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Storie: "Legati dal destino"

"Me lo hai detto tu stesso: quello che c'è fra noi è un qualcosa di strano, di magico e forse unico che ci lega, un qualcosa che probabilmente non si spezzerà mai, noi due saremo legati per sempre da un sottile filo che ci tiene uniti"..

di la redazione 28 aprile 2006

Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola Redazione di GP

LEGGI TUTTE LE STORIE PUBBLICATE FINORA!!!

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Me lo hai detto tu stesso: quello che c'è fra noi è un qualcosa di strano, di magico e forse unico che ci lega, un qualcosa che probabilmente non si spezzerà mai, noi due saremo legati per sempre da un sottile filo che ci tiene uniti, anche se non lo siamo nella realtà ..non ci ho creduto finché non l'ho provato sulla mia stessa pelle..
Se mi chiedessero di dire quando tutto è iniziato forse non lo saprei con certezza.. forse quando eravamo in classe insieme alle scuole medie..
In 2^ quando tu mi venivi dietro e io non ti filavo proprio perché ero la solita brava ragazza casa e scuola che non avrebbe mai dato confidenza allo sbandato che rischiava ogni giorno sul suo motorino con il suo gruppetto di amici, e che aveva la solita reputazione da bello ma impossibile, tu sceglievi la tua vittima e tutte lì a sbavarti dietro.. Io ero troppo impegnata a sperare in un futuro sportivo e quindi non avevo tempo per "certe cose da ragazzini".. a dire il vero non avevo tempo per niente, dopo scuola c'era sempre lei, la mia unica amica e compagna di vittorie e sconfitte, la pallavolo.
In 3^ media quando la cosa si invertì, forse perché ci avevano messo vicini di banco e io iniziai a vederti con occhi diversi, iniziasti a piacermi, avevi colpito ancora e tu non immaginavi quanto nel profondo del mio cuore saresti andato. Ma c'era ancora lui, lo sport.. sempre presente...e quell'anno fu speciale.. il 2000 fu speciale: selezioni per la rappresentativa provinciale, selezioni per la rappresentativa regionale...tutto andò per il meglio.. i miei sforzi erano stati premiati.
In quell'anno mi invitasti a trascorrere il giorno di Pasquetta con la tua compagnia e io rifiutai con una sicurezza che ti fece tremare, temevi di aver interpretato male i miei sguardi, temevi di esserti sbagliato, temevi di non piacermi; invece l'avevo semplicemente fatto perché quel giorno dovevo essere a Trieste, al torneo più importante per me: ci sarebbero stati tutti i principali osservatori e selezionatori e io non potevo mancare. Poi la nostra famosa 3^B partì per la gita dell'anno: una settimana in Costa Azzurra.. giorni indimenticabili che né tu né io mai scorderemo..

