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Storie: "Troppo timida per stare con lui"

Storie: "Troppo timida per stare con lui"

di Emanuela _Cerri 17 settembre 2004
Le vostre storie d'amore
la redazione di Girlpower riceve e pubblica
 
 

Questo racconto autobiografico è stato scritto da una di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP

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" mi sei scoppiato dentro al cuore all'improvviso
all'improvviso non so perchè. non lo so perchè
all'improvviso all'improvviso
sarà perchè mi hai guardato come nessuno mi ha guardato mai..."

Con la scatola del mio passato al fianco ho deciso di esorcizzare questa mia ultima breve, ma intensa storia d'amore. I ricordi affollano e a frotte vorrebbero uscire: mettere ordine è difficile, selezionare l'importante ancora di più.
Eri sulle scale amore mio, ogni volta che ci passerò quest'anno il mio cuore ti rivedrà lì cristallizzato in quel giorno di inizio giugno, si contrarrà ancora dal dolore, ma tu sarai lì e popolerai ancora i luoghi che mi legano a te.

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Oppure siete appassionate di psicologia? O preferite raccontarci le vostre d'amore (e sex)...? NOI LE PUBBLICHEREMO SU GIRLPOWER!!

Era la prima volta che ti vedevo veramente, abbracciavi la tua magica chitarra e sapevi di essere bello ed affascinante, i nostri sgurdi si incrociarono più volte in quell'occasione ed io sentivo quella musica divina che tu come per incantavo facevi uscire dalla tua inseparabile "amica".
Ricordo quando le mie compagne tutte mi dicevano "hai visto quanto bello è MZ?" ed io inconsapevole del mio destino, irremovibile rispondevo "A me personalmente non piace, è il classico fighetto insipido...può essere carino quanto volete ma a me non piace proprio"; quanto avrei cambiato il mio parere io allora non sapevo, la tua musica e il viso tuo angelico ancora non li avevo notati e non sapevo che più avanti mi avrebbero reso folle.
Inutile dire che le mie amiche mi fecero fare il mea culpa per il mio gudizio precedente, inutile cercare di descrivere l'ilarità che si scopre quendo il tuo cuore inizia a battere per qualcuno e inutile dire che ringraziai il fatto di avere con me il mio registratore portatile con la quale di nascosto e fra i mille ammicchi delle mie compagne ti registrai. Era uno dei primi giorni di giugno, la scuola stava per finire ed io ti divoravo cogli occhi.

Poi arrivò l'estate e così com'era venuta se ne andò, la scuola riprese, non avevo pensato a te in quei mesi. Il mio ragazzo allora era a Londra.
...Poi quell'urlo, tu eri sul pullmann ed io su una panchina davanti alla nostra scuola, quell'urlo che involontario e spontaneo avevo in corpo, mi sembrava che da sempre fosse lì ad aspettare di uscire, e a squarciagola così ti dichiarai quanto mi piacevi.
Impietosa verso quell'angelo che tanto mi amava, che mi aveva ragalato momenti indimenticabili e che io avevo amato a mia volta, lasciai il mio ragazzo seduta stante: non potevo fingere con lui, nè lo volevo.
I giorni passarono, tu sempre più, popolavi i mie sogni, quei giorni li ricordo bene: i nostri sguardi silenti si incontravano sempre ed io ogni volta mi sentivo morire. Eri così bello che il mio sguardo tra ferito ed estasiato ti seguiva ovunque e il mio cuore si saziava solamente lasciando che i miei occhi di te si nutrissero in eterna contemplazione.
Mi sentivo così instabile e insicura sotto il tuo sguardo e nonostate fossi consapevole di quanto fossi bella tu mi sembravi così distante: tu il bello e fighetto della scuola ed io la dolce cerbiatta che però, secondo me, non avrebbe mai potuto rientrare nei tuoi canoni, mi sembrava di vederti da un altro pianeta e forse non mi sbagliavo.

