovo marchio della young culture, fa capolino nel panorama street-fashion con la sua prima collezione uomo-donna, per la stagione autunno-inverno 2009-2010. La forte caratterizzazione e l’immediata riconoscibilità rendono il brand upper casual e informal, rimarcando un personale concetto di ironia colta come filo conduttore. L’ispirazione viene dal mondo del surrealismo nelle sue molteplici espressioni, come il trompe d’oeil. Lo stile basic dei capi diventa una perfetta tavola da lavoro su cui giocare con le immagini, trasmettendo un messaggio libero da simbologie particolari e recepibile da tutti. Le proposte Glamourama sono t-shirts e felpe in 100% cotone e capospalla in tessuti felpati cotone/lana, particolari e ricercati. Parole chiave: trasparenza ed ironia. Trasparenza come le zip, le coulisses e i bottoni in plastica e poliestere, accessori dal look moderno e accattivante. Ironia, concretizzata dalle tante stampe originali e dal forte impatto visivo, canali di comunicazione del “sense of humor” del team. “Glamourama è frutto di una risata spensierata!”
GET YOUR RIDE ON OUR CAROUSEL AND HAVE FUN!
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Riccardo Libertino e Andrea Usuelli, fondatori del brand chiedendo loro di raccontarci gli esordi com stilisti e i loro progetti futuri.
Buongiorno Riccardo, buongiorno Andrea, partiamo dagli inizi: come vi siete conosciuti voi due?
A. -Ciao, la risposta a questa domanda è piuttosto banale: amici in comune. Non ci siamo stati simpatici da subito, ma in breve tempo è nata una stima reciproca che poi ha portato all’avvio del progetto Glamourama.

Quando avete invece deciso di intraprendere la carriera di stilisti?
A.-Purtroppo non ho intrapreso gli studi canonici per lavorare in questo settore, ma sono sempre stato attratto dalla moda e dal design in genere. Quando abbiamo iniziato quest’avventura pensavo di essere un gran creativo, ma con il tempo ho compreso che all’interno della nostra azienda il mio ruolo è differente. Scelgo i tessuti, gli accessori, i colori e le tematiche delle collezioni, sto attento a controllare che tutte le nostre proposte abbiano coerenza con la filosofia del brand e con il concetto che si vuole trasmettere di collezione in collezione. Mi occupo dei costi e degli acquisti, e non è così facile avere prodotti di qualità al prezzo giusto, specialmente adesso che siamo agli inizi, perchè non siamo clienti interessanti per molti dei nostri fornitori in quanto ordiniamo quantitativi di merce ridotti rispetto ad aziende già affermate. Riassumendo, come sempre mi rimprovera Riccardo, io sono colui che tarpa le ali ai creativi veri.

R. -Anche io, come Andrea non ho studiato moda, ma fin da bambino ho sempre amato i lavori di manualità e disegnato vestiti, ovvio, quelli che presentavo a mia madre quando avevo sei anni erano orribili, scoordinati, mal assortiti, ma pian piano ho acquisito un po’ di esperienza ed i miei prodotti sono migliorati anche se è ancora troppo presto definirmi stilista. Adoro quello che faccio, mi piace a cominciare dalla parte di ricerca ad arrivare al prodotto finito, ma deve ancora passare molto tempo prima che possa avere le competenze adeguate per essere un vero stilista.
Ci raccontante quali sono stati i percorsi professionali che vi hanno portato all’ideazione del vostro marchio?
A.-Io sono uno studente di finanza e non mi piace per nulla. Crescendo ho capito il lavoro che avrei voluto fare un domani. Il problema principale quando ho compreso le mie ambizioni consisteva nel recuperare il tempo perso rispetto ad i miei coetanei che hanno studiato moda. Da qui l’idea di cominciare al contrario, con un prodotto tutto mio che mi permettesse di sbagliare ma al tempo stesso di imparare qualsiasi cosa. Noi dobbiamo arrangiarci in tutto, non possiamo limitarci a fare solo quello che ci piace o che crediamo ci possa venire meglio. E poi c’è l’aspetto romantico, il sogno di vedere crescere un azienda creata da noi, trovare nelle vetrine dei negozi qualcosa di nostro… Chissà, magari anche vestire un personaggio di rilievo.
R.-Io studio lettere moderne e non mi dispiace affatto come indirizzo, però insisto, in me c’è sempre stato l’istinto di buttarmi nel campo della moda. Come Andrea ho un padre che ha un’attività da libero professionista e da lui ho ereditato il coraggio ed il piacere di avere un qualcosa di proprio i cui risultati, positivi o negativi che siano, dipendono sempre e comunque da sè stessi. Quando Andrea mi ha proposto la sua idea ne sono rimasto subito coinvolto, e all’inizio abbiamo “giocato”, poi, pian piano, il gioco si è fatto sempre più concreto e ora possiamo dire di lavorare giocando. Spero sia sempre così, è bello appena svegli sorridere, anche in periodi di sconforto, felici di quello che si fa.

