Titolo: Re: Scrive Spartan 911 per l'autrice Inviato da: spartan911 Data: mer, 27 febbraio 2008 - 14:30
> Okay, mi verrebbe da dire che se tutti fossero
> ragionevoli come te ed informati correttamente
> sull'argomento, ci si potrebbe realmente mettere
> intorno ad un tavolo e discutere concretamente di
> limiti da porre all'uso indiscriminato
> dell'interruzione di gravidanza. Se considerassimo
> pene detentive o pecuniarie per i medici che
> praticano l'aborto con leggerezza, allora si
> porrebbe però un altro interrogativo: le possibili
> madri, sarebbero da annoverare tra i criminali?
> Sarebbero assassine a tutti gli effetti? Sono
> parole forti, ma è di questo che si dovrebbe
> trattare nella stesura di una legge di revisione.
> Fino a dove ci si dovrebbe spingere, per non cadere
> nell'estremo opposto? E la diagnosi pre-natale,
> sarebbe anch'essa fuori legge, perchè contiene una
> percentuale di errore e sono diversi i casi in cui
> un feto nato da aborto terapeutico è stato
> giudicato perfettamente sano all'analisi
> post-mortem? C'è molta ignoranza sul tema, ci sono
> pareri discordanti, ma che in democrazia vanno
> rispettati, ci sono scienza e fede a confronto (non
> per forza contrapposte, anzi), ci sono refusi
> culturali e zone d'ombra. Capisco che sia difficile
> pensare di parlare di un argomento tanto delicato,
> non lo si fa per il piacere di discutere. Ma per
> fornire il maggior numero di informazioni possibili
> a chi non ha le nostre conoscenze, e vorrebbe farsi
> un'opinione, magari per non trovarsi un giorno a
> fare scelte di vita così difficili. Quindi, i tuoi
> interventi non hanno il solo valore della sterile
> discussione tra me e te, ma servono tanto quanto i
> miei a dare una plurale visione di questo tema. Sul
> fatto che politica ed elettorato non si preoccupino
> nè si interroghino su questi temi, ti posso dire
> che c'è anche chi del problema si interessa, ma non
> fa notizia. Senza contare tutto l'associazionismo,
> di diverso orientamento, il volontariato, ma credo
> che tu questo già lo sappia. Ti ringrazio per il
> tempo che hai voluto dedicare all'argomento, e per
> la serietà su cui abbiamo ragionato fin qui. Ciò
> che non condivido, è un'operazione come quella di
> Ferrara portata avanti essenzialmente per
> mercificare qualcosa che non si può brandire come
> arma per guadagnare voti. Forse su questo
> dissentirai, ma è così che la penso. Che sia
> davvero un'operazione sbagliata. Ciao e a presto.

Concludo qui il mio discorso, dato che l'articolo è già passato nel dimenticatio e non sono amante di lunghe conversazioni fini a se stesse.
L'idea di incarcerare le donne che praticano l'aborto, oltre che spinosa, è completamente utopica, in quanto, a causa della vastità del problema, si dovrebbero costruire nuovi carceri soltanto per ospitare le novelle assassine. Così come il paradosso della sostanziale impunità dei consumatori di droga, anche questo è destinato a non essere mai risolto dalla nostra legge.
Una soluzione deve comunque essere trovata, perché tu stessa hai ammesso la necessità di un giro di vite contro gli aborti futili, che nulla hanno a che vedere con la salute della donna e del concepito.
Giuliano Ferrara ha deciso di combattere una battaglia persa, nel modo sbagliato e senza alcun acume politico. Perché parlare della malvagità dell'aborto facendo ricorso alla filosofia, alla metafisica e alla storia non è nient'altro che un suicidio. Basterebbe mostrare alle donne che cos'è in realtà un aborto, nella sua cruda semplicità, per convincerne migliaia (se non milioni) a riconsiderare la questione sotto un altro punto di vista. Basterebbe raccontare degli estremi e inutili atti di autodifesa posti in essere da questi minuscoli individui contro i ferri del chirurgo, scene che hanno sorpreso la comunità scientifica (che ancora credeva all'inanimità dell'embrione e del feto) e costretto sempre più medici abortisti a dichiararsi obiettori, e talvolta ad abbandonare la professione. E' assai più utile una pellicola come "JUNO", in uscita la prossima settimana nelle sale italiane, ad accendere un dibattito politico e a risvegliare qualche coscienza.
Perché non si tratta di una materia eticamente complessa e controversa, come può esserlo l'eugenetica o l'eutanasia, bensì di una semplice questione circa il valore che riponiamo nella vita dei nostri figli.
L'unico consiglio che posso darti, se mi permetti, è di cercare di non vedere la questione come una contrapposizione tra il fronte abortista e anti-abortista, perché ogni ragazza che riuscirari a far pensare, con le tue parole e i tuoi articoli, all'opportunità e alla giustizia del compiere un gesto tanto tragico ed estremo, sarà sempre una tua vittoria.
Ferrara ha detto una cosa importantissima: l'aborto è diventato un valore per la nostra cultura. Questo fa rabbrividire a dovrebbe dare a pensare.
Non pretendo di condizionare la linea editoriale di questo sito (che non conosco e ho visitato per caso), ma auspicherei una maggior responsabilità e obiettività, su temi che ruotano attorno al diritto alla vita o alla morte di nostri stessi simili, specie quando non sono loro ad avere il coltello dalla parte del manico.
Buon lavoro e grazie per la cortese attenzione.