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Storie:"Ti amo ma non mi meriti"

"Lui. Chiodo fisso dei miei pensieri. Lancia nel mio costato che di sangue non ne ha più. Tormento della mia anima. È finita."

di Redazione GirlPower 12 settembre 2008

Brutto, grasso, occhialuto e secchione, il leccaculo dei professori, bleah. Le prime cose che ho pensato di te quando ti ho conosciuto. 

Intelligente, fantastico, sensibile, insostituibile. Le cose che mi girano nella mente oggi, mentre le mie dita si sforzavano a scriverti di starmi alla larga per sempre. Mi ricordo ancora la nostra amicizia, la più bella amicizia che ci sia mai stata su questa terra tra un ragazzo e una ragazza. Ti avevo ascoltato quando per caso mi hai raccontato di una lei che ti aveva fatto perdere la testa ma che abitava a km di distanza da noi. Dicevi che ti aveva sfruttato, che non la potevi più sentire, la tua bella bergamasca. Poi t’eri fatto avanti per sostenermi quando io ero sola e distrutta, detestata da tutto e da tutti. Tu sei andato oltre i pregiudizi su di me, oltre le dicerie. Ti ero stata accanto quando quell’altra stupida oca ti aveva rifiutato e fatto soffrire atrocemente…a giocare, a farmi prendere in giro, a farti sfogare, io c’ero per te. Tu c’eri per me. Mi avevi detto “solo grazie a te sto superando tutto questo…ti voglio bene.” 

Forse già un po’ mi piacevi. Poi eri tornato a sentire la tua bella bergamasca, ma nulla di chè, non t’interessava molto…avevi altro per la testa. Avevi saputo in anteprima le mie preoccupazioni, le mie paure una settimana prima che mia nonna morisse, quando mi aveva chiamato chiedendomi aiuto per l’ultima volta, in qualità di sua nipote più fidata. Ci avevo scherzato sopra, mi avevi chiesto come stava quel martedì, e io avevo risposto “s’è ripresa come suo solito!”. Mi hai vista trattenere stoicamente le lacrime quel venerdì a scuola, pallida come un cencio, quando trascinavo le mie spoglie, e camminare con lo sguardo basso quel sabato quando tutti mi facevano le condoglianze. 

Tra noi ci si diceva tutto. Si parlava delle cose più importanti e si scherzava sulle baggianate. “Non so perché ma un giorno all’università magari ci rincontreremo…forse tra noi potrebbe nascere qualcosa” Già, lo pensavo anche io…e avevo una sensazione molto forte. A carnevale mi dicesti che ero bellissima, anche se non mi ero travestita da nulla, avevo solo tirato su i capelli con una semplice mollettona. E da lì è stato un crescendo…. In oratorio sempre insieme a scherzare e giocare, le mani s’intrecciavano per caso davanti ai pc…i piedi sotto il tavolo quando giocavamo a scopa (e non solo per i segnali…), le tue braccia attorno a me non pesavano, né la mia testa sulla tua spalla… Fino a che non mi avevi raccontato delle tue prime fidanzatine, segreto che avevi detto solo a me, concludendo con: “Dopo la maturità, ti va di convolare a nozze? Provo qualcosa di nuovo per te” 

La maturità. L’avevamo entrambi. Io la prima metà, quella di terza liceo, tu l’altra metà, quella di quarta, e questo problema sarebbe continuato per sempre… Partita per una settimana all’università a studiare chimica…avevamo passato in due sere 3 ore al telefono…quanto mi mancavi… E poi m’ero infatuata del mio assistente dottorando…e tu mi avevi pregato di non soffrire per lui. Allora…ti piacevo già? E il sabato, il giorno del mio ritorno…una pizza tutti insieme e in oratorio vicini al computer come al solito…vicini vicini…la mia testa contro il tuo mento…e…quel caldo morbido sui miei capelli…è stato una mia impressione o no? Erano le tue labbra? E cosa è stato quel colpo nel mio cuore quando vicina alla tua pelle ne ho sentito il tuo profumo e stavo per baciarti? Sono riuscita a trattenermi ed mi sono appoggiata sulla tua spalla…con il viso in fiamme…perché tutto questo? Oppure quella stessa sera insieme sull’ascensore, in cui parlavo e mi sembrava che guardassi solo le mie labbra… Poi avevi iniziato tu la tua preparazione al concorso internazionale di chimica a cui partecipavi…eppure trovavi il tempo per stare con me su msn… “L’altra sera sull’ascensore volevo baciarti…poi ho scoperto che sei troppo tenera e dolce…guarda al computer come mi stai appiccicata…” 

E qualcosa cresceva in me…ma non lo capivo. “ Dopo la matura devo parlarti. Quando saremo in colonia a fare gli animatori. Ricordatelo.” Avevo detto. “ Anche io devo parlarti di qualcosa di serio…in colonia tutto cambierà.” Mi avevi messa in guardia, e quel lunedì 3.marzo sera su msn mi avevi scritto “Attenta…prima o poi ti bacio”. “Non sfidarmi” Era stata la mia risposta. 

E martedì 4 marzo, nel viale alberato della scuola…ti presi e ti baciai di colpo. Perchè così sono fatta io, impulsiva, decisa, non mi tiro mai indietro. Imprevedibile, così sono io. Girai i tacchi e me ne andai. “Non siamo in una delle tue storie d’amore, sai?!” Gridasti mentre me ne andavo. Non mi ero girata, avevo solo alzato un dito medio da lontano e avevo sentito un tuo urlo sorpreso. “ È solo un gioco, non pensare di piacermi” Ti avevo scritto su msn. Già il giorno dopo avevo cambiato idea. Eri troppo importante. Era cominciata così qualcosa…che si scandiva con un bacio al venerdì sera, un bacio al sabato, e uno alla domenica…e più nulla fino al week end successivo.

Troppo bello…eri il mio scemo, il mio principino, un genio, l'unico ragazzo che potesse tenermi testa nell'intelligenza, l'unico ragazzo che rispetterò per molto tempo. E quel venerdì prima di pasqua, dopo la via crucis…finiti non si sa come in aula di chimica, nell'aula della nostra materia. Mi avevi ribaltato e baciato sulla cattedra…dopo che io avevo giocato a sfuggirti… “adoro quando ti fai desiderare…” “Voglio solo stare con te Ale…al diavolo il resto.” Avevo sussurrato invece alla domenica delle palme, mentre ti abbracciavo stretto stretto… “No...no sei pazza. Tu hai una maturità da fare, e anche io. Dobbiamo trattenerci fino ad allora, devi farla bene. Dopo tutte le cose che ti sono successe a scuola vai sempre peggio e i dubbi su di te girano tra i professori da novembre, io le voci le sento...Questa cosa non deve influire sul nostro studio, io non voglio che a giugno succedano cagate.” 

