Storie: "Legati dal destino"
"Me lo hai detto tu stesso: quello che c'è fra noi è un qualcosa di strano, di magico e forse unico che ci lega, un qualcosa che probabilmente non si spezzerà mai, noi due saremo legati per sempre da un sottile filo che ci tiene uniti"..
Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete
inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che
vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e
riflettere insieme con i ricordi di una persona sola Redazione
di GP
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Me lo hai detto tu stesso: quello che c'è fra noi è un qualcosa
di strano, di magico e forse unico che ci lega, un qualcosa che probabilmente
non si spezzerà mai, noi due saremo legati per sempre da un sottile filo
che ci tiene uniti, anche se non lo siamo nella realtà ..non ci ho creduto
finché non l'ho provato sulla mia stessa pelle..
Se mi chiedessero di dire quando tutto è iniziato forse non lo saprei
con certezza.. forse quando eravamo in classe insieme alle scuole medie..
In 2^ quando tu mi venivi dietro e io non ti filavo proprio perché ero
la solita brava ragazza casa e scuola che non avrebbe mai dato confidenza allo
sbandato che rischiava ogni giorno sul suo motorino con il suo gruppetto di
amici, e che aveva la solita reputazione da bello ma impossibile, tu sceglievi
la tua vittima e tutte lì a sbavarti dietro.. Io ero troppo impegnata
a sperare in un futuro sportivo e quindi non avevo tempo per "certe cose
da ragazzini".. a dire il vero non avevo tempo per niente, dopo scuola
c'era sempre lei, la mia unica amica e compagna di vittorie e sconfitte, la
pallavolo.
In 3^ media quando la cosa si invertì, forse perché ci avevano
messo vicini di banco e io iniziai a vederti con occhi diversi, iniziasti a
piacermi, avevi colpito ancora e tu non immaginavi quanto nel profondo del mio
cuore saresti andato. Ma c'era ancora lui, lo sport.. sempre presente...e
quell'anno fu speciale.. il 2000 fu speciale: selezioni per la rappresentativa
provinciale, selezioni per la rappresentativa regionale...tutto andò
per il meglio.. i miei sforzi erano stati premiati.
In quell'anno mi invitasti a trascorrere il giorno di Pasquetta con la tua compagnia
e io rifiutai con una sicurezza che ti fece tremare, temevi di aver interpretato
male i miei sguardi, temevi di esserti sbagliato, temevi di non piacermi; invece
l'avevo semplicemente fatto perché quel giorno dovevo essere a Trieste,
al torneo più importante per me: ci sarebbero stati tutti i principali
osservatori e selezionatori e io non potevo mancare. Poi la nostra famosa 3^B
partì per la gita dell'anno: una settimana in Costa
Azzurra.. giorni indimenticabili che né tu né io mai scorderemo..
Ho ancora impresso nel dettaglio il modo in cui tu ti avvicinasti a me in corriera
e mi chiedesti di farmi compagnia "è tutto il giorno che sei
seduta qua davanti senza mai venire dietro, posso?" e facesti cenno
di sederti accanto a me. Io, da un lato incredula, perché credevo che
dopo il mio no di pasquetta il tuo orgoglio ferito avrebbe vinto sull'interesse
nei miei confronti, e dall'altra indifferente, perché anche se tu non
mi guardavi più io avevo la pallavolo che riempiva la mia vita. Ma sbagliavo,
tu eri lì, con un'aria tranquilla, rilassata, tremendamente bella e stavi
aspettando qualche mia parola.. così iniziammo a chiacchierare tranquillamente,
veramente bene finché non venne ora di scendere e tu, da ragazzo furbo
mi dicesti "puoi farmi un piacere? Mi tieni i cd in borsa che poi passo
in camera tua e li riprendo?" e io risposi di sì, in fondo era
un piccolo favore, niente di che, probabilmente ti scocciava cacciarli nel tuo
zaino, pigro e sfaticato com'eri!!
Ci sistemammo nelle nostre stanze: io ero nella camera più grande di
tutte le ragazze, con una fantastica vista sulla città, con un terrazzone
immenso e tre letti uniti da una parte della stanza e altri tre letti da un'altra
parte, le due divise da una parete. Si capì subito che quella sarebbe
divenuta la stanza del ritrovo di tutti quanti
alla sera, e fu proprio così!!