Dove e in cosa cercate l’ispirazione?
R. -Ogni collezione ha una tematica a sè, ma ci sono dei punti cardine che non devono mutare, altrimenti l’identità del brand perderebbe la sua forza. L’ispirazione principale, soprattutto per le quanto riguarda le stampe, viene dal lavoro degli artisti surrealisti: abbiamo studiato a fondo non solo la loro arte, ma anche le sensazione di quel contesto storico e il loro stile di vita. Per quanto riguarda le vestibilità e la scelta dei colori, guardiamo molto allo stile street londinese, e dei paesi nordici.
C’è una persona in particolare a cui vi piacerebbe vedere un vostro abito addosso?
A.- Lady Gaga. Giovane, volutamente impertinente e nuova sul mercato come noi.

Quali sono gli stilisti che ammirate e con i quali vorreste collaborare?
R.-Christopher Kane e Jean-Charles de Castelbajac.
Qual è l’essenza dello stile “Glamourama”? In cosa pensate si distingua dagli altri marchi?
R. -Glamourama è gioco e divertimento. L’essenza è riassunta dal logo, il Carosello, e dal nome che riportano immediatamente ad un’atmosfera infantile e allo stesso tempo romantica. Glamourama si distingue dagli altri giovani brand perchè in Glamourama vive una filosofia, un concetto immediatamente riconoscibile nei capi, che non sono un puro esercizio commerciale come spesso avviene di questi tempi.
Ci raccontate la vostra giornata lavorativa tipo?
R. -Da poco abbiamo un ufficio in via Vigevano affianco al laboratorio che produce le nostre collezioni.
A. -La mattina si inizia alle 9, 9-30 per Riccardo che è in perenne ritardo. La mattina facciamo subito un riassunto degli obbiettivi della giornata. Poi ognuno lavora per conto suo altrimenti si discuterebbe sempre. In genere fino all’ora di pranzo sono nel traffico milanese a svolgere commissioni, Riky rimane in ufficio a seguire le produzioni o a fare le prove per i nuovi modelli. Verso la fine della giornata ci confrontiamo sul lavoro fatto e una volta trovato un accordo torniamo ai nostri impegni per sistemare ciò che è stato sbagliato.
Quale sarebbe la testimonial ideale per il vostro brand?
A. -Per noi i testimonial ideali non arrivano dalla televisione o dallo sport, siamo convinti che il mondo della musica sia il più affascinante. Quindi sognando, sempre Lady Gaga.

Cosa vi colpisce nello stile di una persona?
R. -La disinvoltura e l’eleganza nel portare ciò che indossa, a prescindere da cosa sia.
Quali sono i vostri obiettivi e progetti futuri?
A. -Crescere gradualmente, farci conoscere, ottenendo una buona rete di vendita all’estero, entrando solo nei negozi che riteniamo giusti per i nostri prodotti. Non abbiamo fretta e per questo possiamo permetterci di fare selezione senza dover vendere solo per il gusto di vendere. Sviluppare un canale di e-commerce.
R. -Sviluppare la nuova collezione, fall/winter 10-11, migliorandomi.
Per Info: http://www.glamourama.org/





continuate cosi
So che un pò in ritardo e me ne scuso...Volevo solo dire ai Fondatori, Andrea e Riccardo, Di continuare così..non è il gusto per la moda che mi fa dire questo ma il fatto che, dalle loro parole, si sente la gioia e l'emozione di descrivere un un proggetto che è diventato parte della loro vita, come se parlassero di uno di loro. Forza Ragazzi....
mah..
Sono ironici, ma non li metterei neank'io che amo lo stile casual anche un pò spiritoso
bleah...
ke skifo...
sono orribili qst vestiti...
....... 8|
R: bleah...
vorrei vedere come ti vesti tu..tutta invidia!
R: R: bleah...
xD mi fà ridere cm hai risposto perkè vuol dire ke sei rozza pure tu cm qsti abiti... ahahahaha :D
R: R: R: bleah...
io li rispetto, hanno un prodotto tutto loro e provano a farcela.
tu cosa fai oltre che criticare?