E mi avevi imposto una roadmap per la preparazione alla matura dura. Mi ritiravi il modem ogni lunedì e me lo restituivi solo al venerdì pomeriggio. E io DOVEVO studiare ogni sera dopo scuola, cosa e come erano affari miei. Quello di lunedì, invece, non ci parlammo. Allontanati per forza. Mi evitasti, ti evitai di rabbia. Solo un breve incontro. Uno scarno “ciao” cui risposi con un saluto inespressivo. “Il modem non me l'hai ancora dato oggi cara...” Mi dicesti sorridendo. Mio malgrado ti posi l'apparecchio tra le mani e me ne andai, con una frase fredda e gelida “Domani iniziano le vacanze e lo rivoglio.” 

E a casa...iniziarono ad arrivarmi gli sms. “Ciao come va? Penso che oggi sia andata bene, ma ti dirò la verità...non riesco ad essere insensibile quando mi passi accanto.” “Al diavolo, puoi fare gli esperimenti di chimica da insensibile con il mio studio e la mia concentrazione, ma non con la nostra amicizia, sei un idiota. Se rovini quella reazione è irreversibile ti avverto. Non puoi sempre decidere tu come far andare le cose! E io non ho intenzione di stare sempre alle decisioni che prendi tu con il tuo super-cervello! È andata al diavolo, lasciamo stare.” “Non sto mettendo sotto la lente la nostra amicizia, ma quello che sta diventando...io non sono insensibile, ma tengo conto del resto, e questo crea le paure. Ho paura delle ripercussioni che questo sentimento avrà su di te e poi su di me, nell'ambito scolastico e in oratorio. Io non ti comando, cerco di fare il meglio per entrambi. E non dire pazienza è andata...non siamo in un take-away.” “Tu pensi che gli altri non siano capaci di agire bene quanto te? Sappi che non stai facendo il meglio, per niente! È andata perchè così io non voglio continuare.” “Ti chiedo scusa se mi sono espresso male. Con quello che ho detto intendevo che non voglio rovinare l'ordine delle priorità...in questo momento viene prima la scuola, gli esami...poi tutto il resto. Puoi dire che sono insensibile forse, ma lo faccio per il bene di entrambi. Tutto quello che faccio però non cambierà mai il bene che ti voglio.” 

Avevo passato le ore prima di cena a piangere sul letto..al diavolo lo studio della roadmap. Al diavolo tutto...e quella sera avrei dovuto aiutarti nella preparazione del cineforum. Ricevuto quell'ultimo messaggio mi dissi che per quanto avrei perso te come ragazzo volevo tenerti almeno come amico, visto che eri l'amico più importante e fido che avevo mai avuto. Il nostro affiatamento era fantastico...anche io ero importantissima per lui. Il mio orgoglio non avrebbe rovinato l'amicizia. 

Mi feci accompagnare all'oratorio mezz'ora prima dell'appuntamento e ti trovai seduto con il viso chino, il cellulare tra le mani, in attesa di che? Ti guardai e mi sedetti dietro alla tua sedia. “Sono venuta a chiederti scusa. Non dire altro.” Ti voltasti e mi sorridesti. Vedesti i miei occhi ancora arrossati, proprio i miei, di me che non piango mai. “Mi dispiace. Sei il mio tesoro.” Potevamo farcela insieme, il nostro sentimento crescente ci avrebbe sostenuto, ci avrebbe aiutato e reso più forti anche per gli esami. Perchè l'amore vero crea sempre e non distrugge mai, così mi dissi mentre leggevo i tuoi messaggi di buonanotte in cui ero amorevolmente “la tua piccola”. Mi dissi comunque di mai più disturbarti con baci o abbracci fino a dopo giugno. Si trattava di 2 mesi e mezzo di sacrificio, ma era per il tuo bene. 

Invece il giorno dopo, finita la scuola e iniziate le vacanze pasquali, mentre mi mostravi un programma per disegnare molecole in aula info, noi due soli, ....ti vidi parlare e avvicinarti lentamente, guardando le mie labbra. Un bacio che non scorderò mai...mi volevi ancora? Arrossii di colpo. E il crescendo continuò. Non so come, finimmo in un ripostiglio dell'aula magna abbracciati a baciarci...per tre fantastici quarti d'ora. Poi sparii. E fino a pasquetta così fu, per un caso o per l'altro c'incontravamo con le amiche, alla novena o non si sa quando...le riaccompagnavamo a casa e finivamo sempre in un'aula della nostra scuola a baciarci, per un'ora, mezz'ora...niente di più. Mi sembrava di toccare il paradiso a piene mani. “Non vedo l'ora di finire la maturità...voglio stare con te e dirlo al mondo intero.” Mi diceva. “Non vedo l'ora di finire la maturità, con un punteggio e una media degna di te.” Gli dissi. Già, se non fossi stata tra i primi due migliori non mi sarei mai concessa di amarlo, non sarei stata degna di lui. Ma ce l'avrei fatta, solo per te. 

Tutto andava così bene...la settimana dopo pasqua passavamo le giornate a scuola a studiare, in aule diverse, ma a studiare. Le ore sui libri volavano e io imparavo tutto a meraviglia. Quanto mi piaceva studiare. Alle quattro e mezza, o alle cinque, puntualmente...eccolo entrare nella mia aula, come il piccolo principe con la volpe, questo principino ha addomesticato me, la ribellione in persona, e il mio indomabile orgoglio... Finivo di scrivere e, chiusa bene la porta a chiave, ben lontani dalla finestra e da occhi di terzi, ci consumavamo tra baci e abbracci. 

