Storie: "Lo amo ed è il mio fratellastro"
"Quando le ho detto il suo nome, mia madre è sbiancata, sembrava stesse per svenire e ho pensato delirasse quando mi ha intimato di non vederlo più... Paolo, l'uomo più importante della mia vita, era il mio fratellastro"
Questi racconti autobiografici sono stati scritti da voi, che ce li avete inviati e adesso li vedete pubblicati su Girlpower... mandateci anche i vostri!!!
Potete scegliere l'argomento che preferite tra le 5 sezioni di Girlpower!!!
Che aspettate a farvi leggere? Per raccontarvi, per parlare di ciò che vi sta a cuore, per aiutare gli altri con le vostre esperienze, per ridere e riflettere insieme con i ricordi di una persona sola.
Redazione di GP
Questa è la mia storia, è tutta vera, purtroppo, tranne il finale, che ho inventato. L'ho immaginato e non messo in atto perchè non sono ancora sicura che la scelta che mi sento di fare sia la più giusta. Per questo vi scrivo, per chiedere aiuto e consigli...
“Irene dove vai?”
“Vado a portare fuori il cane” rispondo a mia madre, anche se in realtà vorrei dirle “Non è vero, il cane è solo una scusa. Vado ad incontrare Paolo, mamma, anche se tu non vuoi”.
Paolo è l’uomo più importante della mia vita e non sarà un’ imposizione di mia madre a impedirmi di vederlo. Paolo è mio fratello, ma lui non lo sa.
Neanche io lo sapevo quando l’ho conosciuto. Altrimenti, quando ci siamo incontrati, le cose sarebbero andate diversamente fra noi.
Non so si vi è mai capitato di rimanere colpiti da qualcuno tra la folla, non particolarmente bello o particolarmente affascinante, né appariscente, né intento in qualcosa di diverso dagli altri, ma voi, fra trenta, sessanta o cento persone che fossero, avete notato proprio lui.
E vi basta uno sguardo, basta guardarsi per la prima volta per capire e poter dire “Sì, è lei. E’ mia". Per Paolo è stato così con me.
Eravamo a una festa in uno di quei casolari in campagna in cui si organizzano mega-party non appena i genitori sono via. Io ero lì per via di amici, amici di amici a loro volta amici con amici della ragazza del padrone di casa… insomma, ignoravo e ignoro tuttora di chi sia il giardino in cui ho vomitato…ma non sono ancora arrivata a quel punto della serata.
Paolo era uno dei due dj della festa e mi aveva notato mentre ballavo da sola (chissà dove avevo perso i miei amici) in mezzo alla pista.
Più tardi ha ammesso di essere rimasto colpito soprattutto dal mio abbigliamento, non propriamente classico: minigonna nera strappata /barra/ lacerata; calze autoreggenti a righe viola, nere e lilla; due canottiere sovrapposte viole e lilla; scarpe converse una nera e l’altra viola con lacci di colori inversi.
Però ha anche aggiunto di essere rimasto incredibilmente attratto da me e che quando mi aveva visto vacillare (gli effetti dell’alcool che avevo bevuto iniziavano a farsi pesantemente sentire), gli era venuto spontaneo chiedere all’altro dj di sostituirlo e correre da me.
Non ho ricordi di questo momento, ma lui mi ha raccontato di avermi sorretta e accompagnata fuori dove, dopo pochi passi, io avevo sbottato nel giardino di cui dicevo sopra. Lui, invece di andarsene schifato, era rimasto a sorreggermi. Da qui i miei ricordi sono meno confusi e ricordo nitidamente le sue parole la prima volta che ci siamo guardati negli occhi: dopo avermi pulito con un fazzoletto pescato non so dove, mi aveva accarezzato le guance, fissato negli occhi e chiesto:“Non hai solo bevuto, vero?” “No, ho anche fumato"
“Molto?” “Molto pesante”.
Non so cosa mi abbia impedito di mentirgli, forse l’effetto “in vino veritas”, comunque finita questa frase io non ho potuto frenarmi dallo svuotare completamente il mio povero stomaco. Quando sono riuscita a riprendere possesso della parola, ho sussurrato: “Scusa” “E di cosa?” mi aveva chiesto sollevandomi il viso, “Mi dispiace che tu mi abbia visto così”
“Sei comunque bellissima”
“Sei malato”. Non scoraggiato dalla mia risposta, Paolo mi aveva baciato dolcemente, poi, abbracciandomi, mi aveva condotto in casa fino a una delle camere. Lì, poiché apparivo febbricciante, mi aveva fatto sedere sul letto, tolto le converse, sfilato le calze e fatta stendere.