Ho ancora impresso nel dettaglio il modo in cui tu ti avvicinasti a me in corriera e mi chiedesti di farmi compagnia "è tutto il giorno che sei seduta qua davanti senza mai venire dietro, posso?" e facesti cenno di sederti accanto a me. Io, da un lato incredula, perché credevo che dopo il mio no di pasquetta il tuo orgoglio ferito avrebbe vinto sull'interesse nei miei confronti, e dall'altra indifferente, perché anche se tu non mi guardavi più io avevo la pallavolo che riempiva la mia vita. Ma sbagliavo, tu eri lì, con un'aria tranquilla, rilassata, tremendamente bella e stavi aspettando qualche mia parola.. così iniziammo a chiacchierare tranquillamente, veramente bene finché non venne ora di scendere e tu, da ragazzo furbo mi dicesti "puoi farmi un piacere? Mi tieni i cd in borsa che poi passo in camera tua e li riprendo?" e io risposi di sì, in fondo era un piccolo favore, niente di che, probabilmente ti scocciava cacciarli nel tuo zaino, pigro e sfaticato com'eri!!
Ci sistemammo nelle nostre stanze: io ero nella camera più grande di tutte le ragazze, con una fantastica vista sulla città, con un terrazzone immenso e tre letti uniti da una parte della stanza e altri tre letti da un'altra parte, le due divise da una parete. Si capì subito che quella sarebbe divenuta la stanza del ritrovo di tutti quanti alla sera, e fu proprio così!!
Più tardi passasti tu con un nostro compagno di classe per recuperare i tuoi preziosissimi cd e riparlammo ancora un po'. Quando te ne andasti fui subito assalita dalle nostre compagne di classe "ma hai visto come ti guarda?" e "come vuoi che mi guardi?", "ma avete parlato tantissimo!" e "non è vero, si è solo ripreso i cd" e "ma si, come fai a non capire, lo hai preso veramente forte!" e io, da ingenua ragazza che non aveva mai dato un bacio a nessuno né tantomeno c'era stata mai insieme a qualcuno, non capivo proprio perché tutte mi stessero spiegando che avevo colpito il bersaglio più difficile in assoluto: io non riuscivo a capire che cosa c'era di così straordinario nel portare un paio di cd...poi, molto poi, tutto divenne chiaro, più che chiaro, divenne cristallino..
Bastò un giorno e capii: capii di piacerti, capii che mi piacevi davvero, in un modo mai provato, capii che girovagare per le città sconosciute con la mia mano stretta alla tua e parlare francese con le persone originarie del posto con te al mio fianco era una cosa magnifica e mi dava sensazioni mai provate...ci fu il nostro e il mio primo bacio sulla spiaggia al calare del tramonto: momento indimenticabile, fantastico, che porterò sempre nel cuore.
L'indomani si partì per ritornare in terra italiana e io guardavo fuori dal finestrino con una nostalgia tale quasi da sapere già cosa mi avrebbe aspettata al ritorno..
Lasciasti emozioni e sentimenti in Costa Azzurra, lasciasti tutto al di là del confine...perché quando ritornammo a scuola tu avevi dimenticato tutto, ritornasti a fare lo sbruffone, a vantarti con i tuoi amici di esserti preso gioco di me, che io non avevo significato niente, che quei giorni per te non avevano significato niente! All'inizio non volevo crederci, per molto non ci credetti.. a parlare con te era impossibile, tu eri sempre impegnato, sebbene fossimo vicini di banco tu non eri più quello delle passeggiate romantiche al tramonto, tu non eri più quello degli abbracci e dei baci rubati..
Arrivarono gli esami e arrivò l'estate.. e con la nuova stagione tu ti scordasti definitivamente di me..

