|
L'immagine non era della più soavi, ma ogni
tuo movimento mi catturava e mi affascinava sempre di
più. Sul volto l'espressione di chi è
cresciuto badando a se stesso, sul
corpo muscoli in evidenza coperti da tagli,
lividi, un vero "eroe di guerra": fu questo
il soprannome che per 3 settimane, prima di sapere il
tuo nome, ti affidai. Ma quando lo seppi, Davide,
non ne ebbi più bisogno.
Ricordo benissimo il tuo doloroso silenzio, ricordo
che indossavi una maglietta nera sbracciata e dei jeans
scoloriti. Sotto degli anfibi, nient'altro. I tuoi capelli
neri erano perfettamente disordinati, i tuoi occhi verdi
coraggiosi, la tua voce, che per due volte si fece sfuggire
un imprecazione, era calda... bollente.
Avevi 16 anni all'epoca, e
io, una dolce ragazzina cresciuta in una
famiglia cattolica ed educata, sempre vestita in maniera
semplice, molto acqua e sapone, rimasi a guardarti dalla
mia finestra per tutto il tempo che utilizzasti per
medicarti la ferita con quella bandana azzurra, poi
montasti di nuovo la moto e rombando a tutto gas te
ne andasti con una assordante impennata.
Poco dopo seppi che ero l'unica del quartiere a non
conoscere la tua storia. Padre alcolizzato, madre probabilmente
drogata, altri 3 fratelli dannatamente belli finiti
in prigione dopo una vita passata a rapinare banche
e a spacciare droga. una sorella grande di cui si erano
perse le tracce già da parecchio tempo. Non hai
mai ricevuto affetto, sei sempre
stato solo.
Tu e la tua dannata bellezza.
Erano passati due mesi, io intanto avevo compiuto 15
anni, e di te mai più nessuna traccia. Ma una
sera, al ritorno dalle mie lezioni di nuoto, mi sentii
toccare dietro la schiena. Mi voltai e vidi una mano
coperta da un guanto a mezze dita, alzai lo sguardo
e per la prima volta vidi da vicino il tuo viso. Da
togliere il fiato. "Mi mancano 5.000 per fare
il pieno di miscela, hai qualcosa?". Non so
per quanto tempo rimasi lì impalata a fissarti
a bocca aperta, ma sicuramente molto dato che a un certo
punto inarcasti le sopraciglia "Sei viva?"
sussurrasti con la tua voce profonda.
Ti dissi che non avevo nulla con me, era la verità,
allora mi salutasti con un cenno del capo, invitandomi
ad allontanarmi. A costo di sembrare ancora più
stupida, ignorai l'indicazione e, non so con quale coraggio,
mi sedetti sulla tua moto. "ah, che intendi
fare?" mi dissi. Non me lo feci ripetere due
volte e ti raccontai tutta la tua storia, tutte le cose
che sapevo su di te. Rimanesti parecchio stupito. La
tua espressione si fece cupa, la voce roca. "Sono
un maledetto puttaniere, ragazzina, lasciami stare non
voglio assecondare la tua cottarella adolescienziale,
quanti anni hai? 11?". Sapevo di sembrare più
piccola, così, con un sorriso idiota stampato
in faccia mormorai "ho
15 anni". Non alzasti lo sguardo.
Tirasti fuori dalla tasca un pacchetto di sigarette,
e sfilandone una per accenderla subito dopo mi dissi:
"Non ho problemi a vivere un'avventura con te,
Sei la numero 200..... Sono anch'io minorenne e se scegli
di finire con me all'inferno, la cosa non mi tocca".
Mi rendevo conto della tua
morale distorta, ma sapevo che dietro quella
maschera d'indifferenza poteva celarsi un ragazzo dal
cuore d'oro. Mai così tanto in vita mia desiderai
di finirci in quel maledetto inferno. Non
scesi dalla moto. Rimasi lì a fissarti. Era già
tardi e potevo benissimo andare verso la mia casetta
pulita e accogliente proprio dietro l'angolo, con i
miei bravi genitori in pensiero per la loro principessa
in ritardo, ma non scelsi quella strada e, quella
notte, ti seguii.
Questo si chiama bruciare le
tappe, ragazze. In una sola notte vissi tutte
le esperienze che solitamente si fanno in qualche anno.
Primi baci, prime toccate, primi approci con l'altro
sesso, primo vero sesso. Pentita?
Strano a dirsi ma no. Non so se quella era
casa tua. Un posto squallido, davvero. un letto dall'aria
troppo usata, l'idea a grandi linee fu quella di un
garage arredato alla menopeggio. Sul fatto che eri esperto
di donne non c'era dubbio. Quando mi spogliasti quasi
non me ne accorsi. Non voglio cadere nel volgare raccontando
i particolari della nostra notte insieme, ma nonostante
per te fu solo godimento e nient'altro, io mi sentivo
al settimo cielo, non mi rendevo conto neanche del dolore.