Altri giorni seguirono, andare a scuola per me era una gioia ed ogni volta che finiva la mia mente già si proiettava al giorno successivo quando poi ti avrei rivisto, ma non so come quel mio personale idillio iniziò a cedere: ogni giorno di più incrementava il mio desiderio di conoscerti e di parlarti, sentire la tua voce parlare a me sola era un fortissimo bisogno, la brama delle tue labbra ancora di più, mi sembrava di non avere via d'uscita, anche se ero consapevole di un tuo interesse per me, per la mia spropositata timidezza in queste cose, sapevo che non sarei riuscita ad avvicinarmi. Mi decisi per il metodo più indiretto: tramite mille raggiri riuscii ad avere il tuo numero.
Ahh... i tuoi tuoi primi messaggi li ricordo, quanto intensa era la mia felice euforia, quanta speranza naquero in quelle ore. Poi ci fu il nostro primo incontro ravvicinato: quel giorno a scuola eri stranamente in anticipo, era il caso?
a me piace pensare che no, non lo era e che anche tu, quanto me, eri impaziente di parlarmi;
quanto grande era il mio impaccio seduta su quel muretto, e guardarti negli occhi non mi riusciva senza sorridere imbarazzata, in mezzo a quello stuolo di mie compagne curiose io non riuscii a dirti quasi nulla ma la mia felicità era egualmente troppo grande per poter sentire disagio, ero solo felicemente imabarazzata.

Finalmente potevo salutarti e quei primi giorni dopo che ci siamo parlati la prima volta erano per me paradiso, dolcemente ti salutavo ogni mattina e mi sembrava di aver fatto mille passi avanti, anche se in realta oltre quei piccoli saluti fra noi non c'era null'altro, ed io mi illudevo che sarebbe bastato uscire una volta che tutti i miei sogni si sarebbero avverati. Passò qualche giorno così poi, impaziente come mio solito, ti chiesi io di uscire. Rifiutasti, mi sentii morire e stupidamente, ingenuamente piansi bagnando tutto il cuscino: ricordo di come tu stesso capendo quanto male ci fossi rimasta mi dicesti che eri ancora preso dalla tua ex e che dovevamo cercare di parlare di più prima a scuola, e che quando ti chiesi se mi dovessi mettere l'animo in pace mi dicesti che no, non dovevo farlo...
Poi ci fu un muro fra noi, nonostante quelle parole confortanti la mia insicurezza crebbe e mi impediva di parlarti di persona anche se poi quando rimanevo sola in camera mia, tramite sms, cercavo di esporti tutti i miei sentimenti.

Finalmente uscimmo, erano passati mesi ormai da quelle prime parole ed io timida ed impacciata non riuscivo a capirti. In seguito mi chiedesti amicizia, era l'unica cosa che non avrei mai potuto darti, te la rifiutai, non ho mai creduto nell'amicizia fra uomo e donna, come poteva essercene fra di noi, quando sapevi bene che il mio cuore per te si struggeva ogni giorno. Litigammo, una mia compagna, tua amica, ti disse che io le avevo riferito di un bacio che fra noi non c'era mai stato, le credesti.
Non ci salutammo più, ti chiamavo stupido dentro la mia testa ma nel mio cuore tu c'eri sempre e anche se distoglievo il viso alla tua vista e mai più hai incontrato il mio sguardo tu eri sempre lì, il mio tutto, la mia felicità.
Il mio ex si rifece vivo ed io ingenua credevo di aver ritovato l'amore, ma era solo un nugolo d'affetto, in quei due mesi mi sentivo così amorfa e in ogni modo nascondevo a me stessa che ero te che volevo... Fra me e il mio ex le cose non andavano bene e come avrebbero potuto? nonostante tutta la mia auto-illusione nei miei occhi c'eri sempre tu e lui lo sentiva.

