Addio a Yves Saint Laurent
Si e' spento il 1 giugno il grande genio della moda che, con le sue creazioni, ha rivoluzionato il modo di vestire al femminile, portando nel guardaroba smoking per lei, tailleur-pantalone e sahariane
Il mondo della
moda e' in lutto
e rende omaggio ad uno degli stilisti
piu' eclettici di tutti i tempi : Yves
Saint Laurent, ritenuto uno dei
piu' grandi creatori di moda nel Novecento. Si e' spento all'eta' di 71
anni dopo una
lunga malattia che lo aveva portato a ritirarsi
dalle
passerelle gia' nel 2002.
Il suo genio aveva brillato precocissimo, gia' all'eta' di 18 anni era il braccio destro di Christian Dior , a 21 anni, dopo la morte del suo maestro, assumera' la guida della Maison. Nel 1958 organizza la sua prima sfilata con il suo nome ed e' subito un trionfo, Parigi diventa in un baleno capitale dell'Alta Moda.
Yves predilige il nero, il colore elegante per eccellenza, ed e' nero il logo che contraddistingue tutte le sue creazioni, dagli abiti agli accessori come scarpe, borse, occhiali, cinture.
Ma non esita a creare anche capi in cui esplode il colore, omaggio ai grandi pittori . Nel 1965 rende omaggio a Mondrian con abiti dalle linee squadrate che vestono la donna e la emancipano; nel 1979 la sua collezione e' un omaggio a Picasso, nel 1981 a Matisse, e' la volta di Van Gogh nel 1988. Colori sgargianti, violenti, accesi, dal rosso, al bluette, dal giallo al fucsia.



Yves dice :" Ho cercato di dimostrare che la moda e' un'arte. Ho seguito i consigli del mio maestro Christian Dior e la lezione senza tempo di Coco Chanel. Ho creato per la mia epoca e ho cercato di prevedere come sara' il domani." La donna trova nelle creazioni di Saint Laurent una vera emancipazione : per la prima volta i jeans fanno la loro comparsa nell'alta moda, lo smoking – inizialmente rigorosamente nero, poi anche in altri toni pastello – diventa capo anche femminile, cosi' come la sahariana e il tailleur pantalone, un tempo solo appannaggio degli uomini. Gli abiti di YVS sono essenziali nei modelli, le linee semplici ed eleganti, i tagli netti.



Durante i suoi viaggi viene influenzato dai Paesi che visita, dai costumi ed usanze con cui viene a contatto, dalla cultura dei luoghi. A Marrakesh in Marocco, la citta' imperiale dalle mura rosse fuoco, esplode il suo talento creativo e lo stilista disegna capi con i colori e i modelli del Nord Africa, caftani bellissimi e preziosi che hanno fatto storia nel mondo della moda. Sono i colori intensi, le antiche trame dei tessuti e i riflessi dei metalli preziosi ad aver affascinato Yves Saint Laurent, che scoprì in Marocco la sua "audacia" . Dice : "L'audacia la devo a questo paese, alla violenza dei suoi accordi, all´insolenza dei melanges, all´ardore delle sue invenzioni. Questa cultura è diventata la mia, ma non mi sono accontentato d´importarla, l´ho integrata, trasformata, adattata».



Proprio a Marrakesh l'artista, affascinato dalla splendida citta', acquistera' i Giardini Majorelle, in rovina, e trasformera' il luogo in uno degli orti botanici piu' belli al mondo, costruendo un parco acquatico e una villa in architettura nord africana nei toni del blu intenso. E proprio in questi giardini che lo stlista amava tanto verranno sepolte le sue ceneri, dopo il funerale che si terra' giovedi' 5 giugno prossimo a Parigi.
Cinema e teatro, poi, hanno seguito in parallelo la carriera dello stilista. Grace Kelly, Claudia Cardinale, Catherine Deneuve, solo per fare qualche nome, hanno vestito Ysl nella vita e sulla scena. La Deneuve, amica e musa del couturier fu soprannominata Miss Saint Laurent. Lei per prima indossò lo smoking femminile, lei fu al suo fianco come testimonial e in passerella.


Yves non amava definirsi uno stilista.
Diceva d'essere un «artigiano,
produttore di felicità». E in realtà, con i suoi
abiti, faceva felici
le donne. Per Le Figaro,
Coco Chanel aveva regalato la libertà alle
donne, Ysl il potere.
Questo non e' un addio al genio della moda Yves, lui continuera' a
vivere nelle sue creazioni, nello spirito di modernita'
ed innovazione
che ha portato in ogni donna.




