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Storie: "Avevo paura di lui"

Le vostre storie d'amore pubblicate su Girlpower

di la redazione 30 gennaio 2006

Questo racconto autobiografico è stato scritto da una/o di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP


LEGGI TUTTE LE STORIE PUBBLICATE FINORA!!!


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Luglio 2001...finalmente abbiamo finito!! Ultimo giorno dell’orale...siamo tutti troppo contenti!! Decidiamo insieme di trascorrere la serata a cena fuori e di andarci a divertire più che mai...tutti noi della classe sapevamo che non ci saremmo più rivisti, eravamo molto uniti...ma comunque ci sbagliavamo, perché ci sentiamo tuttora, e sono passati 4 anni!!

Inizia l’estate (anche se era iniziata a giugno), penso all’università, ma non ne sono molto convinta, penso di andare a studiare fuori, ma l’apprensione e l’ansia di mia madre, vincono, così rimango a casa mia! Estate ovvero storielle ed avventure...avevo appena compiuto 19 anni. Di storielle e avventurine varie che poi si dimenticano, ne avevo avute fin troppe. Si, mi divertivo, mare, discoteche e ragazzi...meglio di così?! Però, più trascorrevano i giorni e più sentivo il bisogno di qualcosa di stabile, di concreto. Non sapevo neanche io di preciso cosa volevo, ma sicuro avevo bisogno di una persona stabile, della stessa persona, di qualcuno che mi volesse davvero bene e che mi rispettasse. O perlomeno che non sparisse dopo poco tempo e soprattutto senza inventare scuse tipo “no, non sono pronto per una storia seria...”.

Era la fine, quasi, di agosto. Ricevetti la telefonata di un mio compagno di classe, ma gli si scaricò il telefono, inoltre io spensi il mio perché dovevo andare a ballare. La mattina dopo mi arrivò un msg, mi aveva chiamata un numero che non conoscevo. Stranamente rifaccio uno squillo, dico così, perché non mi è mai fregato niente di rifare squilli o sapere di chi fosse un numero che non conoscevo. Questo numero richiama, era un ragazzo, iniziamo a parlare e poi ricolleghiamo la telefonata alla sera prima, il mio compagno di classe, Matteo, mi aveva chiamata da quel numero. Ci troviamo in sintonia. Continuiamo a parlare del più del meno, che fai che non fai, come ti chiami, di dove sei...e la tipica frase “che ne dici di un aperitivo insieme? Così, giusto per conoscerci..”. Di questo ragazzo ne parlai a Matteo, ma lui mi disse: “lascia perdere, non è per te, lui fa sempre casini, tu sei una brava ragazza, lascia perdere, dimenticalo...”. Ma la sottoscritta non lasciò perdere proprio un bel niente, ero stata colpita dalla sua voce, dal suo modo di pensare e di parlare e così un pomeriggio andammo a prendere questo aperitivo. Si sa che, cmq, in questi tipici “appuntamenti al buio” è sempre indispensabile la tua migliore amica, in caso non dovessero andar bene le cose, fai lo squilletto ed ecco che arriva la telefonata che ti porta alla scusa “perdonami ma devo lasciarti”. E così fu. Non era come me lo aspettavo, anzi...ci rimasi malissimo, ma c’era un qualcosa che mi colpiva, nonostante lui non fosse proprio un bel ragazzo. Arriva la telefonata...ma di mio nonno, strano eh?! E alle fine dovevo andar via veramente!

Qualche giorno dopo, Matteo mi chiamò, era arrivata sua cugina da un’altra città e mi ha chiesto se volevamo uscire in quattro...ma io questo quarto lo vidi solo nel momento in cui me lo ritrovai davanti...era proprio lui, Marco...incredibile, se lo sapevo non ci uscivo, infatti mi arrabbiai tantissimo con Matteo, perché in macchina cercava scuse al posto di dirmi che era proprio lui. Incazzatissima (scusate il termine) volevo andar via, ma purtroppo non ero con la mia macchina. Appena Marco mi vide, fece una faccia davvero strana, tipo “ma che palle...tu sei!”. Marco per tutta la serata non fece altro che provarci con la cugina di Matteo, si baciavano davanti a me, le diceva che era la donna della sua vita, che si stava innamorando, e complimentini stupidi vari. E io, stranamente, rodevo dentro in una maniera pazzesca! Mi dava fastidio e non capivo se era più il fastidio per il fatto che ci provasse o più per il fatto che forse potevo essere gelosa.

Quella sera gli dissi che era un emerito stronzo, che dopo averlo visto l’unica cosa che dovevo fare era andarmene, che non ci si comporta così. Lui rispose semplicemente “sei tu che mi hai detto di no”...cavolo, aveva ragione...

Il giorno dopo, mi chiamò, chiedendomi scusa per il suo comportamento, aveva bevuto e non si rendeva conto di quello che diceva e che faceva. Non gli interessava la cugina di Matteo, ma solo io, e tutto quel casino lo fece solo per far suscitare in me qualcosa, cioè gelosia. E ammetto che ci riuscì perfettamente, ma questo non gliel’ho mai detto. Insomma, ci mettiamo insieme, storia da favola, mi tratta come una principessa...regali, cene in ristoranti favolosi, viaggi...e inoltre, la sempre originale dimostrazione che mi voleva bene. Io mi stavo innamorando, lui già lo era da un pezzo...mi stavo innamorando davvero ed era in quei momenti che iniziavo a capire cosa era quella sensazione che provai il primo giorno che lo vidi. Dentro di me dissi: “eh si, è proprio lui...è l’uomo della mia vita”. I primi mesi furono fantastici, ma iniziai a conoscerlo meglio. Era molto geloso, non mi lasciava andare tranquillamente all’università e ad un corso che stavo seguendo. Se non gli rispondevo agli squilli o alle telefonate, me lo ritrovavo all’università inscenando le sue performance da pazzo geloso. Certe figure...