Poi una sera mi chiamò, parlammo felicemente e lui se ne uscì entusiasta: “Non sai chi viene in colonia con noi!” Una spada mi si trafisse nel cuore... “N-non sarà...lei...?” Riuscii a fatica a pronunciare il suo nome con un fil di voce, mentre una stretta mi stringeva allo stomaco e gli occhi mi si facevano pesanti... “Sì! La mia Gio viene!” La sua amica bergamasca...la sua bella che lo aveva rapito a settembre, perchè!? Perchè?! Non volevo confrontarmi con lei...non avrei avuto possibilità...però quel ragazzo era mio...lo volevo io... “Ah...beh -riuscii a fatica a mantenere il mio atteggiamento spavaldo e strafottente- Ora non avrai più bisogno di me come ripiego...visto che puoi avere la tua bella tutta per te.” “Ti sbagli, lei non è altro che una semplice amica. Mi è piaciuta ma niente più. Ora ci sei tu e voglio solo te.” Quanti brividi...ma le parole non furono abbastanza per farmi passare la paura...sapevo che quel nome mi avrebbe fatto odiare me stessa persino. 

Continuammo così quello che c'era tra noi, sempre però di nascosto a tutti. C'incontravamo la domenica, nell'aula di biologia, dalle sette alle otto e mezza la sera. Come volevo che quelle ore non passassero mai. Tutto aprile lo trascorremmo così. Mi ricordo il tuo amico teppista, l'unico che aveva saputo di noi due. Mi aveva brancata al caffè e aveva voluto parlare a 4 occhi. Mi ero sentita interrogata, screditata, non creduta e malvista...lui temeva che io volessi farti del male, che io volessi prendermi gioco di te. Non era così, nè lo sarebbe stato. Detestai quel tuo amico per quanto si era permesso di chiedermi. Ti venne a dire che avresti dovuto metterti con me alla svelta, che non ero tipa da poco, tu gli rispondesti di no, non fino a che c'erano gli esami in ballo. Giunse maggio, ad un mese dagli esami. “Smettiamo di vederci, di stare insieme...comincio a sentire il nervosismo. Quest'anno devo essere il migliore...devo fare la maturità migliore, tutti puntano su di me. Finiti gli esami vedrai, staremo insieme finchè potremo, e tutto il tempo perso ora lo recupereremo. Tutto cambierà.” 

Il tutto si ridusse a qualche bacio al sabato, ad una decina di minuti la domenica...nell'aula di francese, dove tu studiavi. Tra una Divina Commedia e i Malavoglia, quando mi stavi a sentire mentre ti spiegavo le cose che sapevo di letteratura, quando ti sorprendevi a sentire una di terza che ne sapeva più di te in quella materia...ma il sentimento tra noi si sarebbe mantenuto? Avrebbe resistito a 2 duri mesi? Tu dicevi di sì...forse ti sbagliavi... E giunsero gli esami.

5.giugno.2008 Matematica, sapevo che ti sarebbe andato bene. Ti attesi rientrare a scuola dalla sessione a mezzogiorno e mi avvicinai a te di fronte a tutti quanti. Non dissi una parola. Tu mi guardasti e con un cenno rasserenato mi dicesti “ È andato tutto bene, di sicuro ho fatto più di bene, forse di più ancora.” Non avevo fiatato e me n'ero andata, tra i pettegoli che già da mesi facevano circolare la voce su di noi. Tanto lo sapevo che l'avevi fatto bene. Il problema è che quel giorno una ragazza di un'altra scuola si fece avanti con te. Una pazza dicono, mi ricordo ancora la sua descrizione fattami da un collega di quella scuola. Ti presi in giro per tutto il pomeriggio e tu usasti quella causa per farmi ingelosire invano, risi talmente tanto che finisti per inviarmi un sms che ancora ricordo. Fu forse l'ultimo sms bello che ricordo. “Dai basta, io con questa non voglio averci niente a che fare, non so neanche chi sia,...io voglio te.” Quel “io voglio te” mi fece sobbalzare e battere il cuore. Ancora mi volevi, dopo un mese? Ti ricordavi ancora di me dopo un mese? Forse il nostro sogno...forse tra noi davvero qualcosa sarebbe andato bene...forse dopo gli esami... Ma gli esami giunsero anche per me. Due giorni prima mi stavo esercitando in economia e scoprii di avere il blocco pre-esame dopo un'interrogazione allenamento andata buca. Mi trovasti nella mia aula impanicata. Cominciasti ad imprecare di smetterla di fare la vittima... Ti guardai rattristata...perchè parlavi così? Perchè in modo così sgarbato? Mi alzai e venni ad abbracciarti... “Perchè ce l'hai con me? Sei nervoso per gli esami tuoi....?” Sì, eri intrattabile. Nervoso, irritato, stanco e stressato...mi strinsi forte a te... Lo sono sono ridicola, ma volevo passarti quel poco di positivo che ancora c'era in me prima di fare gli esami...tutto a te. 

Chi se ne importava di me. Il giorno dopo però, alla vigilia degli esami, ero io ad essere nervosa e intrattabile. Ti supplicai di poter venire a studiare nella tua stessa aula. Tu da una parte e io dall'altra a studiare chimica...così se avevo problemi potevo chiederti... “Ma che problemi dovresti avere in chimica scusa? “ Facesti tu in modo sbrigativo. “Non è per la chimica...tu sei l'unico che può tranquillizzarmi...” “Sì ma io devo studiare oggi, tra due giorni ho biologia e chimica opzionali.” ...Ma a me bastava che tu ci fossi. Senza baci, senza abbracci, senza nulla. Tu mi tranquillizzavi. Restammo un pomeriggio intero in due banchi all'opposto della stanza a fare esami su esami di chimica...ironia della sorte. Io non fiatavo...sentivo la tensione. Sentivo i tuoi movimenti immersi nelle molecole ma rigidi. Solo verso la fine dicesti: “Pensa, tra tre esami tu avrai finito e poi sarai in vacanza...e andrai in colonia! Io sarò qui ancora due settimane invece a fare esami...” “Si...non vedo l'ora della colonia! E immagino anche tu...poi con la tua amica Gio avrai un sacco di roba da fare...eheh...” “Ancora gelosa con quella storia? Non me ne importa nulla di lei, è un'amica. Ha anche il ragazzo ora!” “ Potrei organizzare un piano super diabolico e malefico e farla mettere con il tuo amico che tanto odio...” Sogghignai tra me, sicura che tu saresti stato allo scherzo. Ma non fu così. Tornasti sgarbato e reagisti di una maniera che mandò in frantumi ogni singola certezza che io m'ero costruita. “NO! Lei lasciala stare, chiaro?!” Che veemenza...Di sicuro non mi avresti mai protetta con la stessa sicurezza per una sciocchezza simile, mi dissi. Lei era ancora in te... Quel giorno lasciai cadere tutto. Io dovevo fare gli esami. 