Lui si era allungato al mio fianco e, stringendomi a sé e accarezzandomi i capelli, se ne stava lì senza parlare.
Sono stata io rompere il silenzio,dicendogli: “Se stessi meglio farei l’amore con te”
“E’ la cosa più bella che mi abbiano mai detto”
“Invece per me la cosa più bella del mondo è stare con qualcuno stesa in un letto senza che questo si aspetti di fare sesso”
“Perché non ti è mai successo prima?”
“No, spesso i ragazzi ti fanno sentire in obbligo di concedergli certe cose”
“Anche io?” mi aveva chiesto allora lui,dolcemente preoccupato “No,tu no ed è questo che mi fa venire voglia di fare l’amore con te”.
Lui non mi aveva risposto, mi aveva solo baciato in preda alla passione del momento.
Quando ormai ci eravamo spogliati a vicenda, mi ero alzata ed ero andata verso i miei vestiti “Prendi il preservativo?”
“No, prendo già la pillola e poi ora non ne ho” “Allora cosa tieni lì?” “Roba buona, ne vuoi metà?”
Era la prima volta che offrivo gratuitamente un po’ della mia roba ad un semi-sconosciuto, ma con Paolo mi era venuto naturale.
Fare l’amore con lui, forse anche per effetto dell’acido che ci eravamo divisi, era stato paradisiaco. Certo, ora che so che lui è mio fratello, mi fa impressione, ma quella sera non sapevo ancora chi lui fosse per me.
Dopo, c’eravamo rivestiti ed eravamo scesi ai piani inferiori. Quando eravamo entrati, avevo intravisto in un angolo due dei miei amici, ma prima di andare da loro, mi ero accorta che Paolo aveva la patta aperta. Senza pensarci su, avevo afferrato la zip e gliel’avevo chiusa.
Stavo quindi per dargli un bacio, quando mi ero sentita tirare i capelli. Mi ero voltata senza capire e una biondina arrogante mi aveva detto con disprezzo “Che cazzo fai, puttana?”. Avevo guardato prima lei, poi Paolo, poi l’amica della bionda che aveva detto come se stesse parlando ad un bambino particolarmente tardo: “Quello che ti sei trombata, è il raga della mia amica” “Problemi tuoi se il tuo ragazzo ti mette le corna, risolvila con lui, io vado dai miei amici. Fatemi sapere come va a finire”.
Avevo fatto per andarmene,ma la biondina stronza mi aveva gridato: “Va’, va’, puttana tu e tua madre”.
Chi mi conosce, lo sa bene: mai insultare mia madre, neanche per scherzo, perché in tal caso non so controllare le mie reazioni. Così, senza neanche prima voltare lo sguardo, le avevo tirato un rovescio in piena faccia e poi un dritto preciso sul setto nasale. A questa mia reazione era seguito il gelo, anche il dj aveva lasciato scorrere la canzone.
Paolo mi aveva allora prontamente preso per mano e trascinato fino alla macchina, intuendo che qualcuno avrebbe potuto chiamare la polizia.
Da cui i miei ricordi sono talmente precisi e nitidi che potrei disegnarli: Paolo mette in moto e partiamo, non si sa per dove, il silenzio intanto torna a farci compagnia.
Accendo la radio: “Salutandotiaffogo…” di Tiziano Ferro, lascio, non ho voglia di cercare altro…
Chi l’avrebbe detto che una canzone così lontana dalle mie corde sarebbe diventata la nostra canzone?
E chi l’avrebbe detto che ascoltandola, poche settimane dopo, avrei pianto?...
Ma torniamo ad una macchina in moto e ad una radio che cerca di colmare un silenzio che continua… Mi decido ad aprire bocca, è giusto, tocca a me parlare: “Non volevo picchiare la tua ragazza, non ne avevo il diritto, ma poi lei ha insultato mia madre e io non ho resistito”.
Lui accosta ad un angolo della strada, ma continua a non parlare e io non capisco se non sa che dire o se è arrabbiato. “Anche se in fondo non dovrei prendermela, perché mai madre, puttana, lo era davvero”. Paolo continua a tacere. “Parla, ti prego, parla cazzo, dì qualcosa, dimmi vaffanculo, dimmi vattene, ma parla cazzo, perché stai zitto, cazzo? Scusa,non la meno più la tua ragazza, scusa cazzo, ma ora però parla…o domanda…qualsiasi cosa…”
“Come ti chiami?” “Che?”
“Non so nemmeno qual è il tuo nome, come ti chiami?" “Irene, e tu?”
