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Era la prima volta che ti vedevo veramente, abbracciavi
la tua magica chitarra
e sapevi di essere bello ed affascinante, i nostri sgurdi
si incrociarono più volte in quell'occasione
ed io sentivo quella musica divina che tu come per incantavo
facevi uscire dalla tua inseparabile "amica".
Ricordo quando le mie compagne tutte mi dicevano "hai
visto quanto bello è MZ?" ed io inconsapevole
del mio destino, irremovibile rispondevo "A
me personalmente non piace, è il classico fighetto
insipido...può essere carino quanto volete ma
a me non piace proprio"; quanto
avrei cambiato il mio parere io allora non
sapevo, la tua musica e il viso tuo angelico ancora
non li avevo notati e non sapevo che più avanti
mi avrebbero reso folle.
Inutile dire che le mie amiche mi fecero fare il mea
culpa per il mio gudizio precedente, inutile cercare
di descrivere l'ilarità che si scopre quendo
il tuo cuore inizia a battere per qualcuno e inutile
dire che ringraziai il fatto di avere con me il mio
registratore portatile con la quale di nascosto e fra
i mille ammicchi delle mie compagne ti registrai. Era
uno dei primi giorni di giugno, la scuola stava per
finire ed io ti divoravo cogli occhi.
Poi arrivò l'estate e così com'era venuta
se ne andò, la scuola riprese, non avevo pensato
a te in quei mesi. Il mio ragazzo allora era a Londra.
...Poi quell'urlo,
tu eri sul pullmann ed io su una panchina davanti alla
nostra scuola, quell'urlo che involontario e spontaneo
avevo in corpo, mi sembrava che da sempre fosse lì
ad aspettare di uscire, e a
squarciagola così ti dichiarai quanto
mi piacevi.
Impietosa verso quell'angelo che tanto mi amava, che
mi aveva ragalato momenti indimenticabili e che io avevo
amato a mia volta, lasciai
il mio ragazzo seduta stante: non potevo
fingere con lui, nè lo volevo.
I giorni passarono, tu sempre più, popolavi i
mie sogni, quei giorni li ricordo bene: i nostri sguardi
silenti si incontravano sempre ed io ogni volta mi sentivo
morire. Eri così bello che il mio sguardo tra
ferito ed estasiato ti seguiva ovunque e il mio cuore
si saziava solamente lasciando che i miei occhi di te
si nutrissero in eterna contemplazione.
Mi sentivo così instabile
e insicura sotto il tuo sguardo e nonostate
fossi consapevole di quanto fossi bella tu mi sembravi
così distante: tu il bello e fighetto della scuola
ed io la dolce cerbiatta che però, secondo me,
non avrebbe mai potuto rientrare nei tuoi canoni, mi
sembrava di vederti da un altro
pianeta e forse non mi sbagliavo.
Altri giorni seguirono, andare a scuola per me era una
gioia ed ogni volta che finiva la mia mente già
si proiettava al giorno successivo quando poi ti avrei
rivisto, ma non so come quel mio personale idillio iniziò
a cedere: ogni giorno di più incrementava il
mio desiderio di conoscerti e di parlarti, sentire
la tua voce parlare a me sola era un fortissimo
bisogno, la brama delle tue labbra ancora di più,
mi sembrava di non avere via
d'uscita, anche se ero consapevole di un
tuo interesse per me, per la mia spropositata timidezza
in queste cose, sapevo che non sarei riuscita ad avvicinarmi.
Mi decisi per il metodo più indiretto: tramite
mille raggiri riuscii ad avere il tuo numero.