Passò brillantemente la settimana dei miei esami parziali e prima di partire per la colonia potei trascorrere un 'alltra settimana di relax post-mezza-matura. Ma quel pensiero di lei continuava a tormentarmi...non sarebbe stato giusto che ad un passo da te...ad un passo dalla vetta, dopo aver fatto dei buoni esami...dopo aver finito la scuola entrambi...lei tornasse e mandasse all'aria tutto. Un giorno scoppiai, dovevo sapere, anche se i tuoi esami non erano ancora finiti. “Ti piace ancora lei, vero?” Ti chiesi su msn. “Non smetterà mai di piacermi del tutto lei. Ma ora voglio te. Lei poi è impegnata!” Certo, le parole erano dolci ma quella era stata una pugnalata al petto... “Stammi a sentire, parla chiaro. Io non sono qui a fare la ruota di scorta.” “Tu non sei una ruota di scorta, tu sei importante.” Ma a me non poteva bastare! Passai la prima settimana in colonia a pregare per te, per i tuoi esami. Mi svegliavo al mattino alle 6.30 e pregavo solo per te fino alle 7.00. E mi chiedevo...tutte queste cose, il desiderare la tua felicità, il voler solo che la tua vita fosse brillante come la vorresti...derivano solo da un forte sentimento di amicizia o affetto...o sono amore? E il tuo amico, che lentamente si rivelava una persona sempre migliore e lentamente diventava anche mio amico, mi diceva che a te piacevo solo io, solo io. E mi chiedeva come facevi a piacermi. “È brutto, onestamente. È grasso, e ha proprio la faccia del secchione sfigato. Tu sei una persona speciale se riesci a volergli bene per quello che è.” “Lui non è bello, ma a me piace così. Ha qualcosa di luminoso dentro...è lui e basta, e non lo cambierei con nessun altro al mondo.” “E dire che pensavo fossi una stupida oca come molte altre. È stato fortunato a trovarne una che lo ama come te.” Fu la conclusione del tuo amico. 

Poi, la settimana dopo arrivasti tu. Il giorno di colonia in cui tu salisti io ero assente a fare un corso. Giunsi per cena tutta trafelata. Neanche il riuscire a rendermi conto di essere entrata nella mensa che sento la tua voce squillante. “Eccola! L'avevo detto che era arrivata ora con l'autobus!” Mi bloccai. Avevo voglia di urlare...gli esami erano finiti! E tu ce l'avevi fatta...eri stato il migliore principino mio...Dio, quanto ti ammiravo! Mi trattenni e presi posto al tavolo, di fronte a te. Accidentalmente ti tirai un colpo sulle gambe con la scarpa. Mi salvai con una delle mie battute. “Scusa, non volevo farti piedino!” Qualche istante più tardi però sentii i tuoi piedi strofinarsi sulle mie di gambe...con gesto amorevole... Feci finta di niente. Finita la cena tu eri in salone con il tuo amico a preparare per l'animazione serale, la discofesta... Vi salutai e feci per dirigermi fuori, ma tu ordinasti al tuo amico di bloccarmi mentre scomparivi su per le scale e così fece lui, nonostante strattonai per potermi liberare, mi ritrovai seduta coattamente. Riapparso di fronte a me, da dietro la schiena mi appoggiasti sulle ginocchia un regalo...per me...? Arrossii di botto, ma non riuscii a rispondere in modo sensato e cominciai ad urlare che non dovevi, che io non potevo accettarlo perchè non ero degna....Avevo le lacrime agli occhi. Un regalo tuo per me? Per me?! Le tue attenzioni per me?! Mi volevi ancora...ancora dopo gli esami?! 

Rimanemmo come per magia soli in quel salone...dentro a quel pacchetto trovai “Mille splendidi soli”... “Perchè per me? Avresti dovuto darlo a Gio...lei è quella per te...sii sincero e dimmelo, io non mi arrabbierò.” “Ascolta” iniziò, e mi prese per le spalle. “Gio non è altro che un'amica ok? Abita a Bergamo, lontano da me per tutto l'anno. Ed è fidanzata! Io voglio bene a te...” E mentre parlavi ti avvicinavi sinistramente al mio viso. Chiusi gli occhi ma proprio un secondo prima di sentirti sulla mia pelle irruppe la coordinatrice dell'animazione e ti cazziò per bene perchè le cose per la disco non erano pronte e noi dovevamo correre alla chiesa in fondo al paese per la messa prefestiva. “Ho bisogno dieci minuti.” Rispondesti tu. Impossibile. Dovevamo partire tutti in meno di due minuti! Fui richiamata anche io perchè stavo lì a non fare nulla invece che stare a controllare i ragazzi fuori. Poco male, mi dissi, forse avevo qualche probabilità contro la bella bergamasca. 

Invece i giorni successivi divennero sempre più insostenibili. Passavi tutto il tempo con lei?!! Era solo una tua amica...ma perchè i tuoi occhi brillavano mentre le parlavi?! Ogni volta che mi voltavo vedevo voi due a ridere insieme e una lama di muoveva dentro di me. Perchè?! Tra noi invece i rapporti erano freddi, sia per la mia insicurezza e diffidenza, che per il tuo essere super occupato. Al migliore maturato 3 articoli e due interviste con i giornali...sei famoso? Lunedì 30 giugno. Mai avevo sofferto tanto...a vederti continuamente insieme a lei. Il tuo amico mi vide alla sera distrutta, mi prese e mi portò al riparo da tutto e da tutti. Là scoppiai in lacrime tra le sue braccia. “Io penso di amarlo! Io lo voglio da mesi...ci ho lavorato...non è giusto che arrivi una da un giorno all'altro e me lo porti via! Che poi a lei lui non piace!” “A lui piaci tu...stai tranquilla!” “Non posso stare tranquilla! Io glielo dico che lo amo, stasera!” 