Il tuo profumo mi inebriava, la tua pelle scura che
faceva contrasto con la mia, da sempre rosea su di un
corpo magro e minuto, mi attirava. Avrei
voluto mangiarti, davvero. Ma
forse quella notte fui io a venire mangiata.
Non fu solo un'avventura. Ero consapevole che non ero
certo l'unica della tua vita, ma
per ben 3 anni facemmo l'amore quasi ogni santo giorno.
Gli ambienti non erano dei più accoglienti: da
vecchi garage, a stanze di amici imbevute di puzza di
fumo o alcool, a macchine scassate. "Dopo"
parlavamo a lungo. Tu mi donasti molto ma
anche io feci la mia parte. Non so come riuscii piano
piano a farti cambiare. Non mi dilungo a scrivere come,
ma alla fine trovammo un punto d'incontro: io diventai
un pò più ribelle di prima e tu un pò
più civilizzato. quanto avevi 20 anni e io 17,
avevi addirittura un lavoro del tutto rispettabile.
Niente più droga e neanche fumo, insomma, un
bravo ragazzo. Ma dentro di te non cambiò niente,
entrambi ce ne rendemmo conto solo dopo, troppo tardi.
Un giorno tua madre morì di overdose e tu, accecato
dalla rabbia, uscisti di casa d'inverno indossando solo
un paio di pantaloni e picchiasti a sangue lo spacciatore
che, sapevi, riforniva tua madre. Molto grave, finì
in ospedale, cosparso di graffi causati dal vetro di
una bottiglia rotta. E poi morì. Sono passati
già 5 anni e tu sei
ancora in carcere. Uno di questi giorni verrò
a dirti una cosa che, sembrerà strano, non ti
ho mai ancora detto: Per quanto tu possa essere violento,
ribelle, prepotente, maleducato ma terribilmente dolce
quando vuoi: Ti amo da impazzire.
Qualcuna/o ha qualche altro
consiglio da darle o un esperienza simile da raccontare?
Scrivete a LOVE@girlpower.it
Leggi le frasi più romantiche gratis per te solo
su Girlpower
|
|
..vorrei sapere se.....
...nnt è una bellissima storia,x parte ci sto passando io vorrei sapere se i tuoi genitori sapevano ke ti stavi frequentando kon un ragazzo ke purtroppo aveva la famiglia kosi..e kosa ne pensavano...per favore rispondimi grazie
Ti Stimo Troppo....
volevo già iscrivermi a Girl Power ma la tua storia senz' altro ha contribuito parecchio ...
mi sono decisa ad iscrivermi per dirti che questa storia è davvero bellissima e che sei stata davvero fortunatissima.. l' hai "accettato" così con i suo difetti e pregi... come avrei fatto io al posto tuo ovviamente... sei una ragazza davvero piena di amore per questo ragazzo.. digli che lo ami... diglielo!dopo una vita così sei arrivata tu e lo hai aiutato..ti stimo tantissimo davvero..
un bacio grande.e buona fortuna per tutto...
Digli ke lo ami e ke il tempo non cambi le cose!!
La tua storia mi ha colpito il cuore...sai io sono sempre stata abituata alla normalità...mai niente mi ha attirato come questa storia..questo amore cosi profondo travagliato voluto desiderato...si vede ke c'è passione tra di voi...allora nn esitare digli che lo ami...e ke il tempo non ha cambiato le cose!!!...ti auguro ogni bene baci
che sogno...
che storia!!!!!sembra quasi la mia con il mio ex ragazzo....io brava ragazza lui scapestratoe ci siamo trovati,conosciuti e amati...il suo mondo mi affascinava.Io diventai un po più ribelle,lui imparò a conoscere l'amore il rispetto e addirittura il senso di una famiglia e poi?poi io sono cresciuta dopo 4 anni di fidanzamento e lui è cascato di nuovo in quelle brutte compagnie che frequentava prima che mi conoscesse....è finita tra noi e io x lui sono finita in ospedale eppure....non mi pento di nulla ma ringrazio non so ki o ke kosa x avermi fatto vivere quel sogno tanto bella ma illusorio....se lo ami diglielo non perdi nulla anzi.....
mi hai fatto commuovere
sai anke io sono stata cn un ragazzo cosi.. cn la piccola differenza k a me sn stati i miei a farla finire.. cmq se davvero lo ami ancora.. xk nn ie lo dici davvero a lui?. in carcere..