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Abbronzatura: 10 bugie che ti hanno detto

/pictures/2017/07/11/abbronzatura-10-bugie-che-ti-hanno-detto-192961612[1000]x[418]780x325.jpeg Shutterstock
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Sull'abbronzatura ci hanno detto troppe bugie ed è bene chiarire un po' di cose per non incorrere in rischi per la salute della nostra pelle.

Abbronzatura: tutte le bugie e i falsi miti

Sull'abbronzatura ne abbiamo sentite davvero di tutti i colori. Ci hanno raccontato falsi miti, ci hanno confuso con bugie, tradizioni, detti e idee popolari e tuttora sono tante – anzi tantissime – le falsità sulla tintarella che continuano a circolare causando non pochi problemi ogni estate. È anche vero che, per noi ragazze in particolar modo, l’abbronzatura d’estate è intoccabile, un mito e, spesso, sembra che l’unica cosa che conta nel periodo estivo sia raggiungere un certo livello di colorito, possibilmente omogeneo e senza imperfezioni.

Insomma, per dirla in altre parole, l’abbronzatura per l’universo femminile conta quasi più del relax. Siamo disposte a restare stese al sole, grondanti di sudore e con un mal di testa insopportabile, tutto il giorno, pur di tornare dalle vacanze con un’abbronzatura al top. Ma, perché questo sia davvero possibile, è necessario sfatare tutti quei falsi miti che finora ci hanno raccontato sull’abbronzatura. Si pensa ad esempio che non serva mettere la protezione solare alta, o che fare le lampade sia un buon modo di preparare la pelle all'abbronzatura e tanto altro. Ecco a voi tutte le bugie sulla tintarella che dovete assolutamente conoscere.

Abbronzarsi prima dell’estate aiuta a proteggere la pelle

Si ha la convinzione che iniziando a prendere il sole prima dell’estate, magari già dalla primavera, in modo naturale o con metodi artificiali, si protegga automaticamente la pelle, ma la verità è un’altra: l’abbronzatura, infatti, è la reazione naturale della pelle per proteggere se stessa ai raggi solari, dunque, per quale motivo sottoporla prima del tempo a tale stress? L’unico segreto per proteggere la pelle dal sole è applicare la crema solare.

La crema 50 non fa abbronzare

Sfatiamo anche il mito secondo cui una crema ad altra protezione (50 +) non faccia abbronzare. La verità è che a seconda del proprio fototipo di appartenenza esiste la crema migliore, in grado di far abbronzare la pelle in base alla propria carnagione, ma senza pericoli. Una ragazza bionda, dalla carnagione molto chiara non potrà mai ottenere una tintarella color cioccolato, per fare un esempio pratico, ma potrà comunque raggiungere un colorito dorato e uniforme (senza antipatiche scottature) grazie proprio ad un solare 50+.

La protezione solare resiste all’acqua

Bisogna prendere con le pinze anche la famosa dicitura “water resistant” presente sulle confezioni di tantissime creme solari. Anche se resistenti all’acqua, infatti, dopo diversi bagni al mare, in piscina, o dopo parecchie docce rinfrescanti fatte in spiaggia, il solare messo ore prima non ha più la sua efficacia. E' probabile che questo resista dopo un breve bagno, ma la regola non cambia: il solare va messo più volte durante la giornata.

L’abbronzatura è una buona forma di vitamina D

Sì, è vero, l’abbronzatura produce vitamina D, ma non abbastanza per tutto il corpo. C’è un limite oltre il quale l’organismo non può andare nella produzione di questo tipo di vitamina.

L’abbronzatura cura l’acne

Fate attenzione anche al falso mito secondo cui l’abbronzatura sia una naturale cura contro l’acne. Sì, è vero che il sole asciuga brufoli e punti neri in un primo momento, ma, successivamente, se la pelle non viene adeguatamente protetta, può anche ingrassare la pelle, contribuire all’aumento dell’effetto lucido e alla produzione di sebo. Le ragazze che soffrono di acne dovrebbero chiedere al proprio dermatologo come proteggere correttamente la pelle dai raggi UV, solo così l’abbronzatura potrebbe davvero essere un toccasana contro questo inestetismo della pelle.

Acne e alimentazione: tutto quello che c'è da sapere

Le lampade abbronzanti fanno bene

Si ha anche la convinzione che le lampade abbronzanti (lettino, cabina, trifacciale) siano un buon metodo per abituare la pelle al sole, ma attenzione anche a questa grandissima bugia. Quando si entra in una cabina o in una doccia solare, infatti, è come se i raggi UV fossero tutti concentrati in quei pochissimi metri quadrati e questo può essere molto più pericoloso per la pelle dell’esposizione naturale al sole.

Basta mettere la crema una volta sola

Magari stiamo attente a proteggere la pelle le prima volte, ma poi, dopo un po’ che prendiamo il sole, diventiamo un po’ più lassiste, credendo che ormai la pelle si sia abituata ai raggi e che basti applicare anche una sola volta la crema – magari prima di scendere in spiaggia – per stare più che tranquille. Sbagliato! Quando si è esposti al sole per molto tempo, a prescindere da quanto la nostra pelle sia già abbronzata, la protezione solare diventa meno efficace, per questo è necessario rimetterla almeno 2 o 3 volte.

7 cose da sapere prima di esporsi al sole

Il trucco protegge come un solare

A meno che non si tratti di una crema colorata protettiva (di quelle che segnalano sulla confezione il livello di protezione dai raggi UV), non è assolutamente vero che il make up protegge la pelle dal sole come farebbe un solare. D’estate, anche sotto al trucco – qualora lo si metta – è importante applicare un solare protettivo corrispondente al proprio fototipo. Mi raccomando!

Da giovani non si prende il melanoma

Non vogliamo allarmarvi ma solo informarvi, perché per prevenire una qualunque malattia, è fondamentale avere le giuste informazioni e agire correttamente. Non è assolutamente vero che una donna, in giovane età, non possa contrarre un tumore della pelle, per questo è fondamentale proteggersi dai raggi solari ad ogni età. E anche se i tumori in giovane età sono più rari, non dimentichiamo che alcuni comportamenti scorretti in giovane età possono pregiudicare la nostra salute più avanti negli anni.

Quando è nuvoloso non ci si scotta

Dulcis in fundo, vogliamo sfatare quel falso mito in cui tutti cascano secondo il quale quando il cielo è nuvoloso non ci si scotta. Forse qualcuno lo avrà già sperimentato a sue spese, ma ci teniamo a chiarire che anche attraverso la coltre nuvolosa i raggi solari passano. Dunque la protezione solare va applicata sempre.

In città si può non mettere la crema solare

Il sole non si prende solo al mare, quando siamo in costume e sul lettino, ma si prende anche in città. Dunque, sulle parti scoperte (viso, collo, braccia, spalle) andrebbe sempre messa la protezione prima di uscire, soprattutto nelle ore più calde, e in special modo sul viso che è la parte esposta più delicata.

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