L'animazione serale prevedeva una corrida. Io e le mie amiche dovevamo sfilare da veline e provarci con lui, che faceva il presentatore. La mia entrata in scena era in abito da sera bianco e setoso. I capelli tirati indietro, le labbra rosee e brillanti. “Vai! Questa sera è tuo!” Urlò il tuo amico vedendomi entrare. E tu rimanesti per un secondo a bocca aperta. Un applauso e un coro di invocazioni con i nostri nomi invase la sala. Quando ti fui di fronte ti guardai negli occhi...e violentemente ti strappai il microfono di mano. Iniziai a cantarti la mia canzone...la mia canzone preferita... “I just want you to know who I am” dei Goo Goo Dolls. Conclusi con un “ti amo” sentito, di fronte a tutti ammutoliti. Sentii i tuoi sussurri terrorizzati. “Non davanti a tutti, ti prego! Smettila!” Già...la mia imprevedibilità ti ha sempre fatto paura. La scena tornò comica e io ti calpestai un piede con i miei tacchi. Dalla rabbia mi rispondesti male e di nuovo mi parve di ricevere un pugno in pieno stomaco. “Vai! Che tuo ragazzo intanto ti fare le corna! Anzi! Avere già fatto a te corna!” Di colpo lasciai andare ciò che avevo in mano e rimasi due secondi a guardarti, distrutta. “Lo avevo già capito che il mio ragazzo era un bugiardo!” E sparii. Il tuo amico mi venne a dire che ero bellissima quella sera...ma io gli feci notare la tua battuta. “Sono tutte palle! Non credergli mai!” Basta..non ce la facevo più. Possibile che non riuscisse a capire!? “Che tu sappia che io ti amo, tanto. Non voglio perderti. Ma sii sincero e dimmi che ti piace quella, dimmelo e basta! No tenermi sospesa così, mi fai stare male!” Questo fu l'sms che ti arrivò. “Non mi piace, lo vuoi capire? C'è un amicizia troppo profonda e domani ti spiegherò tutto se mi permetterai di stare seduto accanto a te. E comunque adesso non possiamo pensare a noi due, dobbiamo fare gli animatori.” 

Amicizia...ed è così importante...io cosa dovrei essere se fossi più di amicizia? E il giorno dopo finalmente...arrivarono i risultati degli esami parziali di maturità...dalla colonia chiamai a scuola e feci in modo di sapere quanto avevo fatto. 42/48 ...ed ero la seconda di tutti gli allievi presentatisi! Avevo mantenuto la promessa, avevo fatto i punti necessari per considerarmi degna di lui...ed ero la seconda, la seconda! Lui era il primo degli esami completi...e io la seconda degli esami parziali...forse davvero avrei potuto stare con lui! Incontrai tra le scale il suo amico e lo abbracciai dalla gioia, gli raccontai tutto. “Devi dirglielo! Chiedigli di mettersi insieme a te! Fallo stasera!” Aveva ragione. Avrei fatto anche questa cosa di mia iniziativa, inutile attendere lui. 

Presi il coraggio a due mani e scesi vero il salone. Il suo amico spontaneamente mi precedette e lo informò che doveva parlare. Ma arrivata giù i miei occhi incontrano i suoi...e con lui guarda chi non c'é...lei, appiccicata con il suo sorriso smagliante e la sua simpatia brillante. Abbassai la testa e feci retrofront. Sulle scale in corsa il suo amico mi bloccò e mi intrappolò, dicendomi di andare a parlargli, di lasciarla perdere, che lei non è nulla per lui...ecc. No, no e no! Urlai di aver cambiato idea... Lui mi riportò in salone e la bella venne richiamata per andare a dormire. Ci trovammo di nuovo soli. “Che cosa dovevi dirmi?” “Io...sono arrivati i risultati della matura...” Ma proprio in quel momento entrò il nostro parroco...lasciamo perdere, ma è destino?! Magicamente ci trovammo di nuovo cinque minuti in sala animatori insieme... “Allora? Quanto hai fatto alla matura?” “Ho fatto 42. Ce l'ho fatta. Sono la seconda...e ti ho battuto a chimica di 5 puntii!” “Alla fine sei riuscita! Però, avevi detto 42 e 42 hai fatto, anche se io avrei sperato in qualcosa di più...comunque chimica sarà stato semplice, per quello hai fatto più di me.” “Ho fatto del mio meglio! Non smerdarmi!” Finimmo per darci un rapido bacio e io mi strinsi a te. Quanto volevo farti percepire tutti i miei sentimenti attraverso quell'abbraccio... “Ale...?” “Sì, che c'è? Veloce che devo andare” “No, nulla...” Lasciai perdere tutto. Al diavolo...non aveva tempo. 

E quella sarebbe stata la prima di molte altre volte in cui gli sarebbe mancato il tempo, il tempo per me. Finito il primo turno di colonia, partita lei, scrissi la mia prima lettera d'amore, te la consegnai. Ricordo ancora che io ero sdraiata su un letto e tu la leggevi, nel letto di fronte a me. Nella lettera ti dicevo quanto ti amavo, quanto ti amavo...quanto ti amo. Ti spiegavo di volerti lasciare libero, ma di amarti troppo per non voler stare ancora con te...ti supplicavo di passare tutto il mese d'agosto insieme, intensamente...l'ultimo mese insieme, l'ultimo nostro mese. Prima o poi il tempo sarebbe passato, ma volevo solo farti capire quanto ti amavo in tutto il poco tempo che mi rimaneva con te. Trattenevo il respiro e piangevo in silenzio su quel maledetto materasso... Tu ti alzasti ad un certo punto e ti sedesti sul letto accanto a me, mi bloccasti e mi abbracciasti. “Ascolta, ascolta, ascolta...lei per me è solo un'amica, te lo giuro. Io in realtà penso solo ai bambini...a volte penso addirittura di farmi prete...sono in sospeso tra te e il colletto bianco.” Ma non era di lei che m'importava...ma di noi due! Oddio...io ti amavo troppo! Non riuscivi a capire?! 