Ahh... i tuoi tuoi primi messaggi li ricordo, quanto
intensa era la mia felice euforia, quanta speranza naquero
in quelle ore. Poi ci fu il nostro primo incontro ravvicinato:
quel giorno a scuola eri stranamente in anticipo, era
il caso?
a me piace pensare che no, non lo era e che anche tu,
quanto me, eri impaziente di parlarmi;
quanto grande era il mio impaccio seduta su quel muretto,
e guardarti negli occhi non mi riusciva senza sorridere
imbarazzata, in mezzo a quello stuolo di mie compagne
curiose io non riuscii a dirti
quasi nulla ma la mia felicità era
egualmente troppo grande per poter sentire disagio,
ero solo felicemente imabarazzata.
Finalmente potevo salutarti e quei primi giorni dopo
che ci siamo parlati la prima volta erano per me paradiso,
dolcemente ti salutavo ogni mattina e mi sembrava di
aver fatto mille passi avanti, anche se in realta oltre
quei piccoli saluti fra noi non c'era null'altro, ed
io mi illudevo che sarebbe bastato uscire una volta
che tutti i miei sogni si sarebbero avverati. Passò
qualche giorno così poi, impaziente come mio
solito, ti chiesi io di uscire.
Rifiutasti, mi sentii morire e stupidamente,
ingenuamente piansi bagnando tutto il cuscino: ricordo
di come tu stesso capendo quanto male ci fossi rimasta
mi dicesti che eri ancora preso dalla tua ex e che dovevamo
cercare di parlare di più prima a scuola, e che
quando ti chiesi se mi dovessi mettere l'animo in pace
mi dicesti che no, non dovevo
farlo...
Poi ci fu un muro fra noi, nonostante quelle parole
confortanti la mia insicurezza crebbe e mi impediva
di parlarti di persona anche se poi quando rimanevo
sola in camera mia, tramite
sms, cercavo di esporti tutti i miei sentimenti.
Finalmente uscimmo,
erano passati mesi ormai da quelle prime parole ed io
timida ed impacciata non riuscivo a capirti. In seguito
mi chiedesti amicizia, era l'unica cosa che non avrei
mai potuto darti, te la rifiutai, non
ho mai creduto nell'amicizia fra uomo e donna,
come poteva essercene fra di noi, quando sapevi bene
che il mio cuore per te si struggeva ogni giorno. Litigammo,
una mia compagna, tua amica, ti disse che io le avevo
riferito di un bacio che fra noi non c'era mai stato,
le credesti.
Non ci salutammo più, ti chiamavo stupido dentro
la mia testa ma nel mio cuore tu c'eri sempre e anche
se distoglievo il viso alla tua vista e mai più
hai incontrato il mio sguardo tu eri sempre lì,
il mio tutto, la
mia felicità.
Il mio ex si rifece vivo ed io ingenua credevo di aver
ritovato l'amore, ma era solo un nugolo d'affetto, in
quei due mesi mi sentivo così
amorfa e in ogni modo nascondevo a me stessa
che ero te che volevo... Fra me e il mio ex le cose
non andavano bene e come avrebbero potuto? nonostante
tutta la mia auto-illusione nei miei occhi c'eri sempre
tu e lui lo sentiva.
Arrivò marzo, la fine dell'inverno in genere
dovrebbe essere momento di rinascita, ma io non potevo
far altro che sentirmi giù senza conoscerne il
motivo; fu in quel mese che mi accorsi che tu avevi
ripreso ad osservarmi e che insistente ricercavi un
contatto visivo: sapevi che avevo il ragazzo, era venuto
davanti a scuola un giorno, ma la cosa non ti intimidiva
e dopo pochi giorni tu mi spedisti questo messaggio:
"Hey come va la vita?... io non ce la faccio più
con la scuola!...credo diventerò matto!"
è poca cosa lo so ma
mi rese felice oltre ogni dire, ma mi frenai
e non ti risposi subito e lasciai che tu me ne mandassi
un secondo...
Poi glaciale ti risposi che non mi andava di fare la
fine di prima e che quindi era inutile perdere tempo.
