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La moda è volgare? Colpa di Berlusconi

Sull'Herald Tribune Suzy Menkes firma un editoriale al vetriolo in cui bolla la moda italiana come volgare, da "velina". La colpa è di Berlusconi che tra tv trash e festini privati avrebbe promosso quest'idea di donna

di Anastasia Meloni 1 ottobre 2009

A cura di Anastasia Meloni



colpa_di_berlusconi_1La settimana della moda milanese si è consumata nella consueta girandola di eventi, sfilate, forme e colori. Ma quest'anno si è tinta anche di polemica, grazie agli attacchi di Suzy Menkes, eminente firma dell'Herald Tribune. La giornalista americana, invitata alla settimana della moda milanese, non ha trovato nulla di meglio da fare che coronare la fine delle sfilate sfoderando una violenta stilettata alla moda italiana.  Le proposte degli stilisti italiani sarebbero volgari, esageratamente e pretestuosamente sexy, e di cattivo gusto. E la colpa sarebbe di Silvio Berlusconi.

Proprio così: la moda italiana avrebbe subito un autentico tracollo del buon gusto, e l'origine della sua rovina sarebbe l'influenza negativa del modello di donna che ha preso la ribalta in Italia :la velina. Proprio così: quel tipo di donne semi-svestite che animano gran parte della tv italiana, nonchè le feste del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Per usare le parole della Menkes "procaci, esibizioniste e poco vestite presentatrici tv che il signor Berlusconi ha inventato come Mogul televisivo". Insomma una figura che, nostro malgrado, si sarebbe imposta nel nostro paese grazie a un immaginario promosso principalmente dalla tv privata (di proprietà del premier) e persino dalla politica, che vede ex-veline e starlette televisive assurgere al ruolo di ministro o candidate al Parlamento Europeo.
Insomma Berlusconi avrebbe avuto un tale ruolo nel deformare l'immaginario italiano relativo alla donna, da andare a minare alle basi persino la tanto vantata industria della moda.

Le conclusioni di Suzy Menkes hanno subito incontrato il favore di un'altra importante editorialista di moda, Vanessa Friedman, che sul Financial Times ha ripreso e appoggiato le idee della collega. Ben due editoriali al vetriolo provenienti da firme autorevoli, che non fanno sconti, con affermazioni durissime come:  "Ci sono abbastanza vestiti sfacciati, piccanti e sexy da riempire una delle infauste feste del presidente Silvio Berlusconi", o ancora "'Viva la Bona' , sembrerebbe la parola d'ordine di questa stagione di moda per l'estate 2010".

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Tre modelli della collezione Armani definita volgare da Suzy Menkes

Gli stilisti più aspramente criticati? Armani, Bottega Veneta ed Emilio Pucci. Il povero Giorgio Armani, direttamente chiamato in causa, non ha voluto rispondere alle provocazioni, e si è ritirato in vacanza in barca per riprendersi dallo stress della settimana della moda.

Certo è che, se vogliamo criticare stilisti che propongono abiti troppo corti, attillati e sfacciatamente sexy, poco portabili dalla donna comune, sembra un po' riduttivo scagliarsi verso tre stilisti italiani nel 2009. Sono anni che gil stilisti di tutto il mondo propongono collezioni simili. Solo per restare alle stagioni più recenti, che dire dell'enorme successo degli abiti cortissimi di Balmain, o dei minidress iper-fascianti in stile seconda pelle firmati Hervè Leger? Con quale politico dobbiamo prendercela per gli attillati modelli creati da Max Azria?

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Abiti di Balmain e Hervé Leger

Dovremmo piuttosto chiederci quel'è il vero scopo di questo articolo. Criticare negativamente e gratuitamente la moda italiana tanto rinomata nel mondo? Magari per pura invidia? Oppure strumentalizzare la moda italiana per criticare duramente i comportamenti di Silvio Berlsuconi, come del resto la stampa estera (e una parte di quella italiana) fa da mesi? Senz'altro un approccio originale, dobbiamo ammetterlo. Moltissime testate internazionali hanno detto peste e corna del nostro presidente del consiglio. Ma mai nessuno era arrivato a dire che i suoi festini e le sue veline avessero bacato un settore fiorente e ammirato come quello della moda italiana.

