Elisabetta Rocchetti: la regista si racconta
L’attrice e regista romana Elisabetta Rocchetti racconta il suo cinema il suo ultimo film "Diciotto anni - il mondo ai miei piedi", selezionato da Nanni Moretti per la sua rassegna estiva "Bimbi Belli"
A cura di Eva Martini
Volto angelico, sguardo fulminante e un’innata capacità di passare da un registro a un altro senza perdere di intensità. Elisabetta Rocchetti, classe ’70, nella sua carriera ha spaziato dalla commedia al noir, dalla fiction commerciale ai film d’autore.
All’apparenza può sembrare una di quelle attrici tutta esteriorità e poca sostanza, ma i ruoli che ha interpretato, la sua versatilità e la sua intraprendenza sul lavoro, dicono ben altro.
Vedi le foto: Elisabetta Rocchetti
Intraprendenza ancora più visibile quest’anno, quando l’indimenticabile protagonista di “L’imbalsamatore” di Matteo Garrone – film in cui l’attrice romana faceva perdere la testa al bello e impossibile Valerio Foglia Manzillo- ha deciso di fare il salto di qualità e passare dietro la macchina da presa per dirigere il suo primo lungometraggio.
Un’opera low budget, autoprodotta e purtroppo passata quasi inosservata in questa stagione, in cui la commedia popolare ha sbancato i botteghini. “Ho fatto per tanti anni l’attrice e ho sempre invidiato chi faceva il regista”, commenta Elisabetta.
Ma l’invidia spesso porta all’insoddisfazione, invece lei ha preso coraggio: “Ho girato due cortometraggi con cui ho vinto molti premi e allora ho capito che anch’io avevo delle cose da dire. Non so se ho effettivamente delle capacità, ma di sicuro ho delle cose da dire. Mi sono quindi cimentata nel lungometraggio e mi è venuto molto naturale lavorare dietro l’obiettivo, soprattutto nella direzione degli attori, perché sapevo come parlarci”.
“Diciottanni – Il mondo ai miei piedi” è senza dubbio una delle opere prime più interessanti dell’anno, tanto da essere selezionata da Nanni Moretti nella sua rassegna estiva “Bimbi belli”, dedicata al cinema giovane di casa nostra.





