Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete
inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che
vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e
riflettere insieme con i ricordi di una persona sola Redazione
di GP.
Volevo raccontare anche io la mia storia... Ci tenevo a farlo perchè ha comportato un cambiamento profondo nella mia vita... E voglio raccontarlo.
Tutto iniziò nel novembre 2003. Avevo 15 anni, e da un anno circa mi ero presa una "cotta" per un ragazzo di due anni più grande di me, frequentava il quarto liceo nella mia stessa scuola. Dopo vari giri per riuscire a trovare il suo numero quasi per gioco, sono riuscita ad averlo e mi sono decisa a confessargli quello che provavo. Avevo paura che questa mia azione mi sarebbe costata solo molte umiliazioni all' interno della scuola, e che di certo non mi avrebbe portato a nulla di buono. Invece, dopo due giorni di messaggini, mi ha chiesto di uscire!!!
Non riuscivo a crederci... Ero felicissima... Ed è iniziata una storia bellissima.
Purtroppo dopo un mese circa, mia madre è venuta a sapere che ero stata a casa sua, e che una volta mi aveva anche dato un passaggio in motorino. Questo le ha dato fastidio, molto fastidio, e ha deciso che da quel momento non avrei più dovuto vederlo.
Per fortuna c'era la scuola ogni giorno e ci vedevamo lì, ma non era la stessa cosa. Potevamo sentirci per telefono, ma di certo non bastava. Ho passato le pene dell' inferno per vivere questa storia con lui, sono andata contro i miei genitori, e sono anche andata via di casa per tre mesi, lasciando del tutto da parte mia madre solo per portare avanti la nostra storia.
Ma nonostante tutte le lotte che ho fatto, lui a dicembre, poco dopo aver festeggiato l' anniversario di un anno, mi lasciò. Beh era vero, forse io sono stata un pò scontrosa gli ultimi tempi con lui, ma le cose non andavano affatto bene, avevo grossi problemi con i miei genitori e ero molto depressa anche per la scuola.
Quell' anno la mia media scolastica era crollata, a causa di quella situazione tremenda.
Dunque, andava tutto malissimo, e ad aggravare la situazione anche Luca pensò di lasciarmi. Adducendo come spiegazione che io lo trattavo male, come se non me ne fregasse nulla.
Inutile dire che ho sofferto come un cane. Quando mi lasciò, buttai i nostri anelli in mezzo alla strada. Ricordo quella scena come se fosse ora. Pioveva a dirotto, io ero alla fermata dell' autobus e piangevo disperata, singhiozzavo, mentre lui continuava a dirmi che ero una stronza e che non me ne fregava niente di lui e della nostra storia. Tutta una scusa per scaricarsi il peso dalla coscienza. Sapeva perfettamente che era proprio uno stronzo a lasciarmi dopo tutto, a lasciarmi in quei giorni, a poca distanza dalle vacanze di Natale, lo sapeva, e stava solo cercando delle scuse per stare con la coscienza pulita. Beh da quel giorno gli chiesi di non cercarmi più.
Tutte le mie amiche cercavano di tirarmi su. Ma non c' era niente da fare. Già ero depressa, dopo quella giornata, mi sentivo morta, praticamente ero un vegetale. Ho cercato con tutte le mie forze di tirarmi su, di sorridere, ma tutti mi facevano capire che ero inguardabile, perchè si vedeva lontano un miglio che ero depressa, e mettevo la depressione anche a tutti quelli che mi stavano intorno.
Un mese e una settimana più tardi, le mie amiche mi convinsero ad andare in discoteca con loro. Non ero proprio nello stato d' animo adatto, vedere gente che si sballa e si diverte non era nei miei piani. Ma comunque andai. Cercai di lasciarmi andare, e forse esagerai... Baciai un ragazzo, con cui stavo ballando, e un attimo dopo mi chiedevo che cazzo mi era passato per la testa. Che cosa cazzo mi aveva spinto a fare quel gesto. Mi odiai a lungo per quella cosa, ma poi capii per quale motivo lo feci, era perchè volevo dissacrare l' "amore", volevo che i baci fossero uno schifo, volevo non provare più niente, e quindi baciai uno sconosciuto proprio per questo motivo.
