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Storia di un ribelle

Storia di un ribelle

di Emanuela _Cerri 23 giugno 2004
Storia di un ribelle
la redazione di Girlpower riceve e pubblica
 
 

Questo racconto autobiografico è stato scritto da una di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP

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A me piacevi, questo lo sai, mi sei sempre piaciuto. "Ma lascialo perdere quello.. E' un ragazzo di strada, maleducato, ribelle, mai una storia seria in tutta la sua vita!" mi sentivo dire da chi ti conosceva, quando alla soglia dei miei 14 anni mi accorsi di te e provai a saperne qualcosa in più.
Furono in tanti a consigliarmi, con il cuore in mano, di non mettermi in testa il tuo nome. Hai sempre avuto una brutta fama, già da piccolo. Di te si sapeva tutto e niente. Cominciai, senza che neanche tu sapessi della mia esistenza, ad indagare su di te. Ora so la tua storia ma quando ti vidi la prima volta, poggiato su quel muretto sotto casa mia mentre cercavi di fermare il sangue che ti scorreva dal polpaccio dopo una brutta caduta in moto, non sapevo nulla e rimasi come incantata.

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Oppure siete appassionate di psicologia? O preferite raccontarci le vostre d'amore (e sex)...? NOI LE PUBBLICHEREMO SU GIRLPOWER!!

L'immagine non era della più soavi, ma ogni tuo movimento mi catturava e mi affascinava sempre di più. Sul volto l'espressione di chi è cresciuto badando a se stesso, sul corpo muscoli in evidenza coperti da tagli, lividi, un vero "eroe di guerra": fu questo il soprannome che per 3 settimane, prima di sapere il tuo nome, ti affidai. Ma quando lo seppi, Davide, non ne ebbi più bisogno.

Ricordo benissimo il tuo doloroso silenzio, ricordo che indossavi una maglietta nera sbracciata e dei jeans scoloriti. Sotto degli anfibi, nient'altro. I tuoi capelli neri erano perfettamente disordinati, i tuoi occhi verdi coraggiosi, la tua voce, che per due volte si fece sfuggire un imprecazione, era calda... bollente.
Avevi 16 anni all'epoca, e io, una dolce ragazzina cresciuta in una famiglia cattolica ed educata, sempre vestita in maniera semplice, molto acqua e sapone, rimasi a guardarti dalla mia finestra per tutto il tempo che utilizzasti per medicarti la ferita con quella bandana azzurra, poi montasti di nuovo la moto e rombando a tutto gas te ne andasti con una assordante impennata.

Poco dopo seppi che ero l'unica del quartiere a non conoscere la tua storia. Padre alcolizzato, madre probabilmente drogata, altri 3 fratelli dannatamente belli finiti in prigione dopo una vita passata a rapinare banche e a spacciare droga. una sorella grande di cui si erano perse le tracce già da parecchio tempo. Non hai mai ricevuto affetto, sei sempre stato solo.
Tu e la tua dannata bellezza.
Erano passati due mesi, io intanto avevo compiuto 15 anni, e di te mai più nessuna traccia. Ma una sera, al ritorno dalle mie lezioni di nuoto, mi sentii toccare dietro la schiena. Mi voltai e vidi una mano coperta da un guanto a mezze dita, alzai lo sguardo e per la prima volta vidi da vicino il tuo viso. Da togliere il fiato. "Mi mancano 5.000 per fare il pieno di miscela, hai qualcosa?". Non so per quanto tempo rimasi lì impalata a fissarti a bocca aperta, ma sicuramente molto dato che a un certo punto inarcasti le sopraciglia "Sei viva?" sussurrasti con la tua voce profonda.

Ti dissi che non avevo nulla con me, era la verità, allora mi salutasti con un cenno del capo, invitandomi ad allontanarmi. A costo di sembrare ancora più stupida, ignorai l'indicazione e, non so con quale coraggio, mi sedetti sulla tua moto. "ah, che intendi fare?" mi dissi. Non me lo feci ripetere due volte e ti raccontai tutta la tua storia, tutte le cose che sapevo su di te. Rimanesti parecchio stupito. La tua espressione si fece cupa, la voce roca. "Sono un maledetto puttaniere, ragazzina, lasciami stare non voglio assecondare la tua cottarella adolescienziale, quanti anni hai? 11?". Sapevo di sembrare più piccola, così, con un sorriso idiota stampato in faccia mormorai "ho 15 anni". Non alzasti lo sguardo.
Tirasti fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette, e sfilandone una per accenderla subito dopo mi dissi: "Non ho problemi a vivere un'avventura con te, Sei la numero 200..... Sono anch'io minorenne e se scegli di finire con me all'inferno, la cosa non mi tocca".

Mi rendevo conto della tua morale distorta, ma sapevo che dietro quella maschera d'indifferenza poteva celarsi un ragazzo dal cuore d'oro. Mai così tanto in vita mia desiderai di finirci in quel maledetto inferno. Non scesi dalla moto. Rimasi lì a fissarti. Era già tardi e potevo benissimo andare verso la mia casetta pulita e accogliente proprio dietro l'angolo, con i miei bravi genitori in pensiero per la loro principessa in ritardo, ma non scelsi quella strada e, quella notte, ti seguii.