Più tardi passasti tu con un nostro compagno di classe per recuperare
i tuoi preziosissimi cd e riparlammo ancora un po'. Quando te ne andasti fui
subito assalita dalle nostre compagne di classe "ma hai visto come ti
guarda?" e "come vuoi che mi guardi?", "ma avete parlato
tantissimo!" e "non è vero, si è solo ripreso i cd"
e "ma si, come fai a non capire, lo hai preso veramente forte!"
e io, da ingenua ragazza che non aveva mai dato un bacio
a nessuno né tantomeno c'era stata mai insieme a qualcuno, non
capivo proprio perché tutte mi stessero spiegando che avevo colpito il
bersaglio più difficile in assoluto: io non riuscivo a capire che
cosa c'era di così straordinario nel portare un paio di cd...poi,
molto poi, tutto divenne chiaro, più che chiaro, divenne cristallino..
Bastò un giorno e capii: capii di piacerti, capii
che mi piacevi davvero, in un modo mai provato, capii che girovagare
per le città sconosciute con la mia mano stretta alla tua e parlare francese
con le persone originarie del posto con te al mio fianco era una cosa magnifica
e mi dava sensazioni mai provate...ci fu il nostro
e il mio primo bacio sulla spiaggia al calare del tramonto: momento indimenticabile,
fantastico, che porterò sempre nel cuore.
L'indomani si partì per ritornare in terra italiana e io guardavo fuori
dal finestrino con una nostalgia tale quasi da sapere già cosa mi avrebbe
aspettata al ritorno..
Lasciasti emozioni e sentimenti in Costa Azzurra, lasciasti
tutto al di là del confine...perché quando ritornammo
a scuola tu avevi dimenticato tutto, ritornasti a fare lo sbruffone, a vantarti
con i tuoi amici di esserti preso gioco di me, che io
non avevo significato niente, che quei giorni per te non avevano significato
niente! All'inizio non volevo crederci, per molto non ci credetti.. a parlare
con te era impossibile, tu eri sempre impegnato, sebbene fossimo vicini di banco
tu non eri più quello delle passeggiate romantiche al tramonto, tu non
eri più quello degli abbracci e dei baci rubati..
Arrivarono gli esami e arrivò l'estate.. e con la nuova stagione tu
ti scordasti definitivamente di me..
Per me iniziò un periodo tremendo: finii in depressione
e vittima dei disturbi alimentari, prima anoressia, poi bulimia.. tu
questo non lo hai mai saputo e forse non te lo dirò mai..
Arrivò il primo anno di liceo, la mia scuola era adiacente alla tua,
corridoi in comune, ricreazione e cortile in comune, ma niente, ti guardavo
e tu non salutavi, mi guardavi e io mi giravo...passò un anno e conobbi
un altro ragazzo con il quale condivisi quattro lunghi anni che mi fecero dimenticare
apparentemente il dolore e l'amore che provavo per te. La pallavolo era sempre
una costante nella mia vita, finché dovetti smettere,
per sempre, ad un passo dal diventare professionista. Ebbi più
tempo per pensare, per studiare, e un bel giorno stavo andando in corriera a
scuola quando vidi la tua macchina sul ciglio della strada statale e tu fuori
che aspettavi il carro attrezzi e la polizia: avevi fatto il tuo primo incidente
in auto e il mio cuore salì fino alla gola all'istante.. arrivammo a
scuola e alcuni di noi presero la macchina e ti seguirono in ospedale, dove
tu eri andato per degli accertamenti, per fortuna non avevi fatto niente di
grave.. avrei tanto voluto dire "vengo anch'io!" ma io e te
non ci parlavamo, non sapevo se mi volevi in un momento così, per cui
andai a scuola e sperai che qualcuno mi inviasse un messaggio per assicurarmi
che tutto fosse a posto, per quanto potesse essere davvero tutto ok.