Quali che fossero le reali intenzioni dell'editorialista dell'Herald Tribune, se voleva creare scompiglio, ci è riuscita perfettamente. Le reazioni al suo pungente articolo sono state numerose e altrettanto sopra le righe.

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Il presidente della Camera della Moda Italiana, Mario Boselli, ha bollato come assurdo l'editoriale della Menkes, ricordando che, nonostante la crisi, quanto a moda l'Italia è ancora trai paesi più importanti al mondo, cosa che infastidisce le piazze importanti come Londra e New York. Insomma: tutta invidia
Sullo stesso tenore l'opinione di Laura Biagiotti, secondo la quale: "In tempi di crisi dobbiamo aspettarci colpi bassi"
Donatella Versace giudica la teoria della Menkes assolutamente infondata: cosa c'entra Berlusconi con la moda? E soprattutto le collezioni viste sulle passerelle erano tutt'altro che volgari.
Di tutt'altro avviso Mariella Burani, secondo la quale è giusto criticare il tipo di abiti proposti dagli stilisti. Le sfilate sarebbero ormai ridotte a un mero show, con l'unico scopo di colpire, proponendo abiti assolutamente non indossabili da una donna normale.

L'articolo di Suzy Menkes sull'Herald Tribune


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Commenti

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chiacchierona lunedì, 12 ottobre 2009

dove era la menkes nel 1968?

le mini mini più larghe che alte già si indossavano nel 70, stivali alti ad incontrare la minigonna, gli zatteroni alti 20cm, e le scollature mozzafiato e le collane lunghecon pendenti che incontravano...che tempi, meravigliosi. Belle ragazze , brutte cosce , tutte o quasi indossavamo minigonne. che ritorni quel tempo, che ricalchino le scene le provocazioni, via le falsità, via essere delle finte puritane. ai ragazzi non disturba la nudità, disturba l'ipocrisia. comunque ci voleva un berlusconi per far parlare della moda anche all'estero, wiwa l'italia diranno.

n° 9
mel martedì, 6 ottobre 2009

w la MENKES !

Questo artcolo mi ha molto delusa. È innegabile infatti a mio modesto parere che menti come la Menkes siano riuscite a capire la reale strumentalizzazione della moda ad opera di politici e uomini di potere. Lo scopo di ess, non solo in Italia, è infatti quello di creare distrazioni,con programmi televisivi scadenti e l ixstrumentalizzazione della donna,che ostacolano la riflessione su ciò ke accade nel mondo. La menkes ha avuto la capacità di andare al di là del mero gusto estetico,oriflettendo sul significato della moda oggi , sulla banalità e la volgarità che purtroppo invade la moda e similmente la politica,la tv. E lungi da me la volonta di offendere, se ki scrive l articolo non è riuscito ad effettuare una riflessione critica che leghi il nesso politica-società-consumo-moda cosi cm fatto dalla menkes, si fermi a pensare attentantamenteesto artcolo

n° 8
admin martedì, 6 ottobre 2009

R: w la MENKES !

Veramente nell'articolo se leggi con attenzione l'articolo vedrai che vengono paventate entrambe le ocnclusioni: sia che la Menkes abbia preso una cantonata, sia che le sue riflessioni siano fondate. Anche perchè l'articolo aveva lo scopo non di promuovere una opinione personale, ma di esporre unicamente la situazione con TUTTE le sue implicazioni. Poi ognuno dia il suo giodizio

mel giovedì, 8 ottobre 2009

R: R: w la MENKES !