Arrivò marzo, la fine dell'inverno in genere dovrebbe essere momento di rinascita, ma io non potevo far altro che sentirmi giù senza conoscerne il motivo; fu in quel mese che mi accorsi che tu avevi ripreso ad osservarmi e che insistente ricercavi un contatto visivo: sapevi che avevo il ragazzo, era venuto davanti a scuola un giorno, ma la cosa non ti intimidiva e dopo pochi giorni tu mi spedisti questo messaggio: "Hey come va la vita?... io non ce la faccio più con la scuola!...credo diventerò matto!" è poca cosa lo so ma mi rese felice oltre ogni dire, ma mi frenai e non ti risposi subito e lasciai che tu me ne mandassi un secondo...
Poi glaciale ti risposi che non mi andava di fare la fine di prima e che quindi era inutile perdere tempo. Non so se ti accorgesti che la mia era tutta tattica, non so perchè a voi uomini piace che le donne vi facciano penare un po', i messaggi si susseguirono quel giorno ed alla fine tu mi chiamasti e mi dicesti che potevamo uscire e ci accordammo per il giorno dopo. Non doveva succedere nulla, ma finalmente il ghiaccio della mia timidezza iniziò a sciogliersi, tu mi guardavi e cercavi un contatto, io ero un po' titubante e non volevo ricascarci di nuovo, ricordo però che non riuscivo a non guardarti estasiata, tu te ne accorgesti e ti inteneristi, poi mi stupii: mi dicesti con ingenuità che desideravi baciarmi, ma che avevi paura che succedessero delle incomprensioni come prima, io ti risposi che dovevi valutare tu. Mi baciasti.
Oh, amore mio quanto morbide erano le tue labbra!

Sembrava che non ci saremmo più dovuti staccare, io sentivo cose che mai prima d'allora avevo sentito, lo stomaco mi si contorceva e stringerti a me era la cosa più dolce che avessi mai provato dopo quei primi baci...eri tanto dolce con me amore mio... Fu la giornata più bella della mia vita e mai ero stata così bene, mai mi ero sentita così viva. Qulla sera stessa lasciai il mio ragazzo, non lo facevo per te, ma per correttezza nei suoi confronti... Non ci vedemmo molto nei giorni a seguire, tu eri partito per le vacanze di Pasqua, ma ti facevi sentire spesso nonostante credessi io fossi ancora fidanzata. Ed io ero felice: la notte stentavo a chiudere occhio, e spesso mi svegliavo sognando di abbracciarti, non avevo mai provato nulla di più intenso per nessuno.

Poi tornasti, il giorno prima del tuo ritorno ti dissi, in seguito ad una tua frcciatina in proposito, che io ormai non stavo più con M e tu eri felice e con te anch'io, quando ci incontammo fu tutto bellissimo, passammo un pomeriggio fantastico, ricordi quanto stavamo bene l'uno nelle braccia dell'altra? quanti baci non smettavamo più di darci? La sera ci rivedemmo, e ancora una volta mi stupisti, stavolta chiedendomi se volevo essere la tua ragazza, accettai, e come potevo dire di no se non desideravo altro? Ci mettemmo insieme e quanti bei ricordi conservo di quel primo mese, di quanto eravamo affiatati, della prima volta che mi dicesti "ti amo", ero felice e insicura al tempo stesso, mi facevo mille paranoie e quasi non riuscivo a godermi nulla.
D'improvviso tu incominciasti a raffraddarti, io entrai in panico e molte vole stentavo a capirti, non uscivamo mai da soli, i tuoi amici sì, mi erano simpatici, ma io volevo essere la tua ragazza e sentirmi tale...Una sera ricordi? ti sei anche dimenticato di me...quanto piansi quella sera, fu lì che capii che con la mia poca fiducia e il troppo amore avevo fatto rompere qualcosa e fu lì che credetti di capire che ero sola in questo mio sentimento. Eppure tu non capisti quanto quella sera io abbia sofferto, ma mi chiedesti subito se fossi incazzata perchè in fondo di me ti eri solo dimenticato per un paio d'ore, e anche se poi tu mi chiedesti se potevi venirmi a prendere ormai era tardi, perchè io ero senza cellulare quella sera.

