Storie: "Il mio cuore polverizzato"
"Ci ho provato, nel modo che più rispecchia il mio carattere. Negando la mia identità, in anonimo, stuzzicando la sua curiosità. Ma al momento della rivelazione non si è fatto più sentire"
Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezioni di Girlpower!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola.
Redazione di GP
Apro gli occhi. Piego la testa a destra e a sinistra.
TRAAAK. Il mio collo scrocchia come tutte le mattine. Guardo la finestra. Piccoli fili dorati tra le persiane lasciano penetrare la luce già accecante che proviene da fuori.
Con gli occhi ancora mezzi chiusi cerco di guardare l'ora. Le 10. Sono le 10 del 7 agosto.
Faccio un rapido calcolo, tra soli 33 giorni le porte di quella orribile prigione si apriranno e io dovrò ricominciare con greco, latino e tutte quei libri che per tre mesi sono rimasti saldati alla prima mensola della mia scrivania.
Ma la cosa che più non voglio è rivederlo. Salire su quell'autobus e vederlo salire. Girarmi dall'altro lato, con finta indifferenza e guardare l'insignificante paesaggio fuori dal finestrino.
E pensare che la frenata a quella fermata è stata per circa un anno la cosa che mi faceva più sospirare e battere il cuore, più veloce e più lento nello stesso nanosecondo.
Di lui solo poche informazioni. Un nome, Andrea. Una cittadina nel cuore dell'Abruzzo e una classe, quella a fianco alla mia.
Pochi sguardi, qualche invisibile sorriso. Eppure così, semplicemente, mi sono innamorata. Proprio come una bambina. In quel modo che ho sempre criticato.
Mi sono innamorata del suo modo di salire le scale. Di quei suoi occhi verde bottiglia. Dei suoi sbadigli, di quella faccia assonnata. Dei suoi denti perfetti, del suo appiccicare il naso al finestrino o del suo tamburellare le dita sul sedile davanti.
E quante volte mi sono trovata così, seduta dietro di lui, ad 1 passo dal suo cuore, senza avere il coraggio d sfiorarlo anche se solo con un ciao, senza arrivare mai!
Avrei voluto che quel viaggio durasse all'infinito, perché ascoltare i suoi silenzi, vedere la sua testa nera spuntare dal sedile mi rendeva felice. Di quella felicità frivola e insensata.
Che sai non durerà a lungo, ma la vivi. Che ti fa sopportare il tormento di sognarlo ogni notte e poi guardarlo da lontano.
Ed è proprio quel tormento che non ti fa sopportare la lunga attesa di quel qualcosa che molto probabilmente non accadrà mai. Capisci che forse è meglio giocarsi il tutto e per tutto invece di stare lì a guardare un sogno.
E allora ci ho provato, nel modo che più rispecchia il mio carattere, stuzzicante, ma in certi casi timido e riservato. Negando la mia identità, in anonimo, stuzzicando la sua curiosità.
Al momento della rivelazione, non si è fatto più sentire. E non solo ho dovuto subire l'umiliazione di vederlo tutte le mattine, di ignorarlo nel modo più discreto possibile.
Ho dovuto soffrire il doppio, vedendolo con la sua Lei.
Già...si era messo con una ragazza, e quella ragazza non ero io. Cuore spezzato, anzi, polverizzato.
Vederlo mentre la bacia dolcemente, quegli occhi verde bottiglia chinati su di Lei, quei sorrisi invisibili che magicamente si schiudono. E uno strano luccichio nel suo sguardo, una luce diversa, l'amore. E ancora una volta l'illusione, la prigione si chiude e io felice di non vederti per un po'.
Poi parli di me al mio più caro amico, tu e la tua Lei vi siete lasciati.
La speranza che rinasce, un fiore dentro di me appassito da tanto tempo, eccolo rifiorire.
E ancora una volta appena senti il mio nome scappi.
Il mio cuore è ancora una volta un puzzle non ricostruito, è di 100 pezzi, ci vuole pazienza e una mano abile per ricomporlo.
State di nuovo insieme. Ormai non c'è più speranza. Quando sento il tuo nome sento come una spina, che punge tra il petto e lo stomaco.
Mi sforzo di convincermi che quello che provo per te è solo disgusto, odio, disprezzo. È invece purtroppo non è nulla di tutto ciò.
Evito ogni occasione per incontrarti. Eppure ogni notte continuo a sognarti. Continuo a sognare quelle mani lunghe da pianista, quei denti perfetti e quegli occhi, almeno per una volta, su di me.
Chiudo di nuovo gli occhi. Bruciano. Quando ti penso qualche lacrima scende ancora. Mi giro su un fianco e mi rannicchio.
Non voglio pensare a quando ti rincontrerò. C'è ancora tempo. dopotutto, sono sempre 33 giorni.





ragazzuola..
si ma tesoro mio.... ok l'amore a prima vista, ok tutto, ma...
dai passaci sopra!!
c'hai avuto sfiga, innegabile, ma andiamo avanti su!!!
la vita non fa così tanto schifo!
mi sembri leopardi, dai!!!
sorridi e guarda gli altri ragazzi!!!
ok???
;D
concordo
concordo in pieno con lauretta...e nn aggiungo nient altro perchè nulla ti meriti!
X Francina
Senti Francina....ma cresci tu che non capisci una mazza di niente...ma come puoi tu giudicare una persona che non conosci...se lei ha sofferto..lo ha fatto perchè provava..e prova ancora qualcosa per quel ragazzo...come puoi giudicarla?la conosci? hai provato ad immedesimarti in lei??Sei ridicola...odio la gente che giudica senza saper nulla.
ma ti pregooooo
ma cresci!!!!!e svegliatiii
.....uguale..............
ti capisco e nn sai quantooooooo.....t giuro sembra la mia storia......okki bottiglia, mani da pianista e sorriso xfetto.....lui e lei sn all'università ora, in casa assieme. io sn sola......ormai m sn rassegnata ma ciò nn significa k nn c penso +...sl ho guardato in faccia la realtà.........ke qll era il loro destino e qst il mio (anke se io sn mlt + bella d lei ;p) baci