Arrivò il 5 dicembre 2004, venerdì della coscrizione.. la
mia storia andava a rotoli, si stava disgregando e dirigere l'organizzazione
della festa poteva essere una buona idea per non doverci pensare.. Ma quando
Valentina propose di invitare anche te e gli altri due nostri compagni delle
medie, anche se in teoria non avreste dovuto esserci, venni colpita al cuore
in un modo che mai dimenticherò. Vale mi disse:"Tutto ok? tanto
fra voi non c'è proprio niente, saremo in tanti, neanche vi accorgerete
l'uno dell'altra."
La serata si avvicinava e tutti i preparativi cadevano nelle mie mani perfezioniste,
la tensione saliva e tu eri sempre nei miei pensieri, mentre
il mio ragazzo mi chiedeva perché fossi così distratta,
come se non mi interessasse più la nostra storia. In quella storia c'erano
dei piccoli segnali che mi riportavano a te.. tu e lui compivate gli anni lo
stesso giorno, seppure lui era più vecchio di noi due di quattro anni,
così ogni compleanno suo un mio pensiero andava
immancabilmente a te.
Alla fine la serata arrivò: vestito pronto, appuntamento dalla parrucchiera
per trucco e acconciatura pronto, regali per il ricordo della serata pronti
a casa mia, già ritirati, prenotazione del ristorante e della discoteca
pronti; così come il fotografo, anche l'autista della corriera era pronto
a farci trascorrere la serata più lunga ed emozionante di tutti i nostri
diciotto anni.
Arrivai al bar per l'aperitivo prima della Messa con in miei soliti minuti di
ritardo e appena entrai venni folgorata da un tuo stupendo sorriso e da un tuo
caloroso "Ciao". Ricambiai, credo non sufficientemente cosciente che
quella era la prima parola che ci rivolgevamo dopo anni,
lo feci più per educazione, per automatismo che per altro: ero
sconvolta..
Solo dopo seppi, e direttamente da te, che anche tu eri
spaventato quanto me di questa serata: non sapevi se dovevi venire o
meno, perché sapevi che ci sarei stata io, ma sapevi anche che poteva
essere forse l'unica occasione per chiarire e cercare almeno un rapporto di
amicizia: alla fine decidesti di venire sperando che la fortuna stesse dalla
tua parte. E così fu.
Dopo l'aperitivo andammo a Messa e poi il fotografo immortalò la nostra
serata con delle foto di gruppo; infine l'autista ci portò direttamente
al ristorante. Verso metà della serata ti avvicinasti a me, mi chiedesti
se potevi sederti accanto, proprio come facesti in corriera verso la Costa Azzurra
e io annuii proprio come allora.
Iniziasti a parlare, a chiedermi come stavo, com'era la mia vita e da una parola
uscì una frase, da una frase un discorso, da un discorso qualsiasi tutto
d'un tratto mi dicesti: "Ma perché io e te non ci parliamo più?
Io non credo di ricordarmi il motivo preciso, non so bene se ce ne siano di
ragioni sufficienti a rovinare il bel rapporto che c'era tra noi".
Io, incredula nel sentire certe parole, annuii e ti risposi "Che ne
dici se mettiamo una pietra sopra? Neanche io ricordo con precisione. Amici?"
Da lì fu un'altra storia, la serata ebbe la sua
svolta. Come in ogni storia c'è un punto
in cui tutto cambia, così quel momento cambiò tutta la serata,
cambiò tutto.
Finita la cena al ristorante, andammo a bere qualcosa per qualche locale, prima
di dirigerci in discoteca.. ricordo ancora che ero seduta accanto ad alcuni
dei nostri amici, gli stessi che avevano sperato e creduto in noi, e come allora,
anche quella sera iniziarono il loro interrogatorio.. finché arrivasti
tu e da dietro appoggiasti le mani sulle mie spalle scoperte e mi facesti un
piccolo massaggio; io non mi girai perché sapevo
che eri tu, sentivo il tuo profumo, sentivo la tua presenza dietro di
me, ed ero stranamente tranquilla e per nulla spaventata.