Luca, appena lo venne a sapere, tornò strisciando come un cane, e mi chiese se ci volevamo riprovare. Io fui così stupida da pensare che lo fece per amore. No, lo fece per gelosia. Lo fece solo perchè il suo giocattolino non era più solo suo. Aveva perso il possesso. E quindi per tutto il tempo non fece altro che trattarmi male, dicendo che meritavo anche di peggio per quello che avevo fatto. Mi diceva e ripeteva che io ero solo una troia. Cavolo, ora rivivendo insieme a voi queste cose, mi chiedo come ho fatto ad essere così idiota.. Ma dov' eravamo rimasti...
Mi prese a sberle più di una volta e non mi chiese mai scusa. Ma io rimasi con lui, sempre e comunque. Avevo paura di rimanere sola, di non farcela a sopravvivere se lui mi avesse abbandonato un' altra volta. Ma a lui questo non interessava. Lui voleva solo controllarmi.
Alla fine, dopo aver parlato a lungo con mio padre, dopo avergli raccontato tutto e più di tutto, pensai io di prendere una decisione drastica, di chiudere io di mia iniziativa, ma questa volta sul serio e per sempre. Così feci, con molta fatica. E lui di tutta risposta, per non smentirsi mai, cosa fece? Mi tirò una sberla e mi disse:"Brava, ora vai a fare la troia con le amichette tue, tutte troie come te". Vi lascio immaginare le sofferenze che quella frase lasciò nascere in me.
Per una settimana e qualche giorno non andai nemmeno più a scuola, non volevo assolutamente vedere la sua faccia, nemmeno a 10 metri di distanza. Poi capii che non potevo lasciarmi andare del tutto e così decisi di farmi forza e tornare a scuola.In fondo dovevo resistere solo un mese. La mia vita era diventata un conto alla rovescia aspettando l' estate per scappare in Toscana da mia nonna e non pensare più a niente. Quanta sofferenza che sentivo e che mi portavo dentro...
Finalmente giugno arrivò e ritrovai un pò di tranquillità. Non dovendolo più vedere ogni giorno mi sembrava di stare già molto meglio. Tanto per aggravare le cose, a giugno scoprì anche che la mia migliore amica era stata bocciata. Mio cugino era morto in un incidente di moto. Mio zio aveva appena avuto un ictus. I nuovi vicini di casa mi avevano avvelenato il cane. Non so cos' altro dovevo aspettarmi ancora dalla vita. Avevo paura ad alzarmi la mattina e scoprire qualche altra spiacevole novità. Così, non vedevo l'ora di scappare dalla mia città, dalla mia vita, di andarmene da Pescara, di mollare tutto e allontanarmi dalla mia quotidianetà.
Dunque arrivò l'11 luglio e finalmente partii per la Toscana dove mi aspettava la nonna... Appena scesi dal treno vidi mia nonna con un ragazzo, alto, carino, diverso da tutti gli altri che avevo visto fino ad allora. Quello doveva essere il mio cuginetto di secondo grado , Nicola, non l' avevo mai conosciuto prima, o meglio, l' avevo già visto, ma ero troppo piccolina per ricordarmene.
Mi accompagnò a casa, mia nonna ci presentò e a pelle, mi piaceva molto come persona. Prima di andarsene aveva lasciato il suo numero di cellulare nel caso avessi bisogno di qualcosa, un passaggio, un pò di compagnia...
Così il giorno dopo mi chiamò e mi chiese se avevo voglia di andare al mare con lui ed un suo amico. Io accettai l' invito. Alle tre mi venne a prendere e poi passammo da questo suo amico per poi raggiungere il mare tutti insieme. Era incredibile, non avevo mai visto un ragazzo della sua età così determinato e così serio, era strano... Ero abituata ai soliti fighetti che pensano solo a vestirsi bene, lui invece no, era un ragazzo speciale, me ne accorsi subito.
Quando arrivò l' amico di Nico, pensai esattamente le stesse cose, e pensai soprattutto "uhm... è carino!!"...Mi chiedevo se mi trovassi in Toscana o in paradiso... Due ragazzi uno più serio dell' altro, simpaticissimi e anche carini.