Non so se ti accorgesti che la
mia era tutta tattica, non so perchè
a voi uomini piace che le donne vi facciano penare un
po', i messaggi si susseguirono quel giorno ed alla
fine tu mi chiamasti e mi dicesti che potevamo uscire
e ci accordammo per il giorno dopo. Non doveva succedere
nulla, ma finalmente il ghiaccio della mia timidezza
iniziò a sciogliersi, tu
mi guardavi e cercavi un contatto, io ero
un po' titubante e non volevo
ricascarci di nuovo, ricordo però
che non riuscivo a non guardarti estasiata, tu te ne
accorgesti e ti inteneristi, poi mi stupii: mi dicesti
con ingenuità che desideravi
baciarmi, ma che avevi paura che succedessero
delle incomprensioni come prima, io ti risposi che dovevi
valutare tu. Mi baciasti.
Oh, amore mio quanto morbide erano le tue labbra!
Sembrava che non ci saremmo più dovuti staccare,
io sentivo cose che mai prima d'allora avevo sentito,
lo stomaco mi si contorceva e stringerti a me era la
cosa più dolce che avessi mai provato dopo quei
primi baci...eri tanto dolce con me amore mio... Fu
la giornata più bella della mia vita e mai ero
stata così bene, mai mi ero sentita
così viva. Qulla sera stessa lasciai il mio ragazzo,
non lo facevo per te, ma per correttezza nei suoi confronti...
Non ci vedemmo molto nei giorni a seguire, tu eri partito
per le vacanze di Pasqua, ma ti facevi sentire spesso
nonostante credessi io fossi ancora fidanzata. Ed io
ero felice: la notte stentavo a chiudere occhio, e spesso
mi svegliavo sognando di abbracciarti, non
avevo mai provato nulla di più intenso per nessuno.
Poi tornasti, il giorno prima del tuo ritorno ti dissi,
in seguito ad una tua frcciatina in proposito, che io
ormai non stavo più con M e tu eri felice e con
te anch'io, quando ci incontammo fu tutto bellissimo,
passammo un pomeriggio fantastico, ricordi quanto stavamo
bene l'uno nelle braccia dell'altra? quanti baci non
smettavamo più di darci? La sera ci rivedemmo,
e ancora una volta mi stupisti, stavolta chiedendomi
se volevo essere la tua ragazza, accettai,
e come potevo dire di no se non desideravo altro? Ci
mettemmo insieme e quanti bei ricordi conservo di quel
primo mese, di quanto eravamo affiatati, della prima
volta che mi dicesti "ti amo", ero felice
e insicura al tempo stesso, mi facevo mille paranoie
e quasi non riuscivo a godermi nulla.
D'improvviso tu incominciasti
a raffraddarti, io entrai in panico e molte
vole stentavo a capirti, non uscivamo mai da soli, i
tuoi amici sì, mi erano simpatici, ma io volevo
essere la tua ragazza e sentirmi tale...Una sera ricordi?
ti sei anche dimenticato di
me...quanto piansi quella sera, fu lì
che capii che con la mia poca fiducia e il troppo amore
avevo fatto rompere qualcosa e fu lì che credetti
di capire che ero sola in questo mio sentimento. Eppure
tu non capisti quanto quella sera io abbia sofferto,
ma mi chiedesti subito se fossi incazzata perchè
in fondo di me ti eri solo dimenticato per un paio d'ore,
e anche se poi tu mi chiedesti se potevi venirmi a prendere
ormai era tardi, perchè io ero senza cellulare
quella sera.
Da lì le cose andarono di male in peggio io ti
vedevo sempre più distaccato
e ne soffrivo e nonostante quando io te lo chiedevo
tu mi dicevi che non era per me, la mia testa era una
paranoia unica... e fu per questo motivo che ti lasciai
la prima volta e nonostante poi ci rimettemmo insieme
tu non cambiasti...Ti amavo tanto, tantissimo ma
non volevo farmi mettere i piedi in testa e
così quando non ce la feci più ti lasciai
ancora una volta. Ero arrabbiata con te nei primi giorni
e quindi nonostante tu mi scrivessi che mi volevi bene
io non mi feci viva e tristemente solo dopo mi accorsi
che ti amavo ancora follemente, che senza te non sapevo
stare. La scuola era già finita da tempo e noi
ci eravamo lasciati a metà giugno.