D'altra parte quel giorno stipulai un patto con Dio...se lui ti lascia a me io non smetterò mai di amarti, e ancora mantengo aperto quel patto...non smettendo di amarti. Ci trovammo con il tuo amico di nuovo a parlare quella sera e presi di nuovo il coraggio a due mani... “Il problema è che...” stavi dicendo tu “Il problema è che io ti amo Ale.” Ti bloccasti e mi baciasti di colpo. Tutta la sera, fino alle 3 di notte, restammo a baciarci e ad abbracciarci, a parlare e a scherzare... Il giorno dopo volevi ancora trovare un attimo di tempo ma non ne avemmo. Passò un'altra settimana e quando io scesi su msn ti chiesi cosa provavi per me, dicendoti che io ti amavo. Mi dicesti che mi volevi bene e che non avresti mai smesso ma che non mi amavi

Partii il giorno dopo essere scesa per un altro campo di volontariato di due settimane. Con te nel cuore, in testa, mi distruggevi ogni giorno. Fino a che non scoppiai in lacrime un giorno e decisi di troncare i rapporti con te per sempre e del tutto. Forse solo se tu ti fossi trovato senza di me avresti capito quanto io valevo...ma...ma io non potevo sparire, io dovevo starti accanto, esserci per aiutarti sempre...lo avevo promesso a Dio. Gli ultimi giorni del campo un altro ragazzo si fece avanti con me. Ti avevo sempre chiesto di portarmi a guardare le stelle, ma tu non ci avevi mai pensato... Lui portò per una notte a guardare il cielo, insieme, mi abbracciò e mi tenne stretta a lui...mi si avvicinò con il viso sussurrandomi parole dolci...ma lo bloccai. “Io non posso baciarti...io non voglio tradire il ragazzo che amo. Scusami ti prego.” Quella notte fu bellissima comunque. Ma il giorno dopo mi sentivo a pezzi, non avrei dovuto...non era stato giusto nei tuoi confronti anche se non era successo nulla...e non era giusto nei suoi confronti, non dovevo illuderlo! D'altra parte...lui mi aveva dato in una sera tutte le attenzioni che io avevo sempre sognato da te... Ti scrissi tutto e ti pregai di perdonarmi e di non ritenermi una troia. Non facesti una piega nel leggere l'sms, neanche un pizzico di gelosia. 

Il tuo amico ti disse che avevo fatto bene, e che se ti avessi tradito avrei fatto ancora meglio perchè tu non mi meritavi. Che cosa dovevo fare?! Fortuna il campo finì e io tornai a casa. Ma dovevo parlarti. Feci in modo che ci trovassimo nel chiostro della nostra scuola, erano le 23.00 di un buio lunedì d'agosto. Ci sedemmo su una panca e cominciammo a scherzare su tutto. Non ti sfiorai nè ti toccai. Se mi volevi dovevi farti avanti tu, pensavo. E così fu...lentamente...mi scoccasti un bacio sulla guancia, ed io evitai di poco un tuo bacio sulle labbra. “No, aspetta...tu sei in partenza per l'uni. Dobbiamo parlare. Che facciamo? Io pensavo di sparire dalla tua vita...non penso tu voglia metterti con me...Poi io sinceramente spero che tra qualche anno ci rincontriamo in un laboratorio di chimica e nasca qualcosa che possa funzionare davvero...” “Il problema è che io non tornerò che due o tre volte all'anno dall'uni e...insomma le cose a distanza non funzionano...non sarebbe giusto e sarebbe strano incontrarci poi per baciarci quando torno...” “Figurati, se non hai tempo in questi giorni che sei in vacanza non ne avresti neanche quando torni per due giorni all'anno...” “Non è che non ti voglio bene...mi sto chiedendo se ne vale la pena...” E finisti a baciarmi di nuovo...e mi portasti in aula informatica e passammo il tempo a baciarci fino alla una...ma allora ti piacevo ancora? Mi desideravi? Dicevi che stare con me era bellissimo...tutto questo era splendido ma mi confondeva! 

Facemmo così i giorni successivi, io passavo a trovarti mentre lavoravi in aula informatica, ...e finivamo per stare insieme e baciarci, in aula info, nel laboratorio di fisica, a chimica, nel laboratorio di educazione manuale, nella sala conferenze della nostra scuola, nei più piccoli rispostigli....baci e ore insieme...ad accarezzarci... “Prima della fine di agosto ti porterò a vedere le stelle...promesso” Poi quel maledetto 8 agosto quella maledetta bellissima bergamasca tornò a rovinarmi la festa. Mi dicesti che saresti partito per stare da lei una settimana...ma perchè?! Ma allora ti piaceva!? No, rispondevi tu. Quanto la odio. Quanto non si accorge di quanto tu le stai dietro...e quanto muori tu per lei...è solo una stupida. “È solo un'amica! Ti giuro che non provo più niente per lei...” Mi facesti leggere un suo sms in cui effettivamente ti descriveva di una notte passata con il suo ragazzo...in cui ti diceva che si era accorta di amarlo. Ma che razza di persona è una che si mette con un ragazzo senza amarlo e se ne innamora dopo 4 mesi?! Un giorno una sua amica ti mandò a dire che lei aveva detto che tu eri il suo migliore amico. Passasti tre disgustosi giorni a farti seghe mentali con me su di lei...con me! Lei che diceva così, ma non ti chiamava mai, dovevi scriverle solo tu...ecc. Ti restai accanto soffrendo mio malgrado tantissimo. E mentre tu mi chiedevi cosa ne pensavo io mi sforzavo di essere ragionevole e di aiutarti davvero..anche se in cuor mio odiavo e odio quella ragazza con tutta me stessa. Il risultato fu che tu le scrivesti che lei per te sarebbe stata la tua migliore amica...la tua migliore amica?! Lei?! Ma come?! Non dicevi che ti scriveva solo quando avevi bisogno?! E chi c'era quando avevi bisogno durante quest'anno?! Chi ti è stata accanto quando l'altra oca ti ha rifiutato?! Chi c'era quando ti sfogavi? Chi?! Io non sono neanche la tua migliore amica allora?! Ma cosa sono io? Con tutti i sacrifici che ho fatto per te... Possibile che tu non ti renda conto di quanto ti sto vicina?! Hai dimenticato il nostro affiatamento?! Dove siamo finiti io e te?! Eravamo una coppia! E poi tutte quelle seghe mentali per lei...tre giorni interi...te le saresti mai fatto per me? No. Come non te le stai facendo adesso. 

Continuasti a sfogarti con me fino a che non scoppiai io. “Basta ti prego, non ce la faccio più a sentirti parlare di lei! Non ce la faccio a sopportare di sapere che lei ti fa stare così male! Io sto soffrendo troppo Ale...soffro perchè tu soffri, lo vuoi capire?!” “Forse se non dovessi partire per Ginevra tra noi potrebbe andare...però ci daremo un'altra possibilità tra qualche anno, come hai detto tu...anche io ci spero, anche se non sembra.” Mi avevi detto sempre quell'8 agosto. 