Questo si chiama bruciare le tappe, ragazze. In una sola notte vissi tutte le esperienze che solitamente si fanno in qualche anno. Primi baci, prime toccate, primi approci con l'altro sesso, primo vero sesso. Pentita? Strano a dirsi ma no. Non so se quella era casa tua. Un posto squallido, davvero. un letto dall'aria troppo usata, l'idea a grandi linee fu quella di un garage arredato alla menopeggio. Sul fatto che eri esperto di donne non c'era dubbio. Quando mi spogliasti quasi non me ne accorsi. Non voglio cadere nel volgare raccontando i particolari della nostra notte insieme, ma nonostante per te fu solo godimento e nient'altro, io mi sentivo al settimo cielo, non mi rendevo conto neanche del dolore. Il tuo profumo mi inebriava, la tua pelle scura che faceva contrasto con la mia, da sempre rosea su di un corpo magro e minuto, mi attirava. Avrei voluto mangiarti, davvero. Ma forse quella notte fui io a venire mangiata.
Non fu solo un'avventura. Ero consapevole che non ero certo l'unica della tua vita, ma per ben 3 anni facemmo l'amore quasi ogni santo giorno.

Gli ambienti non erano dei più accoglienti: da vecchi garage, a stanze di amici imbevute di puzza di fumo o alcool, a macchine scassate. "Dopo" parlavamo a lungo. Tu mi donasti molto ma anche io feci la mia parte. Non so come riuscii piano piano a farti cambiare. Non mi dilungo a scrivere come, ma alla fine trovammo un punto d'incontro: io diventai un pò più ribelle di prima e tu un pò più civilizzato. quanto avevi 20 anni e io 17, avevi addirittura un lavoro del tutto rispettabile. Niente più droga e neanche fumo, insomma, un bravo ragazzo. Ma dentro di te non cambiò niente, entrambi ce ne rendemmo conto solo dopo, troppo tardi. Un giorno tua madre morì di overdose e tu, accecato dalla rabbia, uscisti di casa d'inverno indossando solo un paio di pantaloni e picchiasti a sangue lo spacciatore che, sapevi, riforniva tua madre. Molto grave, finì in ospedale, cosparso di graffi causati dal vetro di una bottiglia rotta. E poi morì. Sono passati già 5 anni e tu sei ancora in carcere. Uno di questi giorni verrò a dirti una cosa che, sembrerà strano, non ti ho mai ancora detto: Per quanto tu possa essere violento, ribelle, prepotente, maleducato ma terribilmente dolce quando vuoi: Ti amo da impazzire.

Qualcuna/o ha qualche altro consiglio da darle o un esperienza simile da raccontare?
Scrivete a
LOVE@girlpower.it
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Commenti

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icalabell mercoledì, 30 dicembre 2009

..vorrei sapere se.....

...nnt è una bellissima storia,x parte ci sto passando io vorrei sapere se i tuoi genitori sapevano ke ti stavi frequentando kon un ragazzo ke purtroppo aveva la famiglia kosi..e kosa ne pensavano...per favore rispondimi grazie

n° 50
cecilietta mercoledì, 2 dicembre 2009

Ti Stimo Troppo....

volevo già iscrivermi a Girl Power ma la tua storia senz' altro ha contribuito parecchio ...
mi sono decisa ad iscrivermi per dirti che questa storia è davvero bellissima e che sei stata davvero fortunatissima.. l' hai "accettato" così con i suo difetti e pregi... come avrei fatto io al posto tuo ovviamente... sei una ragazza davvero piena di amore per questo ragazzo.. digli che lo ami... diglielo!dopo una vita così sei arrivata tu e lo hai aiutato..ti stimo tantissimo davvero..
un bacio grande.e buona fortuna per tutto...

n° 49
Piccola stella mercoledì, 11 novembre 2009

Digli ke lo ami e ke il tempo non cambi le cose!!

La tua storia mi ha colpito il cuore...sai io sono sempre stata abituata alla normalità...mai niente mi ha attirato come questa storia..questo amore cosi profondo travagliato voluto desiderato...si vede ke c'è passione tra di voi...allora nn esitare digli che lo ami...e ke il tempo non ha cambiato le cose!!!...ti auguro ogni bene baci

n° 48
laura giovedì, 17 settembre 2009

che sogno...

che storia!!!!!sembra quasi la mia con il mio ex ragazzo....io brava ragazza lui scapestratoe ci siamo trovati,conosciuti e amati...il suo mondo mi affascinava.Io diventai un po più ribelle,lui imparò a conoscere l'amore il rispetto e addirittura il senso di una famiglia e poi?poi io sono cresciuta dopo 4 anni di fidanzamento e lui è cascato di nuovo in quelle brutte compagnie che frequentava prima che mi conoscesse....è finita tra noi e io x lui sono finita in ospedale eppure....non mi pento di nulla ma ringrazio non so ki o ke kosa x avermi fatto vivere quel sogno tanto bella ma illusorio....se lo ami diglielo non perdi nulla anzi.....

n° 47
BIMBA 94 venerdì, 4 settembre 2009

mi hai fatto commuovere

sai anke io sono stata cn un ragazzo cosi.. cn la piccola differenza k a me sn stati i miei a farla finire.. cmq se davvero lo ami ancora.. xk nn ie lo dici davvero a lui?. in carcere..

n° 46
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