Andammo finalmente in discoteca e tu mi invitasti a ballare, tu, per nulla sbronzo,
forse un po' brillo ma conscio
di quello che stavamo facendo, conscio di quello che significava per
noi quella sera. Fu un gesto che apprezzai tantissimo: a me ballare non piace
moltissimo, mi diverto in compagnia a passare la serata in discoteca ma di sicuro
non sono una di quella che ogni venerdì o sabato vi si rinchiude dentro
per ore a scatenarsi. Quella sera ballai, ballammo insieme per un sacco di tempo,
finché tu non mi chiedesti di cambiare sala. Altri balli, altri movimenti
in sincronia, altri corpi che si sfioravano, altri attimi indimenticabili..
decidemmo poi di ritornare dagli altri e tu mi chiedesti un bacio. Un bacio
che tu cercasti per tutta la sera e che io non ti diedi, anzi, ti
mostravo l'anello che portavo al dito, il simbolo che mi legava a qualcun altro.
Il viaggio di ritorno lo trascorremmo stando vicini, mano
nella mano, la mia testolina appoggiata alla tua e la tua giacca sulle
spalle perché avevo freddo.
Arrivati tu mi svegliasti con un tenero bacio in fronte e scendemmo dalla corriera.
Ci ritrovammo tutti in piazza per fare colazione, erano circa le sei del mattino
e pian piano tutti se ne andarono a casa. Rimanemmo io, tu, e altri due nostri
compagni. Insieme decidemmo di continuare il giro delle colazioni e poi passare
agli aperitivi.. ritornai a casa accompagnata da te solo verso le undici di
mattina. Fu la nostra serata, fu il nostro rincontro.
A gennaio ti feci pervenire una mia lettera tramite un amico in comune, in cui
ti scrivevo che ti avevo sempre pensato, che tu avresti fatto sempre parte della
mia vita, in un modo o nell'altro ti avrei portato nel mio cuore; inoltre ti
ringraziai per la serata della coscrizione e per i bei momenti passati insieme.
Ma ti dissi anche che non era ancora il nostro momento,
che io ero impegnata con qualcun altro e che se avessimo dovuto stare insieme,
lo avrebbe deciso il destino. E così passarono i mesi, noi non
ci sentivamo, io ero sempre più in crisi, la maturità si avvicinava...
Iniziammo a scriverci per cellulare, io il mio lo avevo rotto e per mesi non
ne ebbi uno e solo poi scoprii che in quei mesi tu mi avevi cercato (mesi che
risalivano a prima della coscrizione): era più o meno aprile '05 quando
ci scrivevamo con una certa frequenza..
Prima della maturità lasciai il ragazzo con il
quale avevo condiviso quattro intensi anni e decisi che per un po' non
ne volevo sapere di storie: volevo godermi l'estate della matura. Ci sentimmo
ancora per telefono finché a fine agosto tu non mi invitasti a prendere
un aperitivo insieme. Accettai, in fondo eravamo ritornati amici, non c'era
nulla di strano.. da lì iniziai a uscire con la tua compagnia, e le attenzioni
nei miei confronti crebbero finché culminarono con una serata in discoteca.
Era venerdì 5 novembre e ad un certo tratto tu mi chiedesti di uscire
sul balcone a prendere un po' d'aria.. parlammo di come andava il mio primo
anno universitario, parlammo tanto finché, non so se per colpa del vino
o di che altro, i nostri corpi si avvicinarono in un abbraccio
più intenso di quelli che eravamo soliti darci quando uscivamo
in compagnia. Mi staccai dall'abbraccio ma il mio viso sfiorò il tuo,
le mie labbra sfiorarono le tue e ci baciammo: fu un bacio meraviglioso, sentito,
aspettato e finalmente dato. Rimanemmo per un po' a guardarci e poi tu mi accompagnasti
a cercare le mie amiche perché era venuta ora di tornare a casa. L'indomani
sera mi scrivesti un messaggio che conservo ancora perché
reca la data del nostro primo vero bacio; diceva proprio così:
"Ciao stella. Oggi non smetto mai di pensarti...Ti voglio bene".
