Winona torna con "Darwin Awards"
Winona Ryder torna al cinema, diretta da Finn Taylor e affiancata dal collega Joseph Fiennes, per una black comedy sulle morti più stupide dell'anno. Eppure il suicida di turno, individuo mentalmente poco evoluto, a volte si fa latore di un suo personale senso di coraggio...
Mettete
insieme un criminologo emofobico e paranoico, che ha scoperto il proprio talento
in una bizzarra disavventura in quarta elementare, e un documentarista che lo
filma 24 ore su 24 senza intervenire in caso di emergenza, pur di mantenere
"uno sguardo neutrale". Aggiungete un perito assicurativo specializzato
in casi insoliti, che magari ha il volto della beffarda e scanzonata Winona
Ryder. Mischiate il tutto con l'ingrediente della risata
amara, tipica reazione alla notizia di una morte clamorosamente stupida:
otterrete "Darwin Awards", gustosa commedia
sugli incidenti fatali più sciocchi e incredibili dell'anno. Un'onoreficenza
funebre particolare, il Darwin Award, per una morte evitabile che costa poi
parecchi soldi all'agenzia assicuratrice di turno.
Viene ingaggiato per questo, l'ex poliziotto Michael Burrows (un calzante
Joseph Fiennes, già ammirato in "Shakespeare
in love"), sospeso dal servizio per essere svenuto alla vista del
sangue, dopo una colluttazione con un presunto serial killer che, per colpa
sua, è riuscito a scappare. Suo nuovo compito è provare che comportamenti
dettati da "sindrome da Darwin Awards" possono essere previsti.
In grado di cogliere i segreti di una persona pochi minuti dopo averla incontrata,
l'investigatore Burrows ricostruisce i casi immaginandoseli in prima persona:
"solo immaginando tutti gli scenari possibili si trova quello più
probabile", usando come prima regola quella di notare tutto, fino all'ultimo
dettaglio solo apparentemente insignificante.
Valutando con una precisione maniacale ogni percentuale di rischio, senza mai
credere al destino ma soltanto al comportamento umano, il nostro eroe previeni-incidenti
dovrà vedersela con un imprevisto notevole: l'amour.
Malgrado lei non sia esattamente la ragazza acqua e sapone della porta accanto,
né una lady dai modi cortesi e dall'indole romantica. Tutt'altro. Winona
Ryder torna sul grande schermo con un personaggio cinico
e sboccato, una donna ostinata e piena di spine che, nonostante tutto,
finisce per innamorarsi del nuovo collega imbranato, che s'incastra con delle
funi nella doccia e se ne va in giro con una fantastica "cucchiaietta"
(un arnese a metà fra forchetta e cucchiaio), oltre a distribuire massime
eccessive: "Il mondo è pericoloso ventiquattro ore su ventiquattro
e sette giorni su sette". Ecco una delle tante convinzioni che il caro
Micheal sarà costretto a polverizzare, nel corso delle avventure bizzarre
e divertenti in cui verrà coinvolto, fino a scoprire che in realtà
il mondo non fa poi così paura...
Approdato
al suo terzo film (dopo "Un sogno in fondo al mare" e "Cherish"),
il regista Finn Taylor, nominato tra le venti persone più creative dalla
prestigiosa rivista "Variety", si sbizzarrisce alternando toni da
commedia americana media a sequenze oniriche/immaginifiche, coinvolgendo nel
cast artisti di diverso genere nei panni di se stessi, dai Metallica a Lawrence
Ferlinghetti, celebre poeta del movimento Beat.
Non solo.
Taylor stavolta firma anche la sceneggiatura, dando sfoggio di fervida fantasia
e ironia dirompente, nello svolgersi delle varie vicende stile "Darwin
Awards", tutte differenti, ma accomunate da quello che viene definito "il
fattore x": il responsabile è puntualmente una personalità
da secondogenito, ovvero un cittadino responsabile in apparenza, sotto la cui
patina di sottomissione cela un forte istinto di competizione, unito alla smania
di emergere. Magari con un volo (l'ultimo, Icaro insegna) alla velocità
supersonica di un missile che sfreccia senza freni possibili sull'autostrada,
per poi esplodere dietro una collina. D'altronde "il coraggio e la stupidità
non sono caratteristiche reciprocamente esclusive. Si potrebbe dire, infatti,
che siano l'uno nell'altra". Parola di Burrows.





