Quando il cibo dà alla testa
Il mal di testa è un disturbo fastidiosissimo che può presentarsi sotto tantissime forme. Lo sapevate che a volte può essere causato dal cibo? Ecco gli alimenti a rischio
A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca
Con l'espressione "mal di testa" si indica un'insieme di disturbi o vere e proprie malattie molto diverse fra di loro. Ne esistono quasi 100 tipi. Si distinguono cefalee primarie (in cui il mal di testa non è sintomo di un'altra malattia) e cefalee secondarie (in cui il mal di testa è il sintomo di una malattia sottostante).
Le cefalee primarie comprendono le seguenti forme:
1.emicrania
2.cefalea di tipo tensivo (episodica, cronica)
3.cefalea a grappolo (episodica, cronica) , emicrania parossistica (episodica e cronica), SUNCT
4.altre (trafittiva, da tosse, da attività fisica, da attività sessuale, ipnica .)
Le cefalee secondarie sono invece sintomi o spie di altre malattie quali:
1.traumi cranici o cervicali
2.disturbi circolatori cerebrali
3.infezioni, infiammazioni, malformazioni cerebrali, epilessia ecc.
4.intossicazioni/abuso/sospensione di sostanze (ad es. alcool, droghe, analgesici)
5.malattie del cranio, collo, orecchie, naso, denti, bocca e altre strutture della testa
6.disturbi psichiatrici
7.malattie internistiche (ipertensione, anemia, ecc.)
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato che l'emicrania è tra le venti maggiori cause di disabilità: ne soffrono 6 milioni di italiani (soprattutto donne), e chi ha mal di testa, come me, sa quanto possa essere invalidante, soprattutto quando si accompagna a nausea, vomito, fotofobia o intolleranza ai rumori, talvolta per più giorni. Anche un più banale mal di testa, magari come quello alla fine del pasto, può però avere le sue conseguenze negative. Premesso che le cause possono essere molteplici - comunque da accertare con uno specialista - esistono anche cibi e sostanze dagli effetti cefalgici. È bene quindi non confondere il mal di testa alimentare, che non necessita di cure o rimedi urgenti, con altri disturbi come allergie o intolleranze. Anche la carenza di liquidi può provocare mal di testa. Bere lentamente un bicchiere d’acqua, può aiutare.
Caffè, cioccolato, formaggio ma anche pomodoro e fragole: sono solo alcuni degli alimenti in grado di scatenare la cefalea. Ecco quali sono gli altri e come comportarsi
Attenzione agli additivi
- conservanti, il più comune è il gluttamato o sodio monoglutammato (MSG): salse e concentrati di pomodoro, salse di soia, lavorazione del formaggio parmigiano, dadi da brodo, estratti in polvere per brodo o arrosti e nei prodotti a sapore salato (ad esempio i saporitori per arrosti o per pesce).
- solfiti (diossido di zolfo, acido solforoso, tutti i sali che possono liberare zolfo): alimenti fermentati (dai formaggi ai vini)
- nitrati (E251, E252) e nitriti (E249, E250): presenti in natura, vengono usati nelle preparazioni di salumi, carni in scatola e pesci marinati
Occhio alle sostanze attive che si trovano negli alimenti o vengono prodotte durante la digestione:
-Amine come la tiramina (formaggi fermentati e stagionati, estratto di lievito, conserve di pesce come sardine, tonno e aringhe, vini e birra, banane, semi di soia, nocciole, avocado, oli di semi vari), l'istamina (pesci, crostacei, maiale, salumi, albume, pomodori, cavoli, fragole, vini e birra) la dopamina, la serotonina e la feniletilenamina (carne, pesce, uova e formaggi)
-Metilxantine, come la caffeina (le bevande a base di caffè e negli alimenti insaporiti all'aroma di caffè), la teofillina (nelle bevande a base di tè) e la teobromina (nelle bevande e negli alimenti a base e all'aroma di cacao)
Dicevamo che molte di queste sostenze possono provocare anche altre reazioni oltre alla cefalea come l’ Orticaria (amine), ipotensione (amine), arrossamento del volto (amine), acidità di stomaco (amine e metilxantine), tachicardia (amine e metilxantine), ipotensione (amine), contrazioni della muscolatura liscia vasale (amine), vasospasmo (metilxantine). Tra gli additivi, il sodio monoglutammato può causare la cosiddetta sindrome del ristorante cinese - alterazioni della sensibilità e dolori del capo e del collo, del torace e degli arti superiori, palpitazioni e senso di debolezza - mentre i solfiti che si trovano negli alimenti fermentati possono dare talvolta lievi accessi asmatici, orticaria e arrossamento del volto.
Che fare quindi? Oltre a consultare il medico, tanto per cominciare si può provare a identificare la sostanza incriminata, magari tenendo un diario in cui si indicano i cibi assunti, la quantità, l'orario. Dopo di che si può provare a scartare il "sospetto" dalla dieta (attenzione ai tagli drastici: magari non è necessario eliminare tutta la categoria!). Come per ogni cosa, vale la regola del buon senso: un'alimentazione sana e equilibrata, fatta soprattutto di frutta e verdure fresche, mantiene non solo in forma, ma anche in salute.