Da quella volta le nostre uscite per un caffè o per l'aperitivo si facevano
sempre più frequenti, sempre per quanto possibile, visto che io ritorno
a casa per i fine settimana e durante tutta la settimana sono a studiare all'università
fuori. Tutti i tuoi amici hanno iniziato a fare battutine e pure i baristi del
bar dove di solito ci ritroviamo buttavano lì qualche frasetta su di
noi.. finché anch'io iniziai a giocare, a stuzzicarti: ormai
mi piacevi tantissimo e aspettavo solo che tu facessi il primo passo..
Tu, timido come non mai quando si tratta di sentimenti e spavaldo con il resto
del mondo, facesti il passo decisivo dopo che io tirai fuori l'argomento e tastai
il terreno ancora una volta. Era la sera del 9 dicembre '05 e stavamo bevendo
qualcosa assieme, come una serata delle tante, quando tu mi guardasti con i
tuoi occhioni verdi e mi dicesti "non mi va più di continuare
così: usciamo, ci vediamo, stiamo bene insieme e tutto il resto ma non
c'è niente di concreto e di deciso fra noi.. non mi piace più
questa situazione, voglio qualcosa di più. Cosa ne pensi? Sei d'accordo
anche tu?" e io al momento non dissi niente, perché ero troppo
sorpresa. Era una frase che aspettavo da quasi un mese
e che non arrivava mai, ma in quel momento non me lo sarei mai aspettata,
non ero "pronta" a sentirmi dire certe cose da te, sebbene ero cosciente
di desiderarle fin troppo. Alla fine annuii e passammo una serata fantastica.
Alla fine della serata mi accompagnasti a casa e l'indomani mattina trovai un
meraviglioso messaggio, che conservo tutt'ora: "era passata la mezzanotte
e qualcosa era cambiato...il 10 dicembre è un giorno che non potrò
mai dimenticare".
Ci rivedemmo la domenica pomeriggio e seppi da uno dei tuoi migliori amici che
il 10 dicembre non era solo il nostro giorno, ma anche il suo e quello della
sua ragazza. Così ridemmo e ci scherzammo sopra perché lui mi
disse "Ma perché proprio il 10, con tutti i giorni che ci sono????"
e io subito risposi "Dillo a lui, non a me, se fosse stato per me sarebbe
successo tutto prima: è colpa sua!!"
Tutti erano felici per noi, finalmente era arrivato il
nostro momento, finalmente tutto poteva andare per il meglio: noi potevamo
viverci la nostra storia in pieno.
Arrivò Natale e arrivarono gli scambi dei regali e poi arrivò
Capodanno: tu e la tua compagnia a Vienna e io a casa ammalata. Non sarei venuta
comunque perché l'unica persona contraria alla
nostra storia era mia mamma. Ti credeva ancora il ragazzino che aveva
fatto soffrire la sua bambina, ti credeva il ragazzino spericolato di sei anni
prima. Ma lei non ti conosce come ti conosco io. Anch'io ero preoccupata che
anche stavolta ti saresti tirato indietro, avevo paura che mi prendessi in giro
di nuovo. Io avevo vissuto una storia di quattro anni, tu non avevi mai avuto
una ragazza fissa, a dire il vero non avevi mai avuto una ragazza. Io ero iscritta
regolarmente al primo anno di università, tu lavoravi e frequentavi la
scuola serale per prendere un diploma.
Piano piano iniziasti a sorprendermi: con i gesti e con le parole. Capii
che mi potevo lasciar andare, capii che di te mi potevo e mi dovevo fidare,
capii che erano passati giustamente ben sei anni e non eri più il ragazzino
spericolato di allora, capii che ti stavi innamorando di me veramente e che
stavi scoprendo l'amore insieme a me. Un giorno mi scrivesti un messaggio semplice
e di grandissimo impatto che mi fece batter forte il cuore: "Sei la
cosa più bella e importante che ha incontrato la mia vita".
Parlavamo tanto e a lungo, tu mi chiedevi spesso se i miei genitori cambiavano
idea sul tuo conto, cosa dicevano di te, finché non uscì il discorso
degli anni in cui non ci sentivamo. Scoprii che non ero la sola a pensare ad
una nostra possibile storia, anche tu avevi gli stessi pensieri e una volta
mi dichiarasti "Non è un caso che ci pensavamo anche se avevamo
preso strade diverse! C'è un qualcosa di raro e forse unico che ci lega".