Io mi chiudevo sempre di più in me stessa, non ero più quella ragazza solare che non faceva altro che ridere, divertirsi, star tranquilla...non ero più io. Litigavamo sempre, lui era geloso perfino delle storie che avevo avuto in passato, voleva sapere tutto nei minimi particolari!! Passò un anno...purtroppo successe una disgrazia nella sua famiglia...da quel giorno Marco non era più Marco, non era più quel ragazzo per il quale io ero cambiata, per il quale avevo mollato i miei amici, la mia famiglia, e anche l’università...non era più il Marco che io amavo.

Era sempre nervoso. Ed io sottostavo al suo comportamento di schifo, al suo isterismo. Se prima litigavamo sempre, in quel periodo tutto, anche un bicchiere sul tavolo faceva nascere una discussione. Iniziarono le brutte parole, i litigi gravi, quelli in cui dici qualcosa che fa male 100 volte più di una pugnalata al cuore. Passò un altro anno...io stavo scoppiando...era luglio del 2003, dopo il mio compleanno decisi che volevo un periodo di pausa. Volevo riflettere, volevo stare da sola, senza le sue parolacce, senza le sue pugnalate, senza i suoi attacchi di isterismo e pazzia. Ma soprattutto, avevo bisogno di un’amica...oramai i miei amici li avevo persi tutti. Iniziai ad andare al mare con le amiche di Marco, tramite loro conobbi Luana, tuttora siamo grandissime amiche. Con lei, passai un periodo fantastico, ci divertivamo troppo, stavamo sempre insieme, andavamo a ballare...ma Marco era sempre presente, più gli dicevo che volevo stare sola e lui più mi chiamava, mi inondava di msg, non mi lasciava un attimo in pace!

Una sera stavo uscendo...entro in macchina, chiudo lo sportello...ma sento riaprirlo, era Marco, era ubriachissimo, mi prese per un braccio e mi fece uscire dalla macchina con forza. Iniziò a baciarmi, a cercare di baciarmi, ma io per spostarlo, per sbaglio davvero, lo presi al viso, quindi gli arrivò una sorta di pugno. Ma giuro non lo feci apposta, ero troppo spaventata. Lui fu preso da una rabbia incredibile, mi prese a schiaffi, mi mise le mani addosso, e insisteva sempre nel baciarmi. Mio padre da casa sentì le urla e scese sotto ma non vide nessuna scena violenta.. tuttora lui è ignaro di tutto. Cercò di calmare Marco, finchè fortunatamente riuscì a farlo andare via. Io piangevo, mio padre non sapeva che piangevo perché mi aveva picchiata, pensava solo che io fossi spaventata, così gli dissi.
Ricevetti telefonate, molte, di Marco, nei giorni a seguire...passò un mese da quella sera e tornammo insieme. Mi chiese perdono, si mise in ginocchio, con le lacrime agli occhi, mi chiese scusa. Io gli volevo ancora bene, non avevo mai smesso di volergliene.

Credevo che la situazione fosse cambiata, i litigi iniziarono; lui, nel periodo in cui siamo stati divisi, tipo due mesi, ne combinò di tutti i colori. Andò con altre ragazze, frequentò gente non molto brava. E lui, aveva sempre la stessa scusa: stavo male per te, non capivo cosa era giusto e cosa era sbagliato, pensavo solo a te che mi avevi lasciato. Io ho sempre creduto a queste parole, ma una sera....fuori dal cinema, eravamo appena arrivati, un altro litigio...un pugno volato e il mio occhio rosso...dopo quella sera, è come se nel mio cuore e nella mia mente avessi chiuso nettamente la porta. I miei sentimenti, si erano spenti, come un interruttore e non c’era modo per farli riaccendere. Passammo le feste natalizie da schifo, io continuavo a piangere...ne avevo versate fin troppe di lacrime, tirammo la nostra storia fino a metà gennaio. Pensavo e vedevo solo lacrime, la mia vita senza amici, ma solo piena di sofferenze, l’università lasciata, quasi tre anni passati a litigare e a non concludere niente. Stavolta non c’era più via di scampo. Marco continuava a dirmi che era cambiato, che mi avrebbe voluto bene, che mi avrebbe rispettata. Io pensavo soltanto a dirgli che per capire che stava sbagliando ci sono voluti tre anni. Non gli credevo, avevo creduto in troppe cose, adesso basta con le speranze. Ho sempre sottostato alla sua prepotenza, ho sempre avuto paura di lui, adesso volevo essere me stessa, ero in una scatola chiusa senza buchi, l’aria iniziava a mancarmi...

Adesso, guardo indietro...vedo solo lacrime, scene che ricordano litigi e cattive parole, mi sforzo di pensare che sia stata una storia andata male solo per determinate circostanze, mi sforzo nel pensare a qualcosa di positivo...ma non riesco a trovarlo.

È passato un anno da quando ci siamo lasciati. Ho ritrovato i miei vecchi amici, ho trovato lavoro, sono tornata all’università...adesso posso dire di essere tornata ad essere la ragazza sempre allegra e vivace di prima, con la voglia di vivere e di divertirsi, sempre il sorriso stampato sul viso...e quella storia non è altro che un brutto ricordo chiuso in una scatola che sto cercando di chiudere per poi non riaprirla mai più.

Qualcuna/o ha qualche altro consiglio da darle/gli o un esperienza da raccontare? Scrivete a LOVE@girlpower.it e per lasciare i vostri consigli commentate qui sotto
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