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Storie: "laura, bella str..."

Storie: "laura, bella str..."

di Emanuela _Cerri 14 luglio 2004
Le vostre storie d'amore
la redazione di Girlpower riceve e pubblica
 
 

Questo racconto autobiografico è stato scritto da uno di voi, che ce l'ha inviato e adesso lo vede pubblicato su Girlpower... mandateci anche i vostri!!! Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezione di Girlpower!!! Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola
Redazione di GP

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La mattina del giorno dopo sarebbe stato ormai tardi, lei partiva, ed io non avrei più rivisto la sua chioma di un bruno travolgente scivolare su quelle spalle così perfettamente congeniate dalla natura. Aveva un nome semplice, uno dei più eufonici che possano esistere, Laura si chiamava, e dietro ad un nome così innocente chissà quanti cuori erano stati spezzati.

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Sono sempre stato un tipo orgoglioso, il tipico capo branco al quale bastano pochi minuti per far propria una ragazza, eppure ero ancora vergine, cosa che mi guardavo bene dal dire agli altri miei amici, tutti fidanzati da mesi e mesi che non provavano ormai neanche più gusto a farlo con la propria ragazza. In Sicilia sono pochissime le ragazze che vanno a letto con un ragazzo dopo una sera, ed io ritenendomi eccessivamente soprastante alla razza femminile non le consideravo per più di due o tre ore, belle o brutte che fossero.

Un giorno di calda, caldissima estate in città arrivò una nuova ragazza, tutti i miei amici mi dicevano che non la si poteva guardare negli occhi perché avrebbe fatto innamorare anche l’individuo più freddo. Capelli bruni e mossi, occhi azzurri con un taglio mai visto prima, alta e longilinea, mani affusolate ed una camminata degna solo di una pantera. Figuriamoci se mi facevo incantare da così poco, di ragazze belle ne avevo viste a flotte e nessuna era riuscita a sfuggirmi. Ironia della sorte Laura si inserì nella nostra comitiva ma io e lei non ci scambiavamo più di un “ciao” di circostanza quando ci incontravamo, sapendo entrambi quello a cui l’altro mirava. Non ci consideravamo quasi mai, ma lei, quasi a farlo apposta, ogni volta che provocava qualcuno si metteva vicino a me ed io stavo sempre attento alle parole che diceva, sicuro che al momento opportuno avrei saputo scagliargliele contro.

Giorno di scampagnata, andammo tutti a casa di Massimo, il mio migliore amico, con il quale dividevo la maggior parte delle mie avventure, Laura venne accanto a me mentre sorseggiavo una birra fresca dato il caldo asfissiante, mi osservò senza dire niente per almeno dieci minuti, naturalmente io mi ero accorto di quello che stava facendo ma facevo finta di niente scherzando e ridendo con le altre ochette della comitiva, stando bene attento a quello che dicevo o facevo in modo che lei non potesse usare la mia stessa “tattica”. Dopo quegli imbarazzanti e silenti dieci minuti lei mi chiese “che tipo sei tu? Non mi consideri perché ti sono antipatica o perché vuoi fare breccia sulla mia attenzione”, ero riuscito a farle fare la prima mossa, io risposi: “mi sei antipatica”, “posso sapere il perché” rispose lei con aria dubbiosa, “sei un’ ipocrita, razza che mi guardo bene dal frequentare”, si aprì una sorta di dibattito sul perché di questo e di quello e mi accorsi di avere instaurato una sorta di sfida con quella ragazza, una sfida piuttosto divertente, dove vince il più orgoglioso.

Mentre eravamo in comitiva un giorno mi si avvicina dicendomi che ero l’unico tra i ragazzi che le offriva degli spunti di riflessione, ma ero troppo stronzo per diventare un suo amico, così prima di andarsene mi stampò un bacio sulle labbra cercando di provocarmi, presi la palla al balzo e le chiesi di andare a fare un giro. La portai in campagna da me e lei non mi chiese neanche dove stessimo andando, era un ragazza piuttosto perspicace e penso che abbia intuito al volo che la stavo portando in un luogo appartato ed il fatto che non batté ciglio mi inorgogliva. Ci siamo fatti un bagno in piscina, ma dopo pochi minuti io uscii dall’acqua con la scusa della sete per vedere se lei mi avrebbe seguito, andai a bere non accorgendomi che lei era dietro di me, e mentre bevevo mi sfiorò con la lingua le labbra in modo talmente sensuale che a malapena riuscii a controllarmi. Mi allontanai da lei fingendomi indignato, ma i miei giochi non attaccavano e lei riprese a sfiorarmi dolcemente le labbra con la lingua, a quel punto cominciammo a baciarci ed in un turbine di lussuria ci trovammo nudi sopra il letto del secondo piano.
Sinceramente non ricordo come fossimo arrivati fin lì, ricordo solo il sinuoso ed intrigante muoversi della sua lingua a sfiorare la mia, ed il leggero ma incisivo tocco delle sue affusolate mani che serpeggiavano con grazia sotto il mio costume, voleva intrigarmi e ci riuscì pienamente ed io mi abbandonai dolcemente e lussuriosamente a quella che sarebbe stata la più gradevole sconfitta della mia vita. Lei capì immediatamente della mia verginità, era palese il trasparire della paura dai miei occhi, quella paura che ci prende non appena stiamo per intraprendere un cammino che non sappiamo dove ci porterà ma siamo coscienti del fatto che non potremo mai più tornare indietro, mi sussurrò: “stai tranquillo, stai per prendere il volo” così dolcemente che le sue parole mi strinsero il cuore. Fu bellissimo, intrigante, proibito, sensuale, dolce ed armonioso, qualcosa che ti lasciava un senso di pienezza e di appagamento. Andò avanti così per almeno una settimana finché un giorno, mentre eravamo a letto tra il caldo di un sole fulgido ed i nostri affanni mi disse: “domani parto...!” io tanto sconvolto quanto incredulo cercai una spiegazione a ciò che lei aveva detto, a ciò che lei stava per fare, ma lei con una tranquillità che mi innervosiva continuava a ripetermi che non era colpa sua, ma i suoi si dovevano trasferire per motivi di lavoro.