Questa per me è stata
un estate tristissima, amore mio, quando
a inizio luglio tornai dal mare io ero a brandelli,
in seguito alla violenza carnale subita, anche se in
parte per causa mia, che io non ti ho mai raccontata,
si aggiunse all'impotente, ma ancora speranzoso amore
per te la sensazione di essere sporca e stupida. Ci
sentivamo, non spesso, ma mi chiamavi. Quando capisti
che ero tornata tanto prima del tempo tu mi chiamasti
e mi dicesti che volevi vedermi. Mi
sentii rincuorata ma quel giorno non arrivò mai...
Ho pianto tanto in questi giorni amore mio e paradossalmente
ancora una volta, come quando ero felice, non riuscivo
a dormire e stavo sveglia e piangere e rigirarmi nel
letto. Non mangiavo più e qualche volta mi sono
anche ubriacata, io che prima ero astemia. Vedevo in
te il mio unico conforto e dopo troppo tempo decisi
di scriverti... imbucai quella lettera personalmente
nonostante abitassi in un altra città, tu eri
in vacanza ed io lo sapevo, ci eravamo sentiti il giorno
prima della tua partenza, ricordi? La lettera ce l'hai
ancora e non è come questa che forse non leggerai
mai, ti diceva che stavo male, ti
spiegava perchè ci eravamo lasciati e che ti
amavo e che avevo bisogno di te. Eccola qui
nella sua brutta che ho tenuto, spero non ti arrabbierai
che altri la leggano, tanto tesoro mio nessuno sa chi
siamo e anche se dovessero intuirlo chi se ne importa?
" Al suono della tua bossa nova e del tuo Jazz.
La mia vita ormai scorre sempre accompagnata dal tuo
ricordo: dal ricordo di quel noi ormai sbiadito dal
tempo, da tutte quelle volte che avrei voulto dirti
che ti amavo da impazzire senza mai riuscirci, da quei
nostri primi baci così dolci e struggenti.
A quella panchina
quel sabato di inizio primavera
i ricordi si affollano
Io non so dire ora come vorrei quel che ho in cuore,
quel che mi opprime e fa ansimare l'anima mia, so solo
che vorrei stringerti al petto ancora e sempre, ci sono
volte in cui sento di non farcela più: SENZA
TE E' BUIO, e mai come in questi giorni ho
passato giorni più tristi e cupi. Cosa credi
che io non abbia tentato di combattere? di sopprimere
il tuo volto dalla mia mente? ci ho provato e ci proverò
ancora e forse in un giorno di pioggia qualsiasi ci
riuscirò finalmente, ma per ora tutti i miei
tentativi sono stati vani: io non voglio che te, voglio
sentire ancora le note uscire da quelle tue magiche
mani mente abbracci una chitarra, sentire la tua risata
cristallina, le tue parole riempirmi ancora e ancora
le orecchie, sentirti ancora mio in un connubio indivisibile.
E questo lo so non è facile o c'è o non
c'è quindi non mi rimane nessuna opzione oltre
quella di lasciarti andare nell'oblio delle mie passioni
e sentimenti o di amrti nella solitudine del mio cuore
e forse arrivarà quel giorno di pioggia in cui
ti dimenticherò e sarò graziata. So che
sembra assurdo, alla fine l'ho voluto io, e sinceramente
non credo che lasciarci sia stato un errore perchè
ciò che ci stavamo dando l'un l'altro non era
ciò che avevo desiderato,
io avevo continuamente paura di opprimerti e non riuscendo
mai a dirti nulla ti ho detto addio.