Da lì le cose andarono di male in peggio io ti vedevo sempre più distaccato e ne soffrivo e nonostante quando io te lo chiedevo tu mi dicevi che non era per me, la mia testa era una paranoia unica... e fu per questo motivo che ti lasciai la prima volta e nonostante poi ci rimettemmo insieme tu non cambiasti...Ti amavo tanto, tantissimo ma non volevo farmi mettere i piedi in testa e così quando non ce la feci più ti lasciai ancora una volta. Ero arrabbiata con te nei primi giorni e quindi nonostante tu mi scrivessi che mi volevi bene io non mi feci viva e tristemente solo dopo mi accorsi che ti amavo ancora follemente, che senza te non sapevo stare. La scuola era già finita da tempo e noi ci eravamo lasciati a metà giugno.
Questa per me è stata un estate tristissima, amore mio, quando a inizio luglio tornai dal mare io ero a brandelli, in seguito alla violenza carnale subita, anche se in parte per causa mia, che io non ti ho mai raccontata, si aggiunse all'impotente, ma ancora speranzoso amore per te la sensazione di essere sporca e stupida. Ci sentivamo, non spesso, ma mi chiamavi. Quando capisti che ero tornata tanto prima del tempo tu mi chiamasti e mi dicesti che volevi vedermi. Mi sentii rincuorata ma quel giorno non arrivò mai...
Ho pianto tanto in questi giorni amore mio e paradossalmente ancora una volta, come quando ero felice, non riuscivo a dormire e stavo sveglia e piangere e rigirarmi nel letto. Non mangiavo più e qualche volta mi sono anche ubriacata, io che prima ero astemia. Vedevo in te il mio unico conforto e dopo troppo tempo decisi di scriverti... imbucai quella lettera personalmente nonostante abitassi in un altra città, tu eri in vacanza ed io lo sapevo, ci eravamo sentiti il giorno prima della tua partenza, ricordi? La lettera ce l'hai ancora e non è come questa che forse non leggerai mai, ti diceva che stavo male, ti spiegava perchè ci eravamo lasciati e che ti amavo e che avevo bisogno di te. Eccola qui nella sua brutta che ho tenuto, spero non ti arrabbierai che altri la leggano, tanto tesoro mio nessuno sa chi siamo e anche se dovessero intuirlo chi se ne importa?

" Al suono della tua bossa nova e del tuo Jazz.
La mia vita ormai scorre sempre accompagnata dal tuo ricordo: dal ricordo di quel noi ormai sbiadito dal tempo, da tutte quelle volte che avrei voulto dirti che ti amavo da impazzire senza mai riuscirci, da quei nostri primi baci così dolci e struggenti.
A quella panchina
quel sabato di inizio primavera
i ricordi si affollano

Io non so dire ora come vorrei quel che ho in cuore, quel che mi opprime e fa ansimare l'anima mia, so solo che vorrei stringerti al petto ancora e sempre, ci sono volte in cui sento di non farcela più: SENZA TE E' BUIO, e mai come in questi giorni ho passato giorni più tristi e cupi. Cosa credi che io non abbia tentato di combattere? di sopprimere il tuo volto dalla mia mente? ci ho provato e ci proverò ancora e forse in un giorno di pioggia qualsiasi ci riuscirò finalmente, ma per ora tutti i miei tentativi sono stati vani: io non voglio che te, voglio sentire ancora le note uscire da quelle tue magiche mani mente abbracci una chitarra, sentire la tua risata cristallina, le tue parole riempirmi ancora e ancora le orecchie, sentirti ancora mio in un connubio indivisibile.
E questo lo so non è facile o c'è o non c'è quindi non mi rimane nessuna opzione oltre quella di lasciarti andare nell'oblio delle mie passioni e sentimenti o di amrti nella solitudine del mio cuore e forse arrivarà quel giorno di pioggia in cui ti dimenticherò e sarò graziata. So che sembra assurdo, alla fine l'ho voluto io, e sinceramente non credo che lasciarci sia stato un errore perchè ciò che ci stavamo dando l'un l'altro non era ciò che avevo desiderato, io avevo continuamente paura di opprimerti e non riuscendo mai a dirti nulla ti ho detto addio.
Non puoi immaginare quante pagine su di te, per te ho scritto, pagine di un amore incompreso e represso, di un amore che non trovava via d'uscita neanche quando eravamo insieme. Non credo che tu mi abbia mai amato anche se sei stato tu il primo a dirlo: ricordo la prima volta che me lo dicesti, il mio cuore ebbe un tuffo e credo anche che probabilmente tu in quell'attimo lo pensassi veramente, ricordo anche quando dicesti che non avresti mai scambiato quei momenti con nessun altra cosa... momenti bellissimi indimenticabili, cari al mio cuore come e più di me stessa, ma che non erano amore, perchè non può l'amore esaurirsi così in fretta, e credo anche che tu non sappia veramente cosa sia l'amore, non che io ne conosca il significato universale, ma ciò che io so è che il mio amore per te supera quello di qualunque altra cosa, la mia voglia di te appanna tutti gli altri desideri e la disperazione che ho di non averti, del tuo non-amore nei miei confronti, non mi permette più nulla.
Quanto vorrei ti lasciasti cullare su queste note di profondo amore, quanto vorrei farti scoprire e non celarti più ciò che ho in corpo. Non aver più paura che tu mi ferisca con la tua fradda indifferenza.
Ti amo e troppe lacrime scenderanno ancora prima che io ti possa riabbracciare.
(is it a crime dear loving you like I do?)"

