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Storie: "Mai perdere la speranza"

"Sono rimasta incinta giovanissima del ragazzo che amavo, e piano piano abbiamo costruito una famiglia. Ma dopo qualche anno il destino ha distrutto tutto. Eppure l'importante è non perdere mai la speranza..."

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Commenti

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martina sabato, 9 maggio 2009

aiuto

prima ho commentato la tua storia ora voglio raccontarti la mia cosi magari con la tua esperienza riesci ha infondermi un po di speranza e coraggio!!!! cme ti ho gia detto ho solo 15 anni ma credimi ne ho passate parecchie! sai a quest eta dovresti essere felice, stare tra amici divertirti ovviamente dopo la scuola e i doveri, pero comunque dovresti star allegra la maggior parte delle volte senza pensieri per la testa. io non sono cosi. prima pensavo si tratasse di timidezza e basta, sin daquando ero piccola lo sono stata, avevo problemi a socializzare la mia innocenza infantile non mi faceva capire qual'era il mio problema. ho fatto le elementari bene perche eravam bambini e avevamo solo voglia di giocare, poi pero arrivata alle medie vedevo tutte le mie compagne tranquille che facevano amicizia con altri, io volevo andare ma mi sentivo fuoriluogo, ero grassa non tanto ma abbastanza per essere presa in giro dai ragazzi e dalle mie stesse amiche. il secondo anno delle medie ci siam trasferiti per motivi di lavoro di mio padre e mi hanno messo in una scuola privata io alle mede e mio fratello in 4 superiore, ci divideva solo un andito eppure io mi sentivo sola spaesata, mi sembrava di aver tutti gli occhi puntati addosso e di sentir risate e commenti sul mio aspetto fisico, quell'anno è stato umiliante per me, nessuno mi considerava poi ho fatto amicizia con le sfigate della classe e li almeno non mi sentivo sola. l'anno seguente ho iniziato a frequentare le top della classe e siamo diventate grandi amiche grazie alle mie magnifiche bugie. pero sapevo che mi prendevano comunque in giro nonostante io avessi comprato la loro amicizia aiutandole nei compiti in classe in cambio di un misero saluto. il rapporto con i ragazzi della classe era pessimo. sapevo che i loro sorrisi erano falsi. stavo ogni giorno piu male. mi sono innamorata di un mio compagno, ma lui era il top dei top e io ero solo una miserabile che vendevo il mio sapere per un suo sorriso. ho passato l'esame a pieni voti, le superiori finalmente. scuola pubblica quindi molte piu probabilita di essere umiliata, ma ero costretta. il primo anno ho fatto anicizia con tutti anche se alcuni rapporti sono piu forti. mi trovo bene in classe quando sto seduta, quando sto sotto interrogazione invece ho paura del giudizio di loro... primo anno passato inizia il secondo e cioe quello che quest anno dovrei finire, tutto bene sto con la mia migliore amica andiamo a prender il pullman insieme anche se ne prendiamo 2 diversi la fermata è la stessa parliamo di tutto. quando lei non c'e mi trovo sola ho paura perche so di non reggere gli insulti. vado bene a scuola fino a novembre, durante un interrogazione di greco iniziano a tremarmi le mani, penso sia il freddo e sto tranquilla, ho fitte allo stomaco fortissime il cuore batte come un matto i miei occhi sn aperti ma io perdo la vista per alcuni minuti sento che la prof mi chiama per rispondere, io parlo ma la voce non esce mi torna la vista e la prof continua a chiamarmi vede che muovo le labbra e mi invita ad alzar il tono ma nonostante io urli non pronuncio nulla, tutti mi guardavano allora ho iniziato a lacrimare e la prof avendo passato la stessa cosa mi invita a uscir un attim con lei, mi chiede che ho ma io non lo so, mi da una camomilla ma io non mi sono ancora calmata passeggio ma niente, svengo in classe, la sera chiama a mia madre per dirle di farmi visitare ma non mi trovano niente, torno a scuola stessa storia del giorno precedente. rimasi una settimana a casa perche la notte non dormivo dall agitazione. mi consigliarono uno psicologo ma non funzionava la terapia allora andai da uno psichiatra mi diede anche dei farmaci che io presi. erano le cosidette crisi di panico. la terapia era parecchia e costosa e io non volevo andarci. pero alla fine ci ho preso gusto poter parlare di tutte le mie frustrazioni e sapere che non le ridira e bello. ne soffro ancora, non mi e ancora entrato in testa che devo smetttere di farmi paranoie perche tanto le chiacchiere della gente non cesseranno mai. tutti mi prendono in giro perche sono grassa e bassa e perche non seguo la moda. tutti ridono di me, prima mi mettevo in un angolo cosi almeno potevo piangere dopo gliinsulti. a scuola in pullman per strada in casa non posso mai essere me stessa perche guardano solo l'esterno di una persona. tutti ganno l'anima gemella o almeno un ragazzo, o qualcuno a cui piaci, io no faccio schifo a tutti. conosco ragazzi via internet sono dolcissimi ma come vedono la mia foto non rispondono piu allora gli dico scusa se hai perso tempo con me non ti piaccio ho capito e loro dicono infatti non mi piaci ma non sei tu ad andare male sono io. come no.tutti mi rifiutano alcuni lo dicono a me altri alla mia amica e altri alle spalle. a casa non mi considerao sono la donna ivisibile. vado male a scuola per tutto questo e la mia vita è uno schifo, non val la pena di viverla. l'unica cosa cheho è lo studio e i bei voti m ora non piu se hai consigli dammeli ti prego. spero di non averti annoiato