Poi giunse il 10 agosto. La notte di San Lorenzo. La notte in cui il cielo diventa gioiello stellato. Mi ero messa il cuore in pace. Invece tu mi scrivesti un messaggio alle 19.30. “Che ne dici di incontrarci a scuola alle 20.30? Ho serata libera e ci sono le stelle da guardare...” Cosa...? La prima volta che mi invitavi a vedere le stelle...tu?! Oddio...quando lessi il messaggio m'invase una fiamma di gioia...forse ti piacevo tutto sommato.. Per la prima volta mi misi una gonna per uscire con te, mi truccai bene, mi tirai su i capelli nella mia solita coda ma infilai anche un bel fermaglio brillante...mi profumai più del solito e infilai persino nello zaino un paio di scarpe con il tacco di mia mamma da sostituire a quelle da ginnastica una volta arrivata a scuola con la bici... Ti trovai in aula info...e salimmo nell'internato ormai deserto. Su un divano ci sedemmo l'uno accanto all'altra... “È ancora troppo presto per le stelle...dovremo passare il tempo...” Mi dicesti. E ci baciammo a lungo ancora...e ancora... Poi tu mi parlasti di nuovo all'orecchio piano piano. “Ci sarebbero anche le camere dell'internato...potremmo stare più comodi.” Scendemmo e con la sua chiave aprimmo una camera a caso...ci stendemmo insieme su un letto e, chiuse le persiane, ci baciammo di nuovo...e andammo un poco oltre... 

Improvvisamente la porta si spalancò ed...ed entrò il nuovo vicedirettore della scuola...un prete. Destino aveva voluto che ti fosti rivestito nonappena uditi i primi rumori sospetti. “Voi chi siete?!” Di fronte a tale impaccio saltai in piedi e mi diressi verso di lui sorridendo. “Piacere, siamo due allievi di questa scuola! Lei deve essere il nuovo vicerettore! Non si preoccupi, non avevamo intenzioni pericolose!” E cominciai a ridere. Tu ti alzasti e tenesti la testa bassa...non ci voleva... “Vi è andata male, era proprio la camera che dovevo ancora controllare, e ora uscite...” Il vicedirettore ci buttò fuori con poca gentilezza, e a fatica sopportò i miei tentativi di sdrammatizzare. Alla fine eravamo stati beccati. Non appena fuori prendesti le tue cose e te ne andasti. Stavi malissimo per questa cosa... Ti rincorsi e ti abbracciai... “Mi dispiace...scusami...mi sento in colpa...” “Al diavolo, ora lo diranno al rettore! Sentirai le telefonate a casa...” “No, non lo farà” Ti dissi “Il mio istinto dice che non lo dirà a nessuno, e non mi sbaglio. Si è trattato di un incidente...lui lo ha capito. Ale...ti prego non ti posso vedere così.” “Mi dispiace ma ho preso un colpo, e non sto bene ora, davvero. Sarà per un altra volta, non vediamoci per qualche giorno...mi devo riprendere.” “No! Le stelle, me l'avevi promesso!” “Non stasera. E poi hai visto, anche questa volta, un prete che ci interrompe...è un segno del Cielo, non dobbiamo stare insieme..” Mi lasciasti lì da sola...come se non sapessi chi fossi, come un'estranea a tutto di te. Mi sentii così colpevole... Tornai a casa con un peso sullo stomaco...forse io senza accorgermene l'avevo provocato troppo mentre ci baciavamo e lui aveva voluto andare nella camera...forse...ma cos'avevo sbagliato io? Era stato lui a chiedermelo in fondo...la colpa era sua...ma non potevo dar la colpa a lui...avrei dovuto prendermi le colpe io almeno per metà! Una vera amica avrebbe fatto questo! “Scusami tanto per quello che ti ho fatto accadere stasera...sono troppo preoccupata, come stai?” Gli scrissi in msn. “Non è per te, è per quello che è successo!” “Sinceramente non me ne importa nulla di quello che diranno le voci...voglio solo che tu ti senta bene...” “Parleranno anche di me, possibile che non capisci!?” “Sei tu che non capisci che ti voglio bene...per favore non dimenticarmi mai quando te ne andrai.” “Non ti dimenticherò mai.I momenti tra noi sono bellissimi, ma non c'è tempo per altro...” “So che non è il momento adatto ma devo capire cosa c'è tra noi...un giorno avrai bisogno di me? Del mio affetto? Tu continui a pensare solo ai tuoi studi, al lavoro, ad apparire...non a quello di cui hai bisogno dentro di te. Non dico che devo essere io quella cosa, ma dai ascolto al tuo interiore...o starai male.” Non mi rispose e sparì. Perchè?! Perchè diavolo se n'era andato senza affrontare l'argomento?! Gli scrissi un sms di rammarico. Mi rispose al mattino dopo. “Scusami, lo sai che stamane avevo un'intervista al giornale per il mio concorso di chimica e mia madre mi ha staccato il pc. Cerca di capire. Comunque c'è qualcosa che è cambiato dopo la matura. Io sono troppo preso dalla mia nuova vita di universitario...i momenti con te sono bellissimi e non li scambierei con nulla al mondo perchè sono gli unici attimi in cui non sono stressato dal tempo e dalle cose da fare...dopo settembre non ti dimenticherò mai. Non soffrirci e non sperare in un incontro tra qualche anno perchè io ho un futuro. Con la mia maturità e il mio concorso (a cui tra l'altro non aveva neanche vinto nè fatto la nota migliore..) probabilmente mi spediranno negli USA a fare un master e non voglio lasciarti qui ad illuderti, comunque ti vorrò bene per sempre.” 

Ora basta! Possibile che non se ne accorgesse?! USA, America...master...si è proprio montato la testa! La mia mano trema mentre sul cellulare leggo quelle righe. Basta. Fine. Devo chiudere qui! Lui non mi merita più! Lui è diverso! Devo smetterla di sognare! Finchè non riceverà un'altra batosta non penserà mai più a me! “Adesso hai proprio rotto il cazzo Ale. Fottiti, io ti ho capito per troppo tempo. Tu vaneggi e ti sei montato la testa con la tua matura e la tua chimica...io non sono a tua disposizione che puoi fare quello che vuoi con me. Io non posso perdere la mia vita ad aspettarti! Basta, io non sono un optional! E tu sei diventato un idiota e ti stai comportando da imbecille, non mi meriti. Non voglio più avere a che fare con te.” Fine, geschlossen. The end. 