Per i giorni seguenti uscimmo ancora insieme, Nico mi presentò tutti i suoi amici di Livorno, tutti simpatici, davvero (beh a dir la verità una o due non troppo simpatici), e in quei giorni mi ricordo che mi stavo divertendo come non mi succedeva da tantissimo tempo... Ma con il passare del tempo mi resi conto che mi stavo anche innamorando... Sì, mi stavo innamorando di Emanuele, l' amico di mio cugino, il primo che ho conosciuto. Mi piaceva da morire, era bellissimo, serio, aveva lo sguardo sereno e mi trasmetteva fiducia e passione per la vita. Pensavo che la mia storia con Luca fosse stata una storia d' amore. Ma non sapevo nemmeno che cos' era una storia d' amore fino a quel dì...sabato 30 luglio...
Dopo una vasta serie di preamboli, come messaggini e sguardi, sono riuscita ad ottenere una sera dove i protagonisti eravamo solo noi due... La splendida passeggiata di quella sera non la scorderò mai.. Mi prese la mano per la prima volta e parlammo, parlammo tantissimo di tutto e tutti... Ero agitatissima, non riuscivo a capire se stavo sognando oppure no... No, era tutto vero... Lui quella sera si stava unendo a me ed io a lui... Per sugellare questa unione, quando fu tempo di rincasare mi diede un dolce bacio sulle labbra, che non dimenticherò mai.
Da quella sera ora siamo insieme, è passato poco tempo, ma so che è questo l'amore, non quello che mi aveva solamente riempito degli spazi vuoti fino a qualche mese prima. Quella è stata una storia importante, ma di certo non era amore.
L' amore, quello vero, è il nostro. Anche se abitiamo a 521,3 km di distanza niente e nessuno ci potrà dividere.
Perchè ho voluto raccontare questa storia? Perchè voglio rivolgermi a tutti quelli che per la fine di un amore stanno soffrendo e non hanno la forza di andare avanti e si lasciano andare, si lasciano cadere, sempre più in basso, perdendo orgoglio, dignità e soprattutto voglia di vivere. Io ero nella stessa situazione, e ho sofferto per 7 lunghissimi mesi. Ma poi ho capito che la soluzione è dentro di noi. Bisogna tirare fuori la forza dalle piccole cose di ogni giorno, e bisogna VIVERE LA VITA FINO IN FONDO! Bisogna sognare e vivere dei propri scopi e delle proprie aspirazioni!
Io grazie a questo angelo, mandatomi sicuramente da qualcuno di lassù, ho ricominciato a vivere e ad essere felice. Ora, dopo un anno e 6 mesi sono tornata a sorridere, e a portare allegria alla gente che mi circonda, non tristezza e disperazione.
Sono felice, sono viva, ora più che mai. E nessun altro mi butterà mai più giù.
Tutto merito del mio unico, grande ed eterno amore, Emanuele.
Grazie amore mio, con te sono nata una seconda volta e sono FELICE. Ti amo.
Melania88
Brava
Hai fatto benissimo!!!!
anzi avresti dovuto trovare la forza prima.. di mollarlo!!!
ti dava delle sberle?? ma scherziamo??? lo l'avrei mandato a stendere!!!!!
adesso i rapporti cn tua madre sono migliorati??
Grande Emanuele!!!!!
BACI KLA
brava!!!
brava!!!!Io sono più grande avendo 25 anni, ma ho passato anche io un'esperienza del genere non così dipserata, ma mi sono annientata..ed anche io come te ho trovato x caso dopo poco, quando pensavo di aver toccato il fondo un angelo e ora sto benissimo..l'amore eterno esiste basta credirci e a qualunque età e nn dare retta a quello che dice mara, ci sono mie amiche che sono insieme da anni e sono felici..nn importa l'età, ma solo come ci si trova con quella persona...in bocca al lupo per il futuro...:) e a tutte le altre coraggio, quando qualcosa miv a male mi dico sempre che si vede che qualcosa di meglio mi attende e vi giuro che è proprio così--bacio
...WoW...
Grazie Melania... Mi è servita questa tua lettera! mi ha tirata un po' su! E' un periodo che mi sento spenta, ho voglia di vivere un sogno, di provare cose nuove e sentirmi davvero felice! Mi hai dato un po' di speranza... aspetterò fiduciosa... grazie...
ahahah
mi vien da ridere a sentire parlare di vero e eterno amore a 18 anni...ma per favore...sai quanti ne cambierai ancora...
che bello
che cosa bella che hai trovato *_*