Per me iniziò un periodo tremendo: finii in depressione e vittima dei disturbi alimentari, prima anoressia, poi bulimia.. tu questo non lo hai mai saputo e forse non te lo dirò mai..
Arrivò il primo anno di liceo, la mia scuola era adiacente alla tua, corridoi in comune, ricreazione e cortile in comune, ma niente, ti guardavo e tu non salutavi, mi guardavi e io mi giravo...passò un anno e conobbi un altro ragazzo con il quale condivisi quattro lunghi anni che mi fecero dimenticare apparentemente il dolore e l'amore che provavo per te. La pallavolo era sempre una costante nella mia vita, finché dovetti smettere, per sempre, ad un passo dal diventare professionista. Ebbi più tempo per pensare, per studiare, e un bel giorno stavo andando in corriera a scuola quando vidi la tua macchina sul ciglio della strada statale e tu fuori che aspettavi il carro attrezzi e la polizia: avevi fatto il tuo primo incidente in auto e il mio cuore salì fino alla gola all'istante.. arrivammo a scuola e alcuni di noi presero la macchina e ti seguirono in ospedale, dove tu eri andato per degli accertamenti, per fortuna non avevi fatto niente di grave.. avrei tanto voluto dire "vengo anch'io!" ma io e te non ci parlavamo, non sapevo se mi volevi in un momento così, per cui andai a scuola e sperai che qualcuno mi inviasse un messaggio per assicurarmi che tutto fosse a posto, per quanto potesse essere davvero tutto ok.
Arrivò il 5 dicembre 2004, venerdì della coscrizione.. la mia storia andava a rotoli, si stava disgregando e dirigere l'organizzazione della festa poteva essere una buona idea per non doverci pensare.. Ma quando Valentina propose di invitare anche te e gli altri due nostri compagni delle medie, anche se in teoria non avreste dovuto esserci, venni colpita al cuore in un modo che mai dimenticherò. Vale mi disse:"Tutto ok? tanto fra voi non c'è proprio niente, saremo in tanti, neanche vi accorgerete l'uno dell'altra."
La serata si avvicinava e tutti i preparativi cadevano nelle mie mani perfezioniste, la tensione saliva e tu eri sempre nei miei pensieri, mentre il mio ragazzo mi chiedeva perché fossi così distratta, come se non mi interessasse più la nostra storia. In quella storia c'erano dei piccoli segnali che mi riportavano a te.. tu e lui compivate gli anni lo stesso giorno, seppure lui era più vecchio di noi due di quattro anni, così ogni compleanno suo un mio pensiero andava immancabilmente a te.
Alla fine la serata arrivò: vestito pronto, appuntamento dalla parrucchiera per trucco e acconciatura pronto, regali per il ricordo della serata pronti a casa mia, già ritirati, prenotazione del ristorante e della discoteca pronti; così come il fotografo, anche l'autista della corriera era pronto a farci trascorrere la serata più lunga ed emozionante di tutti i nostri diciotto anni.
Arrivai al bar per l'aperitivo prima della Messa con in miei soliti minuti di ritardo e appena entrai venni folgorata da un tuo stupendo sorriso e da un tuo caloroso "Ciao". Ricambiai, credo non sufficientemente cosciente che quella era la prima parola che ci rivolgevamo dopo anni, lo feci più per educazione, per automatismo che per altro: ero sconvolta..
Solo dopo seppi, e direttamente da te, che anche tu eri spaventato quanto me di questa serata: non sapevi se dovevi venire o meno, perché sapevi che ci sarei stata io, ma sapevi anche che poteva essere forse l'unica occasione per chiarire e cercare almeno un rapporto di amicizia: alla fine decidesti di venire sperando che la fortuna stesse dalla tua parte. E così fu.
Dopo l'aperitivo andammo a Messa e poi il fotografo immortalò la nostra serata con delle foto di gruppo; infine l'autista ci portò direttamente al ristorante. Verso metà della serata ti avvicinasti a me, mi chiedesti se potevi sederti accanto, proprio come facesti in corriera verso la Costa Azzurra e io annuii proprio come allora.
Iniziasti a parlare, a chiedermi come stavo, com'era la mia vita e da una parola uscì una frase, da una frase un discorso, da un discorso qualsiasi tutto d'un tratto mi dicesti: "Ma perché io e te non ci parliamo più? Io non credo di ricordarmi il motivo preciso, non so bene se ce ne siano di ragioni sufficienti a rovinare il bel rapporto che c'era tra noi". Io, incredula nel sentire certe parole, annuii e ti risposi "Che ne dici se mettiamo una pietra sopra? Neanche io ricordo con precisione. Amici?" Da lì fu un'altra storia, la serata ebbe la sua svolta. Come in ogni storia c'è un punto in cui tutto cambia, così quel momento cambiò tutta la serata, cambiò tutto.

