Boris - Il film: la recensione
Arriva al cinema Boris - il film, versione cinematografica dell'acclamatissimo telefilm che ha saputo uscire dalla nicchia grazie al passaparola. La recensione e le dichiarazioni dei protagonisti
A cura di Claudia Catalli
Non avrà fatto il boom d’incassi, ma ha comunque segnato un passaggio fondamentale: quello dalla tv, di qualità, al grande schermo, altrettanto di qualità. Ovviamente stiamo parlando di “Boris – il film”, trasposizione cinematografica della fortunatissima serie, la cui seconda stagione è da poco fra gli scaffali delle nostre librerie con il cofanetto speciale “Boris 2 – Il Ritorno”, dove oltre ai 14 episodi troverete un backstage inedito e un libro in allegato con un’intervista agli autori Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, più un dizionario che ripercorre le battute divenute dei veri e propri tormentoni della serie.
Vedi le foto: Boris - il film
E la sua versione cinematografica non è da meno, rispetta quella dose di umorismo, sarcasmo, cinismo e ironia a cui siamo ormai abituati, mista a una manciata di sogni continuamente frustrati da una realtà che, a quanto pare, lascia ben poco spazio alla fantasia. Ma andiamo con ordine: protagonista del film è sempre quel Francesco Pannofino che da anni interpreta con successo e grinta l’ormai popolarissimo Renè Ferretti, regista tuttofare senza peli sulla lingua e, anche in questo episodio cinematografico, non poco sfortunato.
Gliene capitano di tutti i colori: prova a ribellarsi al sistema televisivo italiano, poi si cimenta con un ambizioso progetto cinematografico (la trasposizione su grande schermo del libro “La Casta”), incontrerà svariati problemi e, dopo una serie di esilaranti e rocambolesche (dis)avventure – ci scappa pure un morto-, dovrà capitolare su un triste epilogo da cine-panettone.





