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Harry Potter e i Doni della Morte

Arriva nelle sale il 19 novembre Harry Potter e i Doni della morte, la prima parte del gran finale della saga di Harry Potter: ecco la recensione in anteprima

di Redazione GirlPower 16 novembre 2010

A cura di Veronica La Peccerella



Dimenticate la Sala Comune di Grifondoro, con i suoi arazzi e le morbide poltrone davanti al camino, dimenticate le decorazioni del banchetto di Natale e la volta della Sala Grande che si accendeva di innumerevoli stelle. Questo è l’inizio della fine, e il trio di maghi cresciuto a cioccorane e burrobirra dovrà sporcarsi le mani di sangue una volta per tutte.

La storia del tenero orfano che si ritrova a essere l’idolo di Hogwarts diventa il viaggio iniziatico di un prescelto, in cui non si è più al sicuro in nessun luogo. Se c’è una cosa che bisogna riconoscere alla serie di Harry Potter, è la sua notevole capacità di far crescere i propri personaggi e l’immaginario in cui sono immersi. Molti continuano a ritenerlo un prodotto per bambini, nonostante abbia smesso di esserlo da diversi romanzi e altrettanti film. E se si è disposti a considerare l’opera di Tolkien come un equivalente moderno dell’epica, discutendone le metafore politiche animatamente, si fa ancora fatica a prendere sul serio uno dei più grandi fenomeni letterari di sempre.

harry-potter-artTuttavia, come nel caso de Il Mago di Oz e di molti altri classici del genere, l’allegoria politica e sociale è dietro ogni angolo. Perché non è solo di evasione che si tratta, in una saga di questa qualità, ma di visione. È forse per questo che il film colpisce innanzitutto sul piano visivo, con dei paesaggi che bucano lo schermo grazie a un’ottima fotografia, degli effetti speciali e una post-produzione che raggiungono ancora una volta una bellezza poetica, in particolare nella favola sui doni della morte.

Soprattutto, si resta piacevolmente stupiti dalla capacità di questo adattamento di rendere giustizia a un libro difficile, che chiede ai lettori di seguire i propri amati personaggi su terreni impervi, lontano dai luoghi e dal mondo emotivo a cui eravamo abituati. La persecuzione, il terrore, persino la pulizia etnica, con tutte le dolorose reminiscenze della storia europea, sono il pane quotidiano dei protagonisti.

Questi ultimi sono il vero centro della narrazione: Ron rappresenta l’istinto, Hermione l’intelletto e Harry l’eroe che deve conciliare le due istanze, prendendosi carico della responsabilità del potere. I tre sono l’unica speranza di sconfiggere il male, sempre più organizzato, sottile e onnipresente, e nel loro insieme personificano quell’ideale di umanità e di amicizia che è forse il vero protagonista della saga, e che nell’ultimo capitolo si presenta in tutta la sua complessità.

Infatti, in Harry Potter e i Doni della Morte il trio di protagonisti viene messo alla prova nella sua capacità di tenere il palco in una solitudine dichiarata e a tratti totale, da cui emergono i punti di forza e le nevrosi, le luci e le numerose ombre. Forse, per questo, siamo davanti a uno dei primi film della serie che si faccia notare per la recitazione.

Ciò nonostante, bisogna ammettere che, per chi non conosce l’universo di Harry Potter, questa prima parte del settimo episodio potrebbe risultare difficile da seguire. I nostri eroi non devono solo trovare gli Horcrux che garantiscono l’immortalità a Voldermort, ma anche uno scioglimento coerente a una trama fitta e intricata. E chi ha letto i romanzi potrebbe discuterne secondo il solito ritornello di “era meglio il libro, il film è stato più o meno fedele” e via dicendo. Così come altri ancora potrebbero trovare irritante il fatto che l’ultimo capitolo sia stato diviso in due.

Ma, ancora, resta difficile negare i punti di forza di questo film, i numerosi momenti toccanti, tetri, spettacolari e malinconici che ci regala. Certo, è più facile apprezzarli se si ama questa serie, ma sono in pochi a non avere familiarità con essa, e il fatto che sia entrata con tale prepotenza nel nostro immaginario la rende già degna di considerazione. Sì, ci aspetta un epilogo dai toni cupi, epici e decisamente autoreferenziali, ma che ha tutti i numeri per poterselo permettere.

La gallery della premiere mondiale del film a Londra


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2
Commenti

giulia mercoledì, 17 novembre 2010

gli attori

ed è bello vedere anche come sono cresciuti gli attori, insieme ai personaggi.

n° 2
Lav mercoledì, 17 novembre 2010

col fiato sospeso

Non vedo l'ora che esca... e sono proprio contenta che abbiano pensato ai fan, nel realizzarlo

n° 1
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