“Paolo, piacere” dice porgendomi la mano. Come potevo non scoppiare a ridere? “Ma che fai, prima mi scopi o poi mi porgi la mano?”.
Anche lui ride ora, la situazione è più rilassata. “Che vogliamo fare?” chiede. “Non so, ti va di… no vabbè, lascia stare…”
“No, dai dimmi…che ti va di fare?” “Ti va di…parlare?” “Sì, ok, ma che ti vergogni a dirmelo?” “Beh, sembra tutto così al rovescio con te” “E’ vero,quasi non sembri più quella di prima” “Hai ragione, mi è scesa la botta”
“Senti, Irene, posso baciarti?” “Mmmm…no!” “E perché?!” “Scherzavo, scemo, vieni qui”
Lo ammetto, con quel ragazzo ci stavo prendendo gusto… ma è mio fratello,cazzo!
“Hai solo questa domanda da farmi?” “No, in realtà ne ho molte, ma una in particolare…ma se non vuoi rispondermi, dillo”
“Prima fa la domanda” lo avevo incoraggiato io. “Perché hai detto che tua madre era una puttana?”
“Perché era realmente così. Lei è rumena e quando era giovane è venuta a Roma, all’insaputa dei miei nonni, ed è caduta nelle mani sbagliate. Così si è ritrovata in strada, a battere insomma. La cosa è andata avanti per undici mesi nei quali lei è anche rimasta incinta. Quando era ormai all’ottavo mese, ha trovato il coraggio ed è scappata”
“Come ha fatto?”
“Mentre i suoi protettori la credevano a lavoro, lei si è allontanata, protetta dalle sue compagne ed ha cercato aiuto, fino a che un uomo non si è fermato, l’ ha portata alla polizia e poi l’ha accolta in casa sua perché aspettava un bambino e non sapeva dove andare. Alla fine l’ha sposata ed ora quell’uomo è mio padre”
“Ma tu sei il bambino di cui tua madre era incinta quando è fuggita?”
“No, io sono figlia naturale di entrambi”
“E quel bambino, allora?”
“Per quello che ne so è stato dato in adozione; sospetto che mia madre sappia anche a chi e dove sia adesso, ma non ha voluto dirmi di più. Conosco questa storia da meno di quattro mesi… la mazzata è ancora fresca, per questo scatto se dicono troia a mia madre”
“Capisco”
“E tu?”
“Riguardo la mia famiglia non c’è molto da dire. Padre veneto, madre romana, nato a Roma, unico figlio”.
Quella sera abbiamo continuato a parlare per un’ora circa, poi ci siamo accoccolati nei sedili posteriori e addormentati, dopo esserci sfiorati un po’.
Dopo quella sera ci siamo rivisti altre volte e abbiamo iniziato a fare coppia fissa. Paolo si è anche ben integrato nel mio gruppo, tanto che ci ha tutti invitati a trascorrere tre giorni nella casa in Veneto della famiglia paterna. Per andarci ho dovuto chiedere il permesso a mia madre, con cui ho un buon rapporto di sincerità (anche se tralascio di raccontarle tutte le volte in cui sono completamente fatta e/o totalmente ubriaca) e le ho così detto che sarei andata in Veneto con i miei amici di sempre e il mio nuovo ragazzo.
Quando le ho detto il suo nome, mia madre è sbiancata, sembrava stesse per svenire e ho pensato delirasse quando mi ha intimato di non vederlo più. All’inizio era restia, ma poi, spinta da mio padre, mi ha detto una verità che non avrei mai voluto sapere: quel bambino dato in adozione da mia madre era proprio Paolo, lui era il mio fratellastro insomma.
Non sono più partita per il Veneto, fingendo un’improbabile influenza e ho provato a stare lontana da Paolo, a non farmi più sentire da lui, ma lui non ha capito e non si è arreso a questa mia improvvisa lontananza. Io sono stata male senza vederlo e forzandomi di non cercarlo, ma quando poi ho ceduto e l’ho incontrato, il sollievo è stato solo temporaneo perché non sopporto l’idea che mi baci o mi tocchi.
Mia madre mi ha proibito di vederlo, ma io non riesco a farne a meno.
Non so se raccontargli tutto e o tacere ed inventare una scusa qualsiasi per lasciarlo... chi sono io per rivelargli che lui non è chi crede di essere e che i suoi genitori gli hanno mentito per 18 lunghi anni?
Ma, allo stesso tempo, io che lo amo doppiamente come sorella e come amante, come posso mentirgli?
Non mangio, non dormo, non esco quasi più, ma penso, penso, e mi arrovello. Ormai vedere Paolo mi è sopportabile solo se sono completamente fatta e magari anche ubriaca.