Così passammo dalla comitiva, lei voleva salutare tutti gli amici che aveva conosciuto in quel periodo, finché non la vidi baciare sulla bocca Massimo, il mio amico, con una naturalezza ed una disinvoltura che non riuscii ad emettere neanche un suono dalla bocca, lo stomaco mi si stringeva talmente forte che mi faceva un male insopportabile, sudavo ed il cuore mi batteva in modo pressoché irregolare, non vedevo Massimo ed i miei amici da almeno una settimana. Dopo essersi scambiati l’ultimo bacio io accompagnai Laura a casa su sua richiesta per andare ad ordinare le ultime cose, e mentre salivamo con l’ascensore lei mi disse con una disinvoltura che mi fece rabbrividire: “io e Massimo stiamo insieme te l’avevo detto?” litigammo tutta la sera, mi ero lasciato andare a tal punto da abbassare la guardia in quella settimana, mi disse che l’aveva fatto perché ero troppo stronzo e lei voleva farmi assaporare la sconfitta più amara, sebbene non glielo avessi mai detto ero innamorato perdutamente di lei, e proprio l’unica ragazza di cui ero stato capace di innamorarmi mi aveva trafitto il cuore in una maniera talmente truce che anche adesso che vi racconto questa storia mi tremano le gambe. Massimo naturalmente non sapeva nulla di noi e lei aveva tenuto all’oscuro di tutto entrambi, fu una doppia sconfitta per me, tradii il mio amico e mi innamorai di una persona che mi stava solamente usando, uscii dalla porta sbattendola e mentre guidavo piangevo come un bambino, non avrei mai più voluto sentir parlare né di amore né di Laura, quella notte si chiuse un capitolo della mia vita, uno dei più crudi in materia d’amore.

Magari, quella che vi ho raccontato sarà solo una storia tra le tante che mi accadranno, magari sarà solo la storiella di un flirt estivo ma io questa storiella la porto con una cicatrice nel cuore, che sebbene si sia rimarginata a volte ancora sanguina. By Caronte

Qualcuna/o ha qualche altro consiglio da dargli o un esperienza da raccontare?
Scrivete a
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Commenti

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Simona domenica, 16 novembre 2008

Ehm..

HaHaHa..L'ho vissuta ank'io una situazione del genere dove sono stata ingannata da un ragazzo che faceva doppio gioco.. che dopo avermi tirato nelle sue reti mi ha lasciata andare.. sapendo benissimo xò che lui era perdutamente innamorato di me.. gli ho fatto vendetta e mi sono vendicata.. mi sembrava giusto fargli passare e sentire il dolore.. anzi l'ho fatto soffrire più di quanto avevo sofferto io.. mi spiace ma occhio x occhio dente x dente e se qll laura era così è xk fondamentalmente non ti meritava e tu ti sei aperto a lei.. ma lei ti ha usato.. ha giocato cn i tuoi sentimenti.. nn è così la vita.. qll sono solo delle cretinate.. cm avevo ftt io.. ma ho imparato la lezione..

n° 29
teresa martedì, 22 luglio 2008

te lo sei meritato

tutti vuoi uomini vi rendete superiori sono molto feria del coraggio che questa ragazza avuto brava brava brava vuoi uomini questo vi meritate

n° 28
FiOnA lunedì, 21 luglio 2008

Ipse dixit

Tante, troppe storie vanno così... ma daltronde... chiunque abbia mai amato porta una cicatrice...

n° 27
giulia martedì, 14 agosto 2007

x te..

ho letto la tua storia e mi ha molto colpito!
sentvo di doverti ditri una cosa:questa storia la porterai sempre dentro il tuo cuore perchè è stata la prima volta che ti sei innamorato,che hai dato il tuo cuore e il tuo amore a qualcuno..
non può essere cancellata..ma inconterai la donna della tua vita,quella veramente degna di te che allevierà e cancellerà il tuo dolore!
ps.lei è stata veramente senza cuore percio stai attento..non meriti di soffrire cosi..guardati bene da quel tipo di donne.
ciao

n° 26
Francesco giovedì, 23 novembre 2006

ingenuo?!

ingenuo?????? meglio uno come questo che uno totalmente sfigato con le donne! datemi retta! almeno se l'è scopata!

n° 25
Chiara sabato, 30 luglio 2011

Ahahaha!!!

Che stronaza quella Laura... però in un certo senso te lo sei meritato!! Così impari a fare il figo con tutte XD

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