pianetadonna.it

Storie: "L'ho aspettato sei anni"

"Era il miglior amico di mio fratello: mi sono innamorata si lui a soli 12 anni e ho aspettato 6 anni prima che ci mettessimo insieme. Ma lui mi ha lasciato per un'altra"

di Redazione GirlPower 30 maggio 2008

Premetto che i nomi che userò sono nomi inventati, perché sia il mio che il suo sono facilmente riconoscibili e potrebbero destare qualche problema. Lui lo chiamerò Stefano e io mi chiamerò Stella

La mia storia con Ste inizia tanti anni fa, quando ne avevo 12 (ora ne ho 19), e lui 16. Giocava con mio fratello più grande, a basket, e io mi ero innamorata di lui piano piano, partita dopo partita. Sapevo che era inarrivabile, e così lo guardavo, ammirando ogni suo gesto, ogni sua parola, in silenzio. Nel marzo di quell'anno mi misi insieme ad un ragazzo, Ale, e ci rimasi insieme per tre mesi. Stavo bene con lui, ci divertivamo, e cominciavo a mettere da parte il sentimento che provavo nei confronti di Stefano. 

Un giorno andai alla partita di Stefano con Ale, per fargli vedere quanto era bravo mio fratello. Stefano ci vide, e, anziché salutarmi come al solito, se ne andò, incazzato con il mondo. Pensavo dipendesse dalla partita, ma non aveva senso: avevano stravinto e lui aveva fatto 22 punti! Non ci detti molto peso, Stefano è sempre stato molto lunatico,e pensai che qualcuno gli avesse fatto qualche scherzetto stupido. 

A giugno io e Ale ci lasciammo, restando però ottimi amici. Tornai a vedere le partite di mio fratello verso il dicembre di quell'anno. Ero cambiata, e, nonostante avessi solo 13 anni, dimostravo la sua età, 17. Mi ero tolta l'apparecchio, mi ero messa gli occhiali, avevo cambiato taglio di capelli e modo di vestire. Quando mi vide a malapena mi riconobbe. Mi salutò, felice di vedermi, e chiacchierammo per una buona oretta, nonostante il clima glaciale di quell'inverno. 

Continuai ad andare a vedere le partite, ma non mi bastava più: volevo sentirlo anche fuori dalla palestra. Presi il numero di cellulare da mio fratello, e cominciai a scrivergli, spacciandomi per una ragazza di 17 anni. Ma poi, presa dai rimorsi, gli raccontai la verità,e, incredibilmente, lui non si arrabbiò, e anzi rise e mi lodò per la mia "fantasia" (avevo creato una storia veramente credibile!). 

Un sabato sera, mentre giocava una partita in una città distante da dove abito io, un tizio gli fece lo sgambetto, e lui cadde di testa, svenendo. Si riprese subito, ma lo portarono in ospedale, perché si era preso un trauma cranico. Il giorno dopo mio fratello me lo raccontò e, sapendo della mia cotta per lui, mi portò in ospedale a trovarlo. Da quando gli avevo raccontato la storia della mia finta età non l'avevo più visto, perché non ero più potuta andare alle partite, per vari motivi. Quando arrivai nella sua camera ebbi una morsa allo stomaco micidiale: avevo paura di dargli fastidio. Invece lui si alzò (cosa che i medici gli avevano sconsigliato) e mi abbracciò. Non lo aveva mai fatto, e fu come un raggio di sole in una giornata di tempesta. 

Dopo quell'episodio ci scrivemmo con più frequenza, quasi tutti i giorni. Ma non mi chiedeva mai di uscire. Compii 14 anni, e lui 18. Entrai alle superiori e a ottobre mi chiese, finalmente, di uscire! Dovevamo uscire un giovedì, utilizzando uno sciopero; ero elettrizzatissima! Ma a volte il destino è crudele. Il giorno prima un mio caro amico si suicidò. Non me la sentii di uscire, e disdissi l'appuntamento che avevo agognato per tanti anni. 

Lui, da perfetto imbecille, la prese come una scusa, e mi rispose in modo sgarbato. Io, però, ero talmente distrutta che non gli risposi neanche. Il giorno dopo lesse il giornale, e vide che non era una scusa. Mi chiamò implorandomi di perdonarlo e, ovviamente, lo feci. Quel venerdì pomeriggio sentii suonare il campanello: era lui, con un barattolo di nutella. Sorrisi, era stato molto tenero da parte sua. Quando mi vide impallidì: non mangiavo né dormivo da due giorni, e ormai avevo finito le lacrime, ma i miei occhi rossi la dicevano lunga. Stette in silenzio, accarezzandomi la testa, per un'ora abbondante. Non riuscivo a parlare da quando avevo saputo del mio amico, quindi rimasi in silenzio anch'io. 