Finita la cena al ristorante, andammo a bere qualcosa per qualche locale, prima di dirigerci in discoteca.. ricordo ancora che ero seduta accanto ad alcuni dei nostri amici, gli stessi che avevano sperato e creduto in noi, e come allora, anche quella sera iniziarono il loro interrogatorio.. finché arrivasti tu e da dietro appoggiasti le mani sulle mie spalle scoperte e mi facesti un piccolo massaggio; io non mi girai perché sapevo che eri tu, sentivo il tuo profumo, sentivo la tua presenza dietro di me, ed ero stranamente tranquilla e per nulla spaventata.
Andammo finalmente in discoteca e tu mi invitasti a ballare, tu, per nulla sbronzo, forse un po' brillo ma conscio di quello che stavamo facendo, conscio di quello che significava per noi quella sera. Fu un gesto che apprezzai tantissimo: a me ballare non piace moltissimo, mi diverto in compagnia a passare la serata in discoteca ma di sicuro non sono una di quella che ogni venerdì o sabato vi si rinchiude dentro per ore a scatenarsi. Quella sera ballai, ballammo insieme per un sacco di tempo, finché tu non mi chiedesti di cambiare sala. Altri balli, altri movimenti in sincronia, altri corpi che si sfioravano, altri attimi indimenticabili.. decidemmo poi di ritornare dagli altri e tu mi chiedesti un bacio. Un bacio che tu cercasti per tutta la sera e che io non ti diedi, anzi, ti mostravo l'anello che portavo al dito, il simbolo che mi legava a qualcun altro. Il viaggio di ritorno lo trascorremmo stando vicini, mano nella mano, la mia testolina appoggiata alla tua e la tua giacca sulle spalle perché avevo freddo.
Arrivati tu mi svegliasti con un tenero bacio in fronte e scendemmo dalla corriera. Ci ritrovammo tutti in piazza per fare colazione, erano circa le sei del mattino e pian piano tutti se ne andarono a casa. Rimanemmo io, tu, e altri due nostri compagni. Insieme decidemmo di continuare il giro delle colazioni e poi passare agli aperitivi.. ritornai a casa accompagnata da te solo verso le undici di mattina. Fu la nostra serata, fu il nostro rincontro.
A gennaio ti feci pervenire una mia lettera tramite un amico in comune, in cui ti scrivevo che ti avevo sempre pensato, che tu avresti fatto sempre parte della mia vita, in un modo o nell'altro ti avrei portato nel mio cuore; inoltre ti ringraziai per la serata della coscrizione e per i bei momenti passati insieme. Ma ti dissi anche che non era ancora il nostro momento, che io ero impegnata con qualcun altro e che se avessimo dovuto stare insieme, lo avrebbe deciso il destino. E così passarono i mesi, noi non ci sentivamo, io ero sempre più in crisi, la maturità si avvicinava... Iniziammo a scriverci per cellulare, io il mio lo avevo rotto e per mesi non ne ebbi uno e solo poi scoprii che in quei mesi tu mi avevi cercato (mesi che risalivano a prima della coscrizione): era più o meno aprile '05 quando ci scrivevamo con una certa frequenza..
Prima della maturità lasciai il ragazzo con il quale avevo condiviso quattro intensi anni e decisi che per un po' non ne volevo sapere di storie: volevo godermi l'estate della matura. Ci sentimmo ancora per telefono finché a fine agosto tu non mi invitasti a prendere un aperitivo insieme. Accettai, in fondo eravamo ritornati amici, non c'era nulla di strano.. da lì iniziai a uscire con la tua compagnia, e le attenzioni nei miei confronti crebbero finché culminarono con una serata in discoteca. Era venerdì 5 novembre e ad un certo tratto tu mi chiedesti di uscire sul balcone a prendere un po' d'aria.. parlammo di come andava il mio primo anno universitario, parlammo tanto finché, non so se per colpa del vino o di che altro, i nostri corpi si avvicinarono in un abbraccio più intenso di quelli che eravamo soliti darci quando uscivamo in compagnia. Mi staccai dall'abbraccio ma il mio viso sfiorò il tuo, le mie labbra sfiorarono le tue e ci baciammo: fu un bacio meraviglioso, sentito, aspettato e finalmente dato. Rimanemmo per un po' a guardarci e poi tu mi accompagnasti a cercare le mie amiche perché era venuta ora di tornare a casa. L'indomani sera mi scrivesti un messaggio che conservo ancora perché reca la data del nostro primo vero bacio; diceva proprio così: "Ciao stella. Oggi non smetto mai di pensarti...Ti voglio bene".