Questo e più o meno quello che ti scrissi, insieme alla quale ti allegai 2 mie foto in cui sorridevo e altri scritti. Quando la leggesti io non so cosa provasti, so soltanto che mi chiamasti e mi dicesti che non te lo aspettavi, che ti sentivi cattivo e che io ero un fiore per la mia passionalità nonchè che una di quelle sere ci saremmo visti. Le tue parole non credevo sarebbero state bugie ancora una volta, e io veramente mi sono chiesta se delle cose che fai tu te ne renda conto oppure no... Ti chiamai qualche giono dopo, dopo che mi avevi detto quelle cose io avevo la speranza in pugno e avrei voluto chiederti se quella sera ci sareti stato al C., ma quando mi dicesti che stavi cenando con una tua amica a casa...e sapevo bene che eri da solo, il mio cuore non ha retto, il resto della telefonata è andato poi di male in peggio, perchè oltre tutto tu mi ha chiesto "perchè mi chiami?" ma non avevi detto che dovevamo vederci? ma io ovviamente non dissi nulla, ti salutai ed attaccammo la cornetta. Stetti male, non avevo mai provato dolore più intenso, piansi per tre giorni di fila...poi mi convinsi della tua insensibilità e cercai di riprendermi, paradossalmente mi aiutò molto quella domenica in cui ti vidi a casa di T. un nostro comune amico, quando tu pur sapendo che io ero innamorata di te sei venuto con la tua nuova ragazza, incurante di quel che potessi provare.
Ora è passato un mese da allora, da quando mi costrinsi a non piangere più e per sfogo al posto delle lacrime ho avuto il cibo...(almeno sono tornata come prima, come quando stavamo insieme).
Ci sono momenti però che credo di non farcela più ancora una volta e spesso ricordarti fa ancora malissimo anche se pian piano sto ricominciando a vivere.

Qualcuna/o ha qualche altro consiglio da darle o un esperienza da raccontare?
Scrivete a
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7
Commenti

valentina martedì, 6 dicembre 2005

vale

e successa una cosa molto simile anche a me e mi rispecchio in ogni tuo comportamento...in quei momenti pensi che nessuno possa capirti ma fidati ci sono passata anche io e prima o poi troverai il ragazzo che riuscirà ad apprezzati e ad amarti più della sua vita!!!

n° 5
Fra! sabato, 15 ottobre 2005

ciao!

