Moda cinese: arriva il lusso
La Cina non più solo serbatoio di forza lavoro a buon mercato per le case di moda occidentali, ma vivaio ricchissimo da dove arrivano importanti stilisti e marchi di moda virati sul lusso
A cura di Sara Ingrati
Sempre di più si sente parlare di stilisti emergenti con gli occhi a mandorla. Sono giovani - intorno ai trent’anni - e hanno iniziato dal nulla, disegnando abiti per se perché non soddisfatti da ciò che offriva il mercato. La lista è lunga e i loro nomi compaiono sempre più spesso nelle riviste occidentali dell’alta moda: Mary Ma, ex modella il cui marchio è famoso soprattutto a Pechino, ha disegnato una collezione di gioielli per Montblanc, Lily ha presentato una collezione fresca e rivolta a tutte dal titolo Regeneration-New Up Coming Designers, Xie Feng è da poco sbarcata nel vecchio continente aprendo una botique con la marca Jefel a Parigi.
Per non parlare dei famosissimi brand come Shanghai Tang, catena di abbigliamento con filiali in tutto il mondo (http://www.shanghaitang.com/); Qeelin marchio di gioielleria (www.qeelin.com/) e Shang Xia che spazia dai vestiti all’arredo per la casa (www.shang-xia.com/). Queste anche se si ispirano ad un immaginario estetico cinese sono finanziate da capitali occidentali come Hermes per Shang Xia e Richemont per Shanghai Tang.
Sono state definite esperimenti ibridi che mescolano elementi occidentali con quelli orientali.
La casa di moda cinese più nota all’estero è senza dubbio Shanghai Tang, che ha debuttato lo scorso anno con una collezione pret-a-porter in una incantevole location: il Giardino Botanico di Singapore. La collezione, disegnata dal capo stilista del brand Joseph Li, è basata non solo su una grande operazione di marketing grazie alla spettacolare location, ma anche su un ambizioso intento: rivisitare alcuni capi tradizionali cinesi in chiave moderna. La collezione è rivolta sia a donne che uomini più una linea di accessori in pelle, cuoio e tela.
La collezione è ispirata a tre distinti temi: Revolutionist History, New Mao ed Extra Ordinary. Linee diverse tra loro che propongono un look asiatico basato su giochi geometrici, fusioni e stili rielaborati. Lo stile made in China punta sui miti del passato, sulla natura e sulle figure storiche come Mao e Buddha.
Se fino a ieri tali tendenze potevano apparire un po’ kitsch – pensiamo ai grandi fiori e alle tinte sgargianti – ora trasmettono tutto il fascino esotico dell' Estremo Oriente. C’ è chi pensa che dietro il boom delle collezioni e dei giovani stilisti cinesi ci sia un progetto nazionale. La dirigenza politica ha capito che è necessario cambiare l’immagine del Paese nel mondo. Alla quantità si deve aggiungere la qualità, la Cina deve diventare un marchio di successo in politica quanto in economia
Per non parlare dei famosissimi brand come Shanghai Tang, catena di abbigliamento con filiali in tutto il mondo (http://www.shanghaitang.com/); Qeelin marchio di gioielleria (www.qeelin.com/) e Shang Xia che spazia dai vestiti all’arredo per la casa (www.shang-xia.com/). Queste anche se si ispirano ad un immaginario estetico cinese sono finanziate da capitali occidentali come Hermes per Shang Xia e Richemont per Shanghai Tang.
Sono state definite esperimenti ibridi che mescolano elementi occidentali con quelli orientali.
La casa di moda cinese più nota all’estero è senza dubbio Shanghai Tang, che ha debuttato lo scorso anno con una collezione pret-a-porter in una incantevole location: il Giardino Botanico di Singapore. La collezione, disegnata dal capo stilista del brand Joseph Li, è basata non solo su una grande operazione di marketing grazie alla spettacolare location, ma anche su un ambizioso intento: rivisitare alcuni capi tradizionali cinesi in chiave moderna. La collezione è rivolta sia a donne che uomini più una linea di accessori in pelle, cuoio e tela. La collezione è ispirata a tre distinti temi: Revolutionist History, New Mao ed Extra Ordinary. Linee diverse tra loro che propongono un look asiatico basato su giochi geometrici, fusioni e stili rielaborati. Lo stile made in China punta sui miti del passato, sulla natura e sulle figure storiche come Mao e Buddha.
Se fino a ieri tali tendenze potevano apparire un po’ kitsch – pensiamo ai grandi fiori e alle tinte sgargianti – ora trasmettono tutto il fascino esotico dell' Estremo Oriente. C’ è chi pensa che dietro il boom delle collezioni e dei giovani stilisti cinesi ci sia un progetto nazionale. La dirigenza politica ha capito che è necessario cambiare l’immagine del Paese nel mondo. Alla quantità si deve aggiungere la qualità, la Cina deve diventare un marchio di successo in politica quanto in economia





Make me a Supermodel
Conoscete Make me a Supermodel? È il nuovo game show in onda dal 22 novembre, dal lunedì al venerdì alle 22 su E! Entertainment Television (canale SKY 124). A commentarlo sarà l'ex miss Italia Denny Mendez. A sfidarsi saranno due squadre, con sette donne e e sette uomini, in prove veramente molto spettacolari!
mah infatti...
infatti non l'ha detto mai nessuno che fanno solo abbigliamento spazzatura..se non fosse che hanno una tradizione manifatturiera molto molto più antica della nostra...