Da quella volta le nostre uscite per un caffè o per l'aperitivo si facevano sempre più frequenti, sempre per quanto possibile, visto che io ritorno a casa per i fine settimana e durante tutta la settimana sono a studiare all'università fuori. Tutti i tuoi amici hanno iniziato a fare battutine e pure i baristi del bar dove di solito ci ritroviamo buttavano lì qualche frasetta su di noi.. finché anch'io iniziai a giocare, a stuzzicarti: ormai mi piacevi tantissimo e aspettavo solo che tu facessi il primo passo.. Tu, timido come non mai quando si tratta di sentimenti e spavaldo con il resto del mondo, facesti il passo decisivo dopo che io tirai fuori l'argomento e tastai il terreno ancora una volta. Era la sera del 9 dicembre '05 e stavamo bevendo qualcosa assieme, come una serata delle tante, quando tu mi guardasti con i tuoi occhioni verdi e mi dicesti "non mi va più di continuare così: usciamo, ci vediamo, stiamo bene insieme e tutto il resto ma non c'è niente di concreto e di deciso fra noi.. non mi piace più questa situazione, voglio qualcosa di più. Cosa ne pensi? Sei d'accordo anche tu?" e io al momento non dissi niente, perché ero troppo sorpresa. Era una frase che aspettavo da quasi un mese e che non arrivava mai, ma in quel momento non me lo sarei mai aspettata, non ero "pronta" a sentirmi dire certe cose da te, sebbene ero cosciente di desiderarle fin troppo. Alla fine annuii e passammo una serata fantastica. Alla fine della serata mi accompagnasti a casa e l'indomani mattina trovai un meraviglioso messaggio, che conservo tutt'ora: "era passata la mezzanotte e qualcosa era cambiato...il 10 dicembre è un giorno che non potrò mai dimenticare".
Ci rivedemmo la domenica pomeriggio e seppi da uno dei tuoi migliori amici che il 10 dicembre non era solo il nostro giorno, ma anche il suo e quello della sua ragazza. Così ridemmo e ci scherzammo sopra perché lui mi disse "Ma perché proprio il 10, con tutti i giorni che ci sono????" e io subito risposi "Dillo a lui, non a me, se fosse stato per me sarebbe successo tutto prima: è colpa sua!!"
Tutti erano felici per noi, finalmente era arrivato il nostro momento, finalmente tutto poteva andare per il meglio: noi potevamo viverci la nostra storia in pieno.
Arrivò Natale e arrivarono gli scambi dei regali e poi arrivò Capodanno: tu e la tua compagnia a Vienna e io a casa ammalata. Non sarei venuta comunque perché l'unica persona contraria alla nostra storia era mia mamma. Ti credeva ancora il ragazzino che aveva fatto soffrire la sua bambina, ti credeva il ragazzino spericolato di sei anni prima. Ma lei non ti conosce come ti conosco io. Anch'io ero preoccupata che anche stavolta ti saresti tirato indietro, avevo paura che mi prendessi in giro di nuovo. Io avevo vissuto una storia di quattro anni, tu non avevi mai avuto una ragazza fissa, a dire il vero non avevi mai avuto una ragazza. Io ero iscritta regolarmente al primo anno di università, tu lavoravi e frequentavi la scuola serale per prendere un diploma.
Piano piano iniziasti a sorprendermi: con i gesti e con le parole. Capii che mi potevo lasciar andare, capii che di te mi potevo e mi dovevo fidare, capii che erano passati giustamente ben sei anni e non eri più il ragazzino spericolato di allora, capii che ti stavi innamorando di me veramente e che stavi scoprendo l'amore insieme a me. Un giorno mi scrivesti un messaggio semplice e di grandissimo impatto che mi fece batter forte il cuore: "Sei la cosa più bella e importante che ha incontrato la mia vita".
Parlavamo tanto e a lungo, tu mi chiedevi spesso se i miei genitori cambiavano idea sul tuo conto, cosa dicevano di te, finché non uscì il discorso degli anni in cui non ci sentivamo. Scoprii che non ero la sola a pensare ad una nostra possibile storia, anche tu avevi gli stessi pensieri e una volta mi dichiarasti "Non è un caso che ci pensavamo anche se avevamo preso strade diverse! C'è un qualcosa di raro e forse unico che ci lega".
A gennaio arrivò il primo "Ti amo" e assieme a quello arrivò la festa dei tuoi vent'anni. Come ogni volta che uscivamo io avevo orari di ritorno un po' esagerati e quella sera non fece eccezione, ma tanto sapevo che di te mi potevo fidare, che ti saresti comportato da bravo ragazzo quale eri e così ti salutai all'una quando ancora la festa non era decollata con la solita frase "Mi raccomando..". Tu ovviamente ci scherzasti sopra come sempre; io ti scrivevo di farmi uno squillo quando ritornavi a casa dalle serate del sabato o del venerdì, cui io immancabilmente non facevo mai parte fino alla fine per i miei orari. Questa cosa ti ha scosso un po' all'inizio perché mi dicesti che era carino che qualcuno si preoccupava per te- "è carino sapere che c'è qualcuno a casa che ti aspetta".. io ti regalai uno dei miei sorrisi che ti scaldavano sempre il cuore.