....lasciatelo dire, sei bravissima nello scrivere! sei stata capace di scrivere quattro fatti in non so quante righe...!!!!!!!!!!!!PS...la vita e' troppo bella per perderla dietro ai maschi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!...non ci pensare piu, dovresti essere negli anni piu belli della tua vita! un bacio!

n° 4
alessandra sabato, 8 ottobre 2005

t capisco

ti capisco sto passando la stessa cosa....io innamorata prsa...lui geloso ossessivo che non ha mai capito quanto lo amavo e quanto lo amo quest'estate per le sue scenate ho perso 10 chili dovuti allo stress così ha detto il dottore....lui che mi diceva ti amo manon ra vero perchè se lo era non si sarebbe comportato così ed ancora oggi dopo 2 mes dopo tutto quello che mi ha fatto passare...lo amo ancora...e anche se sta con una non riesco a non pensare a lui anche con tutti i suoi difetti che sono tanti io lo amo forse più di prima....

n° 3
Giad!na venerdì, 28 ottobre 2005

Re: t capisco

vi capisco a entrambe..è successa più o meno la stessa cosa a me...ora sn pax 4mesi da qnd c siamo lasciati..pensavo nn m interessasse più..e invece anche se non lo faccio vedere sono tanto triste e mi manca veramente tanto..ho provato a riparlarci,ma lui ha trovato la scusa k ha tutti i gg allenamento e l'unico gg libero lo vuole pax con i suoi amici...!! sto maliximo...e ho un vuoto enorme dentro.. kiss!!

Giulia martedì, 13 dicembre 2005

Mi dispiace

Ciao,
mi dispiace tnt x te, la storia è bellissima e davvero coinvolgente. Ti auguro tutta la felicità del mondo. Ciao, by giulia

Dalila venerdì, 7 gennaio 2005

sorridi pensando a cio che ti ha lasciato...

so di nn conoscerti ma credo di sapere almeno in parte cosa provi o comunque cosa hai provato...l estate scorsa piu o meno mi è successa la stessa cosa...Ale è considerato il piu bello del mio paese (molto piccolo) e come potrai immaginare sono tutte ai suoi piedi... ed io ero l'unica o quasi a cui era indifferente, si, un bel ragazzo ma tutto li...anzi, ero cotta del fratello!!!
dico "ero" perche poi, non so come nè perchè, comunque contro la mia volontà, mi sono accorta k lo cercavo quando non lo vedevo al suo solito posto con i suoi soliti amici... mi sono resa conto k lo desideravo,k volevo stare con lui...ma non volevo ammetterlo, soprattutto a me stessa....
una sera contro ogni mia aspettativa è venuto da me, mi ha chiesto il numero ed io gliel'ho dato subito; non ero felice, di piu!!!
fatto sta k siamo usciti insieme diverse volte e alla fine ci siamo ritrovati mano nella mano, fidanzati..
ero troppo felice, finalmente qualcuno k mi faceva star bene,che sapeva come prendermi,assolutamente perfetto...ma con i miei silenzi con la paura di non essere alla sua altezza, sempre perfetto e con la battuta pronta, intelligiente e brillante..ho avuto quasi paura e l'ho lasciato...sono passati 5 mesi e sono stata malissimo perche pensavo fosse stata tutta colpa mia,delle mie paure,della mia età lui ha 19 anni,io 14....finchè ho capito che i miei silenzi erano colpa sua, del suo modo di apparire,del suo modo di pensare a sè....comunque di lui ho dei ricordi fantastici che non svaniranno mai..
nn dico che il tuo ex è come il mio, ma ti dico di non piangere per cio k non hai potuto dire o fare, ma di sorridere pensando a quante cose belle ti ha lasciato,di quanto ti ha fatto crescere,del fatto k hai un'eperienza in piu e che non rifarai di certo lo stesso errore con un altro...solo pensando a ciò troverai la forza dentro te di andare avanti, di superare ciò che ti ha fatto.. di dimenticare la sofferenza che ti ha procurato e di ricordare solo i momenti belli...
non è facile,ma anche la ragazza all'apparenza più fragile e timida dentro di sè,forse nascosta,forse no,ha una forza straordinaria con cui puo ottenere davvero cio che vuole....
un bacione grande grande
Dalila

n° 2
Giovanni mercoledì, 3 novembre 2004

Ma dai!

Piantala!

n° 1
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