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Il tatuaggio estetico sul cuoio capelluto

Si tratta di una nuovissima tecnica nata per rimediare agli inestetismi del cuoio capelluto come la perdita di capelli. Il make up artist Ennio Orsini ci spiega come funziona il tatuaggio estetico sul cuoio capelluto

di Redazione GirlPower 9 febbraio 2010

A cura di Antonella Marchisella

 

ennio_orsini_1_1Nella recente intervista al Dermatologo Dott. Antonio Del Sorbo abbiamo parlato di alopecia e calvizie sottolineando le differenze tra fattori genetici ed altri tipi di cause. Una tecnica ancora poco conosciuta è l' impiego del Tatuaggio Estetico nella Calvizie, e per saperne di più abbiamo chiesto la consulenza di un dermopigmentista specialistico, il noto make-up artist Ennio Orsini, che con grande gentilezza ha risposto in maniera semplice ed esaustiva alle nostre domande: 

Ennio, che cos' è la tricopigmentazione? 
E' una soluzione poco conosciuta, quanto efficace e comoda. Accompagnata da svariate dicerie infondate, proposta da pochissimi dermopigmentisti specialistici, ed ahimè spesso rappresentata da lavori mal eseguiti, sto parlando del tatuagggio estetico sul cuoio capelluto. 

In quali casi è indicato l'impiego del tatuaggio estetico sul cuoio capelluto?
Cicatrici nucali da autotrapianto, cicatrici generiche sul cuoio capelluto, diradamenti generici, alopecia areata, alopecia androgenetica. 

Questo tipo di tatuaggio può essere eseguito con pigmenti bioriassorbibili e pigmenti definitivi. Qual è la differenza tra queste due procedure?
Nel primo caso, quando la dermopigmentazione è eseguita con pigmenti bioriassorbibili, detti impropriamente "semipermanenti", avremo una micropigmentazione paramedicale del cuoio capelluto la cui durata si aggira da 4-6 mesi fino a 14-16 mesi. Se il lavoro viene eseguito con pigmenti bioriassorbibili, il tatuaggio con il tempo andrà via completamente, sebbene non si possa in nessun modo stabilire quando scomparirà del tutto. Tuttavia potremmo elencare quei fattori che possono accelerare la scomparsa del pigmento nel derma, come il potere di fagocitosi nell' individuo (per fagocitosi si intende la proprietà di alcune cellule di inglobare nel loro protoplasma e digerire corpi estranei, microrganismi ecc), il potere di cicatrizzazione post-trattamento dell' individuo, l'età della persona nonchè la conformazione anatomica della sua cute, il tipo di pigmento spinto nel dema, la tecnica manuale impiegata ed anche i tempi di esposizione al sole o a lampade abbronzanti, quanto l'assunzione di farmaci tipo anticoagulanti e cortisonici. Nel caso di un lavoro svolto con pigmenti definitivi, questa può sembrare la scelta più appetibile ma occorre in verità considerare che in natura nulla rimane inalterato nel tempo, inclusi gli ossidi di ferro impiegati per la creazione dei pigmenti, pertanto non esiste la certezza che un lavoro eseguito con preparati coloranti definitivi rimanga inalterato nella vita. Può succedere ad esempio, che determinate tonalità castane, mutando possano virare verso altri colori (ricordiamo comunque che questo inconveniente può essere relativamente controllato con un opportuno bilanciamento delle componenti cromatiche dei castani). In definitiva, benchè l' impiego di preparati coloranti bioriassorbibili possa sembrare relativamente effimero, ed eccessivamente difficile da mantenere, è invece la scelta più prudente e razionale che può essere presa. La possibilità di rivalutare le proprie scelte annualmente, rende questa soluzione ideale per tutti coloro che non vogliono rischiare ripensamenti. Per quanto concerne la strategia di copertura con pigmenti definitivi, si utilizzerà la stessa impiegata con pigmenti bioriassorbibili, ovvero una prima seduta della durata di 2-5 ore ed eventuale rinforzo dopo 40-60 giorni . 

Si può presentare l'eventualità di dover eseguire più di un rinforzo?
Certamente si! Il rinforzo svolto dopo circa 2 mesi, può non essere sufficiente per arrivare ad una omogeneità della zona trattata. Le probabilità di attecchimento del colore, dipendono da innumerevoli fattori, non ultimo la soggettività dell' individuo. Per esempio, basti pensare alla diversa conformazione del derma in un tessuto sano ed in uno sclerotizzato (tipo quello presente nelle cicatrici da autotrapianto). E' ovvio che su cute sana, la cicatrizzazione sarà migliore, con conseguente aumento delle probabilità di conservazione del colore immesso. I tessuti cicatriziali invece, si colorano con più fatica! In definitiva, è opportuno considerare in ogni caso l' eventualità di dover eseguire anche più di un rinforzo. 

Quali sono i tempi di guarigione post-trattamento? 
Il trattamento è molto meno invasivo e doloroso di quanto si pensi: appena effettuato il lavoro la zona appare subito rossa, a causa dell'infiammazione del tessuto trattato. Tale rossore impiegherà al massimo 48 ore per regredire, ma nella maggior parte dei casi bastano 24 ore. Per accelerare questa decongestione è auspicabile applicare pomate lenitive specifiche consigliate dall' operatore. Una volta svanito il rossore, il lavoro apparirà molto nitido e meno coprente di quanto il ricevente si aspetta, ed il singolo rimbalzo sarà lievemente più scuro di quanto sarà in futuro. Questa prima situazione è temporanea, si identifica in corrispondenza del periodo di cicatrizzazione della pelle. Prima che la pelle cicatrizzi completamente, ogni singolo rimbalzo subirà ancora un lieve schiarimento, ed infine un ultimo scurimento. Finito questo periodo di guarigione, legato essenzialmente alla riparazione tissutale, può iniziare il secondo periodo di assestamento del pigmento nel dema . 

Per visionare dei lavori visita www.ennioorsini.com

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3
Commenti

ROSSELLA domenica, 28 febbraio 2010

Complimenti articolo

Complimenti vivissimi alla giornalista ! ottimo articolo

n° 3
Stefano1975xx domenica, 21 febbraio 2010

x Antonella

Antonella ti voglio beneee!!!! Spero di incontrarti di persona un giorno... ho letto tutti i tuoi libri

n° 2
Nicola p. martedì, 16 febbraio 2010

nicola p

Interessante questa nuova tecnica, soprattutto x me ke sn un uomo! e complimenti alla competenza tecnica della giornalista nel formulare le domande

n° 1
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