Tutto scorreva tranquillo ma ci fu anche una litigata, la nostra prima litigata forte.. stavamo tornando a casa da una domenica pomeriggio trascorsa in compagnia dell'altra coppia del nostro gruppo. Ad un certo momento iniziasti a guidare in modo pericoloso e sia io che l'altra ragazza iniziammo a sgridarti e a chiederti di farla finita. Tu smettesti ma poi ricominciasti: per fortuna non successe niente, ma quando mi accompagnasti a casa iniziai a urlarti che non volevo che tu guidassi più in quel modo, che non era possibile essere così spericolati in auto. Dopotutto se si è da soli si osa sempre un po' di più rispetto a quando si ha gente in macchina, è comprensibile, lo faccio anch'io, ma la mia paura era legata ad altro. Se tu guidavi così con noi, cosa dovevo pensare io quando non avevi nessuno in auto, quanto osavi al sabato se mettevi tu la macchina? Avrei dovuto preoccuparmi ogni volta???
Tu da orgoglioso e permaloso non dicesti niente, tranne che per una frase "Finiamola qua che non voglio litigare". Allora io, altrettanto orgogliosa e permalosa, scesi dall'auto e mi avviai verso il portone di casa mia. Non ci salutammo e l'indomani mattina partii come ogni lunedì per l'università. In giornata mi arrivò un tuo messaggio: mi scrivevi che non ti era piaciuto il mio comportamento, non ti era piaciuta la sceneggiata del "se devi guidare così, accosta pure che me la faccio a piedi.", ti dispiaceva non avermi salutato a dovere. Anche perché il venerdì era stata una bellissima serata, ci eravamo scambiati i regali di San Valentino, in ritardo perché cadeva durante la settimana. Era un peccato rovinare tutto per una litigata domenicale. Piansi, quella sera piansi tanto e per la prima volta da quando stavamo insieme, le lacrime scendevano giù da sole senza bisogno di chiamarle, riflettei molto e mi accorsi che un misero weekend era poco per la nostra storia, noi avevamo bisogno di più tempo da dedicare l'uno all'altra ma più di così non sapevo proprio dove tirare fuori ore e tempo per te e per noi.
Sarebbe stato tutto più semplice se fossimo stati vicini: il giorno dopo avremmo potuto vederci e parlarci perché messaggi e telefonate non rendono mai quanto una conversazione. Comunque poi facemmo la pace e tutto si risolse. Sono convinta che il destino sia già stato deciso: io avevo provato a dimenticarti e tu sei ricomparso, anche se mi hai fatto soffrire per tanto e in modi diversi sono consapevole che tu sarai per sempre mio e io sarò per sempre tua. Oggi cerco di capirti e di comprenderti, di darti tutto quello che posso donarti, dal rispetto, alla stima, all'affetto per arrivare all'amore.
Vivo con la consapevolezza che ogni minima cosa è legata a te ed è una sensazione duplice: da un lato meravigliosa perché mi alzi al mattino sapendo di non essere sola; dall'altro lato è terrificante perché se tutto dovesse scomparire mi cadrebbe la terra da sotto i piedi.
Molto spesso mi guardo indietro e rivivo i miei "se.." ma poi ritorno alla realtà e ti vedo al mio fianco, so che tu sarai accanto a me finché lo vorrai e questo mi dà la forza e la voglia di andare avanti, di scoprire un nuovo mondo con te, con gioie e dolori:prenderò tutto quello che verrà perché è giusto che sia, come credo che sia giusto che noi stiamo insieme. Da atea credo che Qualcuno lo abbia deciso per noi, ed è giusto che noi portiamo avanti la nostra storia finché lo vorremo.
Siamo entrambi giovani, abbiamo un futuro davanti a noi, strade che forse ci porteranno lontani l'uno dall'altro ma so per certo che se è deciso che noi staremo insieme, così sarà.
Già in passato abbiamo percorso strade diverse ed oggi siamo qui a guardare al domani con gli occhi di chi sa di avere al fianco una persona speciale, la persona del proprio cuore: ho la certezza che i nostri cuori si appartengano.