A gennaio arrivò il primo "Ti amo"
e assieme a quello arrivò la festa dei tuoi vent'anni. Come ogni volta
che uscivamo io avevo orari di ritorno un po' esagerati e quella sera non fece
eccezione, ma tanto sapevo che di te mi potevo fidare, che ti saresti comportato
da bravo ragazzo quale eri e così ti salutai all'una quando ancora la
festa non era decollata con la solita frase "Mi raccomando..".
Tu ovviamente ci scherzasti sopra come sempre; io ti scrivevo di farmi uno
squillo quando ritornavi a casa dalle serate del sabato o del venerdì,
cui io immancabilmente non facevo mai parte fino alla fine per i miei orari.
Questa cosa ti ha scosso un po' all'inizio perché mi dicesti che era
carino che qualcuno si preoccupava per te- "è carino sapere che
c'è qualcuno a casa che ti aspetta".. io ti regalai uno dei
miei sorrisi che ti scaldavano sempre il cuore.
Tutto scorreva tranquillo ma ci fu anche una litigata, la nostra prima litigata
forte.. stavamo tornando a casa da una domenica pomeriggio trascorsa in compagnia
dell'altra coppia del nostro gruppo. Ad un certo momento iniziasti a guidare
in modo pericoloso e sia io che l'altra ragazza iniziammo a sgridarti e a chiederti
di farla finita. Tu smettesti ma poi ricominciasti: per fortuna non successe
niente, ma quando mi accompagnasti a casa iniziai a urlarti che non volevo che
tu guidassi più in quel modo, che non era possibile essere così
spericolati in auto. Dopotutto se si è da soli si osa sempre un po' di
più rispetto a quando si ha gente in macchina, è comprensibile,
lo faccio anch'io, ma la mia paura era legata ad altro.
Se tu guidavi così con noi, cosa dovevo pensare io quando non avevi nessuno
in auto, quanto osavi al sabato se mettevi tu la macchina? Avrei dovuto preoccuparmi
ogni volta???
Tu da orgoglioso e permaloso non dicesti niente, tranne che per una frase
"Finiamola qua che non voglio litigare". Allora io, altrettanto
orgogliosa e permalosa, scesi dall'auto e mi avviai verso il portone di casa
mia. Non ci salutammo e l'indomani mattina partii come ogni lunedì per
l'università. In giornata mi arrivò un tuo messaggio: mi
scrivevi che non ti era piaciuto il mio comportamento, non ti era piaciuta
la sceneggiata del "se devi guidare così, accosta pure che me
la faccio a piedi.", ti dispiaceva non avermi salutato a dovere. Anche
perché il venerdì era stata una bellissima serata, ci eravamo
scambiati i regali di San Valentino, in ritardo perché cadeva durante
la settimana. Era un peccato rovinare tutto per una litigata domenicale. Piansi,
quella sera piansi tanto e per la prima volta da quando stavamo insieme, le
lacrime scendevano giù da sole senza bisogno di chiamarle, riflettei
molto e mi accorsi che un misero weekend era poco per la nostra storia, noi
avevamo bisogno di più tempo da dedicare l'uno all'altra ma più
di così non sapevo proprio dove tirare fuori ore e tempo per te e per
noi.
Sarebbe stato tutto più semplice se fossimo stati vicini: il giorno dopo
avremmo potuto vederci e parlarci perché messaggi
e telefonate non rendono mai quanto una conversazione. Comunque poi facemmo
la pace e tutto si risolse. Sono convinta che il destino sia già stato
deciso: io avevo provato a dimenticarti e tu sei ricomparso, anche se mi hai
fatto soffrire per tanto e in modi diversi sono consapevole che tu sarai per
sempre mio e io sarò per sempre tua. Oggi cerco
di capirti e di comprenderti, di darti tutto quello che posso donarti, dal rispetto,
alla stima, all'affetto per arrivare all'amore.
Vivo con la consapevolezza che ogni minima cosa è legata a te ed è
una sensazione duplice: da un lato meravigliosa perché mi alzi al mattino
sapendo di non essere sola; dall'altro lato è terrificante perché
se tutto dovesse scomparire mi cadrebbe la terra da sotto i piedi.