Non puoi immaginare quante pagine su di te, per te ho
scritto, pagine di un amore incompreso e represso, di
un amore che non trovava via d'uscita neanche quando
eravamo insieme. Non credo che tu mi abbia mai amato
anche se sei stato tu il primo a dirlo: ricordo la prima
volta che me lo dicesti, il mio cuore ebbe un tuffo
e credo anche che probabilmente tu in quell'attimo lo
pensassi veramente, ricordo anche quando dicesti che
non avresti mai scambiato quei momenti con nessun altra
cosa... momenti bellissimi indimenticabili, cari al
mio cuore come e più di me stessa, ma che non
erano amore, perchè non può l'amore esaurirsi
così in fretta, e credo anche che tu non sappia
veramente cosa sia l'amore, non che io ne conosca il
significato universale, ma ciò che io so è
che il mio amore per te supera quello di qualunque altra
cosa, la mia voglia di te appanna tutti gli altri desideri
e la disperazione che ho di non averti, del tuo non-amore
nei miei confronti, non mi permette più nulla.
Quanto vorrei ti lasciasti cullare su queste note di
profondo amore, quanto vorrei farti scoprire e non celarti
più ciò che ho in corpo. Non aver più
paura che tu mi ferisca con la tua fradda indifferenza.
Ti amo e troppe lacrime scenderanno
ancora prima che io ti possa riabbracciare.
(is it a crime dear loving you like I do?)"
Questo e più o meno quello che ti scrissi, insieme
alla quale ti allegai 2 mie foto in cui sorridevo e
altri scritti. Quando la leggesti io non so cosa provasti,
so soltanto che mi chiamasti e mi dicesti che non te
lo aspettavi, che ti sentivi cattivo e che io ero un
fiore per la mia passionalità nonchè che
una di quelle sere ci saremmo visti. Le tue parole non
credevo sarebbero state bugie ancora una volta, e io
veramente mi sono chiesta se delle cose che fai tu te
ne renda conto oppure no... Ti chiamai qualche giono
dopo, dopo che mi avevi detto quelle cose io avevo la
speranza in pugno e avrei voluto chiederti se quella
sera ci sareti stato al C., ma quando mi dicesti che
stavi cenando con una tua amica a casa...e sapevo bene
che eri da solo, il mio cuore non ha retto, il resto
della telefonata è andato poi di male in peggio,
perchè oltre tutto tu mi ha chiesto "perchè
mi chiami?" ma non avevi detto che dovevamo vederci?
ma io ovviamente non dissi
nulla, ti salutai ed attaccammo la cornetta.
Stetti male, non avevo mai provato dolore più
intenso, piansi per tre giorni di fila...poi mi convinsi
della tua insensibilità e cercai di riprendermi,
paradossalmente mi aiutò molto quella domenica
in cui ti vidi a casa di T. un nostro comune amico,
quando tu pur sapendo che io ero innamorata di te sei
venuto con la tua nuova ragazza, incurante
di quel che potessi provare.
Ora è passato un mese da allora, da quando mi
costrinsi a non piangere più e per sfogo al posto
delle lacrime ho avuto il cibo...(almeno sono tornata
come prima, come quando stavamo insieme).
Ci sono momenti però che credo di non farcela
più ancora una volta e spesso
ricordarti fa ancora malissimo anche se pian
piano sto ricominciando a vivere.
Qualcuna/o ha qualche altro
consiglio da darle o un esperienza da raccontare?
Scrivete a LOVE@girlpower.it
e per lasciare i vostri consigli commentate qui sotto
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vale
e successa una cosa molto simile anche a me e mi rispecchio in ogni tuo comportamento...in quei momenti pensi che nessuno possa capirti ma fidati ci sono passata anche io e prima o poi troverai il ragazzo che riuscirà ad apprezzati e ad amarti più della sua vita!!!
ciao!
