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Storie: "Il mio primo amore senza paura"

Storie: "Il mio primo amore senza paura"

di Emanuela _Cerri 28 ottobre 2005
Storie d'amore: "Il mio primo Ti amo senza il peso della responsabilità"
la redazione di Girlpower riceve e pubblica

 
 

Questo racconto autobiografico è stato scritto da una/o di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP


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Fino a qualche tempo fa non avrei mai pensato che mi potesse capitare una cosa del genere. Anzi, mi crucciavo, credendo che con me ci fosse qualcosa di sbagliato: come mai non riesco a innamorarmi? Come mai non sono come le mie amiche, che hanno passato l’adolescenza a sospirare e versare lacrime per amori impossibili, che cambiavano ragazzo una volta al mese? Perché non provo un minimo di interesse per nessuno?

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Che c’è che non va con me, sono veramente così esigente, così unica in questo mondo da non trovare un’anima compatibile che mi faccia compagnia? Ma chi me lo fa fare, a uscire con i ragazzi e trattarli male solo perché “a vent’anni è normale avere un ragazzo”. E la cosa peggiore: agli uomini piaccio, non lo so perché: sarà il fascino della bionda glaciale, sarà che più una li rifiuta, più “se la tira”, più calpesta il loro cuore e lo frantuma in mille pezzi, più loro si sciolgono e le vengono dietro. E’ matematico. Non dico di non avere colpe: spesso e volentieri illudevo me stessa e gli altri, dando false speranze per poi battere in ritirata chiudendomi a riccio, riparandomi dietro il mio gelido scudo di indifferenza. Mettevo sempre al primo posto della mia scala delle priorità me stessa, lo studio, le serate con le poche amiche, accantonando il pretendente di turno, dedicandogli poco del mio preziosissimo tempo per scoprire che no, nemmeno lui non è quello giusto, peccato, mi era sembrato diverso.

Non ci ho pensato due volte, a 21 anni suonati, focalizzata sull’università e la mia futura carriera com’ero, ad accettare un’opportunità d’oro: tre mesi di studio all’estero, un investimento per il mio futuro. Mi sono ritrovata catapultata in un ambiente completamente diverso, in una megalopoli a più di tre ore e mezza di volo dalla mia piccola città di provincia, intimorita, perché non sapevo cosa aspettarmi, non sapevo se lì mi sarebbe piaciuto o meno, se la mia glaciale indifferenza nei confronti del prossimo sarebbe stata accettata, se sarei riuscita a farmi delle amicizie. Tutti i miei timori si sono rivelati infondati a un paio di giorni dal mio arrivo: il nuovo ambiente mi ha accolta, per così dire, a braccia aperte: sì, lì c’era spazio anche per le bionde fredde e insensibili.

Dopo due settimane, è successo qualcosa di totalmente inaspettato; all’inizio, era solo un gioco di sguardi che però mi stava, con mio grande stupore, creando una sorta di dipendenza: io che non guardo mai negli occhi, non riuscivo a staccare lo sguardo da lui. E lui, si vedeva che cercava in tutti i modi di trovarsi vicino a me. Ogni volta che ci passavamo accanto, una scossa elettrica mi attraversava il corpo. Se lui non fosse stato più coraggioso di me, penso che le cose sarebbero rimaste così, data la mia diffidenza nei confronti dei miei stessi sentimenti. La prima volta che siamo usciti, avrei voluto che la giornata non finisse mai. Era per me la prima volta in assoluto che mi trovavo così a mio agio con qualcuno. Mi sembrava incredibile che, nonostante la differenza culturale non trascurabile, la lingua franca che usavamo per comunicare che non era la nostra (entrambi stranieri in quella grande città), avessimo così tante cose da dirci. Era come se lo conoscessi da tempo. E’ bastata una giornata per mandare la mia testa, il mio cervello, la mia razionalità che ho sempre considerato il mio punto forte, completamente in tilt. Ho scoperto un universo di sensazioni completamente nuove, le farfalle in pancia, ho scoperto di non essere immune nemmeno alla faccia da ebete e al sorriso perenne, ai sempre più frequenti black outs mentali. Insomma, mi sono ritrovata con gli stessi sintomi di cui solo un mese prima ridevo, notandoli negli altri e non riuscendo a capirne il senso.