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Commenti

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francesca sabato, 24 febbraio 2007

nn rimpiangere ki ti ruba l'anima

Io.....vorrei dirti ke.....sto vivendo l prima parte della tua storia....dopo 7 mesi ci siamo incontrati.....è venuto lui....lo kiamo bambi sai?...si xk ha davvero gli okki 1 po a cerbiatto....lo amo da morire e senza di lui nn so stare........Nn devi cercare conforto nelle amike...xk nn ti capiranno mai..lo so bene....devi cerkare conforto nel tempo...si xk ti rikuce una ferita di cui x sempre avrai la cicatrice...ma nn ti impedirà di vivere...nn trovo le parole x dirti qll k ankio ho passato ankq xk nn servirebbe.......quindi ti auguro tutta la felicita del mondo xk prima o poi x lui nn rimarrà l'amore ma solo un ricordo e una delusione....buona vita 1 bacio francesca

n° 56
RoBeRtA lunedì, 15 ottobre 2007

hai ragione....

Hai ragione...mi è capitata una cosa simile..però meno drammatika xke io nn lo amo...ma lui mi ha detto ke mi ama..xò siamo un pò lontani...ma a quanto pare si è gia dimentikato ke esisto xke nn si fa piu sentire...poi mi sn lasciata da poco cn un ragazzo...è durata poco la cosa...ma anke lui pare gia ke nn gliene freghi piu niente di me...I RAGAZZI DIMENTICANO SUBITO...e le ragazze no...questo è un grande problema...sono poki i raga ke soffrono x amore...la maggioranza sono le ragazze...!!!ciao!!!

valentina lunedì, 29 maggio 2006

....spero e continua a sperare...

ciao... mi kiamo Valentina e ho 15 anni, mi sono ritrovata molto nella prima parte della tua storia , noi purtroppo nn ci siamo ancora 'RITROVATI' ma io continuo a sperarci.. davvero spero nel tuo lietofine...
ciao

n° 55
yle mercoledì, 31 maggio 2006

Re: ....spero e continua a sperare...

> ciao... mi kiamo Valentina e ho 15 anni, mi sono
> ritrovata molto nella prima parte della tua storia
> , noi purtroppo nn ci siamo ancora 'RITROVATI' ma
> io continuo a sperarci.. davvero spero nel tuo
> lietofine...
> ciao

ciao valentina,
grazie x le belle parole,ti consiglio di non scoraggiarti mai, io non lho fatto, ed ora,a 20anni, sono felicissima di tutto..ti confesso che ho sofferto parecchio e dalla lettera si legge bene quello che ho passato, ti auguro tanto che voi vi ritrovaire al più presto!!
fai bene a sperare!non c'è mai nulla di perduto!!
un abbraccio
yle

Bimba mercoledì, 17 maggio 2006

:)

Siete stati davvero fortunati ci sono persone che queste sensazioni non le proveranno mai... anche se un giorno potresti soffrire almeno sai che c'è stato e il ricordo sarà sempre con te...

n° 54
Carol sabato, 6 maggio 2006

Semplicemente stupenda..

sxo k starete insieme x tutta la vita...davvero!ank a me è capitata quasi la stessa cosa...buona fortuna! : ) SMACK!!!!

n° 53
°°Lizzy°° giovedì, 4 maggio 2006

wow

wow sono felice x voi! spero che anche a me succeda una cosa del genere che sto aspettando da anni...un bacio!

n° 52
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