La giornalista americana, invitata alla settimana della moda milanese, non ha trovato nulla di meglio da fare che coronare la fine delle sfilate sfoderando una violenta stilettata alla moda italiana. qst nn sembra essere neutrale per niente ma svlutante per la menkes

Ub40 martedì, 6 ottobre 2009

Biutiful cauntrì

Il discorso è che se la so studiata bene per rincoglionirvi a tutte. Parlare di moda e di abiti improponibili nel quotidiano e che costano svariate migliaia di euro quando in italia c'è molta gente che "vive" con stipendi da fame. Pensare all'ossesione dell'estetica quando siete tutti vuoti dentro. E qui il parallelismo con il massone presunto mafioso c'è tutto. Alla classe dirigente e a certa stampa fa comodo alimentare certe polemiche sterili per nascondere la gravissima situazione. Una cosa è certa , le protagoniste delle nobili lotte femministe, si vergognerebbero nel vedere come si sono ridotte certe donne oggi.

n° 7
marilù venerdì, 2 ottobre 2009

la moda inglese ha fatto scandalo da anni ricordate Mary Quant all'inizio??

mi sento di dissentire in modo molto energico di fronte alla provocazione di una gionalista che ho sempre stimato ma che ora debbo riconoscere poco deontologica....e non certo ammirabile. Cosa centra la moda italiana ...famosa in tutto il mondo per la sua qualità, per il gusto e sottolineo gusto che tutti i paesi, per primi quelli anglofoni che di gusto ne hanno avuto sempre molto poco, ci hanno sempre riconosciuto, ammirato ed INVIDIATO con Silvio Berlusconi??? Ma perchè ogniuno non guarda nel proprio piatto...dove di merdume ce nè abbastanza...invece di andare a guardare nel piatto degli altri?? Berlusconi sarà criticabile ma è sempre un Capo di Stato ELETTO e certa stampa non offende lui ma offende tutti gli italiani che comunque lo hanno votato. Non è il Presidente che deve fare qualcosa per far smettere questo continuo attacco a tutta la nostra nazione ma noi cittadini che abbiamo votato, nel bene e nel male, abbiamo diritto ad essere rispettati!! E' ora di finirla con i falsi moralismi.... è ora di finirla con quelli che invece di cercare di risolvere non fanno altro che creare ancora più confusione...è ora di finirla nell'attaccare il premier di un paese straniero....è inaudito quello che sta accadendo e l'accanimento mediatico che si è creato...
ieri sera ad annozero la escort in questione è stata così evidente.....ma credete veramente che gli italiani credano alle favole??? il Presidente è un mattacchione questo è vero... ma farlo passare per il peggior depravato della storia... quando di fronte a certi personaggi..... potrebbe solo fare la parte di Biancaneve...... è veramente il massimo della ipocrisia intellettuale e politica. Il buon gusto purtroppo manca ormai proprio a chi si innalza come paladino dello stesso.

n° 6
chiacchierona lunedì, 12 ottobre 2009

R: la moda inglese ha fatto scandalo da anni ricordate Mary Quant all'inizio??

brava marilù,
condivido che siano i cittadini che hanno votato x la coalizione a dire basta con le offese alle donne italiane. Si propongono programmi maschilisti come anno zero che pubblicizza la professione delle escort, che invita le 23enni a trovare un lavoro gratificante come accompagnatrici di facoltosi. altro che la moda, è la moda di parlare male di chiunque e comunque che avanza. basta.
i giovani guardano, una, ne fanno una e ne insegnano una.
basta.

Isabel venerdì, 2 ottobre 2009

Un po' di dignita

Non ho visto le sfilate di Milano ma credo che Suzy Menkes ha voluto fare una critica alla forma di vestire in Italia al momento ed in generale, non solo la moda delle grande firme ma anche la moda che si vede per strada ogni giorno e infatti io personalmente devo dire che a volte nella TV le presentatrice lasciano molto da desirerare, vistono veramente vulgari e non danno una imagine professionale ma di professioniste. Come donna mi vergogno di vedere a queste donne che si passeanno per strada, fronte le camere come oggetti sessuali e simplemente disgustoso.

n° 5
caterina mercoledì, 7 ottobre 2009

R: Un po' di dignita

.....ritengo che l'invidia sia un pessimo sentimento, in tutte le sue forme.....spiacente per chi ci convive in ogni momento

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