Ad un certo punto lui mi disse che se ne doveva andare, perché il giorno dopo aveva un compito in classe, ma mi promise che sarebbe tornato domenica. E così fece. La domenica stavo leggermente meglio, mia mamma mi costrinse a mangiare, e riacquistai un po' di colore. Lui arrivò con un regalo: una collanina con una coccinella. Non sapevo il perché di questo regalo, né del perché della coccinella, ma fu il regalo più bello che ricevetti in tutta la mia vita. 

Passarono i mesi, uscimmo insieme parecchie volte. Mai un bacio né niente, ma mi divertivo tanto e lui pure. Ma poi crescemmo tutti e due, lui iniziò l'università ed ebbe sempre meno tempo per me. Mi abituai a vederlo solo alle partite, come una volta. Continuai così, fino a quando non compii 17 anni. Lui ne aveva 21, ed era bello da morire: alto (1.98), capelli neri, occhi neri, pelle perfetta, e un fisico modellato da anni di palestra. Non era palestrato, ma si vedeva che era tutto muscoli. Mio fratello si mise assieme ad una ragazza che conosceva anche Stefano, e durante l'estate stetti molto a casa di lei (ha la piscina e mi vuole un bene infinito).

Il primo giorno che lo incontrai in piscina da lei non lo scorderò mai: c'era un sole accecante e io ero a bordo piscina a rilassarmi. Quell'anno ero dimagrita molto, e avevo fatto un bel fisico. Mi ero messa le lenti a contatto ed ero molto più disinibita e allegra! Lui non mi riconobbe nemmeno, ma la scena fu degna di un film. Avevo gli occhiali da sole, e stavo mangiando un gelato mentre ero stesa a leggere un libro. Lui passò senza salutarmi, io lo fermai, mi alzai e gli dissi: "cos'è, non mi riconosci?" Lui rispose:" beh con gli occhiali non molto." Mi sciolsi i capelli, e mi levai gli occhiali mostrando quegli occhi verdi che per anni erano stati nascosti dagli occhiali da vista. Rimase a bocca aperta. Mi fece fare una piroetta per vedere i miei cambiamenti, e disse: "orca l'oca, Stella! Ma da dove spunti fuori, dal cilindro di un prestigiatore?" Da quel giorno nulla fu più lo stesso. Stefano scoprii la nuova Stella, e a quanto pare gli piaceva

Uscivamo sempre insieme, passavamo ore e ore al telefono e, il 5 Novembre mi diede un bacio. Un bacio agognato, sospirato, desiderato. Ci mettemmo insieme, e passammo molti momenti bellissimi insieme. Ma, ahimè, non tutte le ciambelle escono col buco. Una ragazza con cui si frequentava, che chiamerò Silvia, riprese a scrivergli. All'inizio lui non ci dava peso, ma col passare del tempo lo vidi sempre più nervoso e pensieroso. Mi ammalai, e dovetti restare chiusa in casa per due settimane. Lui non mi poteva vedere perchè la malattia era facilmente trasmissibile, e io ne soffrii molto. 

Poi, la mazzata finale: andò alla festa di questa Silvia (gli avevo detto io di andare, perché mi fidavo di lui) e lei, da sfacciata puttanella (scusate la parola), lo prese davanti a tutti e gli ficcò la lingua in gola. Così mi raccontò la morosa di mio fratello. Lui la respinse, e quando me lo raccontò mi tranquillizzai. Ma sbagliavo. Mi disse che quel bacio gli aveva fatto un certo effetto, che aveva assunto un significato. "mi stai lasciando?"- gli chiesi. "ho bisogno di pensare"- rispose lui. "mi stai lasciando" "si..." Così finii tutto. Per sei mesi gli avevo dato tutto, era tutto, e ora era finito. 

All'inizio fu dura, non riuscivo a staccarmi dal suo ricordo, ogni cosa mi ricordava lui. A luglio ricominciai ad uscire con dei ragazzi. Tanti mi chiedevano di vederci, eppure li rifiutavo tutti. Ad agosto conobbi un ragazzo, che chiamerò Simone, e ricominciai a sentirmi bene. Ma a quanto pare Stefano non era ancora uscito dalla mai vita. Al mio diciannovesimo compleanno arrivò a casa mia con un mazzo di rose, chiedendomi di tornare insieme. Io ci rimasi secca, non me lo aspettavo. Cosa fare, perdonarlo e dargli una seconda possibilità, o mandarlo definitivamente al diavolo e continuare a vedere Simone? La scelta fu quella giusta. 