....lasciatelo dire, sei bravissima nello scrivere! sei stata capace di scrivere quattro fatti in non so quante righe...!!!!!!!!!!!!PS...la vita e' troppo bella per perderla dietro ai maschi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!...non ci pensare piu, dovresti essere negli anni piu belli della tua vita! un bacio!
t capisco
ti capisco sto passando la stessa cosa....io innamorata prsa...lui geloso ossessivo che non ha mai capito quanto lo amavo e quanto lo amo quest'estate per le sue scenate ho perso 10 chili dovuti allo stress così ha detto il dottore....lui che mi diceva ti amo manon ra vero perchè se lo era non si sarebbe comportato così ed ancora oggi dopo 2 mes dopo tutto quello che mi ha fatto passare...lo amo ancora...e anche se sta con una non riesco a non pensare a lui anche con tutti i suoi difetti che sono tanti io lo amo forse più di prima....
Re: t capisco
vi capisco a entrambe..è successa più o meno la stessa cosa a me...ora sn pax 4mesi da qnd c siamo lasciati..pensavo nn m interessasse più..e invece anche se non lo faccio vedere sono tanto triste e mi manca veramente tanto..ho provato a riparlarci,ma lui ha trovato la scusa k ha tutti i gg allenamento e l'unico gg libero lo vuole pax con i suoi amici...!! sto maliximo...e ho un vuoto enorme dentro.. kiss!!
Mi dispiace
Ciao,
mi dispiace tnt x te, la storia è bellissima e davvero coinvolgente. Ti auguro tutta la felicità del mondo. Ciao, by giulia
sorridi pensando a cio che ti ha lasciato...
so di nn conoscerti ma credo di sapere almeno in parte cosa provi o comunque cosa hai provato...l estate scorsa piu o meno mi è successa la stessa cosa...Ale è considerato il piu bello del mio paese (molto piccolo) e come potrai immaginare sono tutte ai suoi piedi... ed io ero l'unica o quasi a cui era indifferente, si, un bel ragazzo ma tutto li...anzi, ero cotta del fratello!!!
dico "ero" perche poi, non so come nè perchè, comunque contro la mia volontà, mi sono accorta k lo cercavo quando non lo vedevo al suo solito posto con i suoi soliti amici... mi sono resa conto k lo desideravo,k volevo stare con lui...ma non volevo ammetterlo, soprattutto a me stessa....
una sera contro ogni mia aspettativa è venuto da me, mi ha chiesto il numero ed io gliel'ho dato subito; non ero felice, di piu!!!
fatto sta k siamo usciti insieme diverse volte e alla fine ci siamo ritrovati mano nella mano, fidanzati..
ero troppo felice, finalmente qualcuno k mi faceva star bene,che sapeva come prendermi,assolutamente perfetto...ma con i miei silenzi con la paura di non essere alla sua altezza, sempre perfetto e con la battuta pronta, intelligiente e brillante..ho avuto quasi paura e l'ho lasciato...sono passati 5 mesi e sono stata malissimo perche pensavo fosse stata tutta colpa mia,delle mie paure,della mia età lui ha 19 anni,io 14....finchè ho capito che i miei silenzi erano colpa sua, del suo modo di apparire,del suo modo di pensare a sè....comunque di lui ho dei ricordi fantastici che non svaniranno mai..
nn dico che il tuo ex è come il mio, ma ti dico di non piangere per cio k non hai potuto dire o fare, ma di sorridere pensando a quante cose belle ti ha lasciato,di quanto ti ha fatto crescere,del fatto k hai un'eperienza in piu e che non rifarai di certo lo stesso errore con un altro...solo pensando a ciò troverai la forza dentro te di andare avanti, di superare ciò che ti ha fatto.. di dimenticare la sofferenza che ti ha procurato e di ricordare solo i momenti belli...
non è facile,ma anche la ragazza all'apparenza più fragile e timida dentro di sè,forse nascosta,forse no,ha una forza straordinaria con cui puo ottenere davvero cio che vuole....
un bacione grande grande
Dalila
Ma dai!
Piantala!