E questo era solo l’anteprima della grande deflagrazione che mi avrebbe colpito pochissimo tempo dopo: ho scoperto l’attrazione fisica, ho scoperto la passione. Ho imparato a lasciarmi andare. Ho capito che vuol dire fare l’amore. L’ho visto piangere per me, per questo sentimento che ci ha colti entrambi impreparati. Ho sussurrato, col cuore che mi esplodeva, stretta in un caldo abbraccio nella neve, il mio primo “ti amo”, sentendone tutto il peso ma senza pentirmi di portarne la responsabilità. Alla sua domanda: “Come sai di amarmi?” ho risposto “Quando apro gli occhi al mattino la prima cosa a cui penso sei tu, non io, non la scuola. E quando si inizia a preoccuparsi di qualcun altro più di quanto ci si preoccupa di se stessi, allora questo, forse, è amore”.

Ho iniziato a vivere questo sentimento con molta paura quando ho capito che il mio tempo, lì, stava per scadere, che presto me ne sarei dovuta tornare a casa. E ho imparato a piangere. Era da anni che non versavo una lacrima. Ho pianto per due giorni interi. Ma lui mi è stato accanto, e ha iniziato con me a fare progetti per il futuro, a organizzare la nostra vita insieme. Ho capito che continuare questa storia è possibile, che se si trova l’altra metà della stessa mela, anche in capo al mondo, conviene mettercela tutta per tenere viva la fiamma dell’amore.

Il distacco non è stato facile, ma ho imparato a convivere con la distanza, fondendo la cornetta del telefono e la tastiera del pc. Lui ha già il biglietto per venire a trovarmi, io quest’anno mi laureo, fortunatamente la mia qualifica mi consentirà una certa mobilità, così posso trasferirmi da lui. Non so cosa succederà, voglio lasciarmi sorprendere e vivere la vita come viene. Con lui, spero!

Qualcuna/o ha qualche altro consiglio da darle/gli o un esperienza da raccontare?
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Commenti

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Peppone83 giovedì, 29 ottobre 2009

mi sento gelare

Ho un gravissimo problema che a quanto pare è irrisolvibile, a 26 anni non ho mai avuto una ragazza e credo proprio di essere l'unico. Ma non riesco ad accettare di essermi perso questo rispetto ai miei coetanei, se incontro l'amore, la mia lei avrà avuto un suo passato sentimentale e io non l'ho avuto e me lo sono perso. Sono disperato, se non riuscirò ad accettare questa cosa, l'unica soluzione che vedo è quella di ammazzarmi.

n° 19
paola sabato, 23 agosto 2008

a me e succeso lo stesso

a me e succeso pratticamente lo stesso mentre llegevo il testo pensavo di star leggendo la mia storia. Io c avevo paura d innamorarmi, tantissimo, fin dal giorno in cui l ho conosciuto gli dicevo sempre che non potevame continuare, io dovevo tornare, invece dopo qualche settimana mi sono lasciata andare completamente e mi sono innamoorata, nemmeno lo sapevo essistessero quei sentimenti. Pero sono tornata e al comincio tt bene, pero poi lui e andato in vacanza e si e dimenticato di me, non mi chiama da tanto tempo, nemmeno mi risponde una mail che gli ho inviato per far finire le cose. E stata un estate bellissima, pero adesso mi sto rendendo conto che forse sono stata un gioco per lui, non so cosa pensare e mi fa male al cuore cosi tanto che non mi voglio innamoraree mai piu. e succeso a me per essere debole e lasciarmi andare.... ma anche dopo tutto questo... l amo ancora e non ce nulla da fare... mi sa che non lo potro mai dimenticare, e mi fa paura...

n° 18
Profeta venerdì, 20 gennaio 2006

Fantastico davvero!

Bella storia davvero... Ne ho passate diverse anche io di storie così, ma non ho ancora trovato la ragazza giusta! ... Magari qualcuna venisse a vivere con me credendo davvero in un rapporto duraturo... Non ho ancora avuto il piacere di conoscere una ragazza così... Beh tutte mi hanno fatto credere, poi ... Un'altro è sempre stato meglio di me... Auguroni... T'invidio davvero... nel modo positivo intendo... sono davvero felice per te ... so cosa si prova ... In bocca al Lupo e che crepi!

n° 17
Giorgia mercoledì, 2 novembre 2005

E' bellissimo..

Il tuo sentimento..i vostri sentimenti sono qualcosa di spettacolare..in bocca al lupo..sono troppo contenta per te..anche io penso che se ne vale la pena la lontananza è un problema che non pone ostacoli all'amore..
Un abbraccio..

n° 16
la fata martedì, 1 novembre 2005

Idem

Sono una ragazza molto più giovane ma la storia sembra come la mia riportata inditro di qualche anno.
però io provando ad amare e riuscendoci finalmente sono anche stata ferita,ed ho avuto paura di innamorari per tantissimi anni

n° 15
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