Molto spesso mi guardo indietro e rivivo i miei "se.." ma poi
ritorno alla realtà e ti vedo al mio fianco, so che tu sarai accanto
a me finché lo vorrai e questo mi dà la forza e la voglia di andare
avanti, di scoprire un nuovo mondo con te, con gioie e dolori:prenderò
tutto quello che verrà perché è giusto che sia, come credo
che sia giusto che noi stiamo insieme. Da atea credo che Qualcuno lo abbia deciso
per noi, ed è giusto che noi portiamo avanti la nostra storia finché
lo vorremo.
Siamo entrambi giovani, abbiamo un futuro davanti a noi, strade che forse ci
porteranno lontani l'uno dall'altro ma so per certo che se è deciso che
noi staremo insieme, così sarà.
Già in passato abbiamo percorso strade diverse ed oggi siamo qui a guardare
al domani con gli occhi di chi sa di avere al fianco una persona speciale, la
persona del proprio cuore: ho la certezza che i nostri cuori si appartengano.





nn rimpiangere ki ti ruba l'anima
Io.....vorrei dirti ke.....sto vivendo l prima parte della tua storia....dopo 7 mesi ci siamo incontrati.....è venuto lui....lo kiamo bambi sai?...si xk ha davvero gli okki 1 po a cerbiatto....lo amo da morire e senza di lui nn so stare........Nn devi cercare conforto nelle amike...xk nn ti capiranno mai..lo so bene....devi cerkare conforto nel tempo...si xk ti rikuce una ferita di cui x sempre avrai la cicatrice...ma nn ti impedirà di vivere...nn trovo le parole x dirti qll k ankio ho passato ankq xk nn servirebbe.......quindi ti auguro tutta la felicita del mondo xk prima o poi x lui nn rimarrà l'amore ma solo un ricordo e una delusione....buona vita 1 bacio francesca
hai ragione....
Hai ragione...mi è capitata una cosa simile..però meno drammatika xke io nn lo amo...ma lui mi ha detto ke mi ama..xò siamo un pò lontani...ma a quanto pare si è gia dimentikato ke esisto xke nn si fa piu sentire...poi mi sn lasciata da poco cn un ragazzo...è durata poco la cosa...ma anke lui pare gia ke nn gliene freghi piu niente di me...I RAGAZZI DIMENTICANO SUBITO...e le ragazze no...questo è un grande problema...sono poki i raga ke soffrono x amore...la maggioranza sono le ragazze...!!!ciao!!!
....spero e continua a sperare...
ciao... mi kiamo Valentina e ho 15 anni, mi sono ritrovata molto nella prima parte della tua storia , noi purtroppo nn ci siamo ancora 'RITROVATI' ma io continuo a sperarci.. davvero spero nel tuo lietofine...
ciao
Re: ....spero e continua a sperare...
> ciao... mi kiamo Valentina e ho 15 anni, mi sono
> ritrovata molto nella prima parte della tua storia
> , noi purtroppo nn ci siamo ancora 'RITROVATI' ma
> io continuo a sperarci.. davvero spero nel tuo
> lietofine...
> ciao
ciao valentina,
grazie x le belle parole,ti consiglio di non scoraggiarti mai, io non lho fatto, ed ora,a 20anni, sono felicissima di tutto..ti confesso che ho sofferto parecchio e dalla lettera si legge bene quello che ho passato, ti auguro tanto che voi vi ritrovaire al più presto!!
fai bene a sperare!non c'è mai nulla di perduto!!
un abbraccio
yle
:)
Siete stati davvero fortunati ci sono persone che queste sensazioni non le proveranno mai... anche se un giorno potresti soffrire almeno sai che c'è stato e il ricordo sarà sempre con te...
Semplicemente stupenda..
sxo k starete insieme x tutta la vita...davvero!ank a me è capitata quasi la stessa cosa...buona fortuna! : ) SMACK!!!!
wow
wow sono felice x voi! spero che anche a me succeda una cosa del genere che sto aspettando da anni...un bacio!