n° 2
Megara91 martedì, 2 giugno 2009

Ce la farai, nn xdere la speranza!

Carissima Martina,
la tua è una storia davvero molto triste, fatta di sofferenza e solitudine. Io ho avuto problemi simili ai tuoi durante il primo anno di liceo. Non sono grassa, di costituzione normale(anche se adesso, dopo essere dimagrita qualche kilo mi sento meglio) ma i miei compagni non mi prendevano in giro per l'aspetto fisico. mi deridevano in altri modi, con stupidaggini inventate, andando a raccontare in giro che puzzavo, che ero un asociale ecc...Si, con loro non avevo socializzato, ma solo perchè davanti a me ho trovato un muro di gomma, impossibile da abbattere. Stavo malissimo non riuscivo più a dormire, la mattina mi svegliavo e mi veniva su il vomito. Alla fine mi sono rivolta ad un neurologo, che dopo esami accurati ha formulato la sua terribile diagnosi: depressione. Mi diede dei farmaci, e riuscii a finire quell'anno scolastico nel miglior modo possibile, ma di certo non cambiarono a rapporti con i miei compagni. Alla fine decisi di mettere fine a tutto ciò facendo una scelta rischiosa: cambiai classe. Fu rischiosa perchè non sapevo bene cosa mi aspettasse, sarei potuta precipitare in un baratro ancora più profondo. Sono stata fortunata, molto fortunata, perchè li ho trovato la mia migliore amica, e bene o male ho un rapporto decente con tutta la mia classe. Non è sempre tutto rose e fiori, ma le cose vanno molto meglio rispetto a prima. Sono passati 3 anni da allora, e la mia vita è cambiata radicalmente: il prossimo anno terminerò il liceo, e cosa ancor più importante sono fidanzata da due anni con un ragazzo meraviglioso, dopo aver sofferto(fino ad ammalarmi) tanto per amore.Come vedi c'è speranza per tutti, bisogna farsi coraggio e reagire, capito Martina?Arriverà il sole anche per te, te lo assicuro!!!!!!!!!!!!!!!!!!Se vuoi parlare un giorno, sfogarti un pò, lascia un messaggio al mio account di questo sito.
baci baci

martina sabato, 9 maggio 2009

brava

sei stata bravissima ci vuole coraggio per affrontare la vita come stai facendo tu, io ho solo 15anni e forse non posso capire cio che provi pero ammiro il tuo coraggio. io al tuo posto sarei caduta in depressione acuta come gia mi sta capitando

n° 1
vitto martedì, 23 giugno 2009

R: brava

belllissima storia d'amore....ammirazione e stima adelaide buona vita per la tua nuova famiglia....penso anche se non lo chiama papà gli vorrà un mare di bene... ti abbracciooo

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