Ho finito, il mio orgoglio non ne può più di sottostare all'amore. L'amore senza dignità non è più tale, amore non chiede e non implora. Al diavolo tu e tutto il resto. Ti ho già cancellato dai miei contatti messenger. Ho ancora il tuo atlante qui e tu hai ancora una mia maglietta, tienila, e il libro te lo farò trovare sotto casa. Qualsiasi contatto con te deve essere interrotto. Fine dell'amicizia. Al diavolo, non sai neanche apprezzare una vera amica. Non piangerò per te. Palle, ho appena finito di asciugarmi le lacrime. 

Ora, 12 agosto, alla 1.35, io finisco di scrivere i ricordi di noi due. Ti amo ancora, ma mi sforzerò di non desiderarti più. Se sarà, sarà tra anni. Spero che l'amore che provo per te finisca, anche se ho promesso a Dio di non smettere mai di amarti fino a che non ti farai prete se succederà, purtroppo io le promesse le mantengo sempre, mannaggia a me. Non voglio un altro ragazzo, voglio solo te, ma non posso cedere più. In tutti quelli che saranno al mio fianco...tu sarai sempre presente, chiodo fisso dei miei pensieri, lancia nel mio costato che di sangue non ne ha più. Tormento dei miei pensieri. È finita. Le mie amiche dicono che i nostri caratteri sono perfetti, che noi siamo simili. Ma per ora non possiamo andare bene insieme. Ci rivedremo presto, è inevitabile, ma riuscirò a non parlarti e ad evitarti per quanto basta. Mi cade su un piede il librone che mi avevi regalato a Natale con 365 pensieri sud americani, uno per ogni giorno. Lo apro all'11 agosto: “/Amami tu, sorridimi/ /aiutami ad essere buono./ /Non ferir me, sarà inutile,/ /non ferirmi, perchè ferirai te stesso.”/ 

Oggi, il 12 agosto alla 1.37 non sei altro che un'altra cosa che ho perso.


Tag: amore, storia
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Commenti

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Camìì♥ venerdì, 17 luglio 2009

SenzaTitolo (:

ehm..Lunghino, xD
se mi ispira lo leggo tutto,prometto =P

n° 13
anny mercoledì, 13 maggio 2009

complimenti...

è una storia piena... sai, ho passato un periodo un pò km il tuo... stavo insieme ad un raga x un pò, poi mi allontanava xk ogni volta "aveva da fare".... ora siamo tornati insieme da parekkio... ma nel frattempo non avevo la forza di reagire come te.. volevo dimentikarlo, ferirlo così cm lui aveva ferito e me e cercavo un'altra storia k mi desse tutte le emozioni k provavo kn lui.... ma nnt.... oggi mi rimane un forte senso di colpa e mi kiedo solo kome ho potuto comportarmi così..... proprio x qst ti diko d kontinuare così.... frs è difficile restare sola ma credimi sarà più difficile cancellare tt le cazzate fatte se un gg dovesse tornare... fatti forza... un bacio:-)

n° 12
Alessandra martedì, 7 ottobre 2008

brava

Complimenti... sei tra le poche persone che hanno il coraggio di mettere su carta bianca gli avvenimenti cosi come sono stati e i sentimenti che si provano... Un articolo lungo, ma che sin dai primi righi mi ha dato la voglia di leggerlo fino alla fine... E' una storia di amore, passione... Svolta in luoghi comuni, apparentemente normale... ma travolgente nel cuore!... Io ti capisco perchè anni fa anch'io ho scritto una lettera molto lunga ad un ragazzo che mi ha fatto innamorare... relazione finita male xkè non ha voluto prendersi le dovute responsabilità... ma oggi è cmq un'amicizia... direi SOTTILE amicizia, fatta di dettagli...

Ti capisco perchè anch'io oggi soffro... Amo una persona impegnata e che è lontana da me... non so se lo è più fisicamente o sentimentalmente... Ma che sa usare le parole giuste nei miei momenti di sconforto... E' una persona semplice, speciale... Ke mi vuole bene... Però tra noi ci sono vari ostacoli e quando sentiamo la nostra voce al telefono in quei primi secondi della telefonata ci sentiamo invece tanto vicini... secondi preziosi che annullano le distanze... ke ti riempiono il cuore... anzi te lo stringono... come può fare soltanto la sensazione di un abbraccio.. caldo.. l'ultimo prima di una partenza.. E ti senti sempre in attesa di avere di più da lui.. dalla vita... in attesa di tempi migliori... di poter un giorno avere tutte le attenzioni possibili da parte sua pronte... vicine... Ma sai ke nn puoi pretendere... Lui si sente impossibilitato, indeciso, deve fare una scelta... Ma questa scelta condizionerebbe troppo anche la mia vita... Allora temporeggi.. E ti rimetti in attesa... ad aspettare ke si apra la porta, la possibilità di vedersi ancora una volta... e cercare di rubargli un bacio... tanto desiderato... ma nn si deve... lui non può... e per il mio orgoglio non posso neanke io... Fingiamo di essere amici... amici veri...

Cmq brava... tu continua ad amare!... Se non lo vorrai più fare ti fermerai e non sarà perchè nn sei fedele alla promessa, ma perkè la vita a volte sorprende e cambia, inventa, crea, distrugge secondo giochi di forze e di contrasti!...
Baci... Ale

n° 11
asixbest sabato, 27 settembre 2008

Re: mamma mia... ke stupido

> Wow dp tt qll ke ti ha ftt tu lo pensi ancora? e
> scrivi anke la storia di voi due?Nn ti merita
> assolutamente... io la penso così... bah adesso
> vd un kissone...

ps nn disperare x uno così,
> xk ce ne sn tantissimi di raga e di sicuro molto +
> umili del tuo ex

a volte (pultroppo!!! mannaggia!!!) l'amore non sparisce... anche se ci ha ftt soffrire :''''-(

n° 10
reginaaa giovedì, 25 settembre 2008

Re: mamma mia... ke stupido

ciao io posso capire il contradditorio affetto che provi per questa persona,è successo anche a me con dettagli differenti e da una settimana è finita definitivamente.Forse ti mancherà moltissimo ma pensa che puoi stare meglio di quello che sei stata e devi ripartire da te stessa..in bocca al lupo e volta pagina

n° 9
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