Ora però sono sana, o forse neanche tanto perché cammino sotto la pioggia senza ombrello e ho dimenticato il cane a casa, ma sto andando dall’uomo che amo, da quello che vorrei fosse il padre dei miei figli, ma con cui non posso farne perché ci ha generato la stessa donna; sto andando da lui senza riuscire a smettere di piangere, ma pronta, pronta a confessargli la verità, una verità che lo schiaccerà e lo atterrerà, ma che non mi sento più di celargli.
Non so quali saranno le conseguenze, magari non mi crederà e mi scaccerà come un cane, convinto che la droga stia facendo delirare quella piccola sedicenne della sua fidanzata, o forse avrà fiducia nella donna che ama e mi chiederà di affrontare insieme questa tempesta che ci sta travolgendo.
Non lo so, ma ora lo vedo, lui è lì, mi sta aspettando, sorride… ed è bellissimo… ed è mio fratello.





forza e coraggio!!
...mai giudicare gli altri senza prima essersi fatti un bell'esame di coscenza!!! e cmq non sta a noi giudicare...se è una storia inventata la ragazza è una brava scrittrice ;) mentre se è vera...dovrebbe dirgli la verità arrivati a sto punto...e poi sarà lui a decidere...
Congratulazioni!!!
Mi piace molto la tua storia!! Forse nn lo sai, ma ce ne sn molti in giro di kasi simili al tuo!! E nn drammatizzare: se lo ami davveo e il tuo amore verso lui è così disperatamente incondizionato, tua mamma capirà e ti lascierà amare!!! Riorda: nella vita l'amore è tt!!!
P.S.: cmq, ti konsiglierei di smettere cn la droga..... le emozioni sn tt + belle quando si ha la piena konsapevlezza di se stessi!!!
ciao irene
ciao irene
sono michele io ho letto la tua storia e mi è sembrata molto commuovente e ne vorrei parlare con te però non qua. ti devo chiedere delle cose importanti!! spero che mi risponderai a questa e-mail: torellicompany@hotmail.it
non ti ho scritto per giudicarti
a presto aspetto tua gradita risposta
Ciao irene
ciao irene
sono michele io ho letto la tua storia e mi è sembrata molto commuovente e ne vorrei parlare con te però non qua. ti devo chiedere delle cose importanti!! spero che mi risponderai a questa e-mail: torellicompany@hotmail.it
non ti ho scritto per giudicarti
a presto aspetto tua gradita risposta
---
ok eccomi sono io, irene, la, come mi avete definito voi, bugiarda,raccontacazzate,scrittrice di storielle degne di cioè,ecc quando non mi avete creduto e puttana,drogata,eroiname,cocainomane,incannata,mignotta,ecc quanod invece avete creduto in quello che ho scritto.
bè ecco,ora lo ammetto,mi sono inventata tutto,contente?........voi non so,ma io lo sarei sicuramnete di più se le cose fossero così,o meglio se non fossero affatto.
vi dico solo questo:potrei giustificare ogni vostra singola accusa,ogni tentativo che avete fatto per denigrare la mia storia....ma non mi va,non mi siete serviti a niente se non a farmi odiare ancora di più questa schifo di vita....non vi meritate spiegazioni nè tantomeno io devo darvia lcun tipo di giustificazione....ora scusate,ma devo andarmi s drogare prima di scoparmi uno sconosciuto...
Re: ---
Phentermine 37.5mg, http://www.phentermine.com.md All diet pills are here.
Re: ---
> ok eccomi sono io, irene, la, come mi avete
> definito voi, bugiarda,raccontacazzate,scrittrice
> di storielle degne di cioè,ecc quando non mi avete
> creduto e
> puttana,drogata,eroiname,cocainomane,incannata,mignotta,ecc quanod invece avete creduto in quello che ho scritto.
> bè ecco,ora lo ammetto,mi sono inventata
> tutto,contente?........voi non so,ma io lo sarei
> sicuramnete di più se le cose fossero così,o meglio
> se non fossero affatto.
> vi dico solo questo:potrei giustificare ogni vostra
> singola accusa,ogni tentativo che avete fatto per
> denigrare la mia storia....ma non mi va,non mi
> siete serviti a niente se non a farmi odiare ancora
> di più questa schifo di vita....non vi meritate
> spiegazioni nè tantomeno io devo darvia lcun tipo
> di giustificazione....ora scusate,ma devo andarmi s
> drogare prima di scoparmi uno sconosciuto...
e certo nn sai più che cavolate sparare......hai finito le risorse....ahahahahahah