Ora sto da 4 mesi con Simone, sono felice, serena, e innamorata. Stefano è ancora single, Silvia lo aveva mollato poco prima del mio compleanno. So che mi ha fatto male, mi ha trattata male, mi ha fatto soffrire, ma non riuscirò mai a toglierlo dalla mia vita. Lui è stato il mio primo vero amore, e avrà sempre un posto nel mio cuore. Ma da lui ho imparato che le persone non le puoi prendere e lasciare così come ti gira, che non puoi pretendere che ti aspettino in eterno. Io l'avevo aspettato per 6 anni, ma dopo quello che mi aveva fatto non ero più disposta ad essere pronta per lui.

Hai trovato interessante questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Caricamento in corso: attendere qualche istante...

13
Commenti

Pagina 1 di 2:
1 2 > »
annarita sabato, 21 giugno 2008

scelta giusta

sono contentissima x te hai fatto la scelta giusta indubbiamente spero ke la vostra storia duri ancora x tanto :) m è piaciuto leggere la tua storia e m ha un po commossa :) bye cara tanta felicità :*

n° 9
marzapane martedì, 3 giugno 2008

sono con te

no il vero amore non si può perdonare perchè la dignità di una persona è molto più importante. hai fatto una scelta giusta e sana sopratutto per te. Ovvio non lo dimenticarai mai perchè comunque ha segnato una parte di te, però almeno non sei una di quelle che perdona sempre, senza orgoglio o morale, che alla fine sono sempre infelici.
complimenti
come donna hai la mia stima

n° 8
Sheryval martedì, 3 giugno 2008

Re: sono con te

> no il vero amore non si può perdonare perchè la
> dignità di una persona è molto più importante. hai
> fatto una scelta giusta e sana sopratutto per te.
> Ovvio non lo dimenticarai mai perchè comunque ha
> segnato una parte di te, però almeno non sei una di
> quelle che perdona sempre, senza orgoglio o morale,
> che alla fine sono sempre infelici.
> complimenti
> come donna hai la mia stima


amore non significa ne sottomissione ne negazione della propria dignità!!! amore è rispetto, e se manca questo semplicemente non è vero amore...

marzapane mercoledì, 4 giugno 2008

Re: sono con te

>> no il vero amore non si può perdonare perchè la
>> dignità di una persona è molto più importante. hai
>> fatto una scelta giusta e sana sopratutto per te.
>> Ovvio non lo dimenticarai mai perchè comunque ha
>> segnato una parte di te, però almeno non sei una
>di
>> quelle che perdona sempre, senza orgoglio o
>morale,
>> che alla fine sono sempre infelici.
>> complimenti
>> come donna hai la mia stima
>
>
>amore non significa ne sottomissione ne negazione
>della propria dignità!!! amore è rispetto, e se
>manca questo semplicemente non è vero amore...
>

io intendevo dire che ci sono persone che molte volte calpestano se stesse per amore e quando fanno così mi dispiace per loro.semplicemente per me ha fatto la giusta scelta per se stessa.
Ognuno può avere le sue idee in amore, uno magari riesce a perdonare e magari qualcuno invece non ce la fa, dipende anche dal carattere della persona. Non è detto che uno che non perdona abbia amato o ami di meno. no? cmq non voelvo fare polemica, volevo solo esprimere un mio pensiero che non può cmq essere accettato da tutti.

Sheryval lunedì, 2 giugno 2008

mmm...

non dico che tu abbia fatto la scelta sbagliata, ma secondo me quando l'amore è vero, si perdona qualsiasi cosa...

n° 7
annarita sabato, 21 giugno 2008

Re: mmm...

> non dico che tu abbia fatto la scelta sbagliata,
> ma secondo me quando l'amore è vero, si perdona
> qualsiasi cosa...

Purtroppo o per fortuna nn tutti siamo in grado d perdonare qualsiasi cosa....se tu c riesci tanto d cappello...ma evidentemente lei nn è in grado kiamalo amor proprio, orgoglio, paura d soffire ancora...kiamalo cm vuoi ma secondo me lei ha fatto la scelta migliore...

*albicocca* lunedì, 2 giugno 2008

grande!!

sei stata grande!!! non tutte hanno il tuo coraggio, ma sono sicura che hai fatto la scelta giusta!!
ti stimo per questo!!

n° 6
GR lunedì, 2 giugno 2008

Nooooo!!

Ma perchè?E' stato il tuo grande amore avresti potuto perdonarlo..Cosa avresti perso?

n° 5
melissa lunedì, 2 giugno 2008

Re: Nooooo!!

> Ma perchè?E' stato il tuo grande amore avresti
> potuto perdonarlo..Cosa avresti perso?



ci avrebbe perso Simone. e avrebbe anche rischiato di essere mandata a fanculo un altra volta. bravissima. hai fatto bene. a me è successa una storia simile. ma l'arco di tempo è minore.

Chiudi
Aggiungi un commento a Storie: "L'ho aspettato sei anni"...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
  • Pubblica su Facebook:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 2:
1 2 > »