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Intervista a Valentina Carnelutti

Una delle migliori attrici del panorama italiano con "Sfiorarsi" firma la sua prima sceneggiatura, recitando a fianco di Angelo Orlando in una storia di amore delicata e quotidiana

di Claudia Catalli 5 giugno 2008

valentina_carneluttiLei attrice, lui fotografo. Entrambi senza una relazione stabile, entrambi alla ricerca del grande amore. Invece di prendere posizione, schierandosi a fianco di drammi o commedie d'amore, "Sfiorarsi", scritto dall'attrice Valentina Carnelutti e diretto da Angelo Orlando, è un'opera che sospende il giudizio sull'amore, tenendolo sospeso in un amnios fatto di ricordi, errori, speranze, quotidianità. 

Abbiamo visto di recente la protagonista, attrice generosa e innamorata del suo mestiere, impegnata in diversi film, come "Jimmy della collina" e "Tutta la vita davanti" (ma anche un cammeo in "Caos calmo"), mentre "Sfiorarsi" rappresenta il suo esordio come sceneggiatrice. 

Com'è stato scrivere un film? 
Ho un'inclinazione naturale alla scrittura: tengo un diario da quando ho 7 anni. Da tanto volevo scrivere un film, ma mi sembrava presuntuoso e mi mancava il coraggio. Poi nel '99 non mi offrivano grandi ruoli, così ho pensato di dedicarmi alla sceneggiatura anche per procurarmi lavoro. Mi piaceva raccontare la storia di due persone che si sfiorano nel tempo e s'incontrano, con uno sguardo attento alle piccole cose che contano. 

Bello lavorare con Angelo Orlando? 
Molto, anche se abbiamo litigato parecchio, io ero nervosa perché volevo fare tutto al meglio e lui invece non studiava, improvvisava, non si ricordava le battute... un disastro! Per fortuna avevamo un aiuto-regista molto più fermo e deciso, Andrea Caccia, con cui collaboro anche per altri progetti. 

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Lei è una delle attrici italiane più notevoli e preparate, qual è il suo segreto?
Una scoperta banale ma fondamentale: chi si lamenta è perduto. Il nostro è uno di quei mestieri in cui se non credi con tutto te stesso finisci per perderti. Devi essere intimamente soddisfatto anche quando non sei ufficialmente sotto contratto. Ad esempio, dopo un provino sono contenta anche se non mi scelgono, perché amo essere messa alla prova e mi risulta abbastanza facile esternare le emozioni. 

Anche nel privato è così? 
No, non amo parlare di me, preferisco vivere defilata. Appena posso vado in campagna con il mio fidanzato. Non sono mondana, piuttosto studio lingue, leggo e, quando posso, vado al cinema anche ogni sera! 

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Parole d'ordine, quindi, semplicità e riservatezza?
Sì, anche perché credo ci sia bisogno di un po' di mistero. Lo dico da spettatrice, è bello vedere un film e immergersi tanto da dimenticarsi chi lo interpreta. Io provo ogni volta a ricreare quel vuoto interiore utile a farti assalire da ciò che vedi, per questo cerco di essere fragile, malleabile. Certo, capisco che la visibilità sia necessaria per un'attrice... 

Una curiosità, com'è essere diretta da registi come Ridley Scott? 
Bello, ma prima del set è stato interessante il provino per Hannibal. Volevano scartarmi, ero "troppo giovane e carina" per fare la zingara, così mi sono presentata al secondo provino travestita, con tanto di dente finto e capelli sporchi d'orzo, il portiere non voleva farmi entrare! E' stato divertente vedermi e farmi vedere completamente trasformata

valentina_carnelutti

Com'è stato tornare a recitare dopo tanti anni accanto a suo padre? 
Di sicuro avere il suo sguardo su di me ha cambiato il mio. Devo a lui il mio debutto a teatro da piccola, essere figlia d'arte mi è servito per conoscere questa realtà, ma non ho avuto strade spianate, il mio percorso è stato indipendente dal suo. Come ogni figlia ne ho sempre temuto il giudizio, ma lavorarci in Sfiorarsi è stato diverso, lo guardavo recitare le battute che io stessa avevo scritto... e poi abbiamo un rapporto tale che negli occhi scatta sempre la scintilla di una sintonia speciale. Perfetta per i nostri ruoli, per altro: io volevo che la mia Celine, la protagonista, considerasse il suo regista proprio come